QUELL’ ITALIA FINTO-SMEMORATA

“Scriveva Luis Sepulveda che «un popolo senza memoria è un popolo senza futuro». La memoria aggrega, è il collante che unisce generazioni, la memoria è la base della storia e del civismo. Ma in Italia la memoria spesso cambia forma, muta la sua pelle, si plasma a seconda della forma e dei contesti. Lascia spazio, alle volte, a rigurgiti di nostalgia che in politica trovano terreno nei movimenti che si rifanno al fascismo. Che non solo vengono tollerati, ma che spesso sono incoraggiati anche dai pubblici amministratori e ufficiali.”


Inizia così la bella inchiesta di Roberto Rossi sull’Unità del 9 ottobre 2012 ( pag. 11), un’inchiesta che vi segnaliamo, dove si dà conto, tra gli altri, dei casi denunciati dall’Anpi dei contestatori condannati ad Isernia per aver cantato Bella Ciao, del sacrario dedicato al criminale di guerra Graziani, del busto ad Aielli- L’ Aquila- dedicato al prefetto fascista Letta. Si dà inoltre notizia della campagna iniziata dell’Anpi per rilanciare l’antifascismo e contrastare il neo-fascismo.

L’inchiesta è disponibile anche su http://www.unita.it/italia/quell-italia-che-accetta-br-il-revisionismo-fascista-1.453578


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