E’ MORTO PINO BINDA

Pino Binda, partigiano di Nesso, ex-presidente dell’ Anpi Provinciale di Como e Giusto fra le Nazioni, ci ha lasciati la notte del 13 maggio, nella sua abitazione di Milano.

La notizia della sua scomparsa ci lascia molto addolorati.

Ai familiari di Binda vanno le condoglianze di tutta l’ Anpi provinciale, in particolare del Direttivo, che lo ricorda con grande affetto.

SALUTEREMO PINO BINDA AL CIMITERO DI NESSO SABATO 21 MAGGIO, ALLE ORE 11,30

16° CONGRESSO NAZIONALE ANPI

Si è concluso molto positivamente ieri il 16° Congresso Nazionale dell’ Anpi. Tre giorni di dibattiti, circa 80 interventi, mozioni d’ ordine, progetti, idee, suggerimenti e riflessioni hanno testimoniato che la nostra associazione è più che mai viva e vitale, attenta a ciò che accade in Italia e nel mondo, compatta attorno al suo presidente Carlo Smuraglia e in buona salute con i suoi 124.000 iscritti e più di 900 con tessera di amici dell’ Anpi.

Una vera standing ovation da parte di tutti i 347 delegati presenti ( su 374 eletti) al Congresso ha confermato

la presidenza di Carlo Smuraglia. Riconfermato anche il Consiglio Nazionale uscente, ma con l’ introduzione di qualche nuovo elemento, con particolare attenzione alle donne e ai giovani.

Grande onore e grande gioia per l’ Anpi provinciale di Como, che vede una sua iscritta, la dott. Francesca Lillia ( nipote del partigiano di Dongo Gaetano Lillia, recentemente scomparso) eletta nella commissione nazionale dei sindaci revisori dei conti, in qualità di presidente. Facciamo a Francesca le nostre più sentite congratulazioni e i nostri migliori auguri per il nuovo incarico.

Approvato a larga maggioranza ( pochi gli astenuti) il Documento congressuale dell’ Anpi. Sarà stralciato dal testo, ha detto ridendo Carlo Smuraglia, il riferimento ” alle cattive compagnie” che ha fatto arrabbiare un po’ tutti gli iscritti, anche le nostre sezioni comasche, quindi tranquilli compagni, nel nuovo testo non si leggerà più. Poche le altre modifiche, ma tutte di rilievo: saranno introdotte nel testo la richiesta che l’ Italia approvi in tempo brevi le leggi:

contro il reato di tortura ( senza la reiterazione, si specifica),

la richiesta di una legge che dia la cittadinanza italiana ai figli degli stranieri che nascono in Italia.

la richiesta che venga fatta, senza reticenze, un’ indagine sulle respondabilità delle stragi commesse dall’ esercito italiano nei territori da lui occupati durante la seconda guerra mondiale.

che venga presa in esame la modifica alla legge che mette nella Costituzione l’ obbligo del pareggio in bilancio 

l’ introduzione di una legge chiara contro l’ omofobia per i diritti civili e contro tutte le altre discriminazioni nei confronti degli omosessuali.

Nessuno degli emendamenti presentati è stato dichiarato irrcevibile, tutti sono stati accolti e sono attualmente al vaglio. Anche i nostri della provincia di Como, che non sono stati introdotti nel testo del Documento programmatico, sono comunque stati accolti. Si tratta, ha detto Smuraglia, di emendamenti correttivi non per sottrazione, ma per aggiunta, e tutti testimoniano la ricchezza delle idee e dei valori presenti nella nostra associazione.

Per quanto riguarda la decisione presa il 21 gennaio di far parte del fronte che si batte contro l’ Italicum e le riforme costituzionalii, è stata condivisa con entusiasmo dalla quasi totalità dei delegati presenti. Smuraglia ribadisce che non siamo contrari a modificare la Costituzione, là dove si rende necessario, ma quelle che si vorrebbero fare non sono modifiche, ma un vero e proprio stravolgimento. La campagna referendaria è dunque necessaria e non sarà facile, occorre pertanto che tutti si mettano subito al lavoro, con la passione che ci contraddistingue.

Le note di Bella Ciao hanno chiuso i lavori del 16° Congresso.

