PROSIEGUO AZIONE ANPI SU VICENDA MONUMENTO A GRAZIANI

Nell’apprendere con soddisfazione di una vasta attenzione e consenso attorno alla notizia della denuncia dell’ANPI Nazionale nei confronti del Sindaco di Affile – a seguito dell’erezione del monumento-sacrario dedicato al criminale fascista Rodolfo Graziani – informiamo che il testo della denuncia suddetta è stato approntato ed è in corso di deposito presso la Procura di Tivoli. Sarà nostra cura dare sollecita informazione sugli sviluppi 

LA NOTTE DEI SENZA DIMORA

LA NOTTE DEI SENZA DIMORA A CANTU’
In occasione del 10° COMPLEANNO della Mensa di Solidarietà di Cantù gestita dall’ASSOCIAZIONE INCONTRI, ospiterà il 20 OTTOBRE 2012 la “NOTTE DEI SENZA DIMORA”

Tradizionalmente organizzata a Como, quest’anno si sposta a Cantù la Notte dei senza Dimora: nata a Milano da un’iniziativa del giornale di strada Terre di Mezzo, è da sempre occasione per sensibilizzare e riflettere su queste tematiche ed invitare la società civile ad unirsi per svelare e parlare di argomenti che troppo spesso vengono taciuti ed accantonati.
SABATO 20 OTTOBRE, ore 10, Teatro San Teodoro di Cantù appuntamento con le scuole superiori
spettacolo teatrale “Clandestino (in casa)” a cura della Cooperativa Attivamente; 
riflessioni e approfondimenti con Sandro Lion, direttore CSV di Padova.
POMERIGGIO in Piazza Garibaldi Durante la giornata installazioni di OrtoCreativoUrbano, animazioni per bambini a cura della C.R.I. Comitato Locale di Cantù, della Fattoria San Damiano, di Balocchi e Baloss e della Parada par tücc.
Dalle ore 15.00 mostra disegni delle scuole elementari sul tema: “Incontri: io e l’altro”.
Dalle ore 15.00 Banco di Beneficenza con premi (via Matteotti)
Ore 16.00 Merenda in piazza a cura dell’associazione Il Ponte
Ore 17.30 Intrattenimento musicale a cura della Banda “La Cattolica”
Ore 19.00 AperiCena per tutti in piazza Garibaldi
Ore 21.00 Concerto di Skanz e i maza gajnn
Dalle 23.00 NOTTE IN PIAZZA, si dorme in Piazza Garibaldi.
Sempre SABATO 20, l’associazione Incroci di Como, dove storicamente viene organizzata la Notte dei Senza Dimora, propone due appuntamenti:
Ore19.30 Cena in Mensa, via Tommaso Grossi
Ore 21.00 CINEMA all’Oratorio di Sant’Orsola, proiezione del film: “Quando sei nato non puoi più nasconderti” all’interno della rassegna Oltre lo Sguardo
La Notte è organizzata dal COORDINAMENTO provinciale delle Mense di Solidarità “INMENSAMENTE” (compongono il coordinamento: Incroci-Mensa di Solidarietà di Como, Incontri-Mensa di Solidarietà di Cantù, Mani Aperte-Mensa di Solidarietà di Erba, Società di San Vincenzo De Paoli, Casa della Missione dei Padri Vincenziani);
partecipano alla Notte dei Senza Dimora 2012: Incroci-Mensa di Solidarietà di Como, Incontri-Mensa di Solidarietà di Cantù, Mani Aperte-Mensa di Solidarietà di Erba, Società di San Vincenzo De Paoli, Casa della Missione dei Padri Vincenziani, Centro di ascolto del decanato di Cantù, La Soglia, Spazio Donne, Coop Mondovisione, OrtoCreativoUrbano, Parada par tücc, Croce Rossa Italiana-Comitato Locale di Cantù, Coordinamento Comasco per la Pace,
Il Ponte, Scout Agesci Cantù, Comitato Soci Coop Cantù, Comunità pastorale San Vincenzo Cantù, Fattoria San Damiano, Balocchi e Baloss
La Notte dei Senza Dimora 2012 è organizzata nell’ambito del progetto Passi d’Accoglienza finanziato dal Bando Volontariato 2012 di Fondazione Cariplo e CSV Regionale.

