COMUNICATO ANPI NAZIONALE

ABERRANTI E INACCETTABILI LE PROPOSTE DEL COMITATO REMIGRAZIONE CHE SI PRESENTA A MODENA IL 19 DICEMBRE.

CGIL, ANPI, ARCI, UDU, e Rete Medi di Modena condannano fermamente l’ iniziativa del Comitato Remigrazione che si terrà a Modena venerd’ 19 dicembre. Sono previsti interventi di rappresentati del Fronte Veneto Skinheads, Rete dei Patrioti Emilia, Comunità militante Bulaggna e Casapound. Tutte organizzazioni di stampo chiaramente fascista e con forti posizioni razziste e xenofobe.

Modena città Medaglia d’Oro al valor Militare per la Resistenza rifiuta con forza queste posizioni che rappresentano uno sfregio a una città nata dalla lotta partigiana che ha sempre messo al centro i valori dell’antifascismo, la difesa della democrazia e l’inclusione sociale.

E’ molto grave la presentazione a Modena del Comitato Remigrazione e le idee che propugna. La remigrazione (ovvero riportare le persone straniere nei loro paesi di provenienza) e il primato dell’italianità, non sono che mezzi per riproporre ideologie basate sulla superiorità razziale e sulla deportazione come mezzi per “depurare” una società, posizioni che riportano inevitabilmente il pensiero alle pagine più oscure e vergognose della storia del nostro Paese.

La remigrazione non è altro che un modo per parlare di deportazione, fenomeno che richiama gli spostamenti forzati di popolazioni che hanno segnato drammaticamente il XX secolo.

I promotori di tali aberranti posizioni sono certamente movimenti minoritari, ma che purtroppo trovano sponde in forze e culture che sono addirittura al Governo. E’ preoccupante che le loro tesi, inaccettabili e dannose per la tenuta sociale ed economica del Paese, siano condivise anche da esponenti di partiti al governo, segno di un viraggio pericoloso verso l’estrema destra della maggioranza governativa.

Questi movimenti di stampo neo fascisti e razzisti fanno leva sulle paure delle persone sul tema dell’immigrazione. L’immigrazione è un tema che va discusso, che va regolato e che va migliorato, a partire dalla modifica della Legge Bossi Fini che, di fatto, legalizza un tipo di immigrazione che spesso apre essa stessa spazi di illegalità.

Noi pensiamo che la vera democrazia non ha bisogno di avere paura delle diversità, ma ha bisogno di conoscere e di confronto. Rifiutiamo un’idea autoritaria che punta all’omologazione. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sui principi e i valori della Costituzione che siamo tutti chiamati a rispettare.

Cgil, Anpi e Arci, Udu e Rete Studenti Medi di Modena chiedono di dissociarsi da questo tipo di iniziative alle forze di centro destra, che a Modena rappresentano l’opposizione, e che governano a livello nazionale.

Cgil, Anpi, Arci, Udu e Rete Studenti Medi di Modena
Modena, 17 dicembre 2025

COMUNICAZIONE

Ennesima provocazione fascista al monumenti ai Caduti .

La notte del 10 dicembre, gli estremisti di destra hanno scelto un luogo sacro che ricorda i Caduti di tutte le guerre e della Resistenza che hanno sacrificato la loro vita per darci libertà e democrazia, per manifestare il loro pensiero di odio, di intolleranza e disprezzo verso i cittadini migranti. Una politica basata su remigrazione e riconquista denota una chiara matrice nazifacista.

Tutto ciò è intollerabilein una Repubblica democratica con una Costituzione che esalta i valori di solidarietà, inclusione e pace. Chiediamo alle istituzioni di vigilare e arginare questi fenomeni . La manifestazione del libero pensiero non può includere l’ esaltazione della violenza, dell’ odio razziale e della deportazione come metodo risolutivo delle politiche migratorie.

Manuel Guzzon

Presidente provinciale ANPI di Como.

GIANFRANCO PAGLIARULO: IL DECRETO DDL DEL RIO E’ UNA FERITA APERTA.

5 dicembre 2025

È bene che il capogruppo PD in Senato abbia sconfessato il disegno di legge Del Rio sull’antisemitismo, ma il ddl non è stato ritirato e rimane una ferita aperta.

Esso penalizza presunti comportamenti antisemiti assumendo la definizione palesemente strumentale della Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, che equipara antisemitismo e antisionismo. Di conseguenza il ddl criminalizza di fatto ogni critica a Israele e mette ai margini della legalità l’intero movimento popolare di solidarietà con la Palestina, laddove per qualsiasi persona di buon senso l’antisemitismo è l’avversione, il pregiudizio e l’odio verso gli ebrei.

L’antisemitismo va combattuto senza se e senza ma, a cominciare dalle leggi razziali volute da Mussolini e dalla persecuzione infame voluta da Hitler.

L’antisionismo e la critica anche radicale a Israele è un’opinione che può o meno essere condivisa, ma è del tutto legittima, tant’è che è sostenuta da molte personalità del mondo ebraico e da intere comunità ebraiche.

Il ddl Del Rio – come gli analoghi ddl Gasparri, Gasparotto e della Lega – al di là forse della volontà dei firmatari (almeno lo spero), è di fatto un servizio all’impunita’ di cui godono i governi israeliani nel tempo in cui Gaza è un cumulo di macerie rosse del sangue di decine di migliaia di gazawi e in Cisgiordania i coloni praticano la caccia all’uomo contro i contadini palestinesi.

Gianfranco Pagliarulo

OLTRONA – VOLANTINI DI ESTREMA DESTRA

ULTIMA LEGIONE, un’ organizzazione di estrema destra al centro di indagini della procura di L’Aquila, della Digos e della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo approda nel nostro territorio.

Prima il Prc e comitato contro le nuove destre, poi Anpi provinciale e Pd di Oltrona contro il via libera nel territorio di Oltrona San Mamette al revival fascista dell’Ultima legione.

“Apprendiamo che un ennesimo gruppuscolo neofascista – Ultima Legione – che già nel 2021 è stata al centro di una maxioperazione diretta dalla procura de L’Aquila con perquisizioni in tutta Italia da parte della Digos e della Dda, la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo annuncia, attraverso un lugubre volantino che riporta al tempo dei criminali della RSI, che il prossimo 7 dicembre terrà un gazebo ad Oltrona (CO) per chiedere sovranità e sicurezza.

Ci chiediamo, e speriamo di essere smentiti, quale sia il criterio attraverso il quale l’amministrazione comunale abbia concesso il suolo pubblico ad un gruppo di questa natura.

Auspicando che si sia trattato semplicemente di “una distrazione”“una leggerezza”, invitiamo l’amministrazione di Oltrona a revocare i permessi per l’occupazione di suolo pubblico”. [Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea]


“Apprendiamo con sgomento che nel comune di Oltrona San Mamette sono stati distribuiti volantini nelle cassette delle lettere del gruppo neofascista “ultima legione” che annunciano un gazebo in piazza Libertà. Questo gruppo è stato oggetto di indagini e perquisizioni in tutta Italia da parte della Digos e della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo a cui è stato contestato il perseguimento di finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, con istigazione all’uso della violenza quale metodo di lotta politica e diffusione online di materiale che incita all’odio e alla discriminazione per motivi etnici, razziali e religiosi. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale prenda immediatamente le distanze e condanni risolutamente gli autori del volantino e non conceda l’utilizzo di piazza libertà nel pieno rispetto della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza”. [Manuel Guzzon, presidente provinciale dell’Anpi]

“Nelle ultime ore nelle caselle di posta di molti cittadini di Oltrona San Mamette è stato distribuito un volantino che promuove un gazebo organizzato dall’associazione neofascista, di estrema destra, “Ultima Legione”, già soggetta qualche anno fa a indagini e perquisizioni in tutta Italia.

 Riteniamo grave e inammissibile che nel nostro territorio si tentino di normalizzare messaggi e simbologie che nulla hanno a che vedere con i valori costituzionali, con la cultura democratica del nostro Paese e con la storia antifascista che ha dato origine alla nostra Repubblica.

 L’Italia è una democrazia fondata sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Ogni tentativo di sdoganare simboli, miti o linguaggi che si rifanno a ideologie violente, antidemocratiche e discriminatorie rappresenta non solo uno sfregio alla nostra memoria collettiva, ma anche il rigurgito di un passato pericoloso per la convivenza civile.

 Oltrona è una comunità civile, accogliente e democratica. Non permettiamo che il nostro territorio venga utilizzato per veicolare messaggi che negano questi principi fondamentali”. [Il circolo PD di Bulgarograsso-Appiano Gentile e Oltrona San Mamette]

Dall’ articolo di Ecoinformazioni, Como.

ANPI, ARCI, AUSER, CGIL, COORDINAMENTO COMASCO PER LA PACE, M5s, Prc, SI: CRIMINALIZZARE INDEBOLISCE LA DEMOCRAZIA

«Ogni tentativo di criminalizzare il dissenso rappresenta un fattore di indebolimento per la vita democratica e rischia di colpire persone che esprimono opinioni e solidarietà nei confronti di chi vive situazioni di sofferenza, anziché contrastare comportamenti realmente improntati all’odio o alla violenza.

Siamo venuti a conoscenza della presentazione di denunce e della possibile adozione di provvedimenti amministrativi in relazione alla manifestazione del 2 ottobre a Como.
Riteniamo opportuno ribadire che la libertà di riunione e di manifestazione pacifica costituisce un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione e, in quanto tale, deve essere tutelato e gestito con equilibrio e proporzionalità.
Ogni tentativo di criminalizzare il dissenso rappresenta un fattore di indebolimento per la vita democratica e rischia di colpire persone che esprimono opinioni e solidarietà nei confronti di chi vive situazioni di sofferenza, anziché contrastare comportamenti realmente improntati all’odio o alla violenza.
Confidiamo nel lavoro degli organi competenti e, qualora i fatti oggetto delle indagini risultassero di scarsa rilevanza, auspichiamo che si proceda all’archiviazione già nella fase preliminare. Al contempo, qualora emergessero ipotesi di reato più gravi, chi ne sarà eventualmente responsabile dovrà risponderne secondo legge; chi invece si fosse reso autore di eventuali irregolarità minori dovrà poter esercitare pienamente il proprio diritto di difesa, senza essere esposto a oneri sproporzionati.
Desideriamo inoltre ricordare che ogni denuncia comporta costi umani ed economici per le persone coinvolte. Per questa ragione, riteniamo essenziale evitare iniziative affrettate o prive di fondamento.
Rinnoviamo il nostro impegno a promuovere manifestazioni pacifiche, inclusive e sicure, e confermiamo la nostra disponibilità al dialogo con le istituzioni affinché il diritto di manifestare sia costantemente garantito e rispettato.
In attesa di ulteriori sviluppi, manterremo un atteggiamento improntato alla solidarietà nei confronti di chi, fino a prova contraria, è da considerarsi innocente, e al rispetto verso tutte le persone coinvolte, nonché verso il lavoro delle autorità competenti». [Anpi, Arci, Auser, Cgil, Coordinamento comasco per la Pace, M5s, Prc, Si]

SUL QUOTIDIANO “DOMANI” IL COMMENTO DEL PRESIDENTE NAZIONALE ANPI PAGLIARULO SULLE RECENTI PROVOCAZIONI E AGGRESIONI FASCISTE.

Fra richieste di generalità a tanti pacifici partecipanti alle manifestazioni per la Palestina e riforme che introducono nuove fattispecie di reato e aumentano le pene per fattispecie di reato già esistenti – la legge-sicurezza – passa di fatto sotto silenzio il rigurgito di violenze e provocazioni di natura neofascista particolarmente virulento durante il mese di ottobre. Brutta cosa la rimozione.
Il 3 ottobre a Roma viene aggredito un medico dell’istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, mentre andava via dal flash mob ‘Luci per la Palestina’. Colpito alla testa, viene ricoverato al San Camillo.
Il 5 ottobre sempre a Roma, a piazza Vittorio, una trentina di squadristi aggredisce in un bar con caschi e bastoni un gruppo di persone che avevano partecipato a una manifestazione per la Palestina.
Il 18 ottobre a Cesena un cittadino italiano di origine albanese e un ragazzo marocchino sono presi a calci e pugni da un gruppo di una quarantina di appartenenti ad ambienti neo-fascisti.
Il 19 ottobre sulla strada statale 79 verso Terni, la tragedia: viene attaccato il pullman del Pistoia Basket e assassinato Raffaele Marianella, uno dei due autisti. Sono attualmente in carcere per “gravi indizi di colpevolezza” tre ultrà neofascisti.
Il 25 ottobre a Roma il giornalista Alessandro Sahebi viene aggredito a Roma in via Merulana mentre era con la sua compagna e il loro bimbo di sei mesi. Volevano che si togliesse la felpa con la scritta “azione antifascista”.
Il 26 ottobre a Genova un gruppo di squadristi armati di spranghe fa irruzione nel liceo Da Vinci occupato dagli studenti e al grido di “Viva il duce” devasta alcune aule, disegna una svastica sui muri, infrange i vetri.
Il 26 ottobre a Predappio un migliaio di nostalgici saluta romanamente davanti alla tomba di Mussolini.
Si tratta, certamente, di episodi fra di loro diversi e scollegati, ma che comunque indicano un’allarmante accelerazione di eventi di natura squadristica che, se non contrastati, potrebbero moltiplicarsi, e che di conseguenza richiedono la massima attenzione da parte delle istitu
tuzioni e delle forze democratiche. Questo è vero, a maggior ragione, considerando il delicatissimo momento che attraversa il Paese, percorso da grandi e legittime manifestazioni per la Palestina e per la pace, scosso da un crescente malessere sociale causato da un impoverimento generalizzato dei ceti bassi e medio bassi, indebolito da elementi di degrado della convivenza civile e da una più generale crisi di valori; un mix di contraddizioni che ha visto sempre, nella storia del dopoguerra, la reazione di formazioni neofasciste.
Sappiamo bene che a tutt’oggi la Presidente del Consiglio rifiuta di dichiararsi antifascista e il Presidente del Senato contesta il carattere radicalmente antifascista della Costituzione. E sappiamo bene anche quanto scarsa sia la memoria dei dirigenti apicali di Fratelli d’Italia nei confronti del filo nero della violenza fascista che ha caratterizzato gli anni della Repubblica, raggiungendo il suo culmine nella tragica stagione dello stragismo.
Ricordo che il 20 gennaio 2023 con una delegazione di rappresentanti di sindacati e di associazioni incontrammo il ministro dell’Interno Piantedosi chiedendo l’immediato sgombero di CasaPound dall’edificio illegalmente occupato in Via Napoleone III, 8 dal 26 dicembre 2003 (2003!) e, in merito all’assalto alla sede nazionale CGIL del 9 ottobre 2021, l’attuazione – seppur tardiva – del secondo comma dell’articolo 3 della legge Scelba del 1952 che recita che “nei  casi  straordinari  di  necessità  e  di urgenza, il Governo, sempre  che ricorra taluna delle ipotesi previste nell’art. 1, adotta il  provvedimento  di  scioglimento  e  di confisca dei beni mediante decreto-legge”. Nulla avvenne, E fu un presagio di disinteresse.
La recrudescenza dello squadrismo avviene dunque in un clima da un lato di indifferenza politica da parte dell’autorità di governo. Sul pullman di Pistoia c’è scappato il morto. A questo punto nessuno può più transigere. È ora che il ministro dell’Interno ci ripensi e agisca per interrompere questa allarmante sequela di violenze con gli strumenti politici che ha a disposizione. Si possono dare dei segnali chiari. Per esempio liberando finalmente la sede occupata da CasaPound. Per esempio mettendo fuori legge le organizzazioni neofasciste.

