ALBIOLO, UNA FESTA SENZA BELLA CIAO.

Dalla Provincia di oggi.

Sulla Provincia di oggi leggiamo le dichiarazioni del sindaco di Albiolo, Mario Bernasconi: ” No a una manifestazione di parte, no a Bella Ciao, sabato prossimo farò un 25 aprile inclusivo, la storia va compresa e raccontata com’è, non ci fu tutto il bene a una parte e tutto il male dall’ altra… fu una guerra civile, con vittime da una parte e dall’ altra…”

Egregio sig Sindaco, il 25 aprile non fu una guerra civile, ma una guerra di Liberazione dalla dittatura nazifascista. Che cosa ci veda Lei di bene in una dittatura nazifascista non mi è facile comprendere…

Quanto alle vittime, le rispondo con una frase della scrittrice Gina Lagorio: ” Le lacrime sono salate per tutti, le tragedie della storia lasciano scie lunghe per più generazioni, grande è il desiderio di pacificazione e tuttavia una cosa va innanzitutto detta: non è cancellando che si pacifica, ma ricordando, illuminando la memoria delle cose con l’ analisi delle cause che le hanno prodotte”.

Il 25 aprile è la festa di tutti, della riconquistata libertà del popolo italiano. Quella libertà, così dolorosamente conquistata, si è riconosciuta in un orizzonte comune in cui sono stati istituiti il pluralismo, l’ uguaglianza, la giustizia sociale, la pace, il rispetto della dignità umana.

Questo orizzonte è la Costituzione Italiana.

La Costituzione, portata dalla lotta di Resistenza, è la garanzia di una nuova società umana, di un tempo e di una storia nuova in cui fossero risparmiate alle nuove generazioni future le sofferenze e i sacrifici che avevano patite le generazioni precedenti.

E.G.


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