CONVEGNO ANPI SULLA RESISTENZA IN EUROPA

MILANO, 26 OTTOBRE – Auditorium G. Gaber – Consiglio Regionale della Lombardia ( ex- Pirellone)

“PER UNA EUROPA ANTIFASCISTA, UNITA E SOCIALE” è il titolo del convegno organizzato dall’ANPI Regionale Lombardia nei giorni di venerdì 26 alle 9,30 e sabato 27 ottobre.

Il convegno, di cui riportiamo il programma, è rivolto soprattutto ai giovani, partirà dall’esame dell’ultimo mostro, il nazifascismo, generato dall’ Europa, e illustrerà come e perchè in molti Paesi europei nacque e si sviluppò la Resistenza per contribuire a uccidere e fermare quel mostro. Il convegno, che inoltre tratta delle varie tematiche concernenti l’Europa, tema come non mai attuale e fondamentale per il destino nostro e, soprattutto, delle nuove generazioni, si svolge Venerdì 26 Ottobre a Milano, , presso l’Auditorio Giorgio Gaber del Consiglio Regionale della Lombardia (ex Pirellone) di Piazza Duca D’Aosta, dalle ore 9,30 alle ore 17,00 e Sabato 27 Ottobre a Como, città sede del monumento alla Resistenza europea.


Programma 26 ottobre:

Mattino, ore 9,30

“Il perchè di un convegno sull’Europa” – On. Tullio Montagna , Presidente ANPI Reg. Lombardia – Roberto Cenati, Presidente ANPI Milano

Saluti delle Autorità

“Resistenza e antifascismo in Europa” – Prof. Luigi Ganapini, Università di Milano

“Federalismo e unità politica dell’Europa nell’elaborazione teorica di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi es Eugenio Colorni” – Prof. Arturo Colombo, Università di Pavia

” Dai trattati di Roma e di Lisbona alla Costituzione Europea” – Prof. Andrea Bosco, Università di Firenze

” L’Europa al bivio fra unità federale e disgregazione” – Dott.ssa Luisa Trumellini, direzione nazionale Movimento Federalista Europeo

Pomeriggio

“Le radici culturali dell’ Europa” – Dott.ssa Daniela Preda, Università di Genova

” La crisi finanziaria economica e sociale europea:una fuoriuscita di solidarietà e giustizia sociale” – …

“Per un’ europa dei diritti” – On. Elena Paciotti

” Prospettive attuali dell’unità politica dell’Europa: come fare l’unità oggi” – Prof. giulia Rossolillo, Università di Pavia

Conclude sen. Carlo Smuraglia, Presidente ANPI Nazionale.


Como, 27 ottobre – ore 9.30

Associazione Carducci – viale Cavallotti 2

“Come ti rendono nazista. L’approccio ai giovani delle formazioni neonaziste” – Prof. Raffaele Mantegazza, Università di Milano

” L’impegno democratico europeo per il contrasto dei gruppi fascisti e nazisti” – Sen. Albertina Soliani

” Il monumento alla Resistenza europea, perchè e come” Fabio Cani

Ore 11,30 – lungolago Mafalda di Savoia

OMAGGIO AL MONUMENTO ALLA RESISTENZA EUROPEA

INTERVENTO  ON. MIGUEL ANGEL MARTINEZ. vicepresidente

del Parlamento europeo.

VUOI LA PACE? PEDALA!

