SOLIDARIETA’ AL RIFUGIO GINO E MASSIMO

L’ANPI Provinciale di Como esprime la propria solidarietà agli operatori del rifugio Gino e Massimo di Ponte Valtellina.

Esprimo la solidarietà dell’ANPI provinciale di Sondrio ad Anna e a tutti gli operatori del rifugio Gino e Massimo (Ponte in Valtellina) per l’ignobile e vile attacco nei loro confronti da parte di vigliacchi da tastiera e per la distruzione completa della loro jeep necessaria per il trasporto dei viveri al rifugio. La distruzione dell’auto, il sabotaggio ricevuto con l’aver rinchiuso degli asini nel loro bivacco con conseguente devastazione è da ascrivere ad un intervento di matrice fascista stante la vigliaccheria da codardi di chi l’ha effettuata. L’attacco loro effettuato è probabile conseguenza dell’aver organizzato la pastasciutta antifascista per la serata del 25 luglio con il patrocinio dell’ANPI. Auspichiamo che le forze dell’ordine individuino al più presto i responsabili di questi vili attentati perché il loro agire mette a repentaglio la convivenza civile e democratica della nostra comunità. Il danno economico subito da Anna è considerevole e quindi in suo supporto è stata indetta una sottoscrizione a cui ANPi ha dato ampio risalto ai suoi iscritti con invito ad aderirvi. Anche una tappa al rifugio rappresenta un segno di solidarietà concreta ai gestori. La resistenza antifascista continua oggi più che mai.

Anna non sei sola!

COMUNICATO STAMPA

Comunicato di ANPI Provinciale di Lecco

Anpi Lecco condanna i pesanti provvedimenti adottati nei confronti dei manifestanti del 27 aprile 2026 a Lecco.

Le pesanti sanzioni amministrative pecuniarie a cittadine e cittadini che hanno manifestato pacificamente a Lecco non possono passare sotto silenzio.

Anpi provinciale di Lecco fin dal 2001, anno in cui è stata posta abusivamente una lapide che distorceva i fatti relativi alla fucilazione dei sedici ufficiale della Repubblica Sociale Italiana il 28 aprile 1945, ha sempre manifestato in modo deciso e pacifico la propria opposizione a qualsiasi espressione di tipo nostalgico o apologetico del fascismo o a tentativi di una lettura revisionista e fuorviante dei fatti relativi al 28 aprile 1945, coinvolgendo un fronte di lotta ampio ed unitario (come tradizione del movimento operaioe della Resistenza partigiana).

Anpi Provinciale Lecco nel corso degli anni e fino al 25 Aprile di quest’anno ha trasformato quel luogo, da abusivo momento nostalgico, in un luogo della Resistenza cittadina inserito nel percorso Resistenziale formato da 13 targhe storico-didattiche e 6 Pietre di Inciampo.

Di tutto questo i responsabili della Prefettura e della Questura sono stati a suo tempo informati e documentati, affinché avessero consapevolezza della radicata e profonda sensibilità antifascista dei cittadini di Lecco e del suo territorio.

Sensibilità antifascista con una profonda radice di Costituzionalità derivante dal fondamentale e tragico contributo della popolazione lecchese nel periodo 1943 – 45, contributo attestato dalla medaglia d’argento al valor militare apposta sul gonfalone cittadino dall’allora presidente della Camera Pertini nel 1976.

Sensibilità per la partecipazione che ha caratterizzato la vita sociale di Lecco in questi 80 anni, anche con momenti di deciso confronto se non di conflitto sociale.

È per questo bagaglio di storia Costituzionale che non possiamo che ribadire la nostra più ferma condanna nei confronti dei ripetuti provvedimenti normativi di questo Governo (in particolare le disposizioni previste dai cosiddetti “decreti sicurezza”), volti a reprimere il dissenso, colpire ogni forma di conflitto, negare la concezione di democrazia espressa dalla nostra Costituzione, che non è limitata al voto ed al ruolo delle istituzioni, ma vive della più ampia partecipazione delle cittadine e dei cittadini, come singoli ma, soprattutto, in forma associata. Anpi Lecco continuerà a partecipare alle iniziative unitarie di contrasto a questi provvedimenti, anche perché quando chi manifesta pacificamente viene colpito da pesanti sanzioni economiche, il rischio è che si introduca, nei fatti, una “tassa sul diritto di manifestare”, un deterrente economico che limita l’esercizio di una libertà costituzionale.

