COMUNICATO ANPI

L’ANPI nazionale aderisce e partecipa al presidio promosso per le ore 13 del 9 settembre davanti a Montecitorio contro l’approvazione del cosiddetto “disegno di legge contro l’antisemitismo” perché esso nasconde la possibilità di una gravissima lesione ai diritti di libertà politica, culturale e accademica, colpendo così le manifestazioni di posizioni critiche nei confronti di Israele, delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese.

Il contrasto e la condanna dell’antisemitismo, espressione delle formazioni che si richiamano alle ideologie suprematiste, xenofobe e razziste, condannate dalla storia e che violano l’art. 3 della Costituzione, è stato, è e sarà un impegno costante dell’ANPI che in più occasioni ha anche chiesto e sollecitato l’intervento delle istituzioni preposte al rispetto delle leggi italiane.

Assieme, il Comitato Nazionale ribadisce l’importanza di un dialogo franco, aperto e continuo con le comunità ebraiche sia a livello nazionale che territoriale – in particolare in un momento storico così tragico – per la ricerca di un terreno comune sui temi dell’antifascismo e delle celebrazioni del 25 aprile, nella chiarezza del confronto politico.

Il Comitato Nazionale ribadisce che l’ANPI, richiamandosi ai principi fondativi della Resistenza, della Costituzione italiana e del diritto internazionale, ha assunto da sempre una posizione netta di condanna delle politiche israeliane nei confronti del popolo palestinese. Quanto sta avvenendo a Gaza non può essere letto come una semplice operazione militare e certamente mai come legittima difesa, ma configura una sistematica distruzione di un popolo attraverso uccisioni di massa di civili, inclusi migliaia di bambini, distruzione deliberata di ospedali, scuole, università e luoghi di culto, imposizione di condizioni di vita incompatibili con la sopravvivenza, blocco degli aiuti umanitari e uso della fame come arma di guerra.

Inoltre la violenza scatenata dai coloni, appoggiata dalle forze militari di Israele nei territori della Cisgiordania, è intollerabile, è contro il diritto internazionale, è contro tutte le risoluzioni dell’ONU ed è volta solo al progetto di distruzione totale o parziale di una intera popolazione.

Il Comitato Nazionale dell’ANPI denuncia la complicità del governo italiano nella politica criminale di Israele, in quanto il governo non ha mai fatto cessare il commercio di armi con Tel Aviv e si è opposto in ogni modo alla sospensione dell’accordo commerciale fra Unione Europea e Israele, nonostante tale accordo fosse esplicitamente condizionato dal rispetto dei diritti umani.

Per l’ANPI, la questione palestinese non è solo geopolitica, ma profondamente etica e storica. L’associazione richiama il dovere della Memoria: chi ha conosciuto il fascismo, le deportazioni, le leggi razziali e i crimini contro l’umanità non può restare indifferente davanti al popolo palestinese che è stato privato di diritti, terra e futuro.

In questa prospettiva, la difesa del popolo palestinese non è mai assimilata all’antisemitismo, che l’ANPI condanna senza ambiguità. Al contrario, ribadiamo la fermezza dei nostri principi e dei nostri valori nella Memoria della dolorosissima storia del popolo ebraico, delle persecuzioni e delle discriminazioni, che culminarono con il nazifascismo, con le leggi razziali del 1938, fino all’abisso della Shoah.

La posizione dell’ANPI sulla Palestina si colloca in una visione coerente con i valori della Resistenza, dell’antifascismo e della Costituzione italiana: opposizione a ogni forma di colonialismo, apartheid e genocidio; difesa del diritto internazionale; solidarietà attiva con i popoli oppressi, lotta ad ogni forma di razzismo e discriminazione razziale.

L’ANPI rimane fermamente convinta del diritto all’autodeterminazione di tutti i popoli, come stabilito dalle norme del diritto nazionale ed internazionale e per questa ragione ribadisce la richiesta al governo italiano di immediato riconoscimento dello Stato di Palestina

Comitato Nazionale Anpi

FOGLIO DI VIA A CINQUE MILITANTI DI DO.RA

DOPO I FATTI DI DONGO DEL 26 APRILE

La Questura di Como ha avviato il procedimento nei confronti di cinque partecipanti alla commemorazione dei gerarchi fascisti della Repubblica Sociale Italiana. Tra loro Alessandro Limido, 46 anni, presidente della Comunità militante dei Dodici Raggi, formazione dell’ estrema destra varesina.

