NOTTE ROSA DI CORSICO

CORSICO ( MILANO)

SABATO 30 GIUGNO

ORE 18,30

PIAZZETTA MONTI

LE DONNE NELLA COSTITUENTE

interviene:   prof. Benedetta Liberali               

                    Costituzionalista Università Statale di Milano

letture:        Cinzia Brogliata, Comteatro

presiede:     Laura Ferrari, vice presidente Anpi Corsico

LA COSTITUZIONE NON SI TOCCA

“La costituzione non si tocca”

Pubblichiamo – qui di seguito – il testo di un documento approvato, con la partecipazione attiva dell’Anpi, dal Consiglio direttivo
dell’Associazione “Salviamo la Costituzione” sulla riforma costituzionale in discussione in Parlamento.

Ferve, in questo periodo – spiega Carlo Smuraglia – la discussione sulle proposte di riforma della Costituzione, sia quella
già in corso di trattazione, in Parlamento, sia quella preannunciata sotto forma di emendamenti, nella direzione del presidenzialismo (o semipresidenzialismo).
Su questo tema ci siamo già intrattenuti nel n. 38 (8-17 giugno) della News, pubblicando non solo una nota di commento, ma anche il documento approvato il 6 giugno dal Comitato nazionale, all’unanimità.
Poiché di questi progetti di “riforma” si discuterà ancora a lungo ed è bene che tutti siano informati e vigilanti, ritengo opportuno pubblicare – qui di seguito – il testo di un documento approvato, con la nostra partecipazione attiva, dal Consiglio direttivo dell’Associazione
“Salviamo la Costituzione” (che comprende, oltre l’ANPI, diverse altre Associazioni), il 19 giugno scorso.

Il documento è stato redatto anche sulla base di un ampio parere reso dal Comitato scientifico dell’Associazione, di cui fanno parte alcuni dei più importanti docenti e studiosi di diritto costituzionale. Interessano, quindi, oltre al dispositivo, che è chiarissimo su tutte le questioni in discussione e nella prospettiva futura, anche la motivazione su cui il documento si fonda. Ne avremo bisogno, perché la battaglia non sarà semplice né di breve durata; e l’ANPI deve fare tutto quanto occorre, insieme alle altre forze democratiche, perché non si verifichi lo stravolgimento del sistema e dei princìpi delineati dalla Carta Costituzionale.
Segnalo, anche a questo fine, che il documento non solo chiede che si proceda alla “messa in sicurezza” del sistema delineato dall’art. 138 della Costituzione (“Revisione della Costituzione”) rafforzando il quorum richiesto per le modifiche, ma chiede anche che sia sempre (o quasi sempre) ammessa la facoltà di chiedere la sottoposizione del progetto di revisione a referendum confermativo.
Tutta la nostra Associazione deve considerarsi fin d’ora mobilitata in difesa della Costituzione e contro ogni modifica non sottoposta ad ampia ed approfondita discussione e non contrassegnata dall’elevato quorum già richiesto (e di cui si chiede l’irrobustimento). Inutile sottolineare che anche la proposta, lanciata da qualche esponente della sinistra, di sottoporre le questioni in discussione e particolarmente la proposta di trasformazione del nostro sistema in quello di una Repubblica semipresidenziale, ad un “referendum costituzionale di indirizzo”, non può che incontrare la nostra più ferma contrarietà. Non si può immaginare di alterare il sistema (e particolarmente quello dell’art.
138) con soluzioni di tipo plebiscitario e populista.
Per concludere – ricorda Smuraglia – mi richiamo all’articolo di Stefano Rodotà, apparso su “Repubblica” del 20 giugno scorso, col titolo “Una fase costituente più democratica”, che sottolinea, con argomentazione molto serrata ed approfondita, la pericolosità di quanto si sta tentando di realizzare, con manipolazioni e stravolgimenti, espliciti o striscianti del nostro sistema costituzionale, la cui portata ed i cui valori siamo chiamati a difendere con ogni strumento e col necessario impegno.

Di seguito, il testo del documento dell’Associazione “Salviamo la Costituzione”, di cui l’ANPI fa parte.

