NUOVO COMUNICATO ANPI NAZIONALE

L’ANPI Nazionale: “Matteo Salvini il 25 aprile troverà le piazze piene. La storia merita rispetto, non è al servizio di battaglie politico-partitiche”

Abbiamo appreso di una conferenza stampa di Matteo Salvini, in cui è stata annunciata per il 25 aprile una “manifestazione di liberazione” dal Governo. Teniamo a sottolineare che la storia, in particolare quella che riguarda episodi decisivi per la libertà e la democrazia, non è al servizio di battaglie politico-partitiche; e merita, prima di tutto, rispetto. Tant’è che il 25 aprile è stato dichiarato Festa nazionale, di una Liberazione specifica, quella che ha aperto le porte della democrazia al nostro Paese, consentendo perfino a qualcuno di fare dichiarazioni che hanno il sapore della provocazione. Il 25 aprile le piazze italiane saranno piene, come sempre, ma di cittadine e cittadini liberi che festeggeranno un evento che dovrebbe accomunare l’intero Paese. E’ a queste piazze che Salvini pensa di contrapporsi con la sua “manifestazione”? Forse è meglio considerare la sua una semplice battuta, per di più di dubbio gusto, che nessuno oserebbe fare, in Francia, a riguardo del 14 luglio e negli USA, nella Giornata del Ringraziamento.

 

LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

Roma, 18 febbraio 2016

COMUNICATO ANPI NAZIONALE

COMUNICATO STAMPA

In merito alla vicenda della realizzazione di un “museo del fascismo” a Predappio, precisiamo che l’ANPI ha partecipato alla discussione sul progetto di ristrutturazione di un edificio cadente esclusivamente come osservatrice. La nostra posizione è di ferma contrarietà a qualsiasi iniziativa celebrativa del fascismo. Altro sarebbe – ad esempio – l’ipotesi di dar vita ad un centro studi sulle dittature del Novecento che evidenziasse, in particolar modo, l’aspetto preponderante del fascismo ossia gli atroci crimini commessi nel corso di tutta la sua esistenza.

LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

 

Roma, 17 febbraio 2016

ARMADIO DELLA VERGOGNA

“Armadio della vergogna”: desecretati 13mila pagine di documenti sulle stragi nazifasciste

16 Febbraio 2016

LE RAGIONI DEL NO

LE RAGIONI DEL NO

Intervista ad Alessandro Pace – professore emerito di diritto costituzionale nell’Università La Sapienza di Roma e presidente del Comitato per il No al referendum.

 

Il Parlamento ha dato il suo via libera, la parola spetta ai cittadini. Ma attenzione a parlare di “svolte autoritarie” nella riforma costituzionale di Renzi-Boschi, piuttosto Alessandro Pace – professore emerito di diritto costituzionale nell’Università La Sapienza di Roma e presidente del Comitato per il No al referendum – intravvede “un blocco di potere affaristico-finanziario con propaggini piduistiche che, grazie ad una legislazione elettorale drogata, potrebbe reggere per anni con il favore di una minoranza di elettori”. Il comitato è formato tra gli altri da Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Gaetano Azzariti e altri illustri giuristi. Poche risorse economiche e media ostili però, per Pace, la battaglia va comunque combattuta “per la nostra dignità d’uomo, come diceva Calamandrei, e per dare testimonianza della nostra fede nei principi nei quali crediamo: libertà, eguaglianza, pluralismo, democrazia. E per poter tramandare questi valori ai nostri figli e nipoti”.

Professore Pace, la riforma voluta dal governo Renzi si compone di due capitoli che costituiscono due facce dello stesso progetto: la revisione della Costituzione e la riforma elettorale. Quali sono i punti più controversi che Lei critica? Il concentramento di potere nella mani del premier? Il monocameralismo?

