LE ESTERNAZIONI DI EMANUELE FILIBERTO

EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E LE SUE ESTERNAZIONI SULLE ASSOCIAZIONI PARTIGIANE: CHE VERGOGNA!

Io non so come sia venuta fuori questa frase singolare di Emanuele Filiberto di Savoia (“I parassiti partigiani, con le loro 179 associazioni, costano al contribuente tre milioni di euro”), che ieri ha percorso tutta la rete suscitando molta indignazione.

So peraltro che l’autore non l’ha né smentita né rinnegata. E’ un fatto vergognoso, non nuovo perché delle panzane simili sono state dette più volte da fascisti e reazionari.

Ma oltre all’offesa gratuita ai partigiani (“parassiti”) c’è un falso colossale. Non esistono 179 associazioni partigiane e le poche esistenti, se dovessero vivere con i modesti contributi dello Stato si sarebbero estinte da tempo. Sopravvivono, dunque, non a carico del contribuente, ma in virtù del volontariato e del tesseramento.

Ma la vergogna è doppia, perché tutti si riempiono la bocca della necessità della memoria e poi, alla prima occasione, c’è chi cerca di demonizzare le associazion che la conservano. Una delle tante contraddizioni di questo Paese, in cui perfino un Savoia si permette di pontificare ed offendere i partigiani e le loro associazioni.

Carlo Smuraglia

QUANTO POCO COSTA L’ ANPI

Alcuni giorni fa Emauele Filiberto di Savoia scrisse sui social, poi pubblicato sui giornali, che “i partigiani” costavano al contribuente 3 milioni di euro l’ anno. Giustamente, l’ Anpi Nazionale non si prese neanche la briga di rispondere. Ma, se a qualcuno di voi fosse venuta la curiosità di conoscere quanto realmente costa l’ Anpi al contribuente, ecco la risposta che diede due anni fa Carlo Smuraglia, e vi assicuro che da allora le cose non sono cambiate.  E.G.

 

Quanto (poco) costa l’Anpi

30 Gennaio 2014

Titolo: “Sprechi. Dai garibaldini agli antifascisti. Quanto ci costano gli ex combattenti”. Questo il filo conduttore di un articolo dell’Espresso a proposito dei finanziamenti alle associazioni combattentistiche. Che formalmente comprendono anche l’Anpi. Ma in realtà c’è una sostanziale differenza. E a ricordarlo è il presidente nazionale dell’Associazione, Carlo Smuraglia che ha preso e carta e penna e ha scritto al settimanale.

Ecco la sua “precisazione”.

Ho letto un articolo sul suo settimanale del 23.1.2014, a firma Carmine Gazzanni e col titolo “Sprechi. Dai garibaldini agli antifascisti. Quanto ci costano gli ex combattenti”.

Ovviamente, non mi occupo delle altre Associazioni citate. Ma poiché c’è un riferimento anche all’ANPI (Associazione nazionale partigiani d’Italia), definita “pur importante”, vorrei fare una precisazione: è vero che all’ANPI sono assegnati 65.300 euro annui, ma che questo sia uno spreco ingiustificato è davvero dubitabile.

L’ANPI è un’Associazione di fortissima tradizione, eretta in Ente morale fin dal 1944, che conta oggi circa 130.000 iscritti, con molti organismi periferici dislocati sul territorio e con un ritmo di attività intensissimo, perché realizziamo iniziative su temi tutt’altro che “reducistici” (ad es. le stragi nazifasciste del 1943-45, l’antifascismo europeo, le donne e il fascismo, la Costituzione e i progetti di riforma, e così via).

Facciamo pubblicazioni, abbiamo una rivista assai accreditata (“Patria”) e una news-letter settimanale. Abbiamo avuto importanti riconoscimenti, in occasione di recenti convegni da noi organizzati, dal Presidente della Repubblica, dai Presidenti delle Camere, dal Presidente del Parlamento europeo Schulz. Tutto questo è così poco “inutile” che di recente abbiamo ottenuto che la Repubblica federale di Germania si assumesse il finanziamento di un progetto per la creazione di un “Atlante delle stragi”.

A fronte di tutto questo, è evidente che 65.000 euro sono una somma irrisoria, rispetto alla nostra attività ed – a maggior ragione – ridicola rispetto alle complessive spese dello Stato. Se riusciamo a fare tante cose, ad avere tanti iscritti, è solo perché abbiamo un volontariato molto convinto e tanti iscritti che pensano che la parte migliore della nostra storia meriti di essere non solo conservata, ma rielaborata e fatta conoscere alle nuove generazioni.

Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale ANPI

E questa, a sua volta, è la risposta del settimanale.