L’Associazione “Salviamo la Costituzione” nella riunione del Consiglio direttivo del 19 giugno 2012, sentito il parere del Comitato Scientifico dell’associazione, ha approvato il seguente documento relativo alle proposte di modifica degli artt. 56, 57, 58, 70, 73, 74, 92, 94 e 126 nel testo unificato del d.d.l. cost. unificato nn. 24, 216, 894, 1086 ecc.

Sulla procedura seguita per la riforma costituzionale:
Il testo derivante dal noto accordo tra gli On. Alfano, Bersani e Casini consiste in una serie di d.d.l. costituzionali che, pur toccando aspetti centrali dell’impianto costituzionale, ha aperto un iter procedimentale che, in relazione all’importanza dei temi trattati, appare quanto meno
frettoloso e lascia intravedere storture procedimentali al limite dell’ammissibilità. Il che è particolarmente grave nel caso di una procedura di revisione costituzionale nella quale si richiede dalla Costituzione un adeguato tempo di esame dei singoli progetti.
Può anzi aggiungersi che, in molti ordinamenti, si prevede persino lo scioglimento delle assemblee che approvano in prima deliberazione le modifiche costituzionali, oltre a una doppia approvazione, a intervalli di tempo fissi tra la prima e la seconda, con maggioranze
qualificate e persino una successiva pronuncia popolare. In Italia, il procedimento di revisione della costituzione è disciplinato dall’art. 138 Cost. in connessione con la procedura prevista dagli artt. 71 e 72 Cost. per la legislazione ordinaria, ferma restando la maggiore solennità
della procedura di revisione costituzionale.
Si ritiene pertanto che, rispetto all’introduzione di modifiche della forma di governo e del bicameralismo, rivestano carattere prioritario e condizionante sia la riforma della legge elettorale vigente – allo scopo di salvaguardare l’eguaglianza delle chances nella competizione
politica ed il potere di scelta degli eletti da parte degli elettori – sia il completamento della disciplina legislativa dei partiti politici, attraverso la previsione di requisiti di democrazia nei processi decisionali interni.
Quanto alle proposte di revisione riguardanti i congegni della forma di governo, il Consiglio direttivo, pur apprezzando nel progetto in discussione il riferimento a congegni di razionalizzazione e di stabilizzazione del modello parlamentare contemplati dalla Legge
fondamentale della Repubblica federale di Germania, tuttavia rileva che tali congegni presuppongono un sistema elettorale e una regolamentazione dei partiti politici coerenti con il modello parlamentare sopra indicato.

Sulla disomogeneità delle materie sottoposte a revisione costituzionale:
All’indomani della bocciatura popolare della legge di riforma costituzionale d’iniziativa del governo Berlusconi uno dei rilievi più diffusi fu che da tale bocciatura veniva confermato, da un lato, l’impianto della Costituzione del 1947 e, dall’altro, l’indirizzo interpretativo secondo il
quale le leggi di revisione costituzionale disciplinate dall’art. 138 Cost. debbano avere contenuto omogeneo, non solo perché la pluralità delle modifiche rende più difficile l’approvazione del testo unitario, ma anche e soprattutto perché, se è vero che la libertà di scelta dell’elettore non può essere coercita da un referendum che abroghi una pluralità di disposizioni disomogenee, come più volte statuito dalla Corte costituzionale, a fortiori la libertà di scelta dell’elettore non può essere coercita quando gli si chiede di approvare una
legge di revisione costituzionale che modifichi materie disparate.
Di qui la conseguenza che la via maestra dovrebbe piuttosto essere la predisposizione di tanti progetti di legge costituzionali quante sono le materie incise dalla riforma. E ciò anche perché è immediatamente percepibile, nel d.d.l. cost. in esame, la già rilevata frettolosità con la
quale sono state approfondite talune tematiche, una per tutte quella del bicameralismo.