 

 

 

 

 

600.000 EURO AI NEONAZISTI DI ROBERTO FIORE

DAL PARLAMENTO EUROPEO 600.000 EURO AI NEONAZISTI DI ROBERTO FIORE

dalla testata web italiana d’informazione sull’Europa “eunews.it”

di Letizia Pascale

Il partito pan-europeo di cui è presidente il leader di Forza nuova e a cui appartengono negazionisti e sostenitori della supremazia bianca figura nella lista di quelli che saranno generosamente sostenuti da Bruxelles

Bruxelles – Per il 2016, il Parlamento europeo finanzierà con quasi 600mila euro il partito pan-europeo di fascisti, neonazisti e negazionisti fondato da Roberto Fiore e la fondazione ad esso affiliata. È quanto risulta dai documenti ufficiali riguardo ai contributi che ogni anno l’Europarlamento assegna ai partiti politici e alle fondazioni che operano a livello europeo. Secondo i documenti di gennaio 2016, 197.625 euro andranno alla fondazione tedesca Europa Terra Nostra, legata al partito europeo Alliance for Peace and Freedom (Afp). Lo stesso partito risulta poi destinatario di un altro finanziamento, quello per i partiti europei, da 400mila euro. In totale, al partito andranno dunque poco meno di 600mila euro. La decisione è stata presa dal Bureau, cioè il massimo organo decisionale amministrativo del Parlamento, composto dal presidente Martin Schulz, 14 vice presidenti (tra i quali gli italiani Antonio Tajani e David Sassoli) e cinque questori. Sassoli, dopo l’uscita di questa notizia su Eunews, ha però fatto un passo indietro, e dopo aver votato a favore dello stanziamento, ha rianalizzato la questione ora chiede una verifica delle procedure seguite dagli uffici che hanno istruito la pratica.

Se il nome del partito “Alleanza per la pace e la democrazia” può lasciare spazio ad ambiguità, i personaggi ai vertici della formazione politica non danno invece adito a dubbi. Il presidente della formazione è Roberto Fiore, ben noto in Italia come fondatore di Forza Nuova, condannato nel 1985 dalla magistratura italiana a nove anni di carcere per banda armata in associazione con i Nar. Il segretario generale del partito è lo svedese Stefan Jacobsson, leader dell’ora defunto partito neonazista svedese, e da sempre militante dei movimenti per la supremazia bianca. Dell’Afp fanno parte anche il belga Hervé Van Laethem, condannato più volte dalla giustizia belga per razzismo e fiero sostenitore della libertà di espressione per il negazionismo, esponenti del partito neonazista greco, Alba Dorata, di cui tre membri siedono al Parlamento europeo e membri del Partito Nazionaldemocratico di Germania, neonazista anche questo, tanto che cinque governatori di altrettanti Stati della Repubblica Federale hanno recentemente deciso di presentare alla Corte costituzionale tedesca la richiesta di metterlo fuori legge.

A questi soggetti, il Parlamento europeo verserà in tutto circa 600mila euro. Una decisione che sorprende, visto che le regole in materia di finanziamenti Ue ai partiti europei prevedono che un partito, per ricevere finanziamenti, debba rispettare i principi di “libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani, libertà fondamentali e stato di diritto”. Le salvaguardie in questo senso sono state rafforzate anche dalle nuove regole approvate da Bruxelles nel 2014 proprio a riguardo dei criteri per finanziare partiti politici e fondazioni. Tra queste nuove norme, che entreranno in vigore da gennaio 2017, è stato inserito come “prerequisito” quello del “rispetto per i valori europei” sanciti dall’articolo 2 dei trattati. Valori ben diversi da quelli che animano Roberto Fiore e compagni.
“Il Parlamento europeo verifica che il partito o la fondazione che riceve un finanziamento rispetti i valori europei”, confermano dal servizio stampa dell’istituzione, secondo cui però sul sito internet di Afp “non c’è nulla che sia contro l’Europa, la libertà o la democrazia”. E tanto sembra essere bastato: “Non possiamo metterci a valutare le dichiarazioni dei singoli componenti di un partito”, tagliano corto dal Parlamento.

I deputati però hanno una possibilità di bloccare questa decisione. Un quarto di loro, in rappresentanza di almeno tre gruppi parlamentari, può chiedere che l’erogazione venga sottoposta ad un controllo di applicabilità e cioè che si verifichi se il partito o la fondazione che la riceve rispetti ancora i principi fondanti dell’Unione europea in materia di democrazia, rispetto dei diritti umani e libertà fondamentali.

