Presso il Teatro Magnolia di Dongo va in scena lo spettacolo teatrale
Reietti – Come creammo i CPR di Oscar Agostoni, con la collaborazione di Helga Bernardini. Un racconto diretto, necessario, che ci accompagna dentro i Centri di Permanenza per il Rimpatrio. Un viaggio dentro l’ ipocrisia e la violenza del nostro presente.
Interverrà Teresa Florio della rete “Mai più Lager – No CPR”.
«Ogni tentativo di criminalizzare il dissenso rappresenta un fattore di indebolimento per la vita democratica e rischia di colpire persone che esprimono opinioni e solidarietà nei confronti di chi vive situazioni di sofferenza, anziché contrastare comportamenti realmente improntati all’odio o alla violenza.
Siamo venuti a conoscenza della presentazione di denunce e della possibile adozione di provvedimenti amministrativi in relazione alla manifestazione del 2 ottobre a Como. Riteniamo opportuno ribadire che la libertà di riunione e di manifestazione pacifica costituisce un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione e, in quanto tale, deve essere tutelato e gestito con equilibrio e proporzionalità. Ogni tentativo di criminalizzare il dissenso rappresenta un fattore di indebolimento per la vita democratica e rischia di colpire persone che esprimono opinioni e solidarietà nei confronti di chi vive situazioni di sofferenza, anziché contrastare comportamenti realmente improntati all’odio o alla violenza. Confidiamo nel lavoro degli organi competenti e, qualora i fatti oggetto delle indagini risultassero di scarsa rilevanza, auspichiamo che si proceda all’archiviazione già nella fase preliminare. Al contempo, qualora emergessero ipotesi di reato più gravi, chi ne sarà eventualmente responsabile dovrà risponderne secondo legge; chi invece si fosse reso autore di eventuali irregolarità minori dovrà poter esercitare pienamente il proprio diritto di difesa, senza essere esposto a oneri sproporzionati. Desideriamo inoltre ricordare che ogni denuncia comporta costi umani ed economici per le persone coinvolte. Per questa ragione, riteniamo essenziale evitare iniziative affrettate o prive di fondamento. Rinnoviamo il nostro impegno a promuovere manifestazioni pacifiche, inclusive e sicure, e confermiamo la nostra disponibilità al dialogo con le istituzioni affinché il diritto di manifestare sia costantemente garantito e rispettato. In attesa di ulteriori sviluppi, manterremo un atteggiamento improntato alla solidarietà nei confronti di chi, fino a prova contraria, è da considerarsi innocente, e al rispetto verso tutte le persone coinvolte, nonché verso il lavoro delle autorità competenti». [Anpi, Arci, Auser, Cgil, Coordinamento comasco per la Pace, M5s, Prc, Si]
Sabato 8 novembre, alle ore 17,00 ricorderemo il caro compagno Antonio Russolillo, recentemente scomparso, presso l’ Associazione Lissi in via Ennodio, 10 Rebbio (Como).
Inaugurata ieri a Maslianico, presso la sala consiliare del Comune, una bellissima e interessante mostra “Uomini liberi dell’Italia e del mondo“, che espone una serie di manifesti degli anni ’43-’45, eccezionalmente conservati presso l’archivio municipale di Maslianico. L’esposizione resterà poi visitabile fino al 9 novembre (dalle 9.30 alle 12.30).
La mostra fa parte delle iniziative per ricordare l’ 80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo
L’associazione Cantù per Gaza e A.S.D. San Michele organizzano domenica 9 novembre, al campo sportivo di via Andina a Cantù un torneo misto 5vs5 in sostegno della Palestina.
Sarà una giornata a scopo benefico e il ricavato andrà direttamente alle famiglie palestinsi e alle associazioni in contatto con @cantu_per_gaza.
Partite di calcio, spazio per i bimbi, interventi e tanto buon cibo.
Bar, cucina sempre aperta, dal maino al tardo pomeriggio. Vi aspettiamo per pranzo!
IN CAMPO PER GAZA, DOMENICA 9 NOVEMBRE, CAMPO SPORTIVO DI VIA ANDINA A CANTU’, INIZIO TORNEO ORE 9,30.
