RESISTENZA

IL 25 APRILE di quest’anno desideriamo celebrare il sangue versato dai vincitori e ricordare, accanto alla memoria e alla letteratura della Resistenza, anche la storia e la politica del movimento partigiano. Non solo, dunque, gli immaginifici sentieri dei nidi di ragno percorsi da piccoli maestri come il partigiano Johnny, ma i viottoli di montagna battuti 67 anni fa da uomini in carne e ossa come Arrigo Boldrini, Vittorio Foa, Sandro Pertini e Paolo Emilio Taviani.

Grazie alla loro storia commemoriamo i migliaia di giovani caduti in nome della libertà, per la dignità e il riscatto della Patria, in difesa della propria comunità di affetti.

Lo facciamo nella consapevolezza che senza la riscossa partigiana e senza la fedeltà all’Italia e il senso dell’onore di quei militari che, a Cefalonia e non solo, scelsero di impegnarsi nella guerra di liberazione dal nazifascismo, non sarebbe stato possibile gettare le fondamenta della nuova Italia democratica e repubblicana, quella che ancora oggi abbiamo il privilegio di abitare. Ma avvertiamo questa esigenza anche perché abbiamo alle spalle oltre vent’anni di un senso comune anti-antifascista che ha egemonizzato il discorso pubblico intorno a due concetti meritevoli invece di maggiore ponderazione.

Il primo è quello che vede nell’8 settembre 1943 la morte della patria. In quei giorni si assistette al collasso dello Stato e delle istituzioni, ma la patria trovò, grazie alla scelta partigiana e alla coscienza di tanti, le ragioni per

resistere, rigenerarsi e rinascere alimentando un secondo Risorgimento della nazione.

Il secondo concetto è quello di guerra civile, che è stato indebitamente strumentalizzato. In questo caso, la condivisibile interpretazione azionista di un partigiano come Franco Venturi (“le guerre civili sono le uniche che meritano di essere combattute”) è stata piegata agli interessi del reducismo fascista e saloino che da sempre hanno negato il carattere di lotta di liberazione alla Resistenza e, sin dalle origini, hanno utilizzato il concetto di guerra civile per equiparare, sul piano politico e morale, le ragioni delle parti in lotta.

Da questa duplice manipolazione della realtà storica è scaturita la rivalutazione di carattere moderato/terzista della cosiddetta “zona grigia”: l’attendismo e l’indifferentismo, motivati da umane e comprensibili ragioni, inizialmente vissuti con disagio e un sentimento di vergogna, si sono trasformati nella rivendicazione orgogliosa di una zona morale di saggezza e virtù. Al contrario, se la Resistenza non avesse avuto il consenso implicito ed esplicito della società civile non sarebbe riuscita a prevalere sul piano militare e politico. Bisogna piuttosto rammentare che l’intrinseca moralità della Resistenza sul piano storico deriva dal fatto che quei giovani combatterono non soltanto per la propria libertà, ma anche per quella di chi era contro di loro e di quanti scelsero di non schierarsi: lo ha dimostrato senza ombra di dubbio la storia successiva dell’Italia democratica e parlamentare.

Oggi questi atteggiamenti, alimentati dalla lunga stagione del berlusconismo con la sua corrosiva ideologia della divisione, segnano il passo e offrono l’occasione alla Resistenza di trasformarsi finalmente in un patrimonio nazionale condiviso anche sul piano del giudizio storico. Un giudizio in cui devono albergare un sentimento di pietas per gli sconfitti, la volontà di studiare in modo equanime – contestualizzando e non per rinfocolare odi di parte – tutta la Resistenza, anche quella più violenta, vendicativa e oscura, e, infine, il riconoscimento dell’importanza del percorso compiuto da quanti oggi, pur essendo cresciuti nel Movimento sociale, hanno dichiarato di riconoscersi nella condanna delle leggi razziali del 1938 e nei valori dell’antifascismo.

È indicativo che in un momento di crisi della politica e della rappresentanza come questo, stiano aumentando le iscrizioni all’Anpi da parte dei più giovani. Nell’Italia attuale è necessario recuperare lo spirito di collaborazione e di ricostruzione civica che ha animato il movimento partigiano da cui scaturì la stagione della Costituente in cui forse politiche di estrazione profondamente diversa impararono a conoscersi e seppero fare fronte comune nell’interesse nazionale. Quello spirito lontano e generoso è il testimone della Resistenza che serve oggi all’Italia.