Gentile Presidente,
i fondi elargiti a pioggia, senza valutazioni di merito, vanno a discapito proprio delle associazioni come l’Anpi, il cui impegno, anche sociale, non è in discussione, grazie.

IL DELIRIO DI MASOCCO A CANTU’

Non contento di aver ottenuto una condanna per diffamazione con aggravante della discriminazione razziale nei confronti dell’ ex-ministro Kyenge, sabato il consigliere comunale di Cantù Giorgio Masocco, espulso dalla Lega e ora nel gruppo misto, nel motivare il suo rifiuto alla proposta di intitolazione del Parco Solaro ai Partigiani canturini, si è lanciato in una improbabile quanto imbarazzante rivisitazione della storia, con successiva lode a imperitura memoria del Duce. Masocco si è detto scettico davanti ai festeggiamenti del 25 aprile perché “partigiani e americani non ci hanno liberati, dato che siamo ancora più oppressi di prima” per poi concludere: “Se oggi queste persone sono ricordate come eroi è solo perché la storia è stata scritta da rossi e partigiani. Intitolare a loro il campo solare significa sputare in faccia a gente seviziata”.

Giorgio Masocco ha quindi citato opere realizzate dal duce che “hanno tenuto in piedi il Paese” e ha proposto l’intitolazione di una via in ricordo dell’attentato di via Rasella. Il consigliere Paolo Frigerio di Autonomia canturina, ha allora sfidato il collega ad avviare la sua raccolta firme per via Rasella, provocando una forte reazione in Masocco che ha lasciato sala consiliare giudicando Frigerio “un rosso e anche poco acculturato”. ( sic!)

 

Discorso del consigliere Masocco di sabato 30 aprile:

https://www.youtube.com/watch?v=wlyO1KUrdJg

Insulti alla Kyenge:

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/07/30/kyenge-consigliere-di-cantu-banane-si-rallegri-cocco-avrebbe-fatto-male/241096/

 

25 APRILE – DISCORSO DI WILMA CONTI

Introduzione prima del discorso a seguito degli avvenimenti del 24/4/2016 di Piazza Paracchini – Dongo tenuto da Vilma Conti

Ieri, domenica 24 aprile, a Dongo, si sono verificati fatti di estrema gravità che mi impongono, prima di dare avvio alla cerimonia ufficiale, di esprimere alcune considerazioni in qualità di italiana, di (ex) cittadina di Dongo e tale ancora mi riconosco, di Presidente dell’ Anpi, di essere umano che ancora crede nei valori che ci hanno permesso di ricostruire il nostro paese.

Costernata e profondamente ferita, esprimo la più ferma condanna per quanto accaduto ieri nel nostro paese:

  • è stata profanata la piazza di Dongo, dedicata al martire Paracchini, simbolo del sacrificio di chi, coraggiosamente, ha combattuto e perso la vita per la libertà;

  • sono stati profanati il tricolore e la corona d’ alloro, simboli della patria, che dovrebbero onorare i meritevoli e non chi, abbandonato dai tedeschi in fuga, neppure di fronte alla morte sapeva rinunciare alla viltà;

  • è stata profanata la memoria di tutti i caduti per la patria, simbolo degli ideali che ci hanno consentito di essere un popolo libero.

Incredula ed indignata, condanno inoltre fermamente:

gli esecutori materiali di tali atti, responsabili del crimine di apologia di fascismo e chi, rappresentante delle pubbliche istituzioni, ha potuto autorizzare un simile scempio, forse inconsapevole del fatto che le istituzioni rappresentate non esisterebbero se la fuga avesse portato qualcuno a salvarsi.

 

E QUI , PRIMA DI INIZIARE A LEGGERE IL DISCORSO CHE SEGUE , VILMA HA PROSEGUITO A BRACCIO A RACCONTARE IL RICORDO ANCORA VIVO DI QUEI GIORNI

 

 

 

Discorso 25/4/2016 in piazza Paracchini a Dongo di Vilma Conti

 

71° anniversario della liberazione, ricordo sempre vivo in chi l’ ha vissuta direttamente o indirettamente.

Non si tratta di parlarne per celebrarla, ma per renderci conto di cosa è stata, di quanto è costata.

Non dobbiamo fare della resistenza un mito, ma ricordare che la Resistenza fu una forza che operò accanto alle altre forze sane del paese.

La resistenza lottò contro il nazifascismo, contribuì a segnarne la fine e diede un apporto decisivo alla democratizzazione dello Stato.

Non è ammissibile (oppure: non possiamo permetterci di) dimenticare che il fascismo, alleato con il nazismo, aveva disonorato il paese agli occhi delle nazioni più civili e che gli antifascisti, alleati in uno sforzo comune nel CLN, si assunsero il compito gravoso di ripristinare l’onore e la libertà.

