E’ con profondo dolore e sincero sgomento che annunciamo la scomparsa del compagno e amico Antonio Russolillo, già componente del direttivo dell’ Anpi Provinciale di Como, autentico antifascista, esponente storico della sinistra comasca, presidente di Italia Cuba e fondatore dell’ Associazione Lissi.
La salma si trova attualmente all’ hospice di San Martino a Como. Appena possibile daremo informazioni sulla data e l’ ora del funerale.
Il declino del nostro Paese è ogni giorno più evidente e si manifesta in modo crescente attraverso il drammatico fenomeno dell’astensionismo.
C’è una crisi sociale, attestata dalla esplosione delle disuguaglianze, C’è una deriva bellicista comune all’intera UE. C’è una crisi della democrazia, sul piano inclinato di una sempre maggiore propensione di comportamenti, decisioni e leggi autoritarie.
Si deve invertire questa pesante tendenza, puntando sulla crescita della partecipazione popolare e dando una speranza di futuro al Paese.
Per questo l’ANPI, nel ribadire la natura antifascista della Repubblica e la necessità di difendere e finalmente attuare in modo pieno i principi costituzionali, appoggia ogni iniziativa pacifica per la giustizia sociale, per la tutela della democrazia, per contrastare il riarmo e il rischio di guerra.
L’ANPI, nel pieno rispetto dell’autonomia sindacale, sostiene la manifestazione indetta dalla CGIL per il 25 ottobre.”
Ieri sera, all’oratorio di Rebbio, si è svolta la prima riunione degli attivisti di varie realtà per un confronto su come continuare le proteste a sostegno della causa palestinese. Alla riunione, che ha visto un nutrito dibattito con molti suggerimenti e riflessioni, erano presenti più di una sessantina di partecipanti.
Ieri pomeriggio, 19 ottobre, a Erba presso la sede di NoiVoiLoro, in via del Lavoro 7, è andato in scena lo spettacolo “Nome di battaglia Lia”, di Renato Sarti organizzato dalla sezione dell’Anpi Territorio Erbese nell’ambito delle celebrazioni per l’ottantesimo della Liberazione.
CAMBIAMENTO CLIMATICO – SERATA CON FAUSTO GUSMEROLI
Venerdì 24 ottobre, alle ore 21, presso il Museo della Barca Lariana di Pianello del Lario, ci sarà il terzo incontro con Fausto Gusmeroli sul cambiamento climatico. Dopo aver introdotto il tema dell’ impatto dei cambiamenti climatici sul paesaggio alpino e successivamente averlo affrontato in relazione alle scelte di sviluppo dal punto di vista economico, in questo terzo appuntamento si parlerà di come la scelta delle fonti energetiche impatta sulla società umana.
Sigfrido Ranucci è un giornalista. Punto. Che questo basti a metterlo pesantemente in pericolo è un segnale estremamente grave. Oggetto di allusioni, sberleffi, accuse di accanimento politico, querele – 176! – ma da venerdì notte è oggetto anche di attentati dinamitardi. Il “salto di qualità” nell’attacco ai giornalisti di cui ha parlato il presidente dell’Ordine, Carlo Bartoli.
Le indagini spero possano dire chi ha messo l’ordigno sotto l’auto del conduttore di Report, e quindi mi devo limitare a fare poche considerazioni. La prima è che la casa di Sigfrido Ranucci non era presidiata, malgrado nei suoi spostamenti sia sempre scortato. Il Viminale dovrà spiegare il perché di questa vigilanza a corrente alternata. La seconda considerazione riguarda l’orario, erano le 22.17: l’attentato era potenzialmente mortale, chiunque avrebbe potuto passare nelle vicinanze. Quindi se il morto non era cercato, non era neppure escluso. La terza considerazione è che a mettere una bomba sotto l’auto di Ranucci non sono stati sicuramente i politici che lo sbeffeggiano e lo accusano di partigianeria, ma proprio loro dovrebbero ragionare su cosa comporta alzare sempre l’asticella dello scontro. Se non si capisce che il compito dei giornalisti è di essere spietati osservatori dei potenti vuol dire che si auspica l’autoritarismo. E proprio questo è il punto: c’è una tendenza non solo italiana a considerare il giornalismo un fastidioso retaggio della democrazia. L’ultima classifica di Reporter Sans Frontieres fa scendere di tre posizioni, al 49° posto, l’Italia. Per le ragioni che si sono aggravate negli ultimi anni: querele usate come bavaglio e oligopoli editoriali. Poi ci sono ragioni che riguardano proprio Sigfrido Ranucci: minacce e scarsa indipendenza del servizio pubblico dal Governo.
Certo, la categoria dei giornalisti non è perfetta, anzi. Rimodellando una metafora di Gustavo Zagrebelsky si potrebbe dire che è una categoria piena di “tarli” che sfibrano dall’interno la sua credibilità. E sono i migliori alleati di chi a parole offre la sua solidarietà a Sigfrido Ranucci, ma sotto sotto pensa che se l’è cercata.
Danilo De Biasio
Danilo De Biasio è direttore della Fondazione Diritti Umani e, dal 2021, è consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Mentre il sindaco di Inverigo fa togleire la bandiera della Pace dalla scuola altri comuni del Comasco manifestano per la Costituzione e contro il genocidio.
AL CIMITERO DI LIPOMO, ALLE ORE 10,30, IL RICORDO DEL PARTIGIANO UGO FASOLA
Ugo Fasola, partigiano combattente, ha lottato insieme a donne e uomini nella Resistenza per la libertà, per la giustizia sociale e per la democrazia. oggi, in un tempo segnato da nuove tensioni internazionali, da guerre drammatiche cariche di tragedia, dal ritorno di rigurgiti autoritari, il suo esempio ci richiama con forza all’impegno per la pace, contro ogni forma di oppressione e violenza. La memoria della Resistenza non è solo un dovere civile, ma un atto politico e culturale, è il filo che unisce le generazioni nella difesa dei valori antifascistie nella costruzione di un futuro libero da odio e conflitti.
Sarà un momento di testimonianza collettiva, interverrà Manuel Guzzon, presidente ANPI Provinciale di Como, e sranno presenti i familiari di Ugo Fasola e i rappresentanti dell’ Amministrazione Comunale.
Siete tutti invitati a partecipare per rendere omaggio a chi ha lottato contro il fascismo e contro le guerre.