LA BATTAGLIA DI LENNO

Sabato 6 ottobre andremo a Lenno a commemorare la battaglia di Lenno.

Alle ore 10-10,15 ritrovo davanti al cimitero di Lenno, poi proseguiremo a piedi per la posa della corona di fiori davanti alla lapide che ricorda il sacrificio dei partigiani nel corso della battaglia.

Ricordiamo ancora una volta i fatti.

3 OTTOBRE – LA BATTAGLIA DI LENNO

Viene chiamata col nome di “Battaglia di Lenno” il tentativo, da parte di distaccamenti partigiani del centro lago e di squadre G.A.P. e S.A.P., di rapire il ministro degli Interni della R.S.I. Guido Buffarini Guidi, a quel tempo residente a Lenno, sul lago di Como.

Il piano però fallisce e ha luogo una violenta sparatoria fra partigiani e militari fascisti.

Periscono nell’azione Ugo Ricci, romantica figura di ex-ufficiale degli Autieri, che aveva organizzato il sequestro per imporre ai nazifascisti uno scambio di prigionieri, il commissario politico Alfonso Lissi e i comandanti Claudio Cavalieri ” Modena” e Guerrino Morganti ” Sassari”.

Cade anche Silvio Bordoli che, con una squadra garibaldini, aveva il compito di sbarrare la strada ai rinforzi fascisti e, a Ossuccio, Alfonso Vaccani ” Barbetta”.

Il giorno seguente, un rastrellamento compiuto da SS italiane e elementi fascisti, porta all’arresto del’arciprete di Lenno e di alcuni civili, che vengono deportati nel campo di concentramento di Bolzano; i partigiani Giuseppe Palombo “Guardia” e Luciano Pontecchia “Sicilia” vengono fatti prigionieri e fucilati sul posto.

ALFONSO LISSI, esponente politico del P.C.I., operaio alla Cemsa di Saronno, fu arrestato  nel 1935 e condannato a 8 anni di carcere per il reato di appartenenza ” ad organizzazione comunista” e “introduzione in Svizzera di materiale propagandistico antifascista”. Scarcerato per l’amnistia del 1937, nel marzo del 1944 è tra gli organizzatori dello sciopero generale. Costretto in seguito alla clandestinità, si unisce ai partigiani, con il ruolo di Commissario Politico, prima nella 52a Brigata Garibaldi, e successivamente, in Val d’Intelvi.

UGO RICCI, nato a Genova nel 1913, figura leggendaria, fu capitano degli Autieri nel Regio Esercito Italiano. Dopo aver combattuto prima sul fronte occidentale e poi in Africa settentrionale, l’8 settembre si trova a Cantù, presso il comando del III Reggimento Autieri. Fedele al suo giuramento al Regno, Ugo Ricci considera la Resistenza il giusto proseguimento del suo dovere di militare. Il 10 settembre, con una cinquantina di uomini, fugge con alcuni camion militari in Val d’Intelvi dove, lasciati liberi i suoi soldati di scegliere se seguirlo o rifugiarsi in Svizzera, inizia l’attività partigiana.

GUERRINO MORGANTI “Sassari”, nato a Mezzegra nel 1918, ex carabiniere, comandante del distaccamento ” Battocchio” che agiva nella zona di Sala, Mezzegra, Lenno e Menaggio.

CLAUDIO CAVALIERI “Modena”, nato a Milano nel 1923, studente universitario, fa dapprima parte di una formazione partigiana in Valtellina e quindi diviene comandante del distaccamento Ferrero, che agiva sui monti di Sala Comacina.

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ANPI CONTRO LA CORRUZIONE

Smuraglia: “Necessari interventi immediati contro la corruzione”

Il presidente dell’Anpi aderisce alla campagna di Repubblica

“Aderisco all’appello de la Repubblica con profonda convinzione dell’assoluta necessità di interventi immediati contro la corruzione e l’illegalità diffusa. Il Paese non ne può’ davvero più e bisogna far cessare questa situazione scandalosa”. Questa la dichiarazione di Carlo Smuraglia, presidente nazionale ANPI a motivare l’adesione alla campagna lanciata dal quotidiano la Repubblica.