Miguel Gotor -Quotidiano La Repubblica

(25 aprile 2012)

COMO, 26 APRILE

GIOVEDI 26 APRILE

COMO, LIBRERIA UBIK, PIAZZA SAN FEDELE

ORE 18,00

Presentazione del libro:

CARLO LUPO, PASTORE, POETA, UOMO DI PACE

saranno presenti:
Giorgio Bouchard, pastore valdese, saggista
Andreas Koehn, pastore valdese e curatore del libro
Graziella Lupo
Piera Egidi


Pastore valdese e poeta, teologo cristiano, conoscitore del buddhismo,
soldato in trincea durante la prima guerra mondiale – da dove, negli
ultimi due anni del conflitto, indirizzò toccanti diari di guerra alla
fidanzata, Lily Malan – sostenitore della Resistenza nel Comasco dal
1943 al 1945 e pacifista, tutto questo è Carlo Lupo (1895-1966).

Questo libro presenta, per la prima volta in una visione d’insieme
grazie a un nutrito coro di voci, la vita e il pensiero di Carlo Lupo,
mettendo inoltre in evidenza il rapporto vitale tra la sua
appassionata predicazione dell’evangelo e la sua decisa azione
politica negli anni del fascismo, della seconda guerra mondiale e
della Resistenza.

CARBONATE, 24 APRILE

CARBONATE, MARTEDI’ 24 APRILE

ORE 21,00

PRESSO LA BIBLIOTECA DI CARBONATE


                          .…PER NON DIMENTICARE….

                 DEDICATO AI GIOVANI D’OGGI


          conversazioni, racconti di libertà ed esperienze dirette

                           dei giovani del Seprio di allora


RISPOSTA DEL COMUNE DI MEZZEGRA

Ecco, dopo 24 giorni, la risposta del Sindaco di Mezzegra avv. Claudia Lingeri alla lettera dell’Anpi Provinciale di Como ( peraltro, mai nominata nella risposta).

Egr. sig. Invernizzi,

è con grande attenzione che ho letto la sua lettera parlandone in seguito con i Consiglieri di maggioranza.

La ns. Amministrazione ha semplicemente accolto la richiesta da parte dell’Unione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale Italiana (sic), della posa di una foto commemorativa di Benito Mussolini e Claretta Petacci.

Per quanto riguarda la richiesta di rimozione del cartello posto nei pressi di Villa Belmonte recante la scritta “Fatto storico del 28 aprile 1945″, le comunico che il nostro Comune ha aderito al progetto ” La Fine della Guerra”: percorso storico-turistico che vuole andare a valorizzare l’insieme dei fatti accaduti sul lago di Como nella primavera del 1945 e che portarono, di fatto, alla fine della II guerra mondiale in Italia.

E’ stato, infatti, finanziato il progetto, proposto dalla Provincia di Como, in sede di Comunità Europea attraverso la misura cosidetta ” Obiettivo 2″ che, per quanto riguarda Mezzegra, ha previsto lavori di riqualificazione del percorso all’interno dell’itinerario storico-culturale “La fine della Guerra” nel tratto da Casa De Maria a Villa Belmonte.

Nell’ambito di tale progetto, che vede coinvolti vari Comuni legati a tali fatti storici, è già stata prevista la dotazione da parte dell’Amministazione Provinciale di Como di nuova cartellonistica.

Pare quindi superfluo, al momento, procedere alla sostituzione del summenzionato cartello.

A disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento, con l’occasione si porgono cordiali saluti.

Il Sindaco,

Avv. Claudia Lingeri

MILANO, 25 APRILE

“Uscire dalla crisi con più socialità, uguaglianza e diritti”

Per la Festa della Liberazione, a Milano, appello del Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’Ordine Repubblicano.

Questo il testo integrale. Segue il programma della manifestazione nazionale per celebrare il 25 aprile.

“Uscire dalla crisi con più socialità, uguaglianza e diritti. Per un’Europa democratica, politicamente e socialmente unita.
Quest’anno il 67° anniversario della Liberazione e la manifestazione del 25 Aprile, si svolgono in uno scenario particolarmente preoccupante non solo a livello italiano.