Resistenti non furono solo i partigiani; resistenti furono i deportati in Germania, i fucilati di Cefalonia (ricordiamo con orgoglio il sacrifico del ten. Matteri), i carabinieri in Jugoslavia, i finanzieri e tutti quanti si schierarono contro la Repubblica Sociale Italiana.

La Resistenza tracciò un solco netto fra l’Italia prima e dopo il 45.

La Resistenza fu fonte di legittimità per la nuova Italia la cui espressione istituzionale fu (ed è) la costituzione democratica e repubblicana .

Vigiliamo perché nessuno stravolga quanto i nostri padri costituenti ci hanno lasciato.

l’Italia di oggi deve essere e sarà, se rimarrà sempre fedele a quegli ideali, anche l’Italia di domani

 

Saluto del 25/4/2016 letto da Vilma Conti a Paracchini e Maffioli

Cari Giulio e Primo, oggi vi porto un doppio saluto:

il mio personale e quello di tutti coloro che si trovano al mio fianco presso la vostra tomba.

Grazie!

Grazie uomini della “Garibaldi”, Partigiani, Patrioti.

Grazie per la vostra vita che avete donato per la nostra libertà.

Libertà: una parola che può suonare triste per chi, come voi, non l’ha potuta assaporare.

Proprio per questo ci siamo riuniti qui nel ricordo di quei momenti tragici e bui che vi hanno portato al martirio; eppure, il giorno seguente, prendeva vita la libertà.

La libertà in cui avevamo creduto e per cui avevamo pianto, lottato, sofferto.

Perché Dio poneva il vostro sacrificio proprio sulla soglia della libertà?

Noi, uomini del sacrifico, abbiamo imparato anche a dimenticare (oppure: ad accettare) in nome di un’ idea comune di Bontà e Giustizia; Voi, eroi puri, siete ormai parte ineliminabile (oppure indelebile; incancellabile) nella grande storia del nostro paese.

Con la speranza che tutto ciò non accada mai più nella nostra amata patria, un caro saluto.

 

DOMENICA 8 MAGGIO – GITA A TORINO

 Arci Guernica e Anpi sez. di Como

 

DOMENICA 8 MAGGIO

gita sociale – TORINO RESISTENTE

 
(partenza ore 7.15 da Grandate-Breccia e 7.30 da Bulgarograsso – rientro entro le 20)
Mattina: visita guidata a cura del museo diffuso della Resistenza di Torino
Pranzo: al circolo Arci Interzona Fuoriluogo
Pomeriggio: libero alla scoperta del centro storico della città
 
Info e prenotazioni

como@arci.it – info@anpisezionecomo.net
328 6461062

COMUNICATO

Cari amici e compagni, dopo l’intervento dal palco, per la celebrazione del 25 Aprile a Como, abbiamo avuto delle rimostranze da parte di alcuni esponenti del Partito Democratico, per quanto detto dal nostro relatore avv. Giuseppe Gallo. Nell’esprimere la nostra solidarietà e la condivisione per quanto affermato dall’avv. Gallo, ribadiamo con forza la posizione dell’ANPI Nazionale e locale sulle Riforme Costituzionali e “Italicum”. Siamo convinti che la Costituzione Repubblicana ha bisogno di qualche modifica, in particolare sul bicameralismo perfetto, ma da questo ad eliminare il Senato della Repubblica, organo di controllo delle leggi ci sembra fuori posto. Le motivazioni che vengono fornite per questa scelta è, risparmiare sulla politica, noi diciamo che per risparmiare veramente era meglio dimezzare i Deputati e i Senatori che oggi sono 945, con i necessari compiti di controllo per il Senato su leggi costituzionali, di bilancio e di rapporti internazionali. Dopo le modifiche alla Costituzione e con il sistema elettorale già approvato “L’Italicum”, che assicura al partito che prende il 40% dei voti la maggioranza assoluta con 340 seggi su 615 deputati e senza il controllo del Senato, la Democrazia, con la D maiuscola va a farsi benedire. Per maggior chiarezza facciamo un paio di esempi: I° la Camera dei Deputati da sola elegge cinque  Giudici alla Corte Costituzionale, organo di controllo della costituzionalità delle leggi emanate dalla stessa Camera, II° il prossimo Presidente della Repubblica alla quinta votazione sarà eletto da un quinto dei parlamentari. Basta fare due conti, sempre riferiti ai 340 parlamentari della maggioranza, per capire cosa potrà succedere, il Presidente della Repubblica sarà eletto con i soli voti della maggioranza, sarà quindi una sua espressione ed eleggerà altri cinque membri della Corte, e siamo a dieci su quindici dei “controllori”, gli altri cinque saranno espressione delle “Supreme magistrature”, cioè dalla Corte di Cassazione, dal Consiglio di Stato e dalla Corte dei Conti. Ci sembra onestamente che qualcuno voglia mettere il cappello sulla Corte. Siamo consapevoli che le nostre posizioni sono in contrasto con questo Governo e con i militanti del Partito Democratico, lo eravamo già qualche anno fà quando il Governo Berlusconi voleva cambiare l’art. 138 della Costituzione e il PD già allora era d’accordo per questa modifica berlusconiana. Ma noi siamo gli eredi, non solo dei Partigiani combattenti, ma di tutti gli italiani che hanno lottato in vario modo, per avere garantita la democrazia attraverso una Costituzione Democratica, pluralista e solidale e per questo motivo non possiamo far finta di nulla rispetto alle modifiche apportate alla Carta Costituzionale. Non siamo un partito politico e non vogliamo esserlo, però siamo orgogliosi di essere un movimento politico e facciamo politica e invitiamo tutti i nostri militanti, ad attivarsi per la raccolta di firme per respingere la legge elettorale “Italicum” e lavorare perché prevalga il NO al referendum sulle modifiche Costituzionali. Il referendum di ottobre sulle riforme Costituzionali come previsto dalla nostra Carta, NON HA QUORUM da raggiungere, perciò è importante che tutta l’ANPI si mobiliti per il NO! 
Cari saluti
 
