SOLIDARIETA’ AL RIFUGIO GINO E MASSIMO

L’ANPI Provinciale di Como esprime la propria solidarietà agli operatori del rifugio Gino e Massimo di Ponte Valtellina.

Esprimo la solidarietà dell’ANPI provinciale di Sondrio ad Anna e a tutti gli operatori del rifugio Gino e Massimo (Ponte in Valtellina) per l’ignobile e vile attacco nei loro confronti da parte di vigliacchi da tastiera e per la distruzione completa della loro jeep necessaria per il trasporto dei viveri al rifugio. La distruzione dell’auto, il sabotaggio ricevuto con l’aver rinchiuso degli asini nel loro bivacco con conseguente devastazione è da ascrivere ad un intervento di matrice fascista stante la vigliaccheria da codardi di chi l’ha effettuata. L’attacco loro effettuato è probabile conseguenza dell’aver organizzato la pastasciutta antifascista per la serata del 25 luglio con il patrocinio dell’ANPI. Auspichiamo che le forze dell’ordine individuino al più presto i responsabili di questi vili attentati perché il loro agire mette a repentaglio la convivenza civile e democratica della nostra comunità. Il danno economico subito da Anna è considerevole e quindi in suo supporto è stata indetta una sottoscrizione a cui ANPi ha dato ampio risalto ai suoi iscritti con invito ad aderirvi. Anche una tappa al rifugio rappresenta un segno di solidarietà concreta ai gestori. La resistenza antifascista continua oggi più che mai.

Anna non sei sola!

IERI PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA A CANTU’

Bellissima serata di festa e di lotta ieri, 22 luglio, al Parco del Bersagliere a Cantù, organizzata da ANPI Mariano-Cantù. 500 piatti di pastasciutta solidale e antifascista offerti ai tanti partecipanti.

Una serata di memoria attiva e impegno dedicata al ricordo e all’ insegnamento dei Fratelli Cervi e di tutti i partigiani e le partigiane che, nel buio della dittatura fascista, ebbero il coraggio di credere che ” un altro mondo è possibile”. Quell’ utopia, diventata poi realtà scritta nella nostra Carta Costituzionale.

Se ogni epoca ha il suo fascismo, come ci insegna Primo Levi, ogni epoca deve avere la sua Resistenza. Oggi, resistere significa lottare ed esigere la piena attuazione della Costituzione: Pace, Giustizia, Scuola, Lavoro, Sanità. Perchè ” un altro mondo è necessario”.

Ora e sempre Resistenza.

ANPI Mariano-Cantù sez. Erminio Nava

COMUNICATO STAMPA

Comunicato di ANPI Provinciale di Lecco

Anpi Lecco condanna i pesanti provvedimenti adottati nei confronti dei manifestanti del 27 aprile 2026 a Lecco.

Le pesanti sanzioni amministrative pecuniarie a cittadine e cittadini che hanno manifestato pacificamente a Lecco non possono passare sotto silenzio.

Anpi provinciale di Lecco fin dal 2001, anno in cui è stata posta abusivamente una lapide che distorceva i fatti relativi alla fucilazione dei sedici ufficiale della Repubblica Sociale Italiana il 28 aprile 1945, ha sempre manifestato in modo deciso e pacifico la propria opposizione a qualsiasi espressione di tipo nostalgico o apologetico del fascismo o a tentativi di una lettura revisionista e fuorviante dei fatti relativi al 28 aprile 1945, coinvolgendo un fronte di lotta ampio ed unitario (come tradizione del movimento operaioe della Resistenza partigiana).

Anpi Provinciale Lecco nel corso degli anni e fino al 25 Aprile di quest’anno ha trasformato quel luogo, da abusivo momento nostalgico, in un luogo della Resistenza cittadina inserito nel percorso Resistenziale formato da 13 targhe storico-didattiche e 6 Pietre di Inciampo.

Di tutto questo i responsabili della Prefettura e della Questura sono stati a suo tempo informati e documentati, affinché avessero consapevolezza della radicata e profonda sensibilità antifascista dei cittadini di Lecco e del suo territorio.

