LETTERA AL PREFETTO E AL QUESTORE DI COMO

Como, 28 aprile 2017

Al sig. Prefetto della Provincia di Como dott. Bruno Corda

Al sig. Questore della provincia di Como dott. Michelangelo Barbato

e p.c. al sig. Ministro degli Interni on. Minniti

Il comitato provinciale di Como dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), con le sue sezioni locali,
l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”

e numerose altre realtà associazionistiche, culturali e democratiche, considerano con particolare preoccupazione la scarsa attenzione che le istituzioni dedicano alle manifesta-
zioni di stampo neofascista, razziste e xenofobe, ripetutamente verificatesi anche sul territorio provinciale, e proposte anche in occasione delle celebrazioni che ricordano i fondamenti stessi della Repubblica Italiana.

Crediamo che non si possa né si debba ridurre queste manifestazioni ai meri aspetti di ordine pubblico. Da tale riduttiva considerazione derivano infatti alcune conseguenze particolarmente gravi: in primo luogo il fatto che si riconosce chiaramente che non di espressione di libere opinioni si tratta, bensì della rivendicazioni di ideologie contrarie non solo ai fondamenti della nazione democratica ma a quelli dello stesso vivere civile; in secondo luogo, si considera spesso che i problemi di ordine pubblico insorgano solo nel momento in cui qualcuno cerchi di impedire tali manifestazioni.

Ne deriva un duplice sovvertimento della realtà: da una parte vengono ritenute legittime ideologie che proprio alla libertà si oppongono e dall’altra vengono ritenuti responsabili di eventuali problemi coloro che si fanno carico della difesa dei valori democratici e repubblicani.

Tali comportamenti appaiono ancora più preoccupanti quando sono espressi dai rappresentanti delle istituzioni nazionali che non dovrebbero mai derogare al loro compito di difendere tali valori.
Valori che sono sanciti, in modo esplicito, non solo nella formulazione della Costituzione italiana, ma anche in numerose leggi specifiche che – come la Legge Scelba o la Legge Mancino – perseguono ogni comportamento volto a riproporre e promuovere le ideologie fasciste e naziste.

Né può valere, per certe manifestazioni, la giustificazione che solo di un omaggio a defunti si tratti, poiché le associazioni democratiche non hanno mai messo in discussione la possibilità di tenere ricordi di tipo strettamente privato, bensì quella di svolgere tali commemorazioni in forma pubblica e provocatoria, volta solo ad affermare che il fascismo non è ancora sepolto, nonostante sia stato sconfitto nella lotta di Liberazione dal popolo italiano, che vi ha
partecipato indipendentemente dalle diverse appartenenze politiche.

Da considerazioni non dissimili da queste che qui presentiamo deve essere derivata la decisione della Prefettura e della Questura di Milano volta a impedire la commemorazione pubblica dei caduti della Repubblica Sociale Italiana, in sede preventiva e non dipendentemente da asseriti problemi di ordine pubblico. Problemi che infatti non si sono verificati, nonostante la concomitante manifestazione indetta dalle organizzazioni antifasciste nello stesso Cimitero di Musocco.

Gli strumenti per fermare tali manifestazioni fasciste (sulla cui natura non è possibile avere dubbi, dato che così sono presentate e rivendicate sui loro siti web di riferimento) prima che si tramutino in problemi di ordine pubblico ci sono, e sono strumenti che le istituzioni possono e devono adottare non contro ma insieme alle organizzazioni democratiche, poste a presidio e difesa di queste stesse istituzioni.

Per questo, con rinnovata fiducia, chiediamo che i rappresentanti locali delle istituzioni democratiche si adoperino per adottare i necessari provvedimenti perché i luoghi che hanno visto i cruciali momenti della fine del regime fasciste non siano costretti a sopportare le vergognose apparizioni degli ultimi epigoni di quel vergognoso regime.