Sulla conferma della circoscrizione estero:
Molte perplessità suscita nel Consiglio direttivo l’intento di non sopprimere la c.d. “Circoscrizione Estero”, la cui breve esperienza ha già avuto occasione di dimostrare i propri deleteri effetti sul complessivo sistema rappresentativo. Sui disegni di legge d’iniziativa governativa:
La facoltà del Governo di chiedere per un proprio disegno di legge l’iscrizione, con priorità all’ordine del giorno, il voto bloccato entro un termine determinato e, decorso tale termine, l’approvazione articolo per articolo, senza emendamenti, priva il Parlamento di qualsiasi
potere d’influenza sulla formazione delle leggi.
La disposizione proposta è peggiorativa persino in confronto al regime restrittivo cui è soggetta, giusta la sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 2012, la procedura di conversione del decreto legge. Questa, allo scadere dei sessanta giorni, può sfociare o in
rifiuto (esplicito o implicito) di conversione, oppure in una legge che contenga emendamenti “non eccentrici” rispetto alla disciplina contenuta nel decreto legge, mentre a qualsiasi disegno di legge indicato come prioritario dal Governo il Parlamento potrebbe opporre,
secondo la proposta di revisione costituzionale in esame, soltanto un rifiuto, senza poter modificare nulla.
Non può dunque spettare altro che al Parlamento il potere di valutare le priorità indicate dal Governo, e, pur accogliendole, di conformare la disciplina che ne dovrà scaturire. Il potere di emendamento è, da questo punto di vista, fondamentale espressione di una democrazia
parlamentare e quindi non può essere sospeso o derogato in funzione delle esigenze di sollecita attuazione del programma di governo.

Sul procedimento legislativo e sulle distinte funzioni delle due Camere:
Sul tema del procedimento legislativo, l’attribuzione al Senato dei disegni di legge «riguardanti prevalentemente le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117» vorrebbe “specializzare” il Senato su tutte le questioni di spettanza regionale in ordine alle quali lo Stato debba intervenire con legge di principio (competenza concorrente). Vista l’impraticabilità politica dell’ipotesi di trasformare il Senato in Camera di rappresentanza delle autonomie, si cerca insomma una sorta di surrogato, che però, a parte la palese incongruenza fra struttura dell’organo – con particolare riferimento alla confermata elezione popolare diretta dei suoi membri – e funzioni che gli si vorrebbero attribuire, presuppone che la definizione delle materie oggetto di competenza concorrente sia univoca, priva di problemi interpretativi e di possibili intrecci con le materie oggetto di competenza esclusiva di cui all’art. 117, secondo comma, su cui legifererebbe la Camera salvo richiamo del Senato. Va tuttavia obiettato che la giurisprudenza costituzionale è da circa un decennio costretta a dipanare i frequentissimi intrecci fra i due elenchi materiali dell’art. 117 Cost. ai fini della definizione delle controversie costituzionali Stato-Regioni.
Parimenti criticabile è l’ulteriore previsione che l’assegnazione ad una delle due Camere, d’intesa tra i loro presidenti, dei disegni di legge avvenga “con decisione insindacabile”. Il che equivale a stabilire che la Corte costituzionale non potrebbe sindacare la decisione adottata al
riguardo dai presidenti delle Camere. Ciò rischia di porre un ancor più grave problema. Infatti, dal momento che, nella definizione dei giudizi di legittimità in via principale, la Corte costituzionale muove dall’individuazione della materia in contestazione, la Corte medesima si troverebbe ad una individuazione non operata né dalla Costituzione né dalla propria giurisprudenza. Se invece la Corte rifiutasse una siffatta lettura della norma, la Corte finirebbe per non dare alcun peso all’intesa fra i due Presidenti nonostante la sua proclamata “insindacabilità”.
Infine una revisione costituzionale che prevedesse una simile “specializzazione funzionale” del Senato darebbe l’impressione di aver voluto risolvere una volta per tutte il problema dell’identità della seconda Camera con un accorgimento in ogni senso modesto. E soprattutto
una siffatta revisione perpetuerebbe un tipo di riparto di potestà legislativa, come quello concorrente, su cui le stesse forze politiche che si accingono a votare la riforma in esame avevano maturato ben più ponderati progetti di riforma.