Informazione presente sulla testata web italiana d’informazione sull’Europa “eunews.it” in data 19 Aprile 2016

ACCORDO ANPI – ARCI

Accordo Anpi-Arci per il no alla riforma del senato e per emendare la legge elettorale

9 Maggio 2016

Qui di seguito la lettera congiunta del presidente nazionale ANPI, Carlo Smuraglia e la presidente nazionale ARCI Francesca Chiavacci che sancisce l’accordo Anpi-Arci per il no alla riforma del Senato e per emendare la legge elettorale.

Carissime e carissimi,
stiamo entrando nel vivo della campagna referendaria, per ottenere un NO alla riforma del Senato, voluta dal Governo e per ottenere due SI agli emendamenti che proponiamo alla legge elettorale.
È una battaglia che stiamo conducendo anche con altre forze, ma nella quale noi – ANPI ed ARCI – uniti da un protocollo di intesa, non formale, vogliamo impegnarci a fondo, con la nostra autonomia, la nostra indipendenza di pensiero, il nostro modo, comune, di voler realizzare appieno la democrazia.
Ora bisogna raccogliere le firme; c’è poco tempo (meno di tre mesi), per raccoglierne quante sono necessarie, cioè 500.000 (e anche più) per ogni referendum. Non sarà facile, ma si può, si deve riuscire; utilizzando la raccolta delle firme anche per fare una grande campagna di informazione a fronte di un’enorme quantità di cittadine e cittadini che poco sanno delle questioni di merito e che bisogna sottrarre alla suggestione del plebiscito che vorrebbe il Governo.

Noi abbiamo alcuni punti fermi, che intendiamo ribadire:

  1. questi referendum non riguardano la tenuta o meno del Governo, ma solo la difesa della Costituzione, del diritto dei cittadini alla rappresentanza, del libero esercizio della sovranità popolare;
  2. affrontiamo una battaglia “politica”, nel senso più puro del termine, senza trasformarci in partiti e senza svolgere un lavoro che non appartiene alla nostra identità;
  3. affrontiamo questa battaglia non da soli, ma con tutti i cittadini, che dobbiamo informare e coinvolgere, affinché consapevolmente possano partecipare ed esprimere le proprie scelte;
  4. non ci faremo chiudere nel recinto della politica-partitica e neppure in quella della “sinistra” (posto che ce ne sia una sola); vogliamo e dobbiamo raggiungere milioni di cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza e dalle loro idee, dalle loro collocazioni professionali e politiche. Per farlo, abbiamo bisogno di aprire a tutti coloro che credono nella democrazia, restando noi stessi;
  5. è possibile che in qualche caso possiamo unire le nostre forze con quelle di chi svolge altre consultazioni, in una forma o nell’altra; ma non siamo per creare un insieme eterogeneo di richieste, rivendicazioni, proposte diverse, perché questo – più che aiutare – ostacolerebbe e renderebbe più complesso il nostro lavoro;
  6. tutto il lavoro e tutte la responsabilità, dovranno confluire nei due Comitati nazionali (quello per il NO alla Riforma del Senato e quello per il SI alle modifiche alla legge elettorale). Non accettiamo altre sovrapposizioni o rapporti di dipendenza;
  7. è stata concordemente costituita, di recente, una “Cabina di regia” che, in sostanza collegherà il lavoro dei due Comitati nazionali, divenendo il punto di riferimento, assolutamente neutrale ed impersonale, per lo scioglimento di controversie, quesiti, problemi, che possano insorgere a livello locale;
  8. bisogna costituire, ovunque, su tutto il territorio nazionale, a livello di Comune e di quartiere, Comitati referendari, che riuniscano in sé, eventualmente, le due tematiche, raccolgano le firme per entrambe e forniscano informazioni ai cittadini, creino iniziative di informazione e discussione; questi Comitati saranno tanto più autorevoli, quanto più si raccoglieranno attorno a personalità note per il loro equilibrio, la loro saggezza, il loro chiaro orientamento democratico;
  9. questi Comitati, dovrebbero comunque essere espressione di una volontà comune;
  10. occorre ricordare che non basta raccogliere firme; queste debbono essere certificate- autenticate; ci vogliono i certificatori e bisogna, spesso, retribuirli.
    Anche a questo fine, il rapporto è con i due Comitati nazionali e, per ogni problema e questione, con la “Cabina di regia”. In attesa della definizione di un preciso recapito, anche mail o telefonico della cabina di regia, potete rivolgervi a noi, che provvederemo a mettervi in relazione con essa, oppure a contattare direttamente il Comitato interessato;
  11. della costituzione di ogni Comitato è opportuno dare notizia:
    a) all’ANPI e all’ARCI nazionale (segreterianazionale@anpi.ittestini@arci.it)
    b) al Comitato per il SI e a quello per il NO

