CASO VATTANI –

IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE LA DECISIONE DEL TAR.

Il Consiglio di Stato, nella persona del presidente della Quarta sezione Gaetano Trotta, ha emesso un decreto che di fatto dà ragione al ricorso fatto dal ministero degli Esteri.

” Considerato che nella vicenda in esame – si legge nel testo del Consiglio di Stato – i dati fattuali posti in evidenza dalla difesa dell’Amministrazione appellante assumono una oggettiva rilevanza che va ben al di là delle “diplomatiche contestazioni formali” e, rilevato inoltre che “il provvedimento di richiamo assume una peculiare connotazione che induce a considerare prevalenti “gli interessi pubblici” viene accolta l’istanza di “misure cauteari provvisorie”.

La presa di posizione è evidente: il riferimento ai testi delle canzoni cantate da Vattani, le sue dichiarate simpatie a favore della Repubblica di Salò e del fascismo, contro l’ attuale Repubblica Italiana, è chiaro.

Ora si attende che si pronunci il Consiglio di disciplina della Farnesina.

Vattani potrebbe anche restare al suo posto di console di Osaka – avverte Paola Ottaviani, responsabile CGIL del Ministero degli Esteri – è in atto un tentativo di salvarlo e l’Italia rischia di continuare ad avere tra i suoi rappresentanti all’estero un uomo che di schiera a favore del fascismo.

Ma chi è Umberto Vattani, il potentissimo padre di Mario Andrea Vattani?

Leggete qui

http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Vattani

COMO, 16 MAGGIO

Progetto Cittadinanza e Costituzione

in collaborazione con

La Scuola dei Diritti Umani  (Comitato Comasco per la Pace)


MERCOLEDI’ 16 MAGGIO, ORE 15,00                                                                  

ISTITUTO TERESA CICERI, VIA CARDUCCI, AULA MAGNA


INCONTRO PUBBLICO CON MICHELA BUSCEMI

Attiva sostenitrice della lotta contro la mafia.

Cresciuta nei quartieri poveri di Palermo, la più grande di otto fratelli e sorelle.

Suo fratello Salvatore fu ucciso nel 1979 dalla mafia per avere venduto sigarette di contrabbando senza aver chiesto il permesso ai boss.

Un fratello più giovanem Rodolfo, fu a sua volta assassinato per impedirgli di vendicare la morte del fratello.

Durante il maxiprocesso svoltosi nel 1985/86 Michela testimoniò contro gli assassini.

Fu costretta a ritrattare la dichiarazione dopo aver ricevuto una telefonata in cui si minacciava di attentare alla vita della sua bambina di sei anni.

Dopo la atesimonianza di Michela sua madre interruppe ogni rapporto con lei, suo marito perse il lavoro.

COMUNICATO ANPI DI MILANO

CHI FA APOLOGIA DEL FASCISMO COMMETTE REATO

Milano: identificare e denunciare i responsabili delle sfilate neofasciste

L’ANPI di Milano denuncia le sfilate neofascista. La denuncia della segreteria dell’ANPI Provinciale di Milano  si riferisce a quanto avviente, ormai da anni, il 29 aprile per commemorare Ramelli e Pedenovi in Piazzale Susa: “croci celtiche, saluti romani, divise nere, simboli funerei della repubblica di Salò, come testimoniato ampiamente dalle fotografie pubblicate sui principali quotidiani italiani”.     

L’ANPI Provinciale di Milano ha da sempre espresso la sua ferma condanna della feroce aggressione nei confronti del diciassettenne missino Sergio Ramelli, morto dopo oltre trenta giorni di atroce agonia e dell’uccisione del consigliere provinciale del Movimento Sociale Italiano, Enrico Pedenovi. 

E si ricorda: “Nella seduta del Consiglio Comunale del 24 settembre 1985, l’allora Presidente dell’ANPI Provinciale di Milano Tino Casali nel denunciare “la vile uccisione del giovane missino Ramelli avvenuta nel 1975 e nell’auspicare che venisse fatta piena luce su quell’episodio come su altri gravi fatti di sangue che avevano drammaticamente colpito la nostra città (uccisione di Claudio Varalli, Alberto Brasili, Gaetano Amoroso, Fausto e Iaio ad opera di neofascisti) e offuscata la coscienza dei valori di fondo che regolano i nostri ordinamenti democratici” si chiedeva “quale  poteva essere l’etica morale e politica, che spingeva quei giovani di venti anni di una parte o dell’altra, ad aggredire e persino ad uccidere a sangue freddo dei loro coetanei”.

