12 Maggio per l’acqua pubblica

CONCERTO A MILANO

LE RADICI DELLA COSTITUZIONE
un omaggio ai caduti per la libertà, un concerto in difesa della Costituzione

Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana
con Elisabetta Vergani e Sergio Leone
e
Requiem di Jonathan Willcocks
con coro e orchestra del Conservatorio di Piacenza
diretti da Giorgio Ubaldi

Giovedì 05 maggio ore 21.00
Aula Magna Università Statale di Milano
Via Festa del Perdono 7
INGRESSO LIBERO

L’ ANPI CON I LAVORATORI IN SCIOPERO

L’ ANPI a fianco della CGIL e dei lavoratori in sciopero il 6 maggio

L’ ANPI è a fianco della CGIL e dei lavoratori in sciopero il 6 maggio prossimo, condividendone preoccupazioni, contenuti e finalità. 

E’ a rischio il diritto che fonda la nostra identità repubblicana: il lavoro, oggi minacciato, vilipeso e privato di dignità; sono a rischio diritti fondamentali, garantiti, in linea di principio, dalla Costituzione.

L’ANPI  invita tutti i suoi iscritti, gli antifascisti e i democratici a manifestare ai lavoratori in lotta la loro solidarietà e il loro sostegno.

TESSERA AD HONOREM A GINO STRADA

Tessera Anpi ad honorem a Gino Strada

Tessera Anpi ad honorem  per Gino Strada, presidente di Emergency. La consegna è avvenuta al teatro Goldoni di Venezia durante la presentazione del nuovo mensile di Emergency “E-IL MENSILE”.

A Gino Strada che già faceva parte del Comitato d’onore della sezione Anpi “Sette Martiri” oltre alla tessera d’onore dell’Anpi è stata consegnata copia della Costituzione pieghevole fatta stampare dall’Associazione partigiani di Venezia appositamente per le scuole

CENSURA SUI REFERENDUM

BAVAGLIO RAI AL CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO

Cantanti e artisti obbligati a firmare una liberatoria: vietato parlare di politica

Il classico concertone del Primo maggio è piaciuto a chi l’ha visto sul divano e a chi era in piazza San Giovanni. Ma nessuno dei cantanti e dei comici ha potuto informare i cittadini-spettatori (2,5 milioni da casa) che il prossimo 12 e 13 giugno ci sarà un referendum sul legittimo impedimento, sulla privatizzazione dell’acqua e sull’energia nucleare. Nessuno ha potuto sfiorare l’argomento perché la Rai, che ha trasmesso l’evento comprandone i diritti per 700 mila euro, ha obbligato i partecipanti a firmare una liberatoria che vietava di esprimere valutazioni sul prossimo voto amministrativo o di parlare anche genericamente dei referendum.
Da “Il Fatto quotidiano” 03/05/2011

FACCETTA NERA A SCUOLA

Pove del Grappa/ Il prof fa cantare “Faccetta nera” in classe: è polemica

Fa cantare Faccetta nera ai ragazzi di terza media. Ed è subito polemica. E’ successo, rivela Il Mattino di Padova, nella scuola media “Monte Grappa” a Pove del Grappa, paese della provincia di Vicenza. Quella lezione di storia “contestualizzata anche con la musica” non è andata giù ad alcuni genitori che si sono subito lamentati.

ED E’ POLEMICA- Un pomeriggio dopo la scuola i genitori hanno sentito in casa canticchiare i figli alcune strofe degli inni di propaganda del Ventennio, come Faccetta nera e Giovinezza. Alla richiesta di spiegazione, i ragazzi di 13 e 14 anni hanno mostrato ai genitori lo spartito di entrambe le canzoni, uniti ai testi e un foglio con una spiegazione storica. “Mio figlio suona uno strumento – racconta uno dei genitori – e un giorno ho sentito che chiuso nella sua stanza stava provando e riprovando il ritornello di Faccetta nera. Non sono per le censure, ma quella canzone mi è sembrata una forzatura su un ragazzino di 13 anni, visto che con la musica leggeva il testo. Parole che non si associano solo ad un momento storico, ma individuano valori politici ed etici ben precisi che non sono quelli che vogliamo insegnare ai nostri figli. Forse, prima di dare il testo e lo spartito ai ragazzini, il professore avrebbe dovuto parlarne con noi”. Ora sono intenzionati a chiedere spiegazioni alla scuola, perché loro – spiegano – delle canzoncine del ventennio fascista nel programma non sapevano nulla.

Si difende il professore di musica, Nicola Meneghini. Quelle canzoni, come anche Va’ Pensiero e la Leggenda del Piave studiate per il periodo della prima Guerra Mondiale, rientrano “in un ciclo di lezioni che hanno cercato di contestualizzare i periodi storici anche con la musica”. “Conoscere non significa nè abbracciare nè sposare una causa – chiarisce la preside della scuola, Luisa Caterina Chenet – La cosa è stata contestualizzata. Non c’è alcun indottrinamento. La nostra è una scuola seria. Forse è stata una scelta culturale un po’ ingenua, ma l’insegnante non voleva certo sostenere alcuna posizione politica». Il docente di musica, però, già rilancia: per lo studio della seconda Guerra Mondiale i ragazzini troveranno sui banchi anche lo spartito di Lili Marlene”.

(da affaritaliani.it)

 

Gentile Sig. Sindaco,
leggere che Pove del Grappa  medaglia d’oro alla Resistenza
subisca le intemperanze del prof. Meneghini con lezioni sul
fascismo con annesso canto di Faccetta nera, non bastano le
intemperanze della Lega, il vilipendio alla bandiera
italiana? Possibile che il Veneto,luogo di sacrari, prima
linea  della Prima Guerra Mondiale con milioni di morti,
avvengano episodi del genere e  per giunta in una scuola
Media?
La preghiamo di farci conoscere il suo pensiero.
Cordiali saluti.
Mario Arpaia

Mi chiamo Walter Nenci,

leggo sempre con attenzione e piacere gli scritti di “Memoria Condivisa”. Mi  associo e complimento per quanto scritto da Mario Arpaia cui non sfuggono  gli accadimenti di tipo revisionista.  Ci dica professoressa Donazzan:  Lei politicamente dove si colloca?  Mi pongo dubbi notando lo scritto in  maiuscolo! Noi vorremmo sottacere la parte della peggiore storia, ma se  insegnare quel brano significa spiegarne il significato colonialista e  indicare chi lo cantava, faccia pure. Mi incuriosisce la politica che in provincia di Bergamo tappezza le scuole di simboli leghisti e maggiormente  gli insegnamenti che vogliono recuperare il fascismo. Ci sta già pensando  Dell’Utri con i diari fasulli di Mussolini. Mi spieghi pure, se crede. Saluto stringendo la mano

Walter Nedo Nenci
 
 
Gentile sig. Walter Nenci di Como,
di seguito la prima lettera che abbiamo scritto al Comune di
Pove a seguito dell’ articolo di Repubblica “Faccetta nera”
in classe, polemica sul prof . E’ stato l’unico a commentare
e a rispondere all’ Assessore Donazzan che ci ha accusato di
essere degli ottusi. Lo ripeto ho i figli che lavorano in
Veneto.  In Veneto c’è aria di intolleranza, in testa il
Sindaco e il pro Sindaco di Treviso. Avverti forte la
separazione di chi la pensa come la Lega e chi invece no.
Chi non è della lega subisce forme di esclusione.Sanno che
il fascismo è stato una immane tragedia, l’antifascismo
doveva essere il collante di una nazione matura e
sinceramente democratica, invece inventano la padania, il
sole delle Alpi,i docenti di sinistra,rei di indottrinare
gli allievi, il tutto per dividere.L’Europa boccia il reato
di clandestinità a causa del nostro comportamento
xenofobo.  

 
 

 

SCIOPERO DEL 1° MAGGIO

L’ ANPI DI COMO CON I LAVORATORI DEL COMMERCIO IL 1° MAGGIO

La lettera che l’Anpi di Como ha inviato a Cgil, Cisl, Uil sullo sciopero del commercio del  1°  maggio. Nel testo l’associazione «esprime la più totale e incondizionata solidarietà ai lavoratori del commercio e alle organizzazioni sindacali che hanno indetto lo sciopero». leggi nel seguito dell’articolo il testo integrale della lettera.

«Cari compagni, cari amici, la nostra Associazione esprime la più totale e incondizionata solidarietà ai lavoratori del commercio e alle organizzazioni sindacali che hanno indetto lo sciopero del 1° maggio p.v.

La nostra Associazione nei giorni scorsi è stata oggetto di un inaudito e grave attacco da parte del sindaco di Como che in occasione delle celebrazioni del 25 aprile ha provocato i partecipanti e tolto il microfono agli oratori. L’Anpi è una organizzazione composta da ex partigiani e antifascisti ed ha come valore supremo i valori contenuti nella Costituzione repubblicana e antifascista. Ciò detto, rispetto alle provocazioni del 25 aprile, riteniamo più grave l’attacco portato avanti in questi giorni alla festività del 1° maggio che rappresenta una data simbolica in tutto il mondo.

Il 1° maggio è il simbolo delle lotte per le otto ore di lavoro e per il diritto a costituire organizzazioni rappresentative dei lavoratori. Mettere in discussione il 1° maggio significa mettere in discussione le lotte dei lavoratori che presero avvio alla fine dell’Ottocento e la stessa civiltà del lavoro»

Guglielmo Invernizzi, presidente dell’Anpi di Como

27 APRILE 1937 – ANTONIO GRAMSCI

Antonio Gramsci – Indifferenti


Il 27 APRILE 1937 moriva Antonio Gramsci. Lo ricordiamo pubblicando, qui di seguito, uno dei suoi brani più famosi. Ogni riferimento alla situazione attuale è puramente voluto.

Meditare gente, meditare.

 

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

11 febbraio 1917