Si invierà quanto prima un “manuale operativo per la raccolta delle firme”.

Roma, 3 maggio 2016
Il Presidente Nazionale ANPI Carlo Smuraglia – La Presidente Nazionale ARCI Francesca ChiavaccI

RIFORME COSTITUZIONALI: ECCO UN ESEMPIO

Ecco un esempio delle modifiche alla Costituzione.

 

Art. 70 ( formazione delle leggi), come era prima della legge Renzi Boschi:

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

Ecco come si è trasformato dopo la riforma:

L’articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente: “La Camera dei deputati esamina i disegni di legge concernenti le materie di cui all’articolo 117, secondo comma, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma del presente articolo. Dopo l’approvazione da parte della Camera, a tali disegni di legge il Senato federale della Repubblica, entro trenta giorni, può proporre modifiche, sulle quali la Camera decide in via definitiva. I termini sono ridotti alla metà per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge.

Il Senato federale della Repubblica esamina i disegni di legge concernenti la determinazione dei princìpi fondamentali nelle materie di cui all’articolo 117, terzo comma, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma del presente articolo.

Dopo l’approvazione da parte del Senato, a tali disegni di legge la Camera

dei deputati, entro trenta giorni, può proporre modifiche, sulle quali il Senato decide in via definitiva. I termini sono ridotti alla metà per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge.

La funzione legislativa dello Stato è esercitata collettivamente dalle due Camere per l’esame dei disegni di legge concernenti le materie di cui

all’articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), e 119, l’esercizio delle funzioni di cui all’articolo 120, secondo comma, il sistema di elezione della Camera dei deputati e per il Senato federale della Repubblica, nonché nei casi in cui la Costituzione rinvia espressamente allalegge dello Stato o allalegge della Repubblica, dicui agli articoli 117,commi quinto e nono, 118, commi secondo e quinto,122, primo comma, 125, 132, secondo comma, e133, secondo comma.

Se un disegno di legge non èapprovato dalle due Camere nel medesimo testo iPresidenti delle due Camere possono convocare,d’intesa tra di loro, unacommissione, composta datrenta deputati e da trenta senatori, secondo ilcriterio di proporzionalità rispetto alla composizionedelle due Camere, incaricata di proporre un testounificato da sottoporre alvoto finale delle dueAssemblee. I Presidenti delle Camere stabiliscono itermini per l’elaborazione del testo e per le votazionidelle due Assemblee.

 

Qualora il Governo ritenga che proprie modifiche aun disegno di legge, sottoposto all’esame del Senatofederale della Repubblica ai sensi del secondocomma, siano essenziali per l’attuazione del suoprogramma approvato dalla Camera dei deputati,ovvero per la tuteladelle finalità di cui all’articolo120, secondo comma, il Presidente dellaRepubblica, verificati i presupposti costituzionali,può autorizzare il Primo ministro ad esporre le motivazioni al Senato, che decide entro trentagiorni. Se tali modifiche non sono accolte dalSenato, il disegno di legge è trasmesso alla Camera che decide in via definitiva a maggioranza assolutadei suoi componenti sulle modifiche proposte.

 

L’autorizzazione da parte del Presidente dellaRepubblica di cui al quarto comma può avere adoggetto esclusivamente le modifiche proposte dal Governo ed approvate dallaCamera dei deputati aisensi del secondo periodo del secondo comma.