SHLOMO VENEZIA

LA MORTE DI SHLOMO VENEZIA

«Nella notte ci ha lasciato il nostro caro amico Shlomo Venezia, uno degli ultimi sopravvissuti del Sonderkommando di Auschwitz-Birkenau che ha dedicato gli ultimi decenni della sua vita a trasmettere la memoria della Shoah alle giovani generazioni». Così il sito web del Museo della Shoah ha annunciato ieri mattina la morte, a Roma, dello scrittore. Shlomo Venezia, 89 anni, ebreo italiano nato a Salonicco (Grecia), fu arrestato con la famiglia ad Atene nel marzo 1944 e deportato nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Fu tra i più importanti testimoni della Shoah. Una delle sue opere più celebri s’intitola Sonderkommando-Auschwitz. La verità sulle camere a gas, una testimonianza unica (Rizzoli). «Sono stato zitto per oltre 40 anni. Mi avevano dato del pazzo. Poi un giorno ho trovato il coraggio, perché tutti sappiano». Così, in uno dei molti viaggi della Memoria, Shlomo Venezia parlò a decine di studenti con gli occhi lucidi che seppero dalle sue parole cosa fu la Shoah. Durante la prigionia fu costretto a lavorare nelle «unità speciali» dei forni crematori (che avevano il compito di bruciare i cadaveri) i cui componenti venivano periodicamente uccisi. Riuscì a salvarsi, unico tra gli italiani, e a pubblicare le sue memorie nel 2007. Sette mesi a Birkenau a tagliare i capelli alle donne destinate alle camere a gas e al recupero dei cadaveri destinati ai forni, poi altri cinque a Mauthausen, infine l’insperata salvezza dopo «il gas, le torture, la scomparsa dei parenti, degli amici, freddo e, ovunque intorno, la fame». «Racconto tutto e lo faccio per i ragazzi», diceva Shlomo.

S.ANNA DI STAZZEMA – RISPETTARE LE SENTENZE

CHITI E CASSON: SU S.ANNA DI STAZZEMA RISPETTARE LE SENTENZE.

(ASCA) – Firenze, 1 ott – ”Non condividiamo la decisione ancora una volta assunta dalla magistratura tedesca di archiviare l’inchiesta sugli otto ex gerarchi delle SS sospettati di aver preso parte al massacro di S.Anna di Stazzema. Questa decisione provoca amarezza e dolore”. Cosi’ i senatori Pd, Vannino Chiti e Felice Casson, che proseguono: ”Nell’agosto del 1944, in poche ore, vennero massacrate 560 persone. Individuare e punire i responsabili di tanta brutalita’ e’ un dovere nei confronti delle vittime innocenti e dei loro familiari che deve essere sentito come proprio sia dall’Italia che dalla Germania: la barbarie di certi crimini non puo’ essere soggetta ne’ a prescrizione ne’ ad amnistia e la loro punizione e’ fondamentale perche’ il passato in Europa mai piu’ ritorni. La verita’ storica su questi fatti drammatici e’ ormai accertata anche da sentenze italiane divenute definitive. L’Italia deve chiedere il rispetto delle norme europee. Il governo del nostro paese – concludono i due esponenti del Pd – deve compiere ogni sforzo perche’ anche la Germania contribuisca a fare giustizia e perche’ siano rispettate le sentenze emesse dalla magistratura italiana”.

PROIBIRE LE MANIFESTAZIONI DI FORZA NUOVA

Proibire le manifestazioni di Forza Nuova

Appello del presidente nazionale dell’Anpi al ministro degli Interni

“È una vergogna!”. Questo il primo commento del presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia, sulla notizia che il movimento neofascista “Forza Nuova” ha deciso di scendere in piazza in molte città il prossimo 29 settembre.