È sulla base di queste considerazioni che ANPI provinciale Lecco non può che condannare con fermezza i recenti procedimenti aperti nei confronti di quei manifestanti che il pomeriggio del 27 aprile 2026 si sono ritrovati in forma spontanea e pacifica, ad esprimere verbalmente e rumorosamente la loro contrarietà alla rituale manifestazione di carattere nostalgico.

L’ANPI Provinciale di Lecco esprime inoltre forte preoccupazione per gli effetti che l’applicazione di questi provvedimenti può produrre sul rapporto tra cittadini e istituzioni. Il rischio è quello di alimentare un clima di contrapposizione e di disincentivare la partecipazione democratica, compromettendo quel confronto civile e rispettoso che, pur nella diversità delle opinioni, ha sempre caratterizzato l’iniziativa pubblica promossa dall’ANPI.

Per questo ANPI provinciale Lecco chiede alle autorità competenti la revisione dei provvedimenti adottati

ALBIOLO, UNA FESTA SENZA BELLA CIAO.

Dalla Provincia di oggi.

Sulla Provincia di oggi leggiamo le dichiarazioni del sindaco di Albiolo, Mario Bernasconi: ” No a una manifestazione di parte, no a Bella Ciao, sabato prossimo farò un 25 aprile inclusivo, la storia va compresa e raccontata com’è, non ci fu tutto il bene a una parte e tutto il male dall’ altra… fu una guerra civile, con vittime da una parte e dall’ altra…”

Egregio sig Sindaco, il 25 aprile non fu una guerra civile, ma una guerra di Liberazione dalla dittatura nazifascista. Che cosa ci veda Lei di bene in una dittatura nazifascista non mi è facile comprendere…

Quanto alle vittime, le rispondo con una frase della scrittrice Gina Lagorio: ” Le lacrime sono salate per tutti, le tragedie della storia lasciano scie lunghe per più generazioni, grande è il desiderio di pacificazione e tuttavia una cosa va innanzitutto detta: non è cancellando che si pacifica, ma ricordando, illuminando la memoria delle cose con l’ analisi delle cause che le hanno prodotte”.

Il 25 aprile è la festa di tutti, della riconquistata libertà del popolo italiano. Quella libertà, così dolorosamente conquistata, si è riconosciuta in un orizzonte comune in cui sono stati istituiti il pluralismo, l’ uguaglianza, la giustizia sociale, la pace, il rispetto della dignità umana.

Questo orizzonte è la Costituzione Italiana.

La Costituzione, portata dalla lotta di Resistenza, è la garanzia di una nuova società umana, di un tempo e di una storia nuova in cui fossero risparmiate alle nuove generazioni future le sofferenze e i sacrifici che avevano patite le generazioni precedenti.

E.G.

LETTERA APERTA DALLA SEZIONE ANPI DI UGGIATE TREVANO

” In occasione della Giornata del 25 Aprile, con la presente si invita la S.V. alla manifestazione e alla commemorazione dei defunti. Tutte le associazioni albiolesi e non, sono invitate, con la preghiera di estendere l’ invito a tutti gli associati. Si invia in allegato il programma completo.”

Qui sopra è il testo del messaggio inviato dal Sindaco di Albiolo dopo aver negato ad ANPI la struttura Area Feste e il patrocinio.

Si intende commentare con la seguente lettera aperta:

” Con la presente vogliamo chiarire in modo fermo e trasparente la posizione della Sezione ANPI di Uggiate Trevano rispetto alla lettera di invito del Sindaco del Comune di Albiolo.

