DONGO, 26 APRILE

54 RATTI IN FILA PER QUATTRO COL RESTO DI DUE.

400 pacifici cittadini antifascisti, donne, uomini, ragazzi, bambini e pure qualche cane ( rigorosamente antifascisti pure loro), rinchiusi, serrati, fra transenne e cellulari della Polizia, a cui viene impedito di assistere alla vergognosa cerimonia, ma non di scandire il loro slogan “Ora e sempre Resistenza”, di battere le mani e di cantare con la formidabile Banda degli Ottoni a Scoppio. Fuori, sul lungolago una cinquantina di grotteschi figuri vestiti di nero, brutti dentro e fuori, schierati in quattro file a invadere la Strada Statale nei due sensi ( traffico interrotto per permettere la lugubre parata, e tanto peggio per chi deve transitare).

Al termine del triste rito la piazza resta finalmente vuota, si tolgono le transenne e hanno inizio gli interventi dei rappresentanti dei partiti, sindacati e associazioni presenti a Dongo per portare la loro solidarietà:

Dario Venegoni, presidente nazionale Associazione Nazionale Ex Deportati, relatore ufficiale ANPI Nazionale

Valentina Cappelletti, segretaria regionale CGIL Lombardia

Dario Esposito, coordinatore UIL Lario

Marina Consonno, presidente provinciale ACLI

Maso Notarianni, vicepresidente regionale ARCI e presidente ARCI Milano

Chiara Braga, capogruppo PD camera dei deputati

Gaetano Pedullà, europarlamentare Movimento 5 Stelle

Ilaria Salis, europarlamentare AVS

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista

Ernesto Volonterio, Attivisti Como

La mattinata ha termine con un corteo, accompagnato dalle note della Banda degli Ottoni a Scoppio, che si è recato al cimitero per rendere omaggio ai partigiani donghesi caduti.

Nel pomeriggio, al Centro Polifunzionale, ha avuto luogo lo spettacolo “LA STAZIONE, memoria e responsabilità nella Costituzione italiana” scritto e interpretatato da un gruppo di giovani donghesi e Adelmo Cervi, che ha presentato il suo libro “I miei sette padri”

OGGI IL RICORDO DI GAVINO TOLIS, GIUSEPPINA PANZICA E PAOLO BOETTI

Questa mattina, alle ore 9,30 alla presenza delle autorità, del corpo della Guardia di Finanza, delle associazioni d’arma e dell’ ANPI è stata svelata una targa posta sull’edificio della Dogana di PonteChiasso, che ricorda il coraggio del finanziere Gavino Tolis che, con l’ aiuto della signora Giuseppina Panzica si incaricava di far espatriare profughi ebrei e perseguitati politici attraverso un buco della rete nel giardino della signora Panzica che dava sul confine svizzero. In seguito a una delazione vennero scoperti e deportati nei campi di concentramento da dove Gavino Tolis, di soli 25 anni, non farà più ritorno. Insieme a Tolis e Panzica è stato ricordato anche il Mareciallo Capo della guardia di Finanza Paolo Boetti, Comandante Interinale della Tenenza di Torriggia, che aveva il compito di vigilare la frontiera del Bugone di Moltrasio, nei pressi del Monte Bisbino, e le frontiere Murelli e Binate. In accordo con i partigiani operanti nella zona, i finanzieri al comando di Boetti aiutarono ex prigionieri di guerra, gruppi di ebrei e giovani disertori del Regio Esercito a fuggire in Svizzera. Quando i tedeschi occuparono il Comasco e i valichi di frontiera, il Maresciallo Boetti aderì alla Resistenza, entrando a far parte del gruppo delle Fiamme Verdi.

Alla commemorazione di stamattina ha presenziato, con il suo labaro, anche una delegazione dell’ ANPI Provinciale e di Como.