ANPI Comitato Provinciale di Como

Istituto di Storia contemporanea P.A. Perretta

25 APRILE – INTERVENTO DEL PRESIDENTE GUGLIELMO INVERNIZZI

APPELLO DELL’ANPI PER IL 25 APRILE 2017 a COMO

intervento di Guglielmo Invernizzi

Presidente Comitato Provinciale Como

Il 25 aprile è la festa di tutte le italiane e gli italiani. Delle loro radici e del loro futuro. Ricordiamo i combattenti per la libertà, i loro sogni di democrazia, uguaglianza e felicità, il portare avanti con coraggio e tenacia la loro speranza di un Paese civile, giusto, solidale.

Festeggiamo la Costituzione nel 70° anniversario della sua approvazione ricordando quello straordinario lavoro di concordia e responsabilità che condusse alla scrittura delle regole e della sostanza democratica della vita collettiva. Principi e valori realizzati solo in parte se guardiamo alla situazione complessiva dell’Italia dove un diritto elementare, come quello al lavoro, in particolare per i giovani, è disatteso, dove l’attuale modo di far politica per lo più allontana, invece di stimolare e promuovere la partecipazione popolare, dove l’orizzonte antifascista non è ancora pienamente patrimonio dello Stato in ogni sua espressione.

Dobbiamo essere uniti e tanti e trasmetterci reciprocamente la voglia di essere parte attiva dell’irrimandabile processo di attuazione integrale della Costituzione e di contrasto ai troppi neofascismi che impazzano nelle strade e per il web, illudendo una parte delle giovani generazioni. Dobbiamo costruire una diffusa e forte cultura del dialogo, della solidarietà, della pace.

Il 25 aprile rappresenti un impegno quotidiano a sentirci una comunità in marcia verso una democrazia realizzata fino in fondo con l’entusiasmo e le capacità di ognuno.

E’ in corso ormai da mesi una campagna diffamatoria e pretestuosa nei confronti dell’ANPI, ce ne doliamo molto, perché la Festa della Liberazione dovrebbe essere unitaria e concentrata sui ricordi, sui valori, sul presente e sul futuro, nella convinzione che si tratti di una delle giornate più significative ed importanti per la storia del nostro Paese. L’ANPI nazionale ha invitato tutte le organizzazioni periferiche a dar vita a manifestazioni imperniate sulla Resistenza, sulla Liberazione, sull’antifascismo e sulla piena attuazione della Costituzione.

L’ANPI provinciale di Como, con le proprie sezioni territoriali e in comunione con tutte le associazioni locali antifasciste partecipa attivamente a un “calendario civile” di manifestazioni ed incontri volti alla riflessione. Sono più di venti le iniziative in corso in questi giorni sul territorio e alle quali vi invitiamo a partecipare.

Il nostro fermo desiderio è che ciò avvenga in modo unitario e con una partecipazione massiccia, perché anche eventuali dissidenze (di cui saremmo comunque assai dispiaciuti) risultino secondarie e accessorie rispetto alla grandezza corale di un giorno di festa che è e deve essere di tutti.

Da qui il nostro fermo invito a nome dei combattenti per la libertà, che rappresentiamo e rappresenteremo sempre, a tutti gli italiani e a tutte le italiane, perché partecipino con entusiasmo ad ogni iniziativa dedicata ai valori fondamentali della Carta Costituzionale e dunque della nostra stessa convivenza civile.

Le bandiere fondamentali saranno quelle della Pace e della Resistenza; chi intende disturbare sarà isolato pur con i mezzi limitati di cui disponiamo. Le partigiane e i partigiani che hanno combattuto a fianco delle brigate ebraiche nel Ravennate, con l’Ottava Armata, non tollereranno che ad esse si manchi di rispetto, perché esse saranno presenti – lo auspichiamo – a pieno titolo ovunque abbiano una rappresentanza. La piazza è di tutti, in un giorno di festa nazionale, ma a condizione che tutti usino rispetto per le idee degli altri, riguardo per la Resistenza, amore per la Costituzione