I punti controversi sono molti. Innanzitutto il ddl Renzi-Boschi nega l’elettività diretta del Senato, ancorché gli venga contraddittoriamente ribadita la spettanza della funzione legislativa e di revisione costituzionale; privilegia la governabilità sulla rappresentatività; elimina i contro-poteri esterni alla Camera senza compensarli con contropoteri interni; riduce il potere d’iniziativa legislativa del Parlamento a vantaggio di quella del Governo; prevede almeno sette/otto tipi diversi di votazione delle leggi ordinarie con conseguenze pregiudizievoli per la funzionalità delle Camere; sottodimensiona la composizione del Senato (100 contro 630) rendendo irrilevante il voto dei senatori nelle riunioni del Parlamento in seduta comune relative alla elezione del Presidente della Repubblica e dei componenti del CSM (mentre per quanto riguarda i giudici della Corte costituzionale ne attribuisce irrazionalmente tre ai 630 deputati e addirittura due ai 100 senatori); pregiudica il corretto adempimento sia delle funzioni dei senatori, divenute part-time, sia quelle ad esse connesse, dei consiglieri regionali e dei sindaci; prevede degli inutili senatori pro-tempore di nomina presidenziale, ancorché il Senato non svolga più quelle alte funzioni che giustificavano la presenza di senatori a vita eletti dal Capo dello Stato. Inoltre ciò che preoccupa di più è il combinato disposto della riforma costituzionale e dell’Italicum (che è il bis del Porcellum), in conseguenza del quale ilPremier-segretario conseguirebbe uno smisurato accumulo di poteri.

La riforma mette veramente a rischio il nostro impianto democratico? Rischiamo una torsione autoritaria o sono le solite boutade?

Se per involuzione autoritaria del sistema si deve intendere – come io intendo – una democrazia autoritaria come quella di Erdogan in Turchia, non avrei tale timore. Vedo piuttosto il rischio di un “principato civile”, quale descritto da Machiavelli, di recente persuasivamente richiamato da Maurizio Viroli. Un principato nel quale «uno privato cittadino» (non si dimentichi che Renzi non è stato ancora democraticamente eletto!) «non per scelleratezza o altra intollerabile violenzia, ma con il favore degli altri suoi cittadini diventa principe della sua patria». E Machiavelli aggiungeva: «con astuzia fortunata». Più che una torsione autoritaria, intravvedo un blocco di potere affaristico-finanziario con propaggini piduistiche che, grazie ad una legislazione elettorale “drogata”, potrebbe reggere per anni ed anni, con il favore di una minoranza di elettori, intorno al 30/35 per cento.

Secondo lei siamo al tradimento dei nostri Padri costituenti?

Come nel 1997 e nel 2006 siamo piuttosto in presenza di un tentativo “costituente” che, nella vigenza di un’altra costituzione – nella specie la nostra Costituzione del 1947 – è per definizione “illegale”, secondo l’insegnamento, tuttora valido, del grande Santi Romano. Alla luce della Costituzione vigente, la procedura seguita è infatti viziata sia nella forma sia nella sostanza. Nella forma perché essa è stata introdotta dal Governo (non dal Parlamento) e condotta in una legislatura, la XVII, palesemente delegittimata dalla sentenza della Corte costituzionale sul Porcellum: una procedura che è stata condizionata dall’indirizzo politico di maggioranza, con sostituzioni di parlamentari in sede referente, con esclusione del relatore di minoranza al Senato, con emendamenti monstrum ecc. È viziata anche nella sostanza perché contravviene manifestamente a due principi supremi della Costituzione, quello della sovranità popolare e quello della ragionevolezza/razionalità (articoli 1 e 3), che non sono derogabili nemmeno con una legge costituzionale, come statuito dalla sentenza della Corte costituzionale n. 1146 del 1988.

