IERI PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA A CANTU’

Bellissima serata di festa e di lotta ieri, 22 luglio, al Parco del Bersagliere a Cantù, organizzata da ANPI Mariano-Cantù. 500 piatti di pastasciutta solidale e antifascista offerti ai tanti partecipanti.

Una serata di memoria attiva e impegno dedicata al ricordo e all’ insegnamento dei Fratelli Cervi e di tutti i partigiani e le partigiane che, nel buio della dittatura fascista, ebbero il coraggio di credere che ” un altro mondo è possibile”. Quell’ utopia, diventata poi realtà scritta nella nostra Carta Costituzionale.

Se ogni epoca ha il suo fascismo, come ci insegna Primo Levi, ogni epoca deve avere la sua Resistenza. Oggi, resistere significa lottare ed esigere la piena attuazione della Costituzione: Pace, Giustizia, Scuola, Lavoro, Sanità. Perchè ” un altro mondo è necessario”.

Ora e sempre Resistenza.

ANPI Mariano-Cantù sez. Erminio Nava

OGGI, 21 GIUGNO, PASSEGGIATA PARTIGIANA

Bellissima camminata organizzata da Anpi Dongo sul secondo sentiero partigiano, che da Mottafoiada porta al passo del Giovo.

Abbiamo ricordato i nostri partigiani, uccisi in quei luoghi dalle Brigate Nere, in particolare abbiamo ricordato Giulio Paracchini, eroe della Resistenza, grazie alle parole del nipote Roberto.

Un ringraziamento alla pro-loco di Garzeno, che ha cucinato un’ ottima polenta, al sindaco di Garzeno che è stato con noi, al Gruppo di Musica Popolare D’Altrocanto e al Duo Folk Resistente di Anga e Ste che ci hanno allietati con la loro musica.

CECCO BELLOSI ASSOLTO

E’ CON PIENA SODDISFAZIONE CHE STAMATTINA, AL TRIBUNALE DI COMO, ABBIAMO APPRESO LA NOTIZIA DELLA PIENA ASSOLUZIONE DI CECCO BELLOSI

Bellosi era reo confesso di aver levato dei fiori dalla teca commemorativa a Giulino di Mezzegra, nel luogo dove era stato fucilato Benito Mussolini.

Quei fiori non erano stati messi per umana pietà o per sentimento religioso, ma volevano costituire un gesto celebrativo della figura del duce. La tesi sostenuta da Cecco Bellosi e del suo avvocato difensore Davide Steccanella, è che quei fiori rappresentavano un oltraggio alla nostra Repubblica nata dalla Resistenza e un’ apologia del fascismo. Da qui l’ assoluzione, Bellosi ha agito nel pieno rispetto delle leggi della nostra Repubblica antifascista.