 

I Presidenti del Senato federale della Repubblica e della Camera dei deputati, d’intesa tra di loro, decidono le eventuali questioni di competenza tra ledue Camere, sollevate secondo le norme deirispettivi regolamenti, inordine all’esercizio dellafunzione legislativa. I Presidenti possono deferire ladecisione ad un comitato paritetico, composto daquattro deputati e da quattro senatori, designati dairispettivi Presidenti. La decisione dei Presidenti odel comitato non è sindacabile in alcuna sede. IPresidenti delle Camere, d’intesa tra di loro, suproposta del comitato, stabiliscono sulla base dinorme previste dai rispettivi regolamenti i criterigenerali secondo i quali un disegno di legge non puòcontenere disposizioni relative a materie per cui sidovrebbero applicare procedimenti diversi”

 

 

 

 

 

SALVARE LA COSTITUZIONE

► Come festeggiare il numero 200 della Newsletter dell’ANPI?
Impegnandoci ancora di più per i referendum e per la difesa della Costituzione


Ho appena il tempo, alla vigilia, ormai, del Congresso nazionale, di ricordare a tutti che le nostre attività congressuali non devono distrarci dall’impegno che ci siamo solennemente assunti: cancellare la Riforma del Senato, così come ci è stata proposta e modificare in modo sostanziale la legge elettorale.


Ormai, come si diceva una volta, “Annibale è alle porte”; questo significa che
non c’è più tempo e non ci sono più fasi d’attesa. Siamo nel bel mezzo della
campagna referendaria; (sui due temi cui ho accennato) e i nodi della nostra
azione sono solo due: 1) documentarsi e informare i cittadini sui reali contenuti di questi referendum; 2) raccogliere le firme. I tempi sono stretti ed ovunque bisogna organizzarsi per raccoglierle, nelle forme previste dalla legge e possibilmente in un unico contesto di raccolta.

Il referendum è “domani” e dunque tutti al lavoro, perché – come ho più volte detto e ripetuto – possiamo vincere e dobbiamo vincere, non per sciogliere questo o quel nodo politico, governativo e partitico, ma per salvare la Costituzione da uno stravolgimento e per restituire ai cittadini la completezza del diritto di voto e di rappresentanza.

Carlo Smuraglia, presidente Anpi Nazionale.

LE ESTERNAZIONI DI EMANUELE FILIBERTO

EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E LE SUE ESTERNAZIONI SULLE ASSOCIAZIONI PARTIGIANE: CHE VERGOGNA!

Io non so come sia venuta fuori questa frase singolare di Emanuele Filiberto di Savoia (“I parassiti partigiani, con le loro 179 associazioni, costano al contribuente tre milioni di euro”), che ieri ha percorso tutta la rete suscitando molta indignazione.

So peraltro che l’autore non l’ha né smentita né rinnegata. E’ un fatto vergognoso, non nuovo perché delle panzane simili sono state dette più volte da fascisti e reazionari.

Ma oltre all’offesa gratuita ai partigiani (“parassiti”) c’è un falso colossale. Non esistono 179 associazioni partigiane e le poche esistenti, se dovessero vivere con i modesti contributi dello Stato si sarebbero estinte da tempo. Sopravvivono, dunque, non a carico del contribuente, ma in virtù del volontariato e del tesseramento.

Ma la vergogna è doppia, perché tutti si riempiono la bocca della necessità della memoria e poi, alla prima occasione, c’è chi cerca di demonizzare le associazion che la conservano. Una delle tante contraddizioni di questo Paese, in cui perfino un Savoia si permette di pontificare ed offendere i partigiani e le loro associazioni.

Carlo Smuraglia

QUANTO POCO COSTA L’ ANPI

Alcuni giorni fa Emauele Filiberto di Savoia scrisse sui social, poi pubblicato sui giornali, che “i partigiani” costavano al contribuente 3 milioni di euro l’ anno. Giustamente, l’ Anpi Nazionale non si prese neanche la briga di rispondere. Ma, se a qualcuno di voi fosse venuta la curiosità di conoscere quanto realmente costa l’ Anpi al contribuente, ecco la risposta che diede due anni fa Carlo Smuraglia, e vi assicuro che da allora le cose non sono cambiate.  E.G.

 

Quanto (poco) costa l’Anpi

30 Gennaio 2014

Titolo: “Sprechi. Dai garibaldini agli antifascisti. Quanto ci costano gli ex combattenti”. Questo il filo conduttore di un articolo dell’Espresso a proposito dei finanziamenti alle associazioni combattentistiche. Che formalmente comprendono anche l’Anpi. Ma in realtà c’è una sostanziale differenza. E a ricordarlo è il presidente nazionale dell’Associazione, Carlo Smuraglia che ha preso e carta e penna e ha scritto al settimanale.