Non crede che la vostra battaglia sia conservatrice? Non è giusto rivedere e riformare alcuni punti della Carta Costituzionale? Ad esempio, il bicameralismo in molti Paesi non esiste e la riforma del Senato forse è indispensabile…

Nella mia audizione alla Camera, ho sostenuto che sarebbe stato più logico, anziché conservare questo pseudo bicameralismo, eliminare del tutto il Senato e passare al monocameralismo, a patto però che si prevedessero dei contro-poteri interni, come ad esempio il potere d’inchiesta come diritto delle minoranze, che in Germania esiste sin dal 1919, tranne la parentesi nazista. Ciò premesso, non sono affatto contrario al superamento del bicameralismo paritario, ma non come viene tentato dalla riforma Renzi. Un Senato composto da 100 senatori part-time, per giunta non eletti dal popolo, è una presa in giro che ha risvolti istituzionali gravissimi se, come ho già sottolineato, gli si conferma addirittura la partecipazione all’esercizio della potestà legislativa e di revisione costituzionale.

Va considerato tra l’altro che in Parlamento vi sono deputati e senatori eletti con una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Consulta. Hanno la legittimità necessaria per modificare la Costituzione? 

Ho ripetutamente sostenuto l’illegittimità della XVII legislatura. Devo però spiegarne le ragioni. La Corte costituzionale, pur dichiarando l’incostituzionalità del Porcellum con la sentenza n. 1 del 2014, consentì espressamente alle Camere di continuare ad operare e a legiferare, non però in forza della legge elettorale dichiarata incostituzionale, bensì grazie a un principio fondamentale del nostro ordinamento conosciuto come il «principio di continuità dello Stato». La Corte richiamò a tal riguardo due esempi di applicazione di tale principio: la prorogatio dei poteri delle Camere, a seguito delle nuove elezioni, finché non vengano convocate le nuove (art. 61 Cost.) e la possibilità delle Camere sciolte di essere appositamente convocate per la conversione in legge di decreti legge (art. 77 comma 2 Cost.). Ebbene, in entrambe tali ipotesi, il «principio fondamentale della continuità dello Stato» incontra limiti di tempo assai brevi, non più di tre mesi. Pertanto, ammesso pure che le nuove elezioni non potessero essere indette nei primi mesi del 2014 perché lo scioglimento delle Camere avrebbe portato alle stelle lo spread nei confronti del Bund tedesco, è però del tutto evidente l’azzardo istituzionale, da parte del Premier Renzi e dell’allora Presidente Napolitano, di iniziare una revisione costituzionale di così ampia portata nonostante la dichiarazione d’incostituzionalità delPorcellum, e quindi con un Parlamento delegittimato quanto meno politicamente, se non anche giuridicamente, con parlamentari non eletti ma “nominati” grazie al Porcellum, insicuri di essere rieletti e perciò ricattabili ed esposti alla mercé del migliore offerente.

Renzi ha dichiarato: «Se perderò considero fallita la mia esperienza politica». Di fatto, ha trasformato il referendum in un voto politico sulle sorti del governo. Anche per voi del Comitato è così?

In effetti, il premier ha inteso garantire il successo referendario della sua riforma minacciando le sue dimissioni. Ma i problemi devono essere mantenuti distinti. Dall’angolo visuale della riforma costituzionale la risposta di Renzi è significativa: ha esplicitamente ammesso che la paternità della revisione costituzionale è stata non del Parlamento, come avrebbe dovuto essere, ma del governo. Con tutte le storture procedimentali che ci sono state.

Farete la campagna per il No con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Ciò la imbarazza?

Ci saranno almeno due Comitati elettorali per il No, il che non è contraddittorio perché, pur avendo il centro-destra un’idea diversa di Costituzione, lo scopo immediato è lo stesso del nostro, che è quello di impedire l’entrata in vigore della riforma Renzi-Boschi.

Il No ha veramente possibilità di vincere?

So che è difficilissimo, perché abbiamo pochissime risorse economiche e non abbiamo dalla nostra un guru della comunicazione, come se lo può permettere Renzi. Ma c’è una ragione di fondo: certe battaglie le si devono combattere anche se è difficilissimo vincerle. Le si devono combattere per la nostra “dignità d’uomo”, come diceva Calamandrei, e per dare testimonianza della nostra fede nei principi nei quali crediamo: libertà, eguaglianza, pluralismo, democrazia. E per poter tramandare questi valori ai nostri figli e nipoti.