Sensibilità antifascista con una profonda radice di Costituzionalità derivante dal fondamentale e tragico contributo della popolazione lecchese nel periodo 1943 – 45, contributo attestato dalla medaglia d’argento al valor militare apposta sul gonfalone cittadino dall’allora presidente della Camera Pertini nel 1976.

Sensibilità per la partecipazione che ha caratterizzato la vita sociale di Lecco in questi 80 anni, anche con momenti di deciso confronto se non di conflitto sociale.

È per questo bagaglio di storia Costituzionale che non possiamo che ribadire la nostra più ferma condanna nei confronti dei ripetuti provvedimenti normativi di questo Governo (in particolare le disposizioni previste dai cosiddetti “decreti sicurezza”), volti a reprimere il dissenso, colpire ogni forma di conflitto, negare la concezione di democrazia espressa dalla nostra Costituzione, che non è limitata al voto ed al ruolo delle istituzioni, ma vive della più ampia partecipazione delle cittadine e dei cittadini, come singoli ma, soprattutto, in forma associata. Anpi Lecco continuerà a partecipare alle iniziative unitarie di contrasto a questi provvedimenti, anche perché quando chi manifesta pacificamente viene colpito da pesanti sanzioni economiche, il rischio è che si introduca, nei fatti, una “tassa sul diritto di manifestare”, un deterrente economico che limita l’esercizio di una libertà costituzionale.

È sulla base di queste considerazioni che ANPI provinciale Lecco non può che condannare con fermezza i recenti procedimenti aperti nei confronti di quei manifestanti che il pomeriggio del 27 aprile 2026 si sono ritrovati in forma spontanea e pacifica, ad esprimere verbalmente e rumorosamente la loro contrarietà alla rituale manifestazione di carattere nostalgico.

L’ANPI Provinciale di Lecco esprime inoltre forte preoccupazione per gli effetti che l’applicazione di questi provvedimenti può produrre sul rapporto tra cittadini e istituzioni. Il rischio è quello di alimentare un clima di contrapposizione e di disincentivare la partecipazione democratica, compromettendo quel confronto civile e rispettoso che, pur nella diversità delle opinioni, ha sempre caratterizzato l’iniziativa pubblica promossa dall’ANPI.

Per questo ANPI provinciale Lecco chiede alle autorità competenti la revisione dei provvedimenti adottati

OGGI, 21 GIUGNO, PASSEGGIATA PARTIGIANA

Bellissima camminata organizzata da Anpi Dongo sul secondo sentiero partigiano, che da Mottafoiada porta al passo del Giovo.

Abbiamo ricordato i nostri partigiani, uccisi in quei luoghi dalle Brigate Nere, in particolare abbiamo ricordato Giulio Paracchini, eroe della Resistenza, grazie alle parole del nipote Roberto.

Un ringraziamento alla pro-loco di Garzeno, che ha cucinato un’ ottima polenta, al sindaco di Garzeno che è stato con noi, al Gruppo di Musica Popolare D’Altrocanto e al Duo Folk Resistente di Anga e Ste che ci hanno allietati con la loro musica.

CECCO BELLOSI ASSOLTO

E’ CON PIENA SODDISFAZIONE CHE STAMATTINA, AL TRIBUNALE DI COMO, ABBIAMO APPRESO LA NOTIZIA DELLA PIENA ASSOLUZIONE DI CECCO BELLOSI

Bellosi era reo confesso di aver levato dei fiori dalla teca commemorativa a Giulino di Mezzegra, nel luogo dove era stato fucilato Benito Mussolini.

Quei fiori non erano stati messi per umana pietà o per sentimento religioso, ma volevano costituire un gesto celebrativo della figura del duce. La tesi sostenuta da Cecco Bellosi e del suo avvocato difensore Davide Steccanella, è che quei fiori rappresentavano un oltraggio alla nostra Repubblica nata dalla Resistenza e un’ apologia del fascismo. Da qui l’ assoluzione, Bellosi ha agito nel pieno rispetto delle leggi della nostra Repubblica antifascista.