Antonio Proietto
Segreteria ANPI Provinciale

MEMORIA

LIBERAZIONE A CABIATE

… E dalle imposte chiuse li vediamo passare: una colonna di tedeschi armati, che si spostano a piedi o su carretti trainati da cavalli che hanno requisito a poveri contadini. La Piazza Umberto ne è piena. E’ mezzogiorno di una bella giornata ma il silenzio è di piombo. Ad un certo punto vediamo il Puricelli, solito sbruffone, che dalla Via Nicolini va verso la Piazza per vederli, ma con comandi urlati nella loro lingua che li rende ancora più terribili gli intimano di andarsene. Lui sbianca dalla paura e se ne torna di corsa in casa. All’improvviso, forse solo una raffica di vento, le piante in villa Padulli hanno un movimento: uno dei soldati imbraccia il mitra e spara una raffica verso il parco. Poi passa l’ultimo soldato. Vanno verso la stazione, a Mariano, dove poi sapremo che ci sarà una sparatoria con i Partigiani. Piano piano la gente prende coraggio e esce sulla strada. Ci spostiamo tutti in Piazza della Stazione, senza sapere bene cosa pensare, che fare. Poi da Meda arriva un ragazzino in bicicletta: ha un fazzoletto rosso al collo, e ci urla “è finita!, se ne sono andati”. Esplodiamo di gioia! Manca solo il suono delle campane, tolte dal campanile anni prima per fonderle. Cabiate impazzisce! Poi siamo tornati tutti alle nostre case, ed il giorno dopo abbiamo ricominciato la nostra vita. Mai, mai più una guerra.

25 APRILE – ARCI MIRABELLO

DUE GIORNI DI INIZIATIVE A CANTU’ PER FESTEGGIARE LA LIBERAZIONE

promossi da Arci Virginio Bianchi, Arci Mirabello e il gruppo Pollo Bastardo.

SABATO 23 APRILE

ORE 20,45 – presso il circolo di via E. Brambilla, 3 presentazione del libro Sentieri proletari – Storia dell’Associazione Proletari Escursionisti, con la presenza dell’autore Eugenio Di Monte,

LUNEDI’ 25 APRILE

11. 30 – Ritrovo in bicicletta in Piazza Garibaldi:
verso l’arci di Mirabello passando per il luoghi della Resistenza canturina

13.00 – Pranzo conviviale. Menù:
– Lasagne (classiche e vegetariane)
– Costine e patate al forno
– Vino
+ torte e caffè!

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
scrivere a ilpollobastardo@gmail.com
oppure chiamare Marco 3385924174 – Daniele 3286505594 (solo sms)

15.00 – Reading con accompagnamento musicale e presentazione del libro “Breve storia dell’antifascismo canturino: dalla copertura dei clandestini all’insurrezione armata”

A seguire: CANTINIERO IN CONCERTO… street ska from Lecco!

Per tutta la durata dell’iniziativa:
esposizione dei bozzetti delle targhe per l’intitolazione del Campo Solare ai partigiani canturini, realizzati dagli studenti del liceo artistico Melotti11. 30 – Ritrovo in bicicletta in Piazza Garibaldi:
verso l’arci di Mirabello passando per il luoghi della Resistenza canturina