Cari amici,
domenica 14 ottobre ci sarà una bella iniziativa a Milano e dintorni: una bicicletatta dal titolo “Vuoi la pace? Pedala!!”
Quest’anno il tema è il diritto al cibo, tema caro a Mani Tese, che sta per concludere una campagna pluriennale sulla sovranità alimentare con una marcia che toccherà diverse città in Italia e si concluderà il 16 ottobre, giornata mondiale dell’alimentazione (http://www.manitese.it/2012/5517/ ).
La biciclettata partirà da Sesto S. Giovanni e arriverà in piazza Duomo a Milano: non ci saranno auto lungo il percorso perchè in entrambi i comuni vige per quel giorno il divieto alla circolazione delle auto. Stiamo organizzandoci per partecipare in gruppo: chi è interessato si dovrebbe trovare munito di bici a Bulciago, presso la sede di Mani Tese, via Cesare Cantù 66, alle 8.00 della mattina del 14 ottobre.
Caricheremo le bici sul furgone di Mani Tese e ci muoveremo con poche auto verso Sesto. Lasciamo auto e furgone appena fuori dalla zona chiusa al traffico e inizieremo a pedalare allegramente!

Se volete partecipare, mandate una mail a bulciago@manitese.it con il vostro nome e un recapito telefonico (entro l’11 ottobre)!

TOLTA LA TARGA A MEZZEGRA

Ce l’aspettavamo. Il nuovo gesto audace dei soliti idioti che agiscono nottetempo, quando non c’è il calcio in TV.

Questa volta la bella pensata è stata di far sparire la targa messa sabato 6 ottobre a Giulino di Mezzegra.

La targa recita:

“QUI, ALLE ORE 16,10 DEL 28 APRILE 1945, SU DECRETO DEL C.L.N.A.I., FU ESEGUITA LA CONDANNA A MORTE DI BENITO MUSSOLINI.

LA RESISTENZA ITALIANA POSE COSI’ FINE AL REGIME FASCISTA”

L’ennesima provocazione non è stata rivendicata, segno che anche gli autori del gesto non hanno trovato motivazioni politiche, oltre alla meschinità di chi, non avendo argomenti, si limita a fare dispetti.

Stupisce, in verità, che nel riportare la notizia dello scoprimento della targa a Giulino, moltissimi giornali nazionali abbiano dimenticato la frase ” su sentenza del CLNAI”, un piccolo inciso, ma di grande importanza, che non portava via certo spazio all’articolo. Noi non sappiamo se l’omissione sia stata intenzionale, o se, più probabilmente, l’importanza del fatto storico sua sfuggita ai giornalisti frettolosi.

Riportiamo qui sotto il documento rilasciato dall’Istituto di Storia Contemporanea P. A. Perretta, quando ancora di chiamava Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione, il 25 settembre 1995.

ISTITUTO COMASCO PER LA STORIA DEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE

L’Istituto Comasco per la Storia del Movimento di Liberazione, alla luce delle più recenti interpretazioni e valutazioni date da varie fonti sulla pagina finale di Benito Mussolini e dei suoi gerarchi arrestati il 27 aprile 1945 fra Musso e Dongo, sul lago di Como, precisa:

  1. L’esecuzione del Capo del Governo della Repubblica Sociale Italiana e del suo seguito decretata (in virtù del Decreto dell’Amministrazione della Giustizia del 25.4.1945 art.5)

    la mattina del 26 aprile 1945 dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, delegato dal solo Governo legale italiano, formato da Luigi Longo ed Emilio Sereni per il P.C.I., Ferruccio Parri e Leo Valiani per il Partito d’Azione, Achille Marazza e Augusto De Gasperi per la Democrazia Cristiana, Giustino Arpesani e Filippo Jacini per il Partito Liberale, Rodolfo Morandi e Sandro Pertini per il Partito Socialista, fu materialmente eseguita da una missione disposta a tale scopo.

  1. Sulla piazza di Dongo, nella tarda mattinata del 28 aprile, arrivarono, al comando di Walter Audisio ( colonnello Valerio) e di Aldo Lampredi ( Guido), i partigiani dell’Oltrepo’ pavese che avevano ricevuto il compito di formare il plotone di esecuzione.