La Costituzione, di cui quest’anno ricorre il settantesimo anniversario dell’approvazione, è nata dalla Resistenza che è il fondamento storico dello Stato nel quale viviamo, della Repubblica e della Democrazia in Italia. Tutti gli articoli della Costituzione rivelano la preoccupazione, sentita dai Costituenti, di non ricadere negli errori e nella vergogna provocati dall’avvento del fascismo nel nostro Paese. Ma dalla Costituzione emerge netta anche la volontà, l’impegno di trasformare il presente, di camminare nella direzione di un profondo cambiamento del Paese. A settant’anni di distanza dalla data della sua approvazione, la nostra Carta Costituzionale attende ancora di essere pienamente attuata nei suoi principi fondamentali. Siamo di fronte, nel nostro Paese, travagliato da una gravissima crisi economica, ad una pesantissima caduta dell’etica pubblica, al manifestarsi quasi quotidiano di fenomeni di corruzione. La conseguenza inevitabile di questa deriva è costituita dalla perdita di fiducia e dal diffondersi di un acuto disinteresse da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica. Questo distacco va affrontato con una profonda rigenerazione che favorisca anche, in ogni forma, la partecipazione, che è il vero sale della democrazia. Al lavoro, valore fondante della Repubblica, deve essere restituito il suo ruolo e la sua dignità, eliminando il contrasto stridente tra i principi costituzionali e la durissima realtà del nostro Paese. I giovani, in particolare, avvertono drammaticamente il disagio di non poter accedere al mondo delle professioni, di dare dunque fattivo sviluppo alle proprie capacità in coerenza coi sacrifici messi in campo per studiare e ottenere competenze. Occorre ribadire ancora una volta che i valori a cui ispirarsi sono solo e sempre quelli di una democrazia fondata sulla rappresentanza, sulla partecipazione, sull’equilibrio dei poteri, sul rispetto della persona umana e della legalità, da parte di tutti.

Non è più tollerabile, inoltre che si ripetano, con sempre maggiore frequenza, nel nostro Paese, manifestazioni di movimenti neofascisti, antisemiti e xenofobi, in netto contrasto col principio di eguaglianza e col carattere antifascista della Costituzione repubblicana. Siamo dispiaciuti, e lo dico non senza amarezza, che sul nostro territorio vengano tollerate manifestazioni fasciste e neonaziste. Sappiamo che laddove c’è la volontà questo si può impedire, ne abbiamo un esempio nelle ordinanze emesse a Milano in questi giorni. La libertà di parola sancita democraticamente dalla nostra Costituzione non va confusa con atti che la contraddicono. Nulla abbiamo in contrario che si possa mettere un fiore sulla tomba di un dittatore sanguinario, ma quando queste manifestazioni diventano sfoggio dell’esaltazione del passato regime fascista è compito delle autorità preposte, in nome delle leggi vigenti, proibirle.

Nella ricorrenza del settantaduesimo anniversario della Liberazione e del 70° anniversario dell’approvazione della Costituzione Repubblicana, dobbiamo assumere l’impegno solenne a realizzare gli ideali per cui tanti sacrifici sono stati compiuti dai Combattenti per la Libertà e a tradurre nella realtà i valori contenuti nella nostra Costituzione, in un’Italia libera e democratica e in un’Europa unita e sociale. Il nostro Continente attraversato da un pericoloso rifiorire di movimenti antisemiti, xenofobi e razzisti deve ritrovare lo spirito che fu, sessant’anni fa, all’origine della sottoscrizione dei Trattati di Roma in nome dei grandi ideali di pace, di libertà, di democrazia, ponendo al primo posto, il dovere della solidarietà e dell’accoglienza nei confronti delle centinaia di migliaia di esseri umani che fuggono dalle guerre e dalla fame e che cercano rifugio nei Paesi europei.

Mi sia permesso per concludere un ricordo e un ringraziamento particolare ad un Partigiano, Michele Moretti, artefice della fine del fascismo proprio qui sul lago di Como. Nel suo nome intendiamo ricordare tutti caduti della nostra provincia nella Lotta di Liberazione.

W la Resistenza

W la Costituzione

W la Democrazia

Il Comitato Provinciale ANPI Como

LETTERA DEL SEN. LUCIANO FORNI

Como 25 Aprile 2017

Anniversario della Liberazione

 

A Guglielmo Invernizzi

Presidente Provinciale ANPI Como

 

Caro Guglielmo,

sono veramente dispiaciuto, per ragioni di salute, di non poter partecipare insieme alla nostra Associazione, e ai cittadini comaschi, più sensibili, alla celebrazione del 72° anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione dal nazifascismo.

Sono commosso nel trovarmi unito, con lo spirito ai comaschi più riconoscenti per fare memoria, con commozione immutata della fine di giovani che hanno sacrificato la vita per la nostra dignità e la nostra libertà e per riconfermare che la Resistenza è stato un movimento di popolo unico, nella sua esemplarità e organizzazione, nella storia dell’Europa.

E’ una realtà che nessuna persona o movimento possono disconoscere; al di là delle opportune ricerche storiche, se condotte con obiettività e buona fede: cosa che non sempre avviene.

E’ ora di affermare solennemente la legittimità, il coraggio, la generosità, la cultura ed il valore della Resistenza, abbandonando per sempre i tentativi di svilimento, le accuse di faziosità, o di sospetto di interessi politici settari dei Partigiani!

Detto questo il maggior sforzo va compiuto per garantire che i valori della Resistenza divengano, pienamente, le fondamenta della Costituzione nella vita dell’Italia.

C’è al contrario il tentativo di una rinuncia perché la Democrazia non sia più l’unico riferimento per la politica economica e sociale del Paese.

Invece sia a livello nazionale che locale tentano di togliere da scelte democratiche programmi economici e sociali per consegnare alla finanza nei suoi aspetti più speculativi.

Anche a Como lo sviluppo dell’economia è stato abbandonato dal Comune per attribuirlo a tavoli specialistici, composti da rappresentanti di poteri economici, che non hanno competenza derivanti di elezioni dirette, ma hanno la presunzione di essere protagonisti di una politica che privilegia i loro interessi particolari piuttosto che l’equilibrio sociale della comunità, dove la componente dei ceti più deboli è trascurata o ritenuta solo funzionale agli interessi forti rompendo l’imperativo di eguaglianza e di giustizia che è essenziale nel disegno della Costituzione. Questi che, quasi per investitura superiore si ritengono proprietari del destino del popolo sono chiusi nei loro ambienti privilegiati e non sentono l’esigenza di essere con noi,popolo, anche in queste convocazione. Forse che loro non siano stati i primi beneficiari del sacrificio dell’umile genti?!!

Un’altra distorsione che i partigiani, i patrioti e gli elettori non tollerano più è la corruzione nello stato e negli enti pubblici per gli interessi di casta o di cricca

questi prima di altri i resistenti volevano combattere insieme all’insopportabile evasione fiscale di chi, più avendo, dovrebbero concorrere più di altri a costruire una società giusta. Non da ultimo ci turba (è vero) ci indigna che il dibattito politico fra i partiti perché sia un luogo da ambizioni esagerate di singoli quasi che il successo di pochi sia anche un beneficio, o meglio il bene comune per tutti.

Un’altra cosa ci umilia! E il rifiuto a scelte culturali, programmatiche e di stili, consolidati nel tempo, che hanno dato vita ai partiti i quali dal dopoguerra hanno dato dignità alla politica e, in un confronto, talora aspro, hanno ricostruito l’Italia dal punto di vista spirituale e di giustizia. Appellarsi solo agli errori, che sono stati compiuti, senza un impegno a superarli e a dare forza ai partiti non è Reale. Vantare la non appartenenza, ai partiti, alla vigilia di scadenza elettorale è un atteggiamento miserevole che punta a fare dei protagonisti del dibattito gli argonauti della giustizia. Si tratta solo di meschinità. Cattolici, democristiani, socialisti, comunisti, liberali, azionisti sono stati tutti, chi più chi meno protagonisti della Resistenza.

Come cattolico sono orgoglioso della Medaglia d’oro Giancarlo Puecher di don Pappagallo, ucciso alle fosse ardeatine, del Beato don Carlo Gnocchi divenuto partigiano e apostolo dei mutilatini e di Teresio Olivelli nostro conterraneo morto per aiutare i compagni in campo di concentramento il 17 gennaio 1945, ora sulla via di diventare Beato, così come sono orgoglioso di Severino Gobbi, del prof. Vacchi di Caronti torturato e ammazzato dai fascisti a Menaggio. Forse sono stati uomini diparte, ma anche uomini di patria. Precursori di una politica seria che mi piace descrivere con le parole di Aldo Moro, sacrificato per lo stato e la sua gente.

La solenne dichiarazione dei diritti definita nello spirito delle tradizioni costituzionali e occidentali e, quindi nel grande filone del pensiero cristiano come inalienabile e sacro e risponde in questa situazione ad un esigenza, potremmo dire storica e ad una funzione pedagogica che rientra nella finalità di una Costituzione la quale chiude un agitato periodo di storia e ne apre un altro, avviando non soltanto attività legislative ed attività ed esperienze politiche, ma indirizzando gli spiriti e orientando nel costume e nella perfetta integrazione dei momenti personalistici e di quelli solidaristici, e nella considerazione come pietra angolare dei valor umani, fino a quelli di ordine spirituali di cui parla il 2° articolo della Costituzione.

 

Non sono parole di un indipendente, asettico, vuote di senso.

Fosse la politica fondata sulla rigorosità morale.

Caro Guglielmo, ti ho scritto il mio pensiero, non è il discorso ufficiale, è forse il testamento di un democratico forse un po’ deluso, ma ancora tenace e appassionato.

 

 

Con cordialità a te e agli amici e compagni ANPI

 

Luciano Forni

 

 

 

 

25 APRILE PROGRAMMA DEL COMUNE DI COMO

PROGRAMMA DEL COMUNE DI COMO

COMMEMORAZIONE UFFICIALE DELLA FESTA DI LIBERAZIONE

 

ORE 9,30  CIMITERO MONUMENTALE, via Regina

Messa e deposizione delle Corone ai caduti

 

ORE 11,00  MONUMENTO ALLA RESISTENZA EUROPEA, giardini a lago

Celebrazione ufficiale

Deposizione delle corone

Discorsi delle autorità

Concerto della Banda Baradello

 

Oratore uffciale per l’ Anpi quest’anno sarà il sen. Luciano Forni, presidente onorario dell’ Anpi Provinciale di Como

25 APRILE PROGRAMMA SEZ. DI COMO

Cara/o amica/o, cara/o compagna/o,
la Costituzione, di cui quest’anno ricorre il settantesimo anniversario dell’approvazione, è nata dalla Resistenza che è il fondamento storico dello Stato nel quale viviamo, della Repubblica, della democrazia in Italia. Tutti gli articoli della Costituzione rivelano la preoccupazione, sentita dai Costituenti, di non ricadere negli errori e nella vergogna provocati dall’avvento del fascismo nel nostro Paese. Ma dalla Costituzione emerge netta anche la volontà, l’impegno di trasformare il presente, di camminare nella direzione di un profondo cambiamento del Paese.

A settant’anni di distanza dalla data della sua approvazione, la nostra Carta Costituzionale attende ancora di essere pienamente attuata nei suoi princìpi fondamentali. Siamo di fronte, nel nostro Paese, travagliato da una gravissima crisi economica, ad una pesantissima caduta dell’etica pubblica, al manifestarsi quasi quotidiano di fenomeni di corruzione. La conseguenza inevitabile di questa deriva è costituita dalla perdita di fiducia e dal diffondersi di un acuto disinteresse da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica. Il distacco dei cittadini dalle istituzioni e dalla politica va affrontato con una profonda rigenerazione della politica che favorisca anche, in ogni forma, la partecipazione, che è il vero sale della democrazia.

Al lavoro, valore fondante della Repubblica, deve essere restituito il suo ruolo e la sua dignità, eliminando il contrasto stridente tra i princìpi costituzionali e la durissima realtà del nostro Paese. I giovani, in particolare, avvertono drammaticamente il disagio di non poter accedere al mondo delle professioni, di dare dunque fattivo sviluppo alle proprie capacità in coerenza coi sacrifici messi in campo per studiare e ottenere competenze. Occorre ribadire ancora una volta che i valori a cui ispirarsi sono solo e sempre quelli di una democrazia fondata sulla rappresentanza, sulla partecipazione, sull’equilibrio dei poteri, sul rispetto della persona umana e della legalità, da parte di tutti.

Non è più tollerabile, inoltre che si ripetano, con sempre maggiore frequenza, nel nostro Paese, manifestazioni di movimenti neofascisti, antisemiti e xenofobi, in netto contrasto col principio di eguaglianza e col carattere antifascista della Costituzione repubblicana. Nella ricorrenza del settantaduesimo anniversario della Liberazione e del 70° anniversario dell’approvazione della Costituzione Repubblicana, dobbiamo assumere l’impegno solenne a realizzare gli ideali per cui tanti sacrifici sono stati compiuti dai Combattenti per la Libertà e a tradurre nella realtà i valori contenuti nella nostra Costituzione, consegnando ai giovani la speranza di un futuro migliore, in un’Italia libera e democratica e in un’Europa unita e sociale. Il nostro Continente attraversato da un pericoloso rifiorire di movimenti antisemiti, xenofobi e razzisti deve ritrovare lo spirito che fu, sessant’anni fa, all’origine della sottoscrizione dei Trattati di Roma in nome dei grandi ideali di pace, di libertà, di democrazia, ponendo al primo posto, il dovere della solidarietà e dell’accoglienza nei confronti delle centinaia di migliaia di esseri umani che fuggono dalle guerre e dalla fame e che cercano rifugio nei Paesi europei.

Ti invitiamo quindi a partecipare alle seguenti iniziative che la nostra sezione ha organizzato:

23 APRILE
ore 9.30 – celebrazione dei partigiani  GIUSEPPE FRANGI “LINO” E GIOVANNI NEGRINI  al cimitero di Maccio a Villa Guardia
ore 11.00 – celebrazione del partigiano PERUGINO PERUGINI e ricordo con deposizione di un fiore sulle lapidi degli altri partigiani che riposano presso il cimitero di Albate a Como

24 APRILE
deposizione di un fiore sulle lapidi che ricordano i partigiani  fucilati in Viale Innocenzo XI e a Camerlata a Como

25 APRILE
ore 9.30 – celebrazione del partigiano ALFONSO LISSI presso il cimitero di Rebbio a Como
ore 11.00 – celebrazioni ufficiali a Como al Monumento alla Resistenza europea. La sezione di Como sarà presente con il gazebo informativo
ore 21.00 – Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, in collaborazione con Arci Xanadù, Arci-ecoinformazioni, Teatro Gruppo Popolare e Istituto di storia P.A. Perretta: presentazione film/documentario sulla vita della partigiana Lidia Menapace NON SI PUO’ VIVERE SENZA UNA GIACCHETTA LILLA, con la presenza delle tre registe e con il contributo video di Lidia Menapace. INGRESSO LIBERO.
La sezione di Como sarà presente durante la serata con il banchetto informativo.

26 APRILE
Durante la giornata, Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como: spettacoli di impegno civile dedicati alle scuole a cura del Teatro Gruppo Popolare
ore 21 – Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, in collaborazione con Arci Xanadù, Arci-ecoinformazioni, Teatro Gruppo Popolare e Istituto di storia P.A. Perretta: spettacolo musicale con la partecipazione del gruppo rock-folk nazionale MODENA CITY RAMBLERS e dei musicisti Giamba dei Sulutumana e Alfredo Scogna. INGRESSO LIBERO.
La sezione di Como sarà presente durante la serata con il banchetto informativo.

ANPI SEZIONE DI COMO “PERUGINO PERUGINI”
www.anpisezionecomo.net