4 GRANDI PARTIGIANI AL FAMEDIO

Il Comune di Milano iscrive al famedio quattro grandi partigiani: Vaia, Stellina Vecchio, Alba dell’Acqua, Bocca

L’ANPI Provinciale di Milano ha accolto con grande soddisfazione la decisione dell’Amministrazione comunale dell’iscrizione al famedio del cimitero monumentale di quattro illustri suoi concittadini, tutti partigiani: Alessandro Vaia, Stellina Vecchio, Alba Dell’Acqua Rossi e Giorgio Bocca.

Venerdì 2 novembre, alle ore 11,30, è prevista la solenne cerimonia dell’iscrizione alla presenza del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e del Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo.

L’ANPI parteciperà ufficialmente alla cerimonia con il suo medagliere. 
Tutte le Sezioni sono invitate a partecipare numerose senza bandiere come da indicazioni dell’Ufficio Cerimoniale del Comune di Milano.

Le biografie.

Alessandro Vaia. Medaglia d’Argento al Valor Militare. Responsabile della gioventù comunista negli anni ’20, arrestato nel 1928 mentre è in servizio militare, è condannato a 4 anni e 10 mesi di carcere. Amnistiato nel 1932, espatria in Francia. Nel 1935 va in Unione Sovietica dove frequenta la scuola leninista. Nel maggio 1937 raggiunge la Spagna, dapprima impegnato nei paesi Baschi e poi arruolato nella Brigata Garibaldi, di cui comanda il secondo battaglione con il grado di capitano, impegnato nella guerra civile spagnola contro i franchisti. Durante la ritirata di Caspe assume il comando dell’intera brigata, compiendo un’importante opera di riorganizzazione. Rientrato in Francia nell’ottobre 1938, riprende il lavoro politico. Internato nel campo del Vernet nel 1939 e poi incarcerato a Castres, evade nel settembre 1943 con altri prigionieri. Rientrato clandestinamente in Italia, combatte nella Resistenza, prima nelle Marche poi a Milano, dove assume l’incarico di commissario di guerra del Comando Piazza, che coordinerà l’insurrezione vittoriosa del 25 aprile.

Stellina Vecchio. Stellina si iscrive al Partito Comunista Italiano poco prima del 25 luglio 1943. Dopo l’8 settembre sottoscrive in piazza Cavour, a Milano, il coraggioso appello di Poldo Gasparotto, responsabile militare del Partito d’Azione, per la costituzione della Guardia nazionale, un esercito misto di popolo e di militari che si prefiggeva lo scopo di arrestare l’ingresso delle truppe tedesche a Milano. Così ha inizio l’attività di Stellina Vecchio, “Lalla” nella Resistenza. Stellina ha l’incarico di tenere i collegamenti, come staffetta partigiana, del Comitato lombardo delle Brigate Garibaldi con la Valsesia, dove agiscono le formazioni di Moscatelli. Nella fase finale della Resistenza Stellina entra a far parte dei Gruppi di Difesa della Donna, dei quali era responsabile per Milano Vera Ciceri. Ma è proprio durante la sua partecipazione ai
Gruppi di Difesa della Donna che accadrà quell’avvenimento, l’uccisione di Gina Galeotti Bianchi, nel corso dell’insurrezione di Milano iniziata a Niguarda, che ha segnato profondamente la vita di Stellina.

Alba Dell’Acqua Rossi. Aveva solo dodici anni quando i fascisti fecero irruzione nella casa milanese di suo padre, impegnato politicamente, e gli bruciarono tutti i libri nel cortile. La reazione della ragazzina fu quella di impegnarsi nello studio tanto che si laureò giovanissima in Matematica e Fisica. Nel settembre 1943 entra nella Resistenza. Dapprima è attiva a Milano nel gruppo clandestino del professor Quintino Di Vona. Compito di Alba è quello di raccogliere informazioni circa i nascondigli di armi, viaggiando continuamente sui treni delle Nord e di prelevarle, con l’aiuto di una persona munita di furgoncino. Successivamente, nel giugno 1944, inviata per una missione in Valsesia, entra come partigiana nella II Divisione Garibaldi Redi, che opera in Valsesia e in Valdossola sotto la guida del commissario politico Cino Moscatelli. Alba coadiuva il dottor Pino Rossi, comandante medico della Divisione. Alba e Pino vengono uniti in matrimonio il 15 marzo 1945 dal commissario politico della Divisione garibaldina Redi.