  1. A Bonzanigo, in casa della famiglia De Maria, si recarono Walter Audisio, Aldo Lampredi e Michele Moretti ( Pietro), commissario politico della 52a Brigata Garibaldi “Luigi Clerici”, per prelevare Benito Mussolini, in forza del decreto di condanna emesso dal C.L.N.A.I.

    Alle 16,10 il capo della Repubblica Sociale Italiana e Claretta Petacci che lo accompagnava, furono fucilati a Giulino di Mezzegra davanti al cancello di villa Belmonte.

  2. Dopo le 17, sul lungolago di Dongo, il plotone di esecuzione, comandato da Alfredo Mordini (Riccardo), fucilò i gerarchi fascisti.

  1. In serata, a missione compiuta, i corpi di tutti i giustiziati vennero trasportati a Milano e deposti più tardi in Piazzale Loreto, nel luogo dove il 10 agosto 1944 erano stati fucilati dalle Brigate Nere 15 fra antifascisti e partigiani.

L’istituto Comasco per la Storia del Movimento di Liberazione, nella ricorrenza del 50° anniversario della Liberazione, ritiene sia giunto il momento di ribadire questa verità storica incontrovertibile, l’unica basata su documenti originali e testimonianze raccolti nel corso della sua lunga attività scientifica.

Firmato:

Giusto Perretta ( Presidente), Luigi Carissimi- Priori (dal 30 aprile 1945 Commissario Capo dell’Ufficio Politico della Questura di Como), Mario Ferro ( che accompagnò Aldo Lampredi e Alfredo Mordini a Dongo), Franco Giannantoni, Ricciotti Lazzero, Marino Viganò (storici)

Como, 25 settembre 1995

QUELL’ ITALIA FINTO-SMEMORATA

“Scriveva Luis Sepulveda che «un popolo senza memoria è un popolo senza futuro». La memoria aggrega, è il collante che unisce generazioni, la memoria è la base della storia e del civismo. Ma in Italia la memoria spesso cambia forma, muta la sua pelle, si plasma a seconda della forma e dei contesti. Lascia spazio, alle volte, a rigurgiti di nostalgia che in politica trovano terreno nei movimenti che si rifanno al fascismo. Che non solo vengono tollerati, ma che spesso sono incoraggiati anche dai pubblici amministratori e ufficiali.”


Inizia così la bella inchiesta di Roberto Rossi sull’Unità del 9 ottobre 2012 ( pag. 11), un’inchiesta che vi segnaliamo, dove si dà conto, tra gli altri, dei casi denunciati dall’Anpi dei contestatori condannati ad Isernia per aver cantato Bella Ciao, del sacrario dedicato al criminale di guerra Graziani, del busto ad Aielli- L’ Aquila- dedicato al prefetto fascista Letta. Si dà inoltre notizia della campagna iniziata dell’Anpi per rilanciare l’antifascismo e contrastare il neo-fascismo.

L’inchiesta è disponibile anche su http://www.unita.it/italia/quell-italia-che-accetta-br-il-revisionismo-fascista-1.453578

SEMINARIO SULLA RESISTENZA IN EUROPA

Come forse già saprete, nei giorni 26 e 27 ottobre si terrà il convegno sulla Resistenza in Europa.

L’importante seminario si terrà a Milano venerdì 26 e terminerà a Como, davanti al Monumento alla Resistenza Europea.