Gianfranco Pagliarulo

L’ ADDIO AL COMPAGNO RUSSOLILLO

E’ con immenso dolore che apprendiamo la notizia della morte del caro compagno Antonio Russolillo, da sempre iscritto all’ Anpi. Dirigente del partito comunista italiano e di Italia Cuba, tra i fondatori di Rifondazione Comunista. Tutta la sua vita è stata dedicata all’ emancipazione della classe lavoratrice , all’ antifascismo e all’ affermazione dell’ ideale comunista.

Che la terra ti sia lieve caro compagno!

I funerali si svolgeranno domani alle ore 15,00 al cimitero di Rebbio.

Manuel Guzzon, presidente ANPI Provinciale di Como.

LA SCOMPARSA DEL COMPAGNO ANTONIO RUSSOLILLO

Como, 28 ottobre 2025.

E’ con profondo dolore e sincero sgomento che annunciamo la scomparsa del compagno e amico Antonio Russolillo, già componente del direttivo dell’ Anpi Provinciale di Como, autentico antifascista, esponente storico della sinistra comasca, presidente di Italia Cuba e fondatore dell’ Associazione Lissi.

La salma si trova attualmente all’ hospice di San Martino a Como. Appena possibile daremo informazioni sulla data e l’ ora del funerale.

L’ANPI SOSTIENE LA MANIFESTAZIONE INDETTA DALLA CGIL PER IL 25 OTTOBRE

Il declino del nostro Paese è ogni giorno più evidente e si manifesta in modo crescente attraverso il drammatico fenomeno dell’astensionismo.

C’è una crisi sociale, attestata dalla esplosione delle disuguaglianze, C’è una deriva bellicista comune all’intera UE. C’è una crisi della democrazia, sul piano inclinato di una sempre maggiore propensione di comportamenti, decisioni e leggi autoritarie.

Si deve invertire questa pesante tendenza, puntando sulla crescita della partecipazione popolare e dando una speranza di futuro al Paese.

Per questo l’ANPI, nel ribadire la natura antifascista della Repubblica e la necessità di difendere e finalmente attuare in modo pieno i principi costituzionali, appoggia ogni iniziativa pacifica per la giustizia sociale, per la tutela della democrazia, per contrastare il riarmo e il rischio di guerra.

L’ANPI, nel pieno rispetto dell’autonomia sindacale, sostiene la manifestazione indetta dalla CGIL per il 25 ottobre.”

La Segreteria nazionale ANPI