“Riteniamo che tutto ciò, oltre ad offendere la memoria di Milano, Città medaglia d’Oro della Resistenza, si pone in aperto contrasto con il carattere antifascista della nostra Costituzione, con quanto prevede la XII disposizione transitoria e finale della Carta Costituzione che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto Partito  fascista” e con quanto stabilito dalle leggi Scelba e Mancino.

Chiediamo quindi alle autorità che i responsabili di queste manifestazioni di aperta apologia di fascismo vengano identificati e denunciati, e alle Forze preposte alla difesa dell’ordine pubblico che le tetre sfilate che puntualmente ogni 29 Aprile hanno luogo nelle vie della nostra città vengano vietate, perché profondamente offensive del carattere antifascista di Milano e della memoria di chi ha sacrificato la propria giovane vita per restituire la libertà e la democrazia al nostro Paese”.

18 MAGGIO, VALMOREA

STRAORDINARIA INIZIATIVA DA NON PERDERE!!

La sezione ANPI di Uggiate Trevano vi invita tutti al

 concerto dei GANG

Marino e Sandro Severini

 

il 18 maggio a Valmorea (CO)

ore 21 nel Giardino di Villa Sassi, via Volta

in caso di maltempo, il concerto si terrà nell’atrio delle scuole elementari di Via Roma

 

ingresso libero

 

Dopo quello dello scorso anno con Filippo Andreani, la sezione Rado Zuccon propone un nuovo appuntamento musicale con i fratelli Severini, “The Gang”,  voci ben note a livello nazionale e da tempo impegnati sui temi legati alla memoria storica e sociale.

IL SITO DI MEZZEGRA

Non amiamo continuare ad alimentare le polemiche, ma ecco quanto si legge sul sito del Comune di Mezzegra,

sotto la voce VIVERE ( E MORIRE?) A MEZZEGRA

http://www.comune.mezzegra.co.it/vivere-a/scoprire/LxULTIMA_NOTTE_DI_MUSSOLINI/

L’ULTIMA NOTTE DI MUSSOLINI

Il mattino del 28 Aprile 1945,davanti al Cancello di una villa in Via XXIV Maggio, Benito Mussolini e la sua compagna Claretta Petacci furono giustiziati. Il giorno precedente essi furono catturati e fatti prigionieri da una squadra partigiana sulla strada tra Musso e Dongo.
Dopo vari tentativi di trasportare i prigionieri al quartier generale degli alleati a Como, furono trasferiti a Mezzegra, in casa De Maria in Via Riale 6, dove trascorsero l’ultima notte.
Alcuni dicono che, siccome gli alleati non volevano la morte di Mussolini, fu deciso di giustiziarli prima del loro arrivo. Altri insinuano il dubbio che la morte dei due avvenne accidentalmente durante una discussione piuttosto animata in Casa De Maria e che, per mascherare l’accaduto, i corpi furono trasportati davanti al cancello e giustiziati una seconda volta. Ad ogni modo, il luogo ufficiale della morte di Mussolini è oggi contraddistinto da una croce. Le salme furono in seguito trasportate a Milano ed esposte al pubblico in Piazzale Loreto.

Non occorre conoscere la storia per capire il tentativo grossolano di alimentare il “gossip” per fare del becero turismo.

TENTATIVI DI MISTIFICARE LA STORIA

Ci sono giunte alcune repliche in riferimento all’articolo de La Provincia del 1 maggio, relative all’episodio della posa delle lapidi a Mezzegra, che qui volontieri pubblichiamo.