Qui sotto potete leggere il programma quasi definitivo delle due giornate:

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“Per un’ Europa unita e sociale”
Il Convegno/Seminario di cui alleghiamo il programma, rivolto soprattutto alle
nuove generazioni, partirà dall’esame dell’ultimo mostro, il nazifascismo,
generato dall’Europa, e illustrerà come e perché in molti Paesi europei nacque
e si sviluppò la Resistenza per contribuire a fermare e a uccidere quel mostro.
Percorrerà le varie tappe che i più lungimiranti governanti e pensatori politici
europei hanno realizzato per creare un nuovo assetto europeo che
scongiurasse il ripetersi di una tragedia tanto devastante, degradante ed
infame (dopo il 1945 si trattava di sostituire, in un’area importante del pianeta,
la forza del diritto al diritto della forza).
Si percorreranno i successi, le gravi battute d’arresto, gli errori, gli egoismi, le
miopie, le paure, le mediocrità, i ritardi culturali.
Si cercherà un aggiornamento delle tante cose dette e scritte sul tema per
suggerire come oggi, nella situazione data, si possano riproporre le idealità, le
conoscenze, le tecniche per procedere credibilmente verso il traguardo di
un’Europa federale, democratica, sociale.
Un’ Europa che recuperi la sovranità reale persa dagli Stati-nazione europei
rispetto alle dinamiche della globalizzazione; che ridia fiato e potere al sistema
liberaldemocratico e alla capacità della politica di svolgere il proprio ruolo alto,
e cioè di governare i fenomeni che sorgono dalla società globalizzata per
indirizzarli al bene comune.
Un’Europa con una politica che agevoli lo sviluppo (produzione di quantità), ma
anche capace di tradurlo in progresso (produzione di qualità di vita dei
cittadini, a partire dai più deboli).
Un’Europa capace di tradurre in realtà i principi contenuti nelle Carte
costituzionali più evolute dei Paesi europei e nella Carta dei Diritti dei Cittadini
europei (verificare) e di frenare la deriva razzista, populista, xenofoba,
neonazista e neofascista che percorre sinistramente il nostro continente.
Un grande scopo, dunque, al quale (ri)appassionare gli Italiani, a partire dai
giovani.
1
La pubblicazione degli atti sia in formato digitale, sia in cartaceo, dovrebbe
agevolare la ripresa, che oggi viene da più parti, di una spinta dal basso che
porti ad un nuovo più forte senso di appartenenza e di identità europea e al
recupero delle radici più nobili di questa identità.
Il Presidente
Tullio Montagna
Ornella Ravaglia
Responsabile del Gruppo memoria storica

4 GRANDI PARTIGIANI AL FAMEDIO

Il Comune di Milano iscrive al famedio quattro grandi partigiani: Vaia, Stellina Vecchio, Alba dell’Acqua, Bocca

L’ANPI Provinciale di Milano ha accolto con grande soddisfazione la decisione dell’Amministrazione comunale dell’iscrizione al famedio del cimitero monumentale di quattro illustri suoi concittadini, tutti partigiani: Alessandro Vaia, Stellina Vecchio, Alba Dell’Acqua Rossi e Giorgio Bocca.

Venerdì 2 novembre, alle ore 11,30, è prevista la solenne cerimonia dell’iscrizione alla presenza del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e del Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo.

L’ANPI parteciperà ufficialmente alla cerimonia con il suo medagliere. 
Tutte le Sezioni sono invitate a partecipare numerose senza bandiere come da indicazioni dell’Ufficio Cerimoniale del Comune di Milano.

Le biografie.

Alessandro Vaia. Medaglia d’Argento al Valor Militare. Responsabile della gioventù comunista negli anni ’20, arrestato nel 1928 mentre è in servizio militare, è condannato a 4 anni e 10 mesi di carcere. Amnistiato nel 1932, espatria in Francia. Nel 1935 va in Unione Sovietica dove frequenta la scuola leninista. Nel maggio 1937 raggiunge la Spagna, dapprima impegnato nei paesi Baschi e poi arruolato nella Brigata Garibaldi, di cui comanda il secondo battaglione con il grado di capitano, impegnato nella guerra civile spagnola contro i franchisti. Durante la ritirata di Caspe assume il comando dell’intera brigata, compiendo un’importante opera di riorganizzazione. Rientrato in Francia nell’ottobre 1938, riprende il lavoro politico. Internato nel campo del Vernet nel 1939 e poi incarcerato a Castres, evade nel settembre 1943 con altri prigionieri. Rientrato clandestinamente in Italia, combatte nella Resistenza, prima nelle Marche poi a Milano, dove assume l’incarico di commissario di guerra del Comando Piazza, che coordinerà l’insurrezione vittoriosa del 25 aprile.