Ecco la sua “precisazione”.

Ho letto un articolo sul suo settimanale del 23.1.2014, a firma Carmine Gazzanni e col titolo “Sprechi. Dai garibaldini agli antifascisti. Quanto ci costano gli ex combattenti”.

Ovviamente, non mi occupo delle altre Associazioni citate. Ma poiché c’è un riferimento anche all’ANPI (Associazione nazionale partigiani d’Italia), definita “pur importante”, vorrei fare una precisazione: è vero che all’ANPI sono assegnati 65.300 euro annui, ma che questo sia uno spreco ingiustificato è davvero dubitabile.

L’ANPI è un’Associazione di fortissima tradizione, eretta in Ente morale fin dal 1944, che conta oggi circa 130.000 iscritti, con molti organismi periferici dislocati sul territorio e con un ritmo di attività intensissimo, perché realizziamo iniziative su temi tutt’altro che “reducistici” (ad es. le stragi nazifasciste del 1943-45, l’antifascismo europeo, le donne e il fascismo, la Costituzione e i progetti di riforma, e così via).

Facciamo pubblicazioni, abbiamo una rivista assai accreditata (“Patria”) e una news-letter settimanale. Abbiamo avuto importanti riconoscimenti, in occasione di recenti convegni da noi organizzati, dal Presidente della Repubblica, dai Presidenti delle Camere, dal Presidente del Parlamento europeo Schulz. Tutto questo è così poco “inutile” che di recente abbiamo ottenuto che la Repubblica federale di Germania si assumesse il finanziamento di un progetto per la creazione di un “Atlante delle stragi”.

A fronte di tutto questo, è evidente che 65.000 euro sono una somma irrisoria, rispetto alla nostra attività ed – a maggior ragione – ridicola rispetto alle complessive spese dello Stato. Se riusciamo a fare tante cose, ad avere tanti iscritti, è solo perché abbiamo un volontariato molto convinto e tanti iscritti che pensano che la parte migliore della nostra storia meriti di essere non solo conservata, ma rielaborata e fatta conoscere alle nuove generazioni.

Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale ANPI

E questa, a sua volta, è la risposta del settimanale.

Gentile Presidente,
i fondi elargiti a pioggia, senza valutazioni di merito, vanno a discapito proprio delle associazioni come l’Anpi, il cui impegno, anche sociale, non è in discussione, grazie.

IL DELIRIO DI MASOCCO A CANTU’

Non contento di aver ottenuto una condanna per diffamazione con aggravante della discriminazione razziale nei confronti dell’ ex-ministro Kyenge, sabato il consigliere comunale di Cantù Giorgio Masocco, espulso dalla Lega e ora nel gruppo misto, nel motivare il suo rifiuto alla proposta di intitolazione del Parco Solaro ai Partigiani canturini, si è lanciato in una improbabile quanto imbarazzante rivisitazione della storia, con successiva lode a imperitura memoria del Duce. Masocco si è detto scettico davanti ai festeggiamenti del 25 aprile perché “partigiani e americani non ci hanno liberati, dato che siamo ancora più oppressi di prima” per poi concludere: “Se oggi queste persone sono ricordate come eroi è solo perché la storia è stata scritta da rossi e partigiani. Intitolare a loro il campo solare significa sputare in faccia a gente seviziata”.

Giorgio Masocco ha quindi citato opere realizzate dal duce che “hanno tenuto in piedi il Paese” e ha proposto l’intitolazione di una via in ricordo dell’attentato di via Rasella. Il consigliere Paolo Frigerio di Autonomia canturina, ha allora sfidato il collega ad avviare la sua raccolta firme per via Rasella, provocando una forte reazione in Masocco che ha lasciato sala consiliare giudicando Frigerio “un rosso e anche poco acculturato”. ( sic!)

 

Discorso del consigliere Masocco di sabato 30 aprile:

https://www.youtube.com/watch?v=wlyO1KUrdJg

Insulti alla Kyenge:

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/07/30/kyenge-consigliere-di-cantu-banane-si-rallegri-cocco-avrebbe-fatto-male/241096/