Fra richieste di generalità a tanti pacifici partecipanti alle manifestazioni per la Palestina e riforme che introducono nuove fattispecie di reato e aumentano le pene per fattispecie di reato già esistenti – la legge-sicurezza – passa di fatto sotto silenzio il rigurgito di violenze e provocazioni di natura neofascista particolarmente virulento durante il mese di ottobre. Brutta cosa la rimozione. Il 3 ottobre a Roma viene aggredito un medico dell’istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, mentre andava via dal flash mob ‘Luci per la Palestina’. Colpito alla testa, viene ricoverato al San Camillo. Il 5 ottobre sempre a Roma, a piazza Vittorio, una trentina di squadristi aggredisce in un bar con caschi e bastoni un gruppo di persone che avevano partecipato a una manifestazione per la Palestina. Il 18 ottobre a Cesena un cittadino italiano di origine albanese e un ragazzo marocchino sono presi a calci e pugni da un gruppo di una quarantina di appartenenti ad ambienti neo-fascisti. Il 19 ottobre sulla strada statale 79 verso Terni, la tragedia: viene attaccato il pullman del Pistoia Basket e assassinato Raffaele Marianella, uno dei due autisti. Sono attualmente in carcere per “gravi indizi di colpevolezza” tre ultrà neofascisti. Il 25 ottobre a Roma il giornalista Alessandro Sahebi viene aggredito a Roma in via Merulana mentre era con la sua compagna e il loro bimbo di sei mesi. Volevano che si togliesse la felpa con la scritta “azione antifascista”. Il 26 ottobre a Genova un gruppo di squadristi armati di spranghe fa irruzione nel liceo Da Vinci occupato dagli studenti e al grido di “Viva il duce” devasta alcune aule, disegna una svastica sui muri, infrange i vetri. Il 26 ottobre a Predappio un migliaio di nostalgici saluta romanamente davanti alla tomba di Mussolini. Si tratta, certamente, di episodi fra di loro diversi e scollegati, ma che comunque indicano un’allarmante accelerazione di eventi di natura squadristica che, se non contrastati, potrebbero moltiplicarsi, e che di conseguenza richiedono la massima attenzione da parte delle istitutuzioni e delle forze democratiche. Questo è vero, a maggior ragione, considerando il delicatissimo momento che attraversa il Paese, percorso da grandi e legittime manifestazioni per la Palestina e per la pace, scosso da un crescente malessere sociale causato da un impoverimento generalizzato dei ceti bassi e medio bassi, indebolito da elementi di degrado della convivenza civile e da una più generale crisi di valori; un mix di contraddizioni che ha visto sempre, nella storia del dopoguerra, la reazione di formazioni neofasciste. Sappiamo bene che a tutt’oggi la Presidente del Consiglio rifiuta di dichiararsi antifascista e il Presidente del Senato contesta il carattere radicalmente antifascista della Costituzione. E sappiamo bene anche quanto scarsa sia la memoria dei dirigenti apicali di Fratelli d’Italia nei confronti del filo nero della violenza fascista che ha caratterizzato gli anni della Repubblica, raggiungendo il suo culmine nella tragica stagione dello stragismo. Ricordo che il 20 gennaio 2023 con una delegazione di rappresentanti di sindacati e di associazioni incontrammo il ministro dell’Interno Piantedosi chiedendo l’immediato sgombero di CasaPound dall’edificio illegalmente occupato in Via Napoleone III, 8 dal 26 dicembre 2003 (2003!) e, in merito all’assalto alla sede nazionale CGIL del 9 ottobre 2021, l’attuazione – seppur tardiva – del secondo comma dell’articolo 3 della legge Scelba del 1952 che recita che “nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell’art. 1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge”. Nulla avvenne, E fu un presagio di disinteresse. La recrudescenza dello squadrismo avviene dunque in un clima da un lato di indifferenza politica da parte dell’autorità di governo. Sul pullman di Pistoia c’è scappato il morto. A questo punto nessuno può più transigere. È ora che il ministro dell’Interno ci ripensi e agisca per interrompere questa allarmante sequela di violenze con gli strumenti politici che ha a disposizione. Si possono dare dei segnali chiari. Per esempio liberando finalmente la sede occupata da CasaPound. Per esempio mettendo fuori legge le organizzazioni neofasciste.
E’ con immenso dolore che apprendiamo la notizia della morte del caro compagno Antonio Russolillo, da sempre iscritto all’ Anpi. Dirigente del partito comunista italiano e di Italia Cuba, tra i fondatori di Rifondazione Comunista. Tutta la sua vita è stata dedicata all’ emancipazione della classe lavoratrice , all’ antifascismo e all’ affermazione dell’ ideale comunista.
Che la terra ti sia lieve caro compagno!
I funerali si svolgeranno domani alle ore 15,00 al cimitero di Rebbio.
Manuel Guzzon, presidente ANPI Provinciale di Como.