Giorgio Bocca. Medaglia d’Argento al Valor Militare. Nel 1943 Giorgio Bocca decide di aderire al Partito d’azione. A questa scelta lo induce sicuramente l’esempio dell’amico Benedetto Dalmastro assai vicino a Tancredi “Duccio” Galimberti. L’8 settembre, alla firma dell’armistizio, raggiunge con Dalmastro e un gruppo di compagni, dopo aver raccolto le armi abbandonate nelle caserme di Cuneo, la frazione Frise di Monterosso Grana. Nasce così il primo nucleo della locale banda partigiana di “Italia Libera”. Comandante di banda della formazione in Valle Maira, nella primavera del 1944 Bocca é inviato a stabilire le basi della Brigata Giustizia e Libertà “Rolando Besana” in Valle Varaita e ne diviene il comandante. Il 5 maggio 1944 partecipa a un incontro tra partigiani italiani e francesi organizzato il 12 maggio 1944, al quale faranno seguito le intese politico-militari tra i due movimenti, stipulate il 22 maggio e il 30 maggio 1944. Nei primi giorni del 1945 Bocca è nominato comandante della decima divisione Langhe delle formazioni “Giustizia e Libertà”. Torna quindi in Val Maira, divenendo commissario politico della seconda Divisione “Giustizia e Libertà”

LETTERA DI LUCIANO FORNI

Como, 5 ottobre 2012
Cari amici dell’Anpi,
una difficile degenza ospedaliera, mi costringe a non intervenire alle celebrazioni di sabato 6 ottobre che vogliono ricordare la gloriosa battaglia di Lenno e ripristinare con legittimo orgoglio la verità sulla fine del duce e del fascismo.
Con l’apposizione a Giulino di Mezzegra di una targa che un testo succinto fa giustizia di tante fandonie che sono state scritte per screditare realtà mai controverse. Si è voluto sminuire o svilire il ruolo della Resistenza nella conquista per il nostro paese, della libertà e della democrazia!
E’ con orgoglio che l’Anpi ha conseguito questo scopo per dimostrare che anche a distanza di tempo va difesa la lotta di chi con sacrificio, ha operato per il bene vero dell’Italia, consentendo la possibilità di ricattare la propria dignità nel consesso dei popoli liberi e democratici. Nello squalificato dibattito odierno che non ha la dignità di essere chiamato politico, l’Anpi comasca vuole richiamare quei valori che soli possono ricostruire la nostra coscienza civile: moralità, senso del dovere, gratuità dell’impegno politico, laboriosità e spirito di sacrificio che sono anche insegnamento dei nostri Resistenti e dei nostri Partigiani.
Noi, con discorsi ed esempi alti e dignitosi, siamo in grado senza pretese, di indicare la strada per salvare l’Italia dal malcostume, dall’ignoranza e dai discorsi inconcludenti.
Oggi siamo certamente un punto di riferimento per quei giovani che hanno bisogno di lavoro, ma anche di dignità e speranza, che non trovano né in una scuola estremamente burocratizzata né nella società.
Grazie per il vostro impegno, cari amici, sono con voi con tutto il cuore e con la mia passione democratica, purtroppo oggi non sostenuta dall’efficienza fisica. Siete un po’ la mia famiglia e divido con voi le stesse ansie per un’ Italia migliore.
Con affetto,
Luciano Forni

MANIFESTAZIONE DEL 6 OTTOBRE

A tutti gli amici e compagni che saranno con noi a Lenno e Mezzegra sabato 6 ottobre, chiediamo loro di fissare il luogo di appuntamento a Lenno davanti al Cimitero in quanto c’è la possibilità di parcheggiare la propria auto. L’orario è noto; dopo la deposizione della corona alla lapide dei Partigiani a Lenno ci avvieremo a piedi in fila indiana verso Mezzegra dove scopriremo il cartello. Le condizioni della viabilità e la ristrettezza della strada non ci consentono di fare un corteo, bloccheremmo la statale Regina con file chilometriche  con qualche pericolo per l’incolumità dei partecipanti. Salvo casi di necessità è meglio non arrivare in auto a Giulino in quanto c’è scarsità di parcheggi. Per la segreteria provinciale Antonio Proietto

ANPI PROVINCIALE DI COMO

MANIFESTAZIONE DEL 6 OTTOBRE 2012

PROGRAMMA:

Lenno ore 10,30

Posa di una corona di fiori alla lapide in ricordo dei caduti nella battaglia di Lenno

Giulino di Mezzegra ore 11,30

Scoprimento di una targa sul luogo della esecuzione di Benito Mussolini

Pausa Pranzo ore 12,30

Pizzeria Ristorante Il Ranch di Lenno

Lenno, biblioteca Comunale ore 15,00

Conferenza sul tema : “La battaglia di Lenno e la Resistenza italiana nella riflessione storica” relatore: prof. Vittorio Roncacci, storico,  autore del libro “ La calma apparente del lago. Como e il Comasco fra guerra e guerra civile 1940-1945”


Chi desidera fermarsi al ristorante, è pregato di prenotarsi telefonando ai numeri:

031/308066  Uffico Anpi ( aperto solo il martedì mattina)

329/7844705 Eliana

info@anpicomo.it

LA BATTAGLIA DI LENNO

Sabato 6 ottobre andremo a Lenno a commemorare la battaglia di Lenno.

Alle ore 10-10,15 ritrovo davanti al cimitero di Lenno, poi proseguiremo a piedi per la posa della corona di fiori davanti alla lapide che ricorda il sacrificio dei partigiani nel corso della battaglia.

Ricordiamo ancora una volta i fatti.

3 OTTOBRE – LA BATTAGLIA DI LