
SABATO 1 APRILE – ARCI MIRABELLO
Arci – circolo di Mirabello, Cantù, via Tiziano 5 (traversa di via
Lombardia)
L’Associazione Erbattiva vi invita all’annuale
Menù
Pizza a scelta
Birra (o bibita)
Caffè
Dolce
il tutto a 15 euro
Per prenotare la tua presenza manda una e-mail entro sabato 1 aprile
alle ore 15.00 all’indirizzo: pizzataprecaria@email.it
MORTO IL PARTIGIANO DAL VERME

… “Tutte le volte che uomini e donne si stringono intorno a qualche cosa che sia un altare, che sia una bandiera, che sia un discorso, che sia una mensa, un battesimo, un funerale è sempre un momento estremamente importante. Prima di tutto perché l’uomo esce dal suo interesse personale, esce dal suo rischio di vita e non è più un individuo, è un NOI. Quando gli uomini diventano un NOI sono una forza enorme, dobbiamo ritrovare la capacità di essere un NOI” …
Luchino Dal Verme
E’ morto a 103 anni nell’Oltrepo Pavese il conte Luchino Dal Verme, grande protagonista della Resistenza. Con il nome di battaglia di ‘Maino’ ha guidato l’88esima brigata Casotti e la “Gramsci” della divisione Garibaldi, partecipando a numerose azioni di guerra. La sua brigata fu tra le prime a raggiungere Milano nel 1945.
CASA POUND MANIPOLA LE INFORMAZIONI SU WIKIPEDIA
Lo spettro neofascista dietro Wikipedia: ecco come CasaPound manipola l’enciclopedia libera
E’ un’operazione segretissima, mirata e sistematica. E’ in corso da almeno 5 anni. E’ stata organizzata nei minimi dettagli e con la massima cautela. L’obiettivo è quello di migliorare l’immagine di CasaPound Italia sul web. E Wikipedia, l’enciclopedia partecipativa online, non poteva essere che un bersaglio strategico per i militanti del movimento neofascista. Secondo le ultime stime il sito Wikipedia.org è considerato il settimo più cliccato al mondo. Una vera e propria miniera d’oro di informazioni con oltre 35milioni di voci, utilizzata al giorno da milioni di internauti per documentarsi in modo rapido e magari anche per farsi un’opinione. Digitando il nome del gruppo di estrema destra su Google, e quello delle organizzazioni ad esso affiliate, le pagine di Wikipedia appaiono sempre fra i primi risultati. Aggirare i sistemi di controllo sull’enciclopedia libera per ottenere un’informazione più favorevole è un’occasione che i neofascisti non potevano lasciarsi sfuggire, soprattutto in vista delle prossime elezioni comunali fissate per il 5 giugno. Una presentazione del movimento bendisposta potrebbe rivelarsi efficace per portare acqua al proprio mulino. Forti del risultato del 6,6% dei consensi raggiunti a Bolzano con tre consiglieri eletti ora i neofascisti sperano di ottenere anche a Roma un risultato più vantaggioso rispetto alle scorse elezioni amministrative del 2013, che hanno visto CasaPound registrare solo lo 0,62% delle preferenze.
Sono decine gli episodi di violenza smorzati e rimossi nel tempo, in modo minuzioso, attento e preciso per non destare alcun sospetto. Le operazioni vengono effettuate da quella che Gianluca Iannone, presidente di CasaPound, definisce come una “task force di pronto intervento nel mondo di internet”. Si tratta dei ‘websupporter’ dell’organizzazione di estrema destra. L’iniziativa è stata lanciata nel 2010. Il responsabile del progetto è Cristiano Coccanari, esperto di web marketing e direttore di Radio Bandiera Nera, una radio online affiliata al movimento. Basta pagare 10 euro per iscriversi, ricevere a casa una tessera, e cominciare la militanza virtuale. Il loro compito è quello di propagandare in rete i comunicati, difendere le istanze del movimento neofascista con commenti sui social network o siti web e altre operazioni mirate.
Continua a leggere:
http://www.lameteora.info/neofascista-wikipedia-casapound-manipola/
http://www.wumingfoundation.com/giap/tag/fascisti-su-wikipedia/
DONGO, SABATO 1 APRILE
Associazione Museo della Resistenza comasca di Dongo
presentazione del libro:
LE MEMORIE DEL COMANDANTE “GEK”
Dopo 70 anni il comandante Gek, che aveva firmato a Morbegno la resa della colonna
tedesca Flak che viaggiava con quella di Mussolini da Menaggio a Dongo,
rilascia le sue memorie.