Micromega online, 21 gennaio 2016

COMO, 23 FEBBRAIO

MARTEDI’ 23 FEBBRAIO ore 21
CIRCOLO ARCI XANADU’ ( CINEMA GLORIA)
COMO – REBBIO
VIA VARESINA 72
 
in collaborazione con Anpi sez. di Como
 
proiezione di IL LABIRINTO DEL SILENZIO di Giulio Ricciarelli
 
La storia del processo che svelò gli orrori di Auschwitz. Il film è stato presentato al Toronto Film festival ed è candidato dalla Germania agli Oscar 2016.
Introduce la serata lo storico e presidente di Arci ecoinformazioni Fabio Cani
 
Ingresso riservato ai soci Arci
intero 7 € – ridotto (over 65, under 18 e studenti) 5 €

COMO, 25 FEBBRAIO

Comitato Cittadella della Salute, INCONTRO PUBBLICO, giovedì 25 febbraio 2016 alle ore 17.30 nella sede della ex circoscrizione di Camerlata

Comitato per la riqualificazione dell’area ex Ospedale S. Anna

Cittadella della salute: il momento è ora

Il futuro dell’area dell’ex Ospedale S. Anna e la riqualificazione del quartiere di Camerlata sono all’ordine del giorno nelle istituzioni e nella programmazione urbanistica della città da molti anni. Pensiamo che l’area possa divenire una struttura sanitaria sul modello della Cittadella della Salute visto come riferimento certo per i cittadini. Anche le Regole di gestione del servizio socio sanitario 2016, emesse dalla Regione Lombardia, dopo l’approvazione della riforma sanitaria, prevedono la ricostruzione del rapporto tra ospedale e territorio riconoscendo come criterio prevalente quello della presa in carico del paziente.

Perché questo si realizzi è necessario garantire:

  • la continuità assistenziale sette giorni su sette e per le 24 ore, con un punto di accesso in alternativa al pronto soccorso, attualmente utilizzato anche per situazioni di lieve o media gravità che però non trovano risposte adeguate a livello territoriale;
  • sviluppare modalità semplificate di presa in carico dall’ospedale al domicilio e viceversa, evitando il fenomeno dell’abbandono dei soggetti al termine dell’episodio di ricovero;
  • sviluppare programmi di prevenzione per tutto l’arco della vita, basati su conoscenze epidemiologiche; promuovere e valorizzare la partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni.

L’intervento in quest’area, che crediamo vada fatto con un approccio multidisciplinare (competenze diverse) e con un progetto sperimentale (socio-sanitario, urbanistico, ambientale, lavorativo), potrebbe garantire una riqualificazione urbanistica a tutta la zona di Camerlata e punti di accesso attrezzati al parco della Spina Verde.

Il Comitato della Cittadella della salute propone che questa ipotesi di riorganizzazione possa essere posta al confronto e alla discussione degli attuali attori del territorio (Direttore generale dell’ASST, direttore socio sanitario dell’ASST, Direttore sanitario dell’ASST), dei rappresentanti delle istituzioni, delle Associazioni affinché non si realizzi un modello calato dall’alto ma la proposta di un’idea partecipata e condivisa. Per questo è stato organizzato un incontro pubblico che si terrà:

giovedì 25 febbraio 2016 alle ore 17.30

nella sede della ex circoscrizione di Camerlata.