Sulla riduzione del ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica:
Desta molte perplessità il forte affievolimento del ruolo del Capo dello Stato nelle fasi di crisi. Il Consiglio direttivo ritiene invece fondamentale il ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica quale strumento di salvaguardia degli equilibri istituzionali nelle fasi di grave crisi politica del sistema parlamentare di governo.
A maggior ragione il Consiglio direttivo manifesta contrarietà agli emendamenti Alfano ed altri che, nell’introdurre l’elezione a suffragio universale del Capo dello Stato e nel sottrarre a controfirma i più importanti atti presidenziali, determinano una radicale alterazione del
modello parlamentare delineato dalla Costituzione del 1947 all’interno del quale si colloca la posizione del Presidente della Repubblica.

Per tali motivi il Consiglio direttivo dell’Associazione Salviamo la Costituzione:
– esprime la sua ferma contrarietà alle proposte di modifica costituzionale sopra elencate;
– invita i gruppi parlamentari a non procedere all’approvazione del testo licenziato dalla I Commissione del Senato;
– esprime netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di sistema presidenziale e semipresidenziale;
– ribadisce l’importanza centrale per il nostro ordinamento della procedura di revisione costituzionale nelle forme previste dall’articolo 138 Cost., di cui anzi auspica la messa in sicurezza, mediante l’elevazione a due terzi della maggioranza parlamentare richiesta per l’approvazione di modifiche costituzionali e a quattro quinti della maggioranza che preclude la facoltà di richiedere la sottoposizione del progetto di revisione a referendum confermativo, secondo quanto previsto nel ddl cost. n. 741 presentato in Senato dal Presidente Scalfaro e nel ddl cost. n. 868 presentato alla Camera dall’on. Bachelet;
– esprime, pertanto, netta contrarietà a qualsiasi forma di referendum costituzionale di indirizzo.

Roma, 19 giugno 2012

FESTA NAZIONALE ANPI 2012

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SITO DELLA FESTA

http://festa.anpi.it/

Perché siamo così corti di memoria?
Perché abbiamo paura di chiamare le cose col loro nome?
Perché siamo così pronti ai bizantinismi e così poco pronti a riconoscerela verità?
Con l’ANPI possiamo coltivare la memoria e farne uno strumento di grande forza innovativa.

Dacia Maraini

La Festa

La Festa sarà allestita in un luogo adiacente al centro del paese, direttamente collegata alla stazione ferroviaria dei treni tramite un sottopasso che conduce all’interno della Festa.

Per tutta la durata della Festa sarà aperto un ristorante tradizionale con menù bolognese da circa 350 coperti, una osteria con crescentine e borlenghi (specialità culinarie locali) ed un bar. Le sezioni ed i comitati provinciali ANPI possono prenotare tavoli al ristorante.
Ci sarà una libreria e una sala dove verranno di continuo proiettati film e documentari.

L’accoglienza e la gestione del campeggio saranno gestiti da un infopoint. Il campeggio può ospitare fino a 200 tende ed è dotato di un’area per i camper con posto sufficiente per 20-25 mezzi. Anche per il campeggio le sezioni ed i comitati provinciali ANPI possono prenotare.

C’è un vasto parcheggio per le auto ed un’area riservata ai pullman.
È disponibile una mappa dei luoghi della festa.

Sarà naturalmente sempre attivo un punto di pronto soccorso con ambulanza.

FESTA NAZIONALE ANPI

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La memoria batte nel cuore del futuro…

 

Perché mia nonna faceva la mondina

e mio nonno l’hanno ucciso a bastonate i fascisti, il 27 agosto del 1929

perché odio le ingiustizie e amo la Libertà

perché voglio ridere con i miei compagni e abbracciare tutte le mie compagne

perché piango quando muore una Partigiana, un Partigiano

“Quando muore un Partigiano mi muore un Padre,

quando muore una Partigiana mi muore una Madre”

perché ogni tanto ho le idee confuse… ma ci provo.!