Stellina Vecchio. Stellina si iscrive al Partito Comunista Italiano poco prima del 25 luglio 1943. Dopo l’8 settembre sottoscrive in piazza Cavour, a Milano, il coraggioso appello di Poldo Gasparotto, responsabile militare del Partito d’Azione, per la costituzione della Guardia nazionale, un esercito misto di popolo e di militari che si prefiggeva lo scopo di arrestare l’ingresso delle truppe tedesche a Milano. Così ha inizio l’attività di Stellina Vecchio, “Lalla” nella Resistenza. Stellina ha l’incarico di tenere i collegamenti, come staffetta partigiana, del Comitato lombardo delle Brigate Garibaldi con la Valsesia, dove agiscono le formazioni di Moscatelli. Nella fase finale della Resistenza Stellina entra a far parte dei Gruppi di Difesa della Donna, dei quali era responsabile per Milano Vera Ciceri. Ma è proprio durante la sua partecipazione ai
Gruppi di Difesa della Donna che accadrà quell’avvenimento, l’uccisione di Gina Galeotti Bianchi, nel corso dell’insurrezione di Milano iniziata a Niguarda, che ha segnato profondamente la vita di Stellina.

Alba Dell’Acqua Rossi. Aveva solo dodici anni quando i fascisti fecero irruzione nella casa milanese di suo padre, impegnato politicamente, e gli bruciarono tutti i libri nel cortile. La reazione della ragazzina fu quella di impegnarsi nello studio tanto che si laureò giovanissima in Matematica e Fisica. Nel settembre 1943 entra nella Resistenza. Dapprima è attiva a Milano nel gruppo clandestino del professor Quintino Di Vona. Compito di Alba è quello di raccogliere informazioni circa i nascondigli di armi, viaggiando continuamente sui treni delle Nord e di prelevarle, con l’aiuto di una persona munita di furgoncino. Successivamente, nel giugno 1944, inviata per una missione in Valsesia, entra come partigiana nella II Divisione Garibaldi Redi, che opera in Valsesia e in Valdossola sotto la guida del commissario politico Cino Moscatelli. Alba coadiuva il dottor Pino Rossi, comandante medico della Divisione. Alba e Pino vengono uniti in matrimonio il 15 marzo 1945 dal commissario politico della Divisione garibaldina Redi.

Giorgio Bocca. Medaglia d’Argento al Valor Militare. Nel 1943 Giorgio Bocca decide di aderire al Partito d’azione. A questa scelta lo induce sicuramente l’esempio dell’amico Benedetto Dalmastro assai vicino a Tancredi “Duccio” Galimberti. L’8 settembre, alla firma dell’armistizio, raggiunge con Dalmastro e un gruppo di compagni, dopo aver raccolto le armi abbandonate nelle caserme di Cuneo, la frazione Frise di Monterosso Grana. Nasce così il primo nucleo della locale banda partigiana di “Italia Libera”. Comandante di banda della formazione in Valle Maira, nella primavera del 1944 Bocca é inviato a stabilire le basi della Brigata Giustizia e Libertà “Rolando Besana” in Valle Varaita e ne diviene il comandante. Il 5 maggio 1944 partecipa a un incontro tra partigiani italiani e francesi organizzato il 12 maggio 1944, al quale faranno seguito le intese politico-militari tra i due movimenti, stipulate il 22 maggio e il 30 maggio 1944. Nei primi giorni del 1945 Bocca è nominato comandante della decima divisione Langhe delle formazioni “Giustizia e Libertà”. Torna quindi in Val Maira, divenendo commissario politico della seconda Divisione “Giustizia e Libertà”