Relatore: PIERFRANCO MASTALLI curatore del contesto storico, editoriale e archivistico.
SABATO 1 APRILE ore 15.30
MENAGGIO
AULA MAGNA ISTITUTO COMPRENSIVO
VIA LUSARDI (di fronte al Municipio)
LETTERA A LILLI GRUBER

La sera di lunedì 20 marzo abbiamo assistito, sconcertati, alle invettive di Pansa nel corso della trasmissione televisiva Otto e mezzo sulla rete La7. Ci pare doveroso invitare le lettrici e i lettori ad inviare a questo indirizzo mail (ufficiostampa@la7.it) la seguente lettera
Gentile signora Gruber, nella fase finale della trasmissione Otto e mezzo del 20 marzo su tutt’altro argomento, il signor Paolo Pansa, ospite in studio, dopo essersi ripetutamente esibito in forme di turpiloquio rivolto a destra e a manca (“fessi”, “stupidi”, “non me ne importa un cazzo”), ha testualmente affermato: “Dopo aver pubblicato ‘Il sangue dei vinti’ (…) sono stato per quattro anni bombardato da questa sinistra cogliona (sic!). Non si può parlar male dei partigiani anche se hanno stuprato mettendo le bombe a mano nelle vagine delle ausiliarie fasciste”.
È evidente la gravità assoluta di questa affermazione, che delegittima i partigiani dipingendo l’intera Resistenza come un movimento di massacratori ispirati ad un sanguinario e gratuito sadismo. Nulla di strano sulla bocca di Pansa, che non interessa contestare, perché parlano molto di più l’Atlante delle stragi naziste e fasciste (http://www.straginazifasciste.it/?page_id=281) e gli innumerevoli, e non ancora del tutto censiti, episodi di vero e proprio eroismo di persone comuni che hanno partecipato alla Resistenza in armi o meno, e – fra questi – le vicende di decine di migliaia di militari italiani che scelsero, dopo l’8 settembre, di combattere per la liberazione del Paese, molte volte a prezzo della vita, come per esempio a Cefalonia.
Interessa invece prendere atto che tale delegittimazione è avvenuta senza alcun contraddittorio in una trasmissione che si definisce “di approfondimento quotidiano” e senza che Lei, che conduce la trasmissione, abbia letteralmente aperto bocca. Lo stesso vale per Matteo Ricci, sindaco di Pesaro che, presumibilmente, risponderà del suo comportamento agli elettori. Ma meraviglia in particolare il Suo silenzio, considerando che la nostra Repubblica, come Lei insegna, è nata da quella lotta di Resistenza e che quei partigiani sono stati ricevuti a Montecitorio il 16 aprile 2015 dalle massime autorità dello Stato. In tale circostanza la Presidente della Camera, rivolta ai partigiani seduti sui banchi dei parlamentari, affermò: «Oggi, voi partigiani, siete qui non come ospiti ma come padroni di casa».
Per queste ragioni è inaccettabile che in una trasmissione televisiva peraltro così ascoltata si lasci passare un messaggio la cui sostanza è che i carnefici diventano le vittime e le vittime diventano i carnefici.
Mi auguro che Lei, gentile signora Gruber, abbia la coerenza di smentire quelle sciagurate parole pronunciate dal signor Pansa per rispetto della verità storica, della natura della Repubblica italiana, del sacrificio di decine di migliaia di partigiani, ed anche – se permette – di tutti i telespettatori.
VIETARE LA MANIFESTAZIONE A VERONA
Smuraglia: “La manifestazione di Salvini prevista per il 25 aprile a Verona deve essere vietata”
22 Marzo 2017
Lettera del Presidente Nazionale ANPI al Ministro degli Interni, al Prefetto e al Questore di Verona
Dott. SALVATORE MULAS
Prefetto di Verona
Dott. ENZO GIUSEPPE MANGINI
Questore di Verona
Sen. MARCO MINNITI
Ministro degli Interni – Roma
Si è appreso dalla stampa che l’On. Salvini intende realizzare a Verona, il 25 aprile, una manifestazione particolarmente affollata, proprio per contrapporsi alla Festa della Liberazione.
