COMO, PROCESSO ALL’ANTIFASCISMO

Si è svolto questa mattina, 27 febbraio, presso il tribunale di Como, il processo a Cecco Bellosi, reo di aver rimosso un mazzo di fiori messo davanti a una targa che ricorda l’ uccisione di Benito Mussolini a Giulino di Mezzegra. L’ accusa è “aver rimosso beni esposti per necessità alla pubblica fede”. Di quale necessità si tratti è dura da capire, in un luogo, l’alto Lario, dove il fascismo ha trucidato tanti martiri.

A sporgere denuncia è stata la Associazione Nicollini, oggi guidata dal signor Primo Turchetti. Mario Nicollini fu un ex combattente della RSI, di incrollabile fede fascista, che dopo la fine della seconda guerra mondiale ha fondato la locale associazione di reduci della Repubblica Sociale Italiana. Un’ associazione, duole ricordare, che ogni anno in occasione dell’ anniversario della fucilazione del duce non manca mai di ricordarlo con vessilli, braccia tese e camice nere e alla quale viene incredibilmente permesso di bloccare il traffico sulla strada principale del lago che collega Dongo a Como ( grande mistero dei blocchi stradali, se a farli sono un gruppo di operai che chiede che la loro azienda non venga chiusa o un gruppo di studenti, ecco che scattano le sanzioni, ma tant’è).

Cecco Bellosi, 78 anni, si è dichiarato in aula “reo confesso di antifascismo”. Ha ammesso di avere tolto i fiori appoggiati alla teca e denuncia l’ illegalità di quella teca.

Davanti al Tribunale, un folto gruppo di antifascisti appartenenti a diverse associazioni del nostro territorio, ha pacificamente sostato per tutta la mattina in solidarietà con Bellosi.

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COMUNICATO STAMPA

Venerdi’ 27 febbraio si aprirà il processo contro il nostro associato Cecco Bellosi, al quale l’ Anpi provinciale di Como esprime la massima solidarietà e vicinanza.

Bellosi è chiamato a rispondere dell’ accusa di aver rimosso i fiori posti davanti all’ effige di Mussolini. Ciò che rende la vicenda paradossale, oltre che profondamente amara, è la contestazione dell’ aggravante di aver agito su bene esposto alla “pubblica fede”. Risulta inaccettabile che un simbolo celebrativo del dittatore possa godere di una tutela giuridica riservata a monumenti e oggetti che rappresentano i valori condivisi della nostra comunità nazionale.

E’ un fatto che deve far riflettere: togliere dei fiori davanti all’ effige di un dittatore sembra destare più scalpore e solerzia giudiziaria delle ignobili parate fasciste, complete di saluti romani, che ogni anno infangano Dongo e Giulino di Mezzegra e che, purtroppo, restano troppo spesso impunite.

L’ ANPI ribadisce con forza che l’ antifascismo è il fondamento della Repubblica nata dalla Resistenza. Non si può equiparare un simbolo di oppressione a un bene protetto dal sentimento civile e democratico.

In concomitanza con l’ udienza, si terrà un presidio democratico in Largo Spallino angolo via Mentana ( di fronte ex chiesa San Francesco) a fianco del Tribunale di Como, il giorno 27 febbraio dalle ore 9,30 .

Invitiamo tutti i cittadini che credono nei valori della Costituzione a partecipare.

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Comitato provinciale di Como

DIMENSIONE CARCERE

GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO

Grande folla intervenuta ieri sera per l’iniziativa sulla situazione nelle carceri e sull’uso della carcerazione come sistema di controllo sociale. L’incontro, che era ospitato nel salone dell’oratorio di Rebbio, prevedeva, fra gli altri relatori, la presenza dell’ on. Ilaria Salis. Grande e scomposta la reazione della destra comasca, insulti, minacce, tentativi di impedire l’iniziativa, uno striscione fuori dall’ingresso dell’oratorio. La risposta dei cittadini è stata compatta: più di quattrocento intervenuti.

Striscione fascista