LETTERA DI LUCIANO FORNI

Como, 5 ottobre 2012
Cari amici dell’Anpi,
una difficile degenza ospedaliera, mi costringe a non intervenire alle celebrazioni di sabato 6 ottobre che vogliono ricordare la gloriosa battaglia di Lenno e ripristinare con legittimo orgoglio la verità sulla fine del duce e del fascismo.
Con l’apposizione a Giulino di Mezzegra di una targa che un testo succinto fa giustizia di tante fandonie che sono state scritte per screditare realtà mai controverse. Si è voluto sminuire o svilire il ruolo della Resistenza nella conquista per il nostro paese, della libertà e della democrazia!
E’ con orgoglio che l’Anpi ha conseguito questo scopo per dimostrare che anche a distanza di tempo va difesa la lotta di chi con sacrificio, ha operato per il bene vero dell’Italia, consentendo la possibilità di ricattare la propria dignità nel consesso dei popoli liberi e democratici. Nello squalificato dibattito odierno che non ha la dignità di essere chiamato politico, l’Anpi comasca vuole richiamare quei valori che soli possono ricostruire la nostra coscienza civile: moralità, senso del dovere, gratuità dell’impegno politico, laboriosità e spirito di sacrificio che sono anche insegnamento dei nostri Resistenti e dei nostri Partigiani.
Noi, con discorsi ed esempi alti e dignitosi, siamo in grado senza pretese, di indicare la strada per salvare l’Italia dal malcostume, dall’ignoranza e dai discorsi inconcludenti.
Oggi siamo certamente un punto di riferimento per quei giovani che hanno bisogno di lavoro, ma anche di dignità e speranza, che non trovano né in una scuola estremamente burocratizzata né nella società.
Grazie per il vostro impegno, cari amici, sono con voi con tutto il cuore e con la mia passione democratica, purtroppo oggi non sostenuta dall’efficienza fisica. Siete un po’ la mia famiglia e divido con voi le stesse ansie per un’ Italia migliore.
Con affetto,
Luciano Forni

MANIFESTAZIONE DEL 6 OTTOBRE

A tutti gli amici e compagni che saranno con noi a Lenno e Mezzegra sabato 6 ottobre, chiediamo loro di fissare il luogo di appuntamento a Lenno davanti al Cimitero in quanto c’è la possibilità di parcheggiare la propria auto. L’orario è noto; dopo la deposizione della corona alla lapide dei Partigiani a Lenno ci avvieremo a piedi in fila indiana verso Mezzegra dove scopriremo il cartello. Le condizioni della viabilità e la ristrettezza della strada non ci consentono di fare un corteo, bloccheremmo la statale Regina con file chilometriche  con qualche pericolo per l’incolumità dei partecipanti. Salvo casi di necessità è meglio non arrivare in auto a Giulino in quanto c’è scarsità di parcheggi. Per la segreteria provinciale Antonio Proietto

ANPI PROVINCIALE DI COMO

MANIFESTAZIONE DEL 6 OTTOBRE 2012

PROGRAMMA:

Lenno ore 10,30

Posa di una corona di fiori alla lapide in ricordo dei caduti nella battaglia di Lenno

Giulino di Mezzegra ore 11,30

Scoprimento di una targa sul luogo della esecuzione di Benito Mussolini

Pausa Pranzo ore 12,30

Pizzeria Ristorante Il Ranch di Lenno

Lenno, biblioteca Comunale ore 15,00

Conferenza sul tema : “La battaglia di Lenno e la Resistenza italiana nella riflessione storica” relatore: prof. Vittorio Roncacci, storico,  autore del libro “ La calma apparente del lago. Como e il Comasco fra guerra e guerra civile 1940-1945”


Chi desidera fermarsi al ristorante, è pregato di prenotarsi telefonando ai numeri:

031/308066  Uffico Anpi ( aperto solo il martedì mattina)

329/7844705 Eliana

info@anpicomo.it