Mi permetto di ricordare alle SS.LL. che il 25 aprile è stato dichiarato festa nazionale già con Decreto legislativo luogotenenziale del 22 aprile 1946; e che successivamente la Festa fu istituzionalizzata con legge 260/1949.In quest’altra legge si precisava che il 25 aprile, anniversario della Liberazione, era considerato giorno festivo, agli effetti della osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici.
Questo significa che nessuna manifestazione contraria ed ostile rispetto alla manifestazione del 25 aprile come Festa nazionale della Liberazione, può essere consentita; e non solo e tanto per i motivi di ordine pubblico, quanto e soprattutto perché si tratterebbe proprio di uno di quegli “atti giuridici” cui fa riferimento la legge in termini di divieto. Senza contare che la libertà di manifestazione non può essere riconosciuta allorché una manifestazione si ponga contro l’ordinamento costituito e rappresenti, di per sé, un abuso del diritto, non consentito ai sensi dell’art. 17 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, ratificata dal nostro Paese con legge 4.8.1955, n. 818.
DI conseguenza, ritengo che la manifestazione promossa dall’On. Salvini per il 25 aprile debba essere vietata, per tutte le suesposte ragioni.
In ogni caso, a Verona, il 25 aprile, i cittadini dovranno essere liberi di festeggiare la Liberazione nazionale, così come consentito e previsto dalla citata legge 27 maggio 1945,n. 260.
Distinti saluti,
Prof. Carlo Smuraglia
Roma, 22 marzo 2017
SPECIALE DI REPUBBLICA
L’ inserto speciale di Le Repubblica dedicato alla Resistenza :
repubblica.it/speciali/cultura/partigiani-vite-di-resistenza-e-liberta/2017/02/27/news/venti_mesi_resistenza_liberazione_partigiani-158927568/?ref=nrct-16
LA SCOMPARSA DI LUIGI PESTALOZZA
La scomparsa di Luigi Pestalozza, partigiano e illustre musicologo
24 Febbraio 2017
Il cordoglio dell’ANPI Nazionale e del Comitato Provinciale di Milano
“Con dolore e commozione apprendiamo della scomparsa di Luigi Pestalozza. Partigiano, nelle formazione di Giustizia e libertà, è stato un uomo di profondissima sensibilità civile ma anche artistica. Dirigente del PCI e poi dell’ANPI provinciale, fu un musicologo di chiara fama: docente di Storia della Musica alla scuola di Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, all’Accademia di Belle Arti di Brera, all’Università di Pisa. Numerose le collaborazioni giornalistiche: oltreché direttore della rivista Musica/Realtà scrisse per l’Unità, Problemi del socialismo, Rinascita.
Ci lascia un autentico e appassionato spirito di libertà, un intellettuale attentissimo alle dinamiche sociali del Paese e sempre pronto ad intervenire qualora si rendesse necessaria una parola di lucida saggezza e intelligenza del futuro.
Ai Familiari, agli amici e alle amiche dell’ANPI Provinciale di Milano, giungano le nostre più sentite condoglianze e una piena e affettuosa vicinanza”.
PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
Roma, 24 febbraio 2017
“E’ con immenso dolore che comunico la scomparsa del compagno LUIGI PESTALOZZA, Vice Presidente dell’ANPI Provinciale di Milano.
Di famiglia antifascista – il padre fu uno dei sette avvocati di Milano che non si iscrisse mai al fascio – Luigi partecipò alla Resistenza a Milano nelle formazioni di Giustizia e Libertà con Bruno Trentin.
Nel dopoguerra Luigi è stato per lunghi anni dirigente del Partito Comunista Italiano e successivamente di Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani.
Ha ricoperto l’incarico di docente di Storia della Musica alla scuola di Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, all’Accademia di Belle Arti di Brera, all’Università La Sapienza di Pisa.
Qualche anno fa gli è stato conferito l’Ambrogino d’Oro.
Quella per l’ANPI è stata per Luigi una scelta di vita.
Il suo impegno, il suo contributo alla nostra Associazione è stato continuativo ed incessante.
Stenuo difensore della Costituzione, si è sempre battuto per la sua attuazione e per la sua conoscenza soprattutto tra i giovani.
Mancherà a tutti noi la sua passione, la sua preparazione, il suo spessore culturale.