La drammatica crisi economico sociale che investe l’Europa e che si presenta in forme nuove in un mondo globalizzato, oltre ad aggravare le condizioni di vita di milioni di cittadini e ad acuire la piaga della disoccupazione soprattutto giovanile, rischia di provocare ripercussioni pericolose sotto lo stesso pro lo democratico, mettendo a repentaglio fondamentali diritti e importanti conquiste realizzate nel
corso del Novecento.

Sempre più preoccupante nel nostro Paese è la caduta dei valori che sono alla base dello Stato di diritto, dal rispetto delle regole e delle istituzioni a quello della stessa persona umana, mentre viene periodicamente messo in discussione il principio della divisione dei poteri su cui si fonda la democrazia repubblicana. La crescita delle disuguaglianze sociali, la mancanza e precarietà del lavoro, la messa in discussione dei diritti dei lavoratori, il crescente numero di morti sul lavoro che rimane una tragica costante del nostro Paese, con gurano violazioni dello spirito della Costituzione, che fonda la nostra Repubblica sul lavoro e le a da il compito di rimuovere le barriere di disuguaglianza tra i
cittadini.

Al lavoro, valore fondante della Repubblica, deve essere restituito il suo ruolo e la sua dignità, eliminando il contrasto stridente tra i principi costituzionali e la durissima realtà del nostro Paese. Nella grave crisi ideale e morale che travaglia l’Italia, l’etica nella politica costituisce sempre di più un elemento di fondo da ra orzare e valorizzare. Occorre anche contrapporre una rigorosa concezione antifascista del
nostro sistema normativo, delle Istituzioni, dei cittadini, ai sempre più frequenti tentativi di riportarci
ad un passato che non può e non deve tornare, in qualsiasi forma.

Non possono essere più consentite tolleranze, connivenze e favori nei confronti di chi si ostina a negare il complessivo signi cato antifascista della nostra Costituzione. Mentre ricordiamo i Caduti della Resistenza contro il nazifascismo e celebriamo le pagine più ricche e belle della nostra storia, dobbiamo assumere l’impegno solenne a realizzare gli ideali per cui tanti sacri ci sono stati compiuti ed a tradurre nella realtà i principi e i valori contenuti nella nostra Costituzione, consegnando ai giovani la speranza di un futuro migliore, in un’Italia libera e unita. Ciò signi ca anche battersi per la realizzazione dell’unità politica e democratica dell’Europa, di un’Europa che, secondo la visione contenuta nel manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli, dovrà essere unita non in nome di interessi mercantili, ma negli ideali della pace, della democrazia, della solidarietà, della giustizia.

In un contesto internazionale preoccupante è doveroso lanciare un forte appello per la salvaguardia e il ra orzamento della democrazia, per il rispetto e la garanzia, in ogni Paese, dei diritti umani, nella profonda convinzione che – come ha insegnato la Resistenza – ciò costituisce il fondamento della libertà e della pace”.

Programma delle manifestazioni nella ricorrenza del 67° Anniversario della Liberazione.

Martedì 24 Aprile

– Ore 11,00 Inaugurazione alla Loggia dei Mercanti della Mostra dedicata a Salvatore Principato (Martire di Piazzale Loreto), alla
presenza del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e del Sindaco di Piazza Armerina, città natale di Salvatore Principato. La mostra
rimarrà esposta alla Loggia dei Mercanti nelle giornate di Martedi 24 – Mercoledì 25 e Giovedì 26 Aprile 2012;
– ore 15,30 cerimonia al campo della Gloria, con deposizione di corone, a ricordo dei Partigiani e dei militari italiani caduti nella
Guerra di Liberazione, dei cittadini milanesi deportati nei lager tedeschi a seguito della persecuzione antisemita e della
opposizione al regime nazifascista
Interverranno:
– il Comandante del Presidio Militare;
– un rappresentante della Diocesi milanese;
– il rabbino capo di Milano;
– rappresentanti delle Istituzioni (Comune, Provincia, Regione);
– Gianfranco Maris, Presidente Nazionale dell’Aned, a nome delle Associazioni Partigiane e Combattentistiche.

Mercoledì 25 Aprile

Dalle 9,00 alle 11,00 deposizione di corone alle lapidi e monumenti che ricordano i Caduti per la Libertà:
– Piazza Tricolore – Monumento alla Guardia di Finanza;
– Palazzo Isimbardi – Lapide che ricorda i Caduti in guerra;
– Palazzo Marino – Lapide riproducente la motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla città di Milano;
– Loggia dei Mercanti – Sacrario Caduti per la Libertà;
– Piazza S.Ambrogio – Sacrario dei Caduti di tutte le guerre;
– Campo Giuriati;
– Piazzale Loreto – omaggio ai Quindici Martiri.