Negli atti della Divisione Anticrimine si legge che Limido si sarebbe reso responsabile di gravi disordini per l’ ordine e la sicurezza pubblica e avrebbe cercato di provocare uno scontro tra manifestanti. Nella stessa giornata era stato deferito per violazione dell’ art. 5 della legge Scelba.

La mattina del 26 aprile a Dongo si erano svolte, con l’ autorizzazione della Prefettura, due manifestazioni contrapposte, da un lato qualche decina di militanti dell’ estrema destra aveva commemorato, con tanto di saluti romani e rito del presente, quindici gerarchi fascisti della RSI, fucilati a Dongo il 28 aprile dopo essere stati catturati mentre cercavano di fuggire all’ estero; dall’ altro, a contestare, centinaia di manifestanti antifascisti, tra loro diversi rappresentati di partito e associazioni, fra cui l’ europarlamentare Ilaria Salis.

Quello recapitato ai cinque è, appunto, un avvio di procedimento amministrativo per l’ emissione del foglio di via. Hanno dieci giorni per presentare memorie e documenti, poi deciderà la Questura.

Limido ha dichiarato: ” non ci opporremo, perchè non servirà, l’ intento è di impedirci di partecipare. Vedremo”.

Da La Prealpina del 31 agosto 2026.

foto de La Prealpina.

LUTTO ALL’ ANPI.

La sera di lunedì 31 agosto è mancata Wanda Auguadro, moglie del partigiano combattente Erminio Lissi e madre delle nostre iscritte Grazia e Patrizia Lissi, alle quali vanno le nostre più sentite condoglianze.

Chi volesse partecipare ai funerali, saranno domani, mercoledì 2 settembre, nella chiesa di San Martino a Rebbio.

5 SETTEMBRE, SPAZIO GLORIA

Sabato 5 settembre allo Spazio Gloria in via Varesina 72 Como, nell’ambito del XVI Forum de L’Altra Cernobbio, Ho visto un re, teatro collettivo contro i re e le loro guerre.

Alice Bettinelli e Ivan Taffelli • Puntoteatrostudio • Rosacoque e Stefano Annoni •Arianna Pollini •Mumble Teatro • Stefano De Luca • Cristina Quadrio • Orizzonti Inclinati • Arci Trebisonda.
Presenta Dario Onofrio (Arci Como) • interviene Cecilia Begal (co-portavoce di Sbilanciamoci)

Comitato artistico
Dario Onofrio, Ilaria Casati, Miriana Ronchetti, Cristina Quadrio, Giuseppe Adduci

Alle19 banchetto regale gratuito offerto da Soci Coop Como e Coop Lombardia• ore 20,30 inizio spettacolo Ingresso libero

Leggi il programma completo del Forum che si svolge a Cernobbio il 5 settembre dalle 9,30 alle 17 https://ecoinformazioni.com/…/5-settembre-a-cernobbio…/ 

5 SETTEMBRE, CERNOBBIO, CONTRO I RE E LE LORO GUERRE

Si terrà sabato 5 settembre 2026 a Cernobbio (Sala di Via delle Cinque Giornate 5) il XVI Forum nazionale dell’altra Cernobbio, promosso dalla campagna Sbilanciamoci! insieme alla Rete Italiana Pace e Disarmo. Il titolo dell’edizione di quest’anno è Un’economia di pace. Contro la guerra, un nuovo modello di sviluppo.

Parteciperanno economiste ed economisti, ricercatori, sindacalisti ed esponenti della variegata galassia delle associazioni che fanno parte delle due reti promotrici, alle quali aderiscono oltre 100 organizzazioni.

I temi affrontati quest’anno sono quelli della riduzione delle spese militari e della riconversione dell’industria bellica, delle conseguenze dannose delle guerre sull’economia e sulla vita delle persone, della necessità di un modello di sviluppo sostenibile e di qualità fondato sui diritti, la pace, l’ambiente. Faro per le organizzazioni promotrici è una politica di pace fondata sulla cooperazione e sulla democrazia internazionale, un’economia di giustizia, contro le diseguaglianze.

Il Forum si concluderà con gli impegni e le proposte verso la legge di bilancio 2027 e le elezioni politiche: al centro gli investimenti pubblici per la transizione ecologica, la riconversione del sistema produttivo, la sanità e l’istruzione pubblica, i servizi sociali per il welfare e l’accoglienza dei cittadini migranti.