Personalmente oltre a perdere un compagno perdo un amico che mi ha sempre incoraggiato, nel mio difficile compito di Presidente provinciale, a proseguire il cammino intrapreso, offrendo la sua più ampia e completa disponibilità.
L’ho sentito lunedì 13 febbraio, il giorno prima che venisse ricoverato.
Il suo ultimo pensiero era rivolto all’ANPI e alla sua sezione 25 Aprile, di cui era Presidente Onorario.
Mi aveva pregato di portare il suo saluto alla tradizionale assemblea annuale.
Questa è l’immagine di Luigi che conserverò sempre nel cuore.
Al figlio Alessandro, ai familiari ed ai compagni un affettuoso abbraccio.
Roberto Cenati, Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano
Milano, 23 febbraio 2017
DOCUMENTO NAZIONALE
Il Comitato Nazionale ANPI: “Alla positiva attenzione alle ragioni di fondo dei referendum sociali è prematuro, in questa fase, aggiungere una partecipazione intensa e concreta”
10 Febbraio 2017
Il testo integrale del Documento approvato dal Comitato nazionale ANPI l’1 febbraio 2017
Documento sui referendum “sociali”, approvato dal Comitato nazionale dell’ANPI nella riunione del 1° febbraio 2017
L’ANPI ha sempre ritenuto, e ritiene, che il lavoro costituisca, ancora prima del riconoscimento contenuto nell’art. 1 della Costituzione, l’elemento fondamentale della persona, quello che ne consente lo sviluppo, che attribuisce al soggetto la dignità, rappresentando – dunque – un valore di enorme rilievo. Ciò richiede, prima ancora che protezione e garanzia, valorizzazione e possibilità di realizzazione.
Ogni provvedimento legislativo che riguardi, dunque, il lavoro, è considerato e valutato con estrema attenzione dall’ANPI, che – in questo senso – ha sempre espresso solidarietà ed appoggio ad ogni iniziativa che si richiamasse al valore del lavoro, a maggior ragione nel tempo di crisi, di pesante disoccupazione e di precariato dilagante che il Paese sta attraversando.
In questo spirito, si è seguita – con positiva attenzione – l’iniziativa della CGIL, sulla “Carta dei diritti” e sulla trasformazione di questa in progetto di legge di iniziativa popolare, dando vita così ad una valutazione di massima positiva, senza necessità di entrare nel merito delle singole disposizioni sulle quali sarà il dibattito parlamentare (che si auspica a breve) a dire la parola conclusiva.
Non si ignora che, attualmente, vi sono due richieste di sottoposizione a referendum abrogativo di altrettante specifiche disposizioni di legge ordinaria.
L’ANPI apprezza l’iniziativa della CGIL e la ritiene rispondente all’esigenza di garantire una tutela efficace contro ogni forma di sfruttamento, così come contro ogni tipo di eliminazione o di riduzione di garanzie, a riguardo di lavori non corrispondenti al modello tipico del lavoro subordinato. In pari tempo condivide l’esigenza non solo di una piena tutela della sicurezza del lavoro, ma anche di una efficace prevenzione e di una coerente disciplina delle responsabilità.
Peraltro, alla doverosa e positiva attenzione alle ragioni di fondo dei due quesiti, ritenuti ammissibili dalla Corte costituzionale, è prematuro, in questa fase, aggiungere una partecipazione intensa e concreta.
In effetti, non è stata ancora fissata la data della consultazione referendaria; risultano in atto discussioni in sede politica, circa la possibilità di procedere, in tempi brevi, ad elezioni politiche, che costringerebbero – per legge – a differire ad altro anno la consultazione referendaria; risulta, infine, che sono in corso trattative in sede parlamentare, per venire incontro alle esigenze prospettate dai promotori del referendum, quanto meno su uno dei due quesiti ritenuti ammissibili dalla Corte Costituzionale (quello sui voucher).
Il Comitato nazionale si è dunque riservato di riprendere l’esame della questione quando il quadro politico generale si sarà definito meglio e si potrà comprendere se, come e quando, potrà svolgersi la consultazione referendaria, tenendo peraltro conto che si tratta di un referendum su parti di una legge ordinaria; il che impone una maggiore elasticità dei comportamenti, al di là della presa di posizione di fondo che è delineata nella prima parte di questo documento e la cui validità è del tutto estranea alle contingenze.
Il Comitato nazionale ANPI
Roma, 1 febbraio 2017