“Già da tempo denunciamo – spiega Smuraglia – il rifiorire di rigurgiti fascisti, in tante forme, ma sempre con i soliti vessilli, i soliti richiami a ideologie fasciste e naziste, da tempo sconfitte e superate. Adesso, abbiamo la concomitanza di undici manifestazioni in altrettante piazze; e per parlare di futuro, ma soprattutto di rivoluzione. Ci sarà qualcuno che abbia il coraggio di vietarle? Ci sarà qualcuno nelle istituzioni pubbliche che abbia chiara la concezione che emerge da tutta la Carta Costituzionale, di assoluta contrarietà ad ogni forma di fascismo? Ci sarà qualcuno che ricorderà che il fascismo è anche quello delle leggi razziali e delle persecuzioni contro gli ebrei e che questo basta, da solo, per rendere penalmente illegittima, ai sensi della legge Mancino, qualunque manifestazione che a quella ideologia si richiami, o ne faccia apologia o mostri di volerne continuare, in qualunque forma, la tragica esperienza? Ci sarà qualcuno che comprende la gravità della parola rivoluzione, specialmente in bocca  di forze fasciste? ” 

“Vorremmo tanto che fosse così, che Governo, Ministero degli interni, Prefetti, Questori avessero sotto mano la  Carta Costituzionale e  verificassero l’incompatibilità con essa delle manifestazioni preannunziate, traendone le conseguenze. Soprattutto, vorremmo che si considerasse che non si tratta (solo) di un problema di ordine pubblico, ma di coerenza con i principi costituzionali”.

Smuraglia manda una precisa richiesta alle autorità competenti: “Chiediamo di essere coerenti con la Costituzione a cui hanno giurato fedeltà e di impedire lo scempio che si intende proporre nelle nostre città e particolarmente in quelle che tanto hanno sofferto per colpa del fascismo e che hanno sempre dimostrato una netta e precisa volontà antifascista”.  

“Un appello particolare – precisa il presidente dell’Anpi – lo rivolgiamo al Ministro degli Interni, che in varie occasioni ha mostrato saggezza e coerenza democratica: intervenga e faccia il suo dovere, impartendo le opportune disposizioni per tranquillizzare i tanti cittadini che fremono al solo ricordo del fascismo e non tollerano che chicchessia ce ne riproponga  l’immagine ed i simboli, arricchendoli con propositi rivoluzionari?”.  

Naturalmente conclude Smuraglia “noi vigileremo, per parte nostra; ma il compito fondamentale è di chi è stato delegato a garantire, ad ogni livello, l’assoluto rispetto dei fondamenti e dei principi di una Costituzione profondamente e intrinsecamente antifascista”. “La democrazia deve essere difesa e garantita, prima di tutto,  da parte dei pubblici poteri. Ad essi ci rivolgiamo perché vogliano e sappiano svolgere il ruolo che loro spetta in un Paese democratico”.

1 OTTOBRE – DON GALLO A UGGIATE

INVITO

I n c o n t r o  c o n
d o n  A n d r e a  G a l l o

La serata sarà aperta dai 7GRANI che suoneranno alcuni brani in acustico

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Sezione Rado Zuccon di Uggiate-Trevano
con il Patrocinio della
Città di Olgiate Comasco

Centro congressi Medioevo
Piazza Volta,1
1 ottobre 2012
ore 21.00

Per informazioni scrivere a ANPI Uggiate-Trevano
anpi.uggiate@gmail.com

MANIFESTAZIONE 6 OTTOBRE

COMUNICATO ANPI PROVINCIALE

La nostra associazione è impegnata da tempo nel tentativo di ricostruire la verità storica sui fatti di Mezzegra, anche in risposta alle provocazioni fasciste, come l’esposizione delle foto di Mussolini e della Petacci avvenuta lo scorso 28 aprile.

Con non poche difficoltà abbiamo ottenuto il nulla-osta all’apposizione di un cartello di tipo storico/turistico in sostituzione dell’ipocrita cartello oggi esistente che recita “28 aprile, fatto storico”. Sul cartello che andremo ad apporre comparirà invece l’indicazione, con luogo e data, della fucilazione del dittatore fascista Benito Mussolini.

É’ la prima volta che riusciamo a portare in porto questa richiesta, è stata un’impresa e non possiamo permetterci di perdere quest’occasione.

Con questa iniziativa ci contrapponiamo a coloro che vogliono trasformare un fatto storico, come la fucilazione di un dittatore, fondamentale per la democrazia e la libertà di un intero popolo, in un percorso turistico ammantato di nostalgie fasciste simile a quello di Predappio.

L’importanza anche politica del nostro gesto sarà tanto più grande se la nostra presenza alla manifestazione sarà massiccia.

Siamo pertanto a chiedervi uno sforzo particolare sia personale che di mobilitazione delle sezioni. Oggi in Italia l’ANPI è l’unico baluardo contro il revisionismo storico e nostro compito di iscritti e simpatizzanti e di supportare la nostra associazione dimostrando  con la nostra presenza la vitalità dell’organizzazione.

Nella convinzione di potervi incontrare, vi giungano i più cordiali saluti resistenti.


Il Presidente dell’ Anpi Provinciale di Como

Guglielmo Invernizzi



ANPI PROVINCIALE DI COMO

MANIFESTAZIONE DEL 6 OTTOBRE 2012


PROGRAMMA:

Lenno ore 10,30

Posa di una corona di fiori alla lapide in ricordo dei caduti nella battaglia di Lenno

Giulino di Mezzegra ore 11,30

Scoprimento di una targa sul luogo della esecuzione di Benito Mussolini

Pausa Pranzo ore 12,30

Pizzeria Ristorante Il Ranch di Lenno

Lenno, biblioteca Comunale ore 15,00

Conferenza sul tema : “La battaglia di Lenno e la Resistenza italiana nella riflessione storica” relatore: prof. Vittorio Roncacci, storico,  autore del libro “ La calma apparente del lago. Como e il Comasco fra guerra e guerra civile 1940-1945”


Chi desidera fermarsi al ristorante, è pregato di prenotarsi telefonando ai numeri:

031/308066  Uffico Anpi ( aperto solo il martedì mattina)

329/7844705 Eliana

info@anpicomo.it

REFERENDUM ARTICOLO 18

L’Anpi: sì al referendum sull’articolo 18

L’Anpi dice sì alla proposta di referendum sull’articolo 18 dello statuto dei lavoraratori.

Spiega la segreteria nazionale: “Il Paese oggi più che mai ha bisogno di tutele e garanzie fondamentali per chi lavora. Gli strumenti per ottenere ciò sono molteplici e tutti legittimi, sicché è condivisibile l’obiettivo perseguito dai promotori del referendum”.

Premessa: è stata presentata una proposta di referendum sostanzialmente per il ripristino del testo originario dell’art. 18  e per l’abrogazione dell’art. 8 della legge 13.8.2011 n. 138, soprattutto nella parte in cui si consentono deroghe al contratto collettivo nazionale in virtù di accordi contrattuali di minor livello.

“L’Anpi – si anticipa – non ha bisogno di ricordare che su questi temi si è pronunciata ripetutamente, contro le iniziative legislative di cui oggi si chiede l’abrogazione, ribadendo la propria convinzione che ragioni fondamentali di principio dovrebbero impedire di modificare norme che appartengono da tempo alla struttura ed ai fondamenti del diritto del lavoro, corrispondenti a precisi diritti dei lavoratori, che li hanno conquistati a prezzo di lunghe e dure lotte”.

“Siamo dunque convinti – si aggiunge – che esiste davvero la necessità di tornare alle formulazioni ed ai princìpi originari, tanto più preziosi ora in quanto attraversiamo un momento difficile della vita del nostro Paese; ed è in occasioni e in periodi come questi che vi è più che mai bisogno di tutele e garanzie fondamentali per chi lavora”.

“Gli strumenti per arrivare a risultati positivi sono molteplici e tutti legittimi – si precisa – sicché è condivisibile l’obiettivo perseguito dai promotori del referendum,  per quanto riguarda i due quesiti sopraindicati, così come resta forte la speranza che il governo che uscirà dalle imminenti elezioni possa e sappia intervenire ripristinando quanto è stato tolto ai lavoratori, ai cittadini, al diritto del lavoro”.

“Ovviamente – si sottolinea – l’Anpi non vuole e non può entrare nella diatriba tutta politica sull’opportunità e sull’idoneità, in questa delicata materia, di un referendum, che peraltro dovrebbe tenersi, se ammesso, soltanto nel 2014”.

“Gli iscritti e le organizzazioni periferiche – conclude la Segreteria nazionale dell’Anpi – in piena libertà assumeranno ogni opportuna decisione al riguardo, considerando quanto scritto nel documento approvato dal congresso nazionale del 2011, nel quale si ribadisce l’impegno a respingere ogni tentativo di sovvertire princìpi e regole che sono previsti a garanzia della libertà e dei diritti dei cittadini e dove ancora si afferma che per garantire una forte stabilità sociale ed economica al Paese occorre attuare pienamente i princìpi costituzionali in materia di lavoro, cambiando la legislazione vigente che ha ridotto diritti e garanzie per i lavoratori”.

ASSOCIAZIONE LIBERA A COMO

LA SCELTA, OGGI COME IERI. TU DA CHE PARTE STAI?

La scelta è da sempre elemento determinante nell’agire dell’umanità. Non tutte le scelte sono della medesima portata, ognuna ha il suo peso. Anche la nostra quotidianità è costituita da scelte, razionali e no. Scegliere è un modo per vivere e diventare più maturi e adulti.

Le grandi scelte sono quelle che stravolgono e rivoluzionano la vita di chi le compie e non solo, perché portano ventate di cambiamento anche a chi sta attorno alla persona che le compie.

Le grandi scelte possono diventare Storia.

Scelte come quelle compiute da chi a 18, 20 anni decise di percorre la strada della libertà e della giustizia, della ricerca della libertà, in quel lontano settembre del 1943.

Si trattò allora di decidere se appoggiare vilmente il più forte, chinando la testa di fronte alle tante inumane ingiustizie compiute dal nazifascismo, o combattere per la propria dignità di uomo.

A noi viene facile, oggi, ragionare su questi temi a freddo, ma pensare il coraggio e la forza d’animo, il sentimento di giustizia che animò coloro che, in quegli anni tragici, decisero da che parte stare, ci riempie ancor oggi d’orgoglio.

E viene naturale paragonare la scelta di quei giovani partigiani di allora con quella di chi, oggi, decide di lottare contro un altro tipo di oppressione dell’uomo sull’uomo: lo strapotere mafioso.

Per questo oggi l’Anpi si sente fermamente al fianco di chi ha deciso , scegliendo di essere cittadino attento e partecipe, di unirsi formando il Coordinamento Comasco di Libera, che ieri, 23 settembre, ad un anno dalla sua formazione, ha tenuto la prima assemblea a Villaguardia (nome significativo!) nella cornice dell’Isola che C’è, eleggendo il suo referente provinciale e discutendo le iniziative da tenere nel corso del prossimo anno.

La differenza, nella sconfitta delle mafie e della cultura mafiosa, è sempre determinata dalle scelte dei singoli, dei gruppi, delle associazioni che, senza maschere o silenzi, devono manifestare la propria posizione assumendosi una parte di impegno e di responsabilità in questa lotta.

FUMETTI: LA RESISTENZA

Dal sito dell’Anpi di Voghera

LA RESISTENZA A FUMETTI

Dal «Pioniere» ad Enzo Biagi


Già nel corso del Novembre 1944, a Napoli, che solo 2 mesi prima si era Liberata dal giogo nazista, veniva pubblicato l’“Intrepido Boy” che raccontava storie legate alla Resistenza.

A pochi mesi dalla fine del conflitto mondiale vede le stampe «Pam il partigiano», disegnato da
Camus. Protagonista è un “ribelle” delle “Brigate Garibaldi” impegnato
nelle azioni tipiche della lotta partigiana che, come qualità del fumetto, sia
come tecnica sia come stile (testo e disegni), risulta ancor oggi incredibilmente attuale.

È invece del 1946 l’uscita di “Pinotto”, le storie di un bambino, figlio di un partigiano, e del suo
cane Pinolo, mentre è “Il Pioniere”, nato nell’ottobre 1949 (che ebbe anche come condirettore Gianni Rodari) l’unico esempio di “giornalino” che negli anni Cinquanta parlava di Resistenza.
Era un settimanale in cui grande risalto era dato alle rievocazioni storiche (vedi l’albo
«Genova insorge»), tema trattato con taglio storico, a volte peccando di una vena retorica un pò troppo enfatica .

La vicenda di Padre Massimiliano Kolbe, sacerdote polacco che, nel lager di Auschwitz, si offrì di morire nel “bunker della fame” al posto di un padre di famiglia è stata illustrata sia da Dino Battaglia che, nel 1962 realizzò per il “Messaggero dei Ragazzi” il suo
«MASSIMILIANO kOLBE, UN SANTO ALL’INFERNO»,

sia dalla coppia Ferdinando Tacconi-Claudio Nizzi che realizzarono la biografia del
frate francescano, che sarà santificato nel 1982 intitolata semplicemente:«MASSIMILIANO KOLBE»

È grazie al connubio tra Mino Milani e Attilio Micheluzzi che nel 1982, sempre per il
“Messaggero dei Ragazzi”, si concretizza una toccante riproposizione a fumetti della storia di
«ANNA FRANK».

Anche la VALENTINA di Guido Crepax ha avuto a che fare con il nazifascismo. In quell’episodio (Valentina, Linus, nn. 4/1969, 2/1972) l’eroina con i capelli a caschetto, in un flash back sulla
sua infanzia, rievoca la fuga in Svizzera per sfuggire alla deportazione, dato il nome della famiglia (Rosselli, scelto da Crepax come omaggio ai due fratelli assassinati dai fascisti).

Da ricordare anche le tavole che Crepax dedicò ad Oberdan Chiesa, l’antifascista livornese,
“internazionalista” nel “Battaglione Garibaldi” durante la Guerra Civile spagnola, trucidato dai fascisti il 29 gennaio 1944, a soli 33 anni, a Rosignano (LI) per rappresaglia a seguito di un attentato compiuto da gappisti della “3a Brigata Garibaldi”contro un Maresciallo Maggiore dei carabinieri ritenuto colpevole di collaborazionismo con i tedeschi.

Sempre rimanendo nell’ambito dei “fumetti cult”, non possiamo tralasciare Dylan Dog l’Indagatore dell’Incubo, il personaggio ideato da Tiziano Sclavi che nell’episodio «DOKTOR TERROR» (n. 83, Agosto 1993Soggetto e sceneggiatura: Tiziano Sclavi,
Disegni: Gianluigi Coppola, Copertina: Angelo Stano) è alle prese con i demoni del passato nazista ed un presente in cui si agitano nuovi rigurgiti in cui il comun denominatore è ancora la croce uncinata”.
Evidente, in molti passaggi dell’albo, i richiami ed i riferimenti al «MAUS» di Art Spiegelman.

Nel 1995 sul “Giornalino”, il settimanale per ragazzi dei Periodici San Paolo, pubblica
«STORIE DI RESISTENZA», dedicate alla lotta al nazifascismo dalle origini al suo epilogo.

Renzo Calegari è autore sia dei disegni che dei testi. È un lavoro dettagliato in cui si riscontra
la cura per la sequenza dei fatti, raccontati con modalità cronachistiche, e supportatti dalle
citazioni di manifesti e di titoli dei quotidiani dell’epoca, per raccontare le tappe che portarono al
crollo del regime fascista di Mussolini ed alla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Storie resistenziali se ne trovano anche nelle pagine de «LA STORIA D’ITALIA A FUMETTI», (2000) di Enzo Biagi (uno dei grandi del giornalismo italiano), il quale utilizza il fumetto come veicolo di comunicazione, con fini storico-didattici. Nella narrazione delle vicende italiche, il tema
della Resistenza ha una collocazione di rilievo. Le tavole sono inoltre impreziosite dai disegni dei maggiori fumettisti ed illustratori italiani di quel periodo (artisti come Milo Manara,
Marco Rostagno, Carlo Ambrosini, Alarico Gattia, Aldo Capitanio, Paolo Ongaro e Paolo Piffarerio).

Per concludere, è significativo menzionare le varie mostre, esposizioni, iniziative, rassegne
allestite in questi anni in cui artisti, disegnatori o semplici studenti si sono cimentati con
l’“arte del fumetto” per narrare, rileggere, trasferire sulle tavole illustrate le vicende della
Resistenza, dei diversi Olocausti e per denunciare la pazzia delle Guerre.

Tratto da: http://lombardia.anpi.it/voghera/resistenzafumetti/pionierebiagi.htm