MEZZEGRA

Il sindaco di Mezzegra avv. Claudia Ligeri risponde al Senatore Forni, che ha criticato la sua presenza alla “trista” cerimonia per la posa della lapide a Giulino, evidenziando a giustificazione di “essere stata votata con largo suffragio dai cittadini”.
Intende sostenere che l’intero paese di Mezzegra, da lei amministrato, è da definirsi un “covo di fascisti?   
Ne sarei dispiaciuto anche se non sorpreso visto che il parroco ha benedetto la lapide di uno che certamente sarà finito all’inferno in quanto assassino, fedifrago, criminale di guerra.
Nedo Walter Nenci

TENTATIVI DI MISTIFICARE LA STORIA

Pochi giorni orsono è apparso un necrologio per Mussolini dove si sottolinea il fatto che fu autore della bonifica nell’ Agro Pontino.
E’ umano e consentibile che si ricordi ogni affetto scomparso. Il tizio che lo ha voluto avrà certamente i suoi buoni motivi per ricordare il dittatore, ma non può imbrogliare il lettore evidenziando una delle poche decisioni apprezzabili del regime fascista sottacendo tutte le altre scelte disastrose.  Sarebbe come ricordare Stalin per la costruzione della metropolitana di Mosca e non per le persecuzioni attuate.
Ad uso di coloro che non sono informati elenchiamo alcune delle malefatte che portarono alla tragica fine del dittatore voluta dal popolo italiano dopo 20 anni di sofferenze:
– Esordisce lasciando morire in abbandono la prima moglie e un figlio.
– Instaura una dittatura che toglie ogni libertà di azione e di pensiero agli italiani.
– Fa uccidere Matteotti, Gramsci, i fratelli Rosselli.
– Inaugura una stagione di inutili guerre in Africa, in Grecia, in Albania.
– Sacrifica il paese Italia con restrizioni autarchiche e isolazioniste.
– Si allea al folle cancelliere tedesco in un piano bellico di occupazione e sterminio dell’ Europa.
– Chiede alle italiane la donazione delle vere d’oro per la patria che poi ritroveremo in alcune valigie quando fugge verso la Svizzera.
– Emana le leggi raziali mandando allo sterminio nei lagher nazisti ebrei, oppositori politici e financo omosessuali.
– Manda a morire, in un folle tentativo di aggressione della Russia, migliaia di giovani.
– Porta la nazione Italia alla distruzione sotto i bombardamenti di un conflito ormai perso.
– Viene destituito, catturato e anzichè farsi processare fugge aiutato dai tedeschi.  Fu bene giustiziarlo a Mezzegra prima che scappasse ancora.    
– Fa uccidere il genero Ciano, assieme ad altri perchè a Verona gli votarono contro.  
– Non ancora sazio, fonda la Replubblica di Salò con i famigerati gruppi di tortura Decima Mas, Muti e le Brigate Nere.
– Da “eroe” tenta la fuga travestito da militare tedesco con l’amante e il poco che rimane delle casse dello Stato.
Questo è il sunto del curriculum di Mussolini!  Altro che bonifica dell’Agro Pontino. 

Nedo Walter Nenci
LA LAPIDE PER MUSSOLINI
Signora Ligeri apprendo dal mio buon amico Nenci di quanto accade a Mezzegra. Avendo 84 anni, conoscendo abbastanza bene la recente storia patria non posso che dirmi stupefatto, indignato per quanto  state combinando a Mezzergra con tanto di prete benedicente in testa.
Una suprema vergogna che è anche indice di totale ignoranza. Non si salvi menzionando il fatto che una sua maggioranza ha avallato la vostra scombinata scelta: anche se siamo in democrazia  e la maggioranza conta, le ricordo che qualche volta la maggioranza fà pessime scelte .
Hitler nel 1934 e Mussolini nel 1926 furono confermati a maggoranza.
Con un po’ di cultura storica lei avrebbe potuto guidare il voto dei suoi cittadini e perfino
dimettersi, cosa che un Italiano informato e coerente avrebbe potuto fare se i suoi
elettori avessero davvero voluto procedere per farsi tacciare dal resto dell’Italia, questa si informata,  da ignorantissimi fascistelli .
Una discreta biblioteca a casa mia è a sua disposizione se volesse aggiornarsi, sono a sua dispsizione per un un incontro coi suoi amministrati per narrare loro cosa è stato il ventennio.
Marco A Spreafico.