Il Comitato Cittadella della Salute

FORUM SANITÀ/WELFARE DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE PD • CDL CGIL COMO • FORUM SALUTE DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE SEL • UST CISL FP DEI LAGHI • FEDERAZIONE PROVINCIALE PRC • MEDICINA DEMOCRATICA • UIL COMO • UIL FPL COMO • RSU CGIL S. ANNA • RSU UIL SANT’ANNA DI COMO • AMO LA MIA CITTÀ • FUNZIONE PUBBLICA CGIL DI COMO  CISL FP DEI LAGHI RSU CISL FP S. ANNA DI COMO.• PACOSEL • ARCI • GRUPPO SPONTANEO DI CITTADINI QUALE FUTURO PER REBBIO • LEGAMBIENTE COMO  •  ACLI SINDACATO PENSIONATI CGIL REBBIO •  AUSER • LA CITTA’ POSSIBILE COMO • FIAB (FEDERAZIONE ITALIANA AMICI BICICLETTA) • COMITATO COMASCO ALTRA EUROPA •  FORUM DEL TERZO SETTORE DI COMO • LISTA PER COMO • AVC CSV

CONCORSO LETTERARIO

Concorso letterario “Una storia partigiana”
27 Novembre 2015 – 27 Marzo 2016 / Firenze

La Sezione ANPI “Bruno Terzani “ di Lastra a Signa, con il Patrocinio del Comune di Lastra a Signa

allo scopo di incentivare e promuovere la cultura letteraria sul territorio

indice la quarta edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa

“Una storia Partigiana”

“Se la guerra è finita perché ti si annebbia di pianto questo giorno di Aprile”

(da “Quel giorno d’Aprile” di Francesco Guccini)

•Sezione 1 Poesia inedita in lingua italiana;
•Sezione 2 Narrativa inedita in lingua italiana

I testi dovranno essere spediti entro e non oltre il 27/03/2016

Tutte le informazioni nel Bando allegato

SE LO STATO NON VEDE CASA POUND

CasaPound, le Istituzioni e la realtà

9 Febbraio 2016

COMITATO DEL NO – INCONTRO CON BESOSTRI

Cari amici e compagni, il comitato provinciale di Como del Coordinamento Democrazia Costituzionale, a cui l’Anpi ha dato l’adesione, organizza per venerdì 12 febbraio un incontro con l’avv. Felice Besostri. Loncandina con data e programma in allegato. Rivolgiamo un appello per una grande partecipazione alla serata e una mobilitazione da parte di tutti per il NO al referendum Costituzionale. VOTIAMO CONTRO le “riforme” che il Governo Renzi e il Parlamento di nominati stanno apportando alla nostra Costituzione

 

REFERENDUM SULLE RIFORME COSTITUZIONALI

LE RAGIONI DEL NO

I RICORSI PER INCOSTITUZIONALITA’ DELL’ ITALICUM

Interviene:

AVV. FELICE BESOSTRI

DIFENSORE DEI RICORSI PER L’ INCOSTITUZIONALITA’ DELL’ ITALICUM

COMO, VIA GRANDI 21

SALONE EX CIRCOSCRIZIONE

VENERDI’ 12 FEBBRAIO

ORE 20,45

5 FEBBRAIO – CANTU’ INCONTRA ADELMO CERVI

VENERDI’ 5 FEBBRAIO

ORE 20,45

CANTU’ – SALA CONSILIARE DEL COMUNE

PIAZZA MARCONI

presentazione del libro:

IO CHE CONOSCO IL TUO CUORE

di Adelmo Cervi

 

oltre all’ autore interverranno:

ALICE ROSSI, Unione Studenti di Como

MIRCO ROTA, FIOM Lombardia

Moderatrice:

Eliana Gatti, Anpi Provinciale di Como

 

 Adelmo è figlio di Aldo Cervi che con i suoi sei fratelli venne torturato e fucilato dai fascisti nel dicembre 1943 in uno degli episodi più celebri e significativi della Resistenza.
Riteniamo che questo possa essere un ulteriore momento importante di diffusione della cultura antifascista, che sappia riscoprire le sue origini nella Resistenza partigiana per poter affrontare le nuove sfide poste dalla contemporaneità, a partire da quella dell’integrazione, passando per l’uguaglianza sociale e le battaglie per i diritti civili.

Durante l’evento sarà possibile aderire alla petizione per la messa fuori legge delle organizzazioni neofasciste (tra cui appunto Forza Nuova), che sono in palese contrasto con la Costituzione dellaRepubblica Italiana, che è stata concepita per essere antifascista.