Alcune Amministrazioni Comunali hanno invitato la popolazione ad una manifestazione in occasione della Giornata del 25 aprile, spesso limitandosi a una commemorazione dei defunti.
Il nostro giudizio relativo a queste iniziative non può ridursi alla considerazione “è meglio di niente” ma merita una più attenta analisi, che, forse, è sfuggita ai vari rappresentanti della pubblica amministrazione che hanno seguito questa linea.

Su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il principe Umberto II, allora luogotenente del Regno d’Italia, il 22 aprile 1946 emanò un decreto legislativo: «A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale.»
Il 25 aprile di ogni anno si celebra quindi la Festa della Liberazione, il passaggio dalla mancanza di Libertà alla LIBERTA’: giorno fondamentale per la storia d’Italia che assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata durante la Seconda guerra mondiale a partire dall’8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista.
Questa vittoria è stata conquistata grazie al contributo e al sacrificio di moltissimi italiani di ogni estrazione politica e sociale, come sappiamo hanno partecipato alla lotta di liberazione formazioni partigiane comuniste e socialiste, le formazioni di Giustizia e Libertà, coordinate dal Partito d’Azione, le Brigate Fiamme Verdi, che nascono come formazioni autonome per iniziativa di alcuni ufficiali degli alpini, Brigate Osoppo, legate alla DC, perfino formazioni monarchiche e badogliane, come le formazioni azzurre, ma vi presero parte anche cittadine e cittadini comuni, militari (in particolare ricordiamo i 650.000 militari, definiti I.M.I. che hanno rifiutato di aderire al Nazismo e sono stati deportati in Germania); tutte hanno agito con il prezioso contributo dell’esercito alleato.
Per il popolo italiano il 25 aprile ha quindi sempre rappresentato un momento di gioia, di festa, di “liberazione” e tutte le associazioni, enti pubblici, sportivi, religiosi, associazioni politiche sono invitati a condividere questo momento dove si celebra la ritrovata pace e democrazia.
Questo è lo spirito che ANPI ha sempre voluto esprimere, anche attraverso momenti di riflessione, coinvolgendo il più possibile tutte le forze sociali, di qualsiasi parte politica purché capace di pronunciare la parola ANTIFASCISMO.
La domanda fondamentale che vogliamo porre a tutti voi che leggete questa lettera è: “Se io… (ciascuno metta il proprio nome) mi fossi trovato, in quel periodo, a vivere quella tragica situazione, con chi mi sarei schierato?”

COMUNICATO ANPI COMO

UNA DELEGAZIONE GUIDATA DALL’ ANPI INCONTRA IL PREFETTO E IL QUESTORE DI COMO

Ieri mattina, mercoledì 15 aprile, una delegazione del comitato antifascista provinciale composto da Manuel Guzzon, presidente ANPI Provinciale di Como, Danilo Lillia, presidente della sez. ANPI di Dongo, Marina Consonno, presidente provinciale delle ACLI, Sandro Estelli, segretario generale della CGIL di Como e Edoardo Pivanti, vicesegretario provinciale del Partito Democratico, ha incontrato il Prefetto e il Questore di Como per avanzare la richiesta di non concedere il permesso a gruppi neofascisti di sfilare a Dongo e a Giulino di Mezzegra esponendo simbologie fasciste, con saluti romani e il rito del “presente” in palese violazione della Costituzione e delle leggi Scelba e Mancino.

L’ incontro si è svolto in un clima cordiale e i membri della delegazione hanno espresso compiacimento per l’ indagine in corso contro esponenti dell’estrema destra presenti a Dongo lo scorso anno, ma hanno altresì esposto in maniera ferma e decisa la contrarietà alla concessione di spazi per commemorazioni nostalgiche.

Il Prefetto, come negli scorsi incontri ha ribadito che in assenza di disposizioni chiare dell’autorità giudiziaria non è possibile vietare le manifestazioni, ha però assicurato l’impegno delle forze dell’ordine ad una rigorosa vigilanza e segnalazione di eventuali reati commessi durante l’evento, come avvenuto lo scorso anno.