“Mentre al workshop dello Studio Ambrosetti – affermano Cecilia Begal e Giulio Marcon, co-portavoce  di Sbilanciamoci- ci ripropongono da 40 anni le stesse ricette fallimentari che hanno fatto crescere diseguaglianze, guerre e peggioramento del clima, noi vogliamo dire che un’altra economia è possibile: quella fondata sulla pace, i diritti, la sostenibilità”

I lavori si articolano in due momenti: la mattina (ore 9.30-13.00) dedicata a “L’impatto della guerra sull’economia e la società”, con le sessioni sulla militarizzazione dell’economia e sulle conseguenze per la globalizzazione, il lavoro e le produzioni; il pomeriggio (ore 14.00-17.00) dedicato a “Le alternative dell’economia di pace”, con le sessioni su un’economia del lavoro, dell’ambiente e dei diritti e su un modello di sviluppo sostenibile.

La giornata si chiuderà alle ore 21.00 allo Spazio Gloria (via Varesina 72, Como) con “Ho visto un Re…”, “concerto” teatrale di diverse compagnie contro i Re e le loro guerre, presentato da Dario Onofrio (Arci) e con l’intervento di Cecilia Begal, co-portavoce di Sbilanciamoci!.

STRAGE DI PIAZZALE LORETO

La mattina del 10 agosto 1944, a Milano, quindici partigiani vennero prelevati dal carcere di San Vittore, dove erano detenuti da tempo, e vennero fucilati in piazzale Loreto da un plotone di esecuzione composto da militi fascisti del gruppo Oberdan della legione “Ettore Muti”, guidati dal capitano Pasquale Cardella, che agiva agli ordini del comando tedesco. I quindici partigiani, fucilati, va ricordato, senza alcun motivo, vennero lasciati in mostra come monito nella canicola d’ agosto e fu impedito di avvicinarli e rimuoverli. Il pretesto della strage fu un attentato compiuto l’ otto agosto in viale Abruzzi contro un camion tedesco, azione attribuita ai GAP, anche se l’ attribuzione fu sempre smentita da Giovanni Pesce, comandante dei GAP milanesi. Non ci fu nessuna vittima tra i militari, ma l’ episodio fu usato come pretesto per la fucilazione, con caratteristiche non di rappresaglia ma di eccidio. Fascisti e nazisti erano convinti che quella strage sarebbe servita come feroce avvertimento e invece fu motivo di indignazione collettiva per la popolazione milanese, già stanca di guerra e soprusi.

Nessuno dei responsabili della strage pagò. Theodor Saevecke, il comandante nazista, condannato all’ ergastolo in Italia, non venne mai estradato; come molti criminali nazisti si rifugiò negli Stati Uniti dove, nel dopoguerra, venne arruolato nei servizi segreti statunitensi, fino a ricoprire, più tardi, l’ incarico di vice responsabile dei servizi di sicurezza della Repubblica Federale Tedesca. Pasquale Cardella, il comandante del plotone di esecuzione, fuggì e fu condannato a morte in contumacia. Il nome degli altri componenti il plotone non fu mai reso noto.

COMUNICATO ANPI NAZIONALE

“Si scopre che dal marzo 2026, all’insaputa degli italiani e del Parlamento e persino delle sue Commissioni, un contingente militare della nostra aeronautica è presente ed operativo con armamenti e aerei della Difesa italiana a supporto delle Forze Armate di Arabia Saudita, oltre che di Kuwait e Bahrein. Considerando anche che l’Arabia Saudita è entrata ufficialmente in guerra contro l’Iran, è legittimo immaginare che la missione italiana non sia di peacekeeping ma di guerra.

Mi pare che tale missione contrasti con l’articolo 11 della Costituzione e collochi di fatto l’Italia come Paese belligerante nel conflitto mediorientale. Si aggiunga che a giugno il governo italiano ha ammesso di aver concesso l’uso logistico delle basi sul territorio nazionale all’aviazione statunitense per azioni di attacco all’Iran. È in discussione la sicurezza nazionale, perché tutto ciò espone drammaticamente il nostro Paese ad azioni di ritorsione da parte di Teheran. Per questo chiedo che il governo, in attesa di un confronto parlamentare, sospenda qualsiasi attività del contingente militare italiano in quelle zone”.

✍️ Gianfranco Pagliarulo

Presidente nazionale ANPI

31 luglio 2026