perché coraggio ANPI.! coraggio

perché mio zio aveva diciassette anni quando il 26 aprile 1945

i nazi\fascisti l’hanno fucilato

perché sogno un mondo migliore

perché mi piacciono le poesie

“il cuore mi palpita forte, quando canto Bella Ciao”

perché il profumo d’un fiore mi fa volare

perché conosco a memoria la storia di tutti i nomi sulle lapidi dei Partigiani nella mia zona

perché il naviglio vicino a casa scorre lento ma non si ferma

perché spesso litigo con l’ANPI

perché cerco… cerco e non mi fermo mai

perché mia madre che ha 87 anni, quando esco di casa ancora mi dice

“stai attento ai fascisti”

perché studiare, lavorare, amare e vivere sono diritti

perché mi piace ballare al suono di una fisarmonica su un aia dell’Oltrepò Pavese

perché su un panchina al sole mi piace guardare la gente

perché mi piace il rosso

“le storie, tutte le storie sono importanti, e le storie piccole hanno fatto la storia grande”

perché mio Padre è stato il mio maestro

perché amo

perché quando vado in bicicletta in città fischio e canto

perché Resistenza è passione

perché io alla festa nazionale dell’ANPI a Marzabotto non mancherò.!

Ivano Tajetti

STRAGI NAZISTE

Stragi naziste: la Cassazione accoglie il ricorso tedesco

La Corte di Cassazione, sulla linea espressa dalla Corte internazionale di giustizia dell’Aja nel febbraio scorso, ha decretato il non diritto per i familiari delle vittime delle stragi naziste in Italia di ricevere un risarcimento dallo stato tedesco. Sono invece state rese defintivie le condanne all’ergastolo per quattro ex militari nazisti imputati per i crimini contro civili: Joseph Bauman, Wilhelm Kusterer, Max Schneider e Helmut Wulf.

La sentenza della Cassazione -emessa il 31 maggio – ha fatto proprio il principio dell’immunità civile degli Stati per i crimini commessi dai loro eserciti, sancita dalla sentenza dell’Aja che, inevitabilmente, rappresenta ora un importante precedente per ogni processo sulle stragi risalenti alla seconda guerra mondiale.

In Italia i processi pendenti per crimini contro l’umanità commessi dai soldati nazisti sono ancora numerosi.
Il 20 aprile 2011 la Corte militare di Appello di Roma aveva dichiarato la Germania responsabile civile dell’eccidio di 350 civili uccisi nell’agosto del 1944 tra Fivizzano e Fosdinovo, in provincia di Massa. La sentenza riconosceva agli oltre 60 familiari delle vittime un risarcimento complessivo di circa cinque milioni di euro e alla Regione Toscana, costituitasi parte civile assieme ai Comuni di Fivizzano e Fosdinovo, 40 mila euro. Verdetto che la Suprema Corte ha di fatto annullato.

Si chiude così la possibilità di derimere attraverso vie giudiziali fatti di questo genere, lasciati d’ora in avanti al campo diplomatico. Non a caso, dopo la sentenza dell’Aja di febbraio, si sono avviati contatti fra Roma e Berlino in merito, grazie anche all’impegno in tal senso del Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi.
La Germania non ha mai rifiutato di ammettere le sue responsabilità morali legate al regime nazista, ma quelle materiali, a così grande distanza di tempo, difficilmente verranno riconosciute.
Se la storiografia e le recenti sentenze hanno comunque messo punti fermi al racconto e ricordo di quelle stragi, il contributo che potrà dare il dialogo fra Stati resta tutto da conoscere.

Gemma Bigi

FESTA ANPI MONZA E BRIANZA

Festa Monza e Brianza

Monza e Brianza / 15 – 19 giugno 2011


Anpi Monza e Brianza presenta la Festa provinciale “Dall’unità d’Italia: vecchie e nuove r-esistenze” che si svolgerà dal 15 al 19 giugno a Besana Brianza presso il Centro sportivo di Montesiro, via De Gasperi 1.

Tutti i giorni mostre, dibattiti, concerti, spettacoli. Sempre funzionanti bar, birreria, griglieria, ristorante.

In caso di pioggia tendone sia per il ristorante che per gli eventi  ed i dibattiti.

Programma: mercoledì 15 giugno 2011

Ore 17.30 inaugurazione festa. Resistenze in Medio Oriente.

Ore 18.00 parliamo di “1911-2011: a cento anni dall’occupazione italiana della Libia.

“La quarta sponda e noi: tra antiche deportazioni e nuove migrazioni forzate”, con: Cristiana Fiamingo, Ruggero Tozzo e Maysun Mohamed. Presenta: Silvia Buzzelli

Presentazione mostra fotografica: “i deportati libici ad Ustica 1911-1934”.  1911-2011 cento anni dall’occupazione della Libia.

Ore 20.30 – Palestina : “Rompere l’assedio, conquistare il diritto alla vita e alla pace”. Con: Hani Gaber, console A.N.P. (Associazione Nazionale Palestinese) per il Nord Italia, Francesco Giordano, rappresentante di Freedom Flottilla Italia. Saranno presenti familiari e amici di Vittorio Arrigoni. Presenta: Silvia Buzzelli.

Ore 21.30 – Concerto “Gruppo di musica mediterranea JAZIRA”.
 

Giovedì 16 giugno

Ore 18.00 – Parliamo di: “Diritti del lavoro: il cammino dall’unità d’Italia”. Con Maurizio Laini (CGIL), Marco Viganò (CISL),
Antonio Zurlo (UIL), Antonio Pizzinato,  ANPI nazionale. Presenta: Loris Maconi – ANPI provinciale Monza e Brianza.

Ore 21.30 – LA COMPAGNIA DI TEATRO – CANZONE “OTTAVE TRA LE QUINTE” e il CORO ALPINO “LA BAITA” di CARATE BRIANZA
presentano: “Frammenti, Storia e musica dal 1939 al 1948”.

venerdì 17 giugno

Ore 18.00 – Presentazione mostra:”BRIANZA PARTIGIANA”. Ne parliamo con: Loris Maconi, Presidente ANPI Monza Brianza, Pietro Arienti, autore del libro “La Resistenza in Brianza”, e i curatori della mostra Emanuela Manco, Rossana Valtorta e Leonardo Visco Gilardi.

Ore 21.30 concerto dei “7 grani”. Il concerto sarà preceduto dalla proiezione del video e documentario “Neve Diventeremo”, che racconta la storia di Rado Zuccon, partigiano deportato a Buchenwald.

sabato 18 giugno

SPAZIO GIOVANI, a cura della FOA Boccaccio 003

Ore 15.00 – Presentazione video autoprodotti tra cui:  Memorie di Ghiaccio, Pedalata 2011, video in collaborazione con Anpi di Arcore.

Ore 17.00 – I ragazzi della FOA Boccaccio presentano “laboratorio LAPSUS”: le nuove destre. Presentazione progetto POQ

Ore 19.30 – Archivio storico: Monza fascista, con musiche e letture.

Ore 21.30 – Concerto dei “Malapizzica”, musica popolare.

Domenica 19 giugno

Ore 10.00 – Parliamo di: “Costituzione” con Vittorio Angiolini. Presenta: Giovanni Missaglia.

Ore 13.00 – Pranzo con la partecipazione dello SPI CGIL Monza Brianza (su prenotazione).

Ore 18.00 – Concorso musicale “Sbandati per non dimenticare, canzoni di lotta tra il vecchio e il nuovo mondo”. Premiazione vincitori.
Esibizione gruppi musicali del concorso: i Controvento, i Malfattori, Up Project, la Brigata Puglisi, i M.O.V., Bell’Orchestra, scuola Urbani,  Muggiò.

Ore 21.30 – Concerto dei “The Gang”, rock “r-esistente”.

Ore 22.00 – ESTRAZIONI BIGLIETTI DELLA LOTTERIA

e-mail: info@anpimonza.it

MARZABOTTO: UNA CAMPAGNA CONTRO IL NEOFASCISMO

Verità e giustizia sulle stragi naziste e una campagna contro il neofascismo

Con la Festa Nazionale ANPI diremo parole chiare e forti su grandi questioni Nazionali: verità e giustizia per le stragi nazifasciste, una legislazione efficace per contrastare il neofascismo, inaccettabile la riforma costituzionale in esame in Parlamento. Questo in sintesi le anticipazioni fatte dal presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia, presentando la terza festa nazionale dell’Associazione che si svolgerà a Marzabotto dal 14 al 17 giugno.

“Con la Festa Nazionale che terremo a Marzabotto diremo parole chiare e forti su tre grandi questioni Nazionali – ha anticpato Carlo Smuraglia. “Parleremo di stragi nazifasciste un tragico capitolo della storia del Paese su cui per decenni è calato il silenzio torbido e vile di troppe Istituzioni. Migliaia di vittime, molte delle quali non hanno ancora ottenuto giustizia ed acui la recente sentenza dell’Aja ha negato i risarcimenti da parte della Germania: un ulteriore colpo che non fa sperare su un cambio di rotta verso la giustizia. L”ANPI proporrà di insistere nei confronti della Germania perché riconosca i fatti, se ne assuma la responsabilità ed adotti provvedimenti risarcitori e di riparazione. Ma l’ ANPI insisterà anche nei confronti del Governo italiano, perché assuma e riconosca le responsabilità dello Stato per la vicenda dell’«Armadio della vergogna» e per gli incredibili ritardi con cui si è potuto procedere alle azioni di giustizia.”

“L’ ANPI inoltre – ha proseguito Smuraglia – metterà in campo una grande campagna culturale e politica per contrastare i rigurgiti di fascismo che si vanno manifestando. Ma si propone anche di intervenire sugli aspetti legislativi e giuridici, pretendendo l’applicazione delle norme esistenti e proponendo ove occorrano nuove formulazioni normative, idonee a combattere questo inaccettabile fenomeno”.

Il Presidente dell ‘ANPI ha poi precisato la posizione dell’associazione rispetto alla riforma costituzionale che il Parlamento si accinge ad esaminare senza adeguato approfondimento, senza le opportune consultazioni e senza un’ampia discussione nel Paese.

La progettata riforma – si sottolinea in un documento del Comitato nazionale ANPI – contiene improponibili disposizioni di rafforzamento dei poteri dell’ esecutivo e del Presidente del Consiglio che altererebbero il delicato sistema disegnato dalla Costituzione, a tutto svantaggio delle funzioni e dei poteri del Parlamento. Inoltre, il sistema delineato dall’art. 138 Cost. per la revisione della Costituzione non è solo di carattere materiale ed operativo, ma risponde ad un’ esigenza fortemente sentita dai Costituenti e largamente condivisa nel Paese, che ogni modifica o riforma costituzionale venga effettuata con conoscenza e partecipazione diffusa, ricreandosi lo spirito che, nell’ Assemblea costituente, condusse alla realizzazione di una delle più avanzate ed apprezzate Carte Costituzionali di questo dopoguerra. L’ esigenza primaria e indifferibile è quella di modificare la legge elettorale vigente, come del resto richiesto da moltissimi cittadini.

MARZABOTTO

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Dal 14 al 17 Giugno 2012 Marzabotto ospiterà la Festa Nazionale.

Speriamo di poter contare sulla splendida partecipazione di pubblico già avuta durante le celebrazioni del 25 Aprile a Monte Sole.

Per fare in modo che tutto funzioni al meglio chiediamo quindi a tutte/i le/gli iscritte/i di contribuire alla riuscita della festa.

COMO, MARTEDI’ 12 GIUGNO

MARTEDI’ 12 GIUGNO 2012

ORE 21

BIBLIOTECA COMUNALE DI COMO

presentazione del libro

GIORDANO AZZI

SOCIALISMO UMANESIMO POESIA

partecipano Fabio Cani, Vincenzo Guarracino.

Alberto Longatti


A dieci anni dalla scomparsa, il volume raccoglie un’ampia antologia degli scritti poetici,

critici, storici e politici di Giordano Azzi, figura centrale del novecento comasco.