Manifestazione centrale
Concentramento dei partecipanti al corteo lungo Corso Venezia a partire dalle ore 14,30.
Il corteo raggiungerà Piazza del Duomo percorrendo le vie del centro città.
Interverranno:
– Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano;
– Rappresentanti di Provincia e Regione;
– Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL;
– Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale dell’ANPI, a nome del Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine Repubblicano.

Al termine della manifestazione una delegazione si recherà alla Loggia dei Mercanti per rendere omaggio ai Caduti per la Libertà e per sottolineare la necessità della valorizzazione della Loggia come luogo della Memoria, della cultura e della storia di Milano città medaglia d’Oro della Resistenza.

COMO, 25 APRILE

Qui di seguito il programma per la celebrazione del 25 Aprile a Como.

ORE  9,30             CIMITERO MONUMENTALE

                                    MESSA A SUFFRAGIO DEI CADUTI PER LA LIBERTA’

ORE 10,30         CIMITERO MONUMENTALE

                                   DEPOSIZIONE CORONE SULLE TOMBE DEI CADUTI PER LA LIBERAZIONE

                                   DEI DEPORTATI COMASCHI E AL SACRARIO MILITARE

ORE 11,00          MONUMENTO ALLA RESISTENZA EUROPEA

                                   CERIMONIA UFFICIALE

                                   ORATORE UFFICIALE PER L’ANPI:

                                   SEN. ANTONIO PIZZINATO

IL POMERIGGIO E’ LIBERO PER PERMETTERE A CHI LO DESIDERA DI PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE A MILANO, CHE INIZIERA’ CON UN CORTEO CHE PARTIRA’ ALLE ORE 14,30 DA PORTA VENEZIA

LURAGO MARINONE, 26 APRILE

COMUNE DI LURAGO MARINONE

GIOVEDI’ 26 APRILE

ORE 20,45

PALAZZO COMUNALE


       QUEI BRAVI RAGAZZI

                 lettura teatrale per adulti e ragazzi

                                per la festa della Liberazione

                                       a cura di Raffaella Realini

                                                           ingresso libero

MARIANO COMENSE, 25 APRILE

MARIANO COMENSE

MERCOLEDI’ 25 APRILE

CELEBRAZIONE DEL 67° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

ORE 10,00               RITROVO DELLE AUTORITA’ E DELLA CITTADINANZA PRESSO IL CIMITERO

                              DI PORTICATO PER LA DEPOSIZIONE DELLE CORONE

ORE 10,20               RITROVO DI AUTORITA’, CITTADINANZA, ORGANIZZAZIONI  SCOLARESCHE

                              ASSOCIAZIONI D’ARMA E COMBATTENTISTICHE PRESSO IL PALAZZO

                              COMUNALE

ORE 10,30               CORTEO AL MONUMENTO AI CADUTI

                              DEPOSIZIONE DELLE CORONE E COMMEMORAZIONE

ORE 11,00                DEPOSIZIONE DELLE CORONE PRESSO IL MONUMENTO AI CADUTI

                               NEL CIMITERO DI MARIANO E OMAGGIO ALLE TOMBE DEI PARTIGIANI

ORE 11,30               MESSA IN OMAGGIO AI CADUTI DI TUTTE LE GUERRE PRESSO LA CHIESA DI

                              S. STEFANO

ORE 10,00
Ritrovo di Autorità e Cittadinanza presso il Cimitero di Perticato
per deposizione Corona.
ORE 10,20
Ritrovo di Autorità, Cittadinanza, Organizzazioni, Scolaresche,
Associazioni Combattentistiche e d’Arma, presso il Palazzo Comunale.
Oru;
10,30
Corteo al Monumento ai Caduti.
Deposizione della Corona – Commemorazione.
ORE 11,00
Deposizione della Corona presso il Monumento ai Caduti nel Cimitero
del Capoluogo e omaggio alle tombe dei Partigiani Caduti.
ORE 11,30
S. Messa in suffragio dei Caduti di tutte le Guerre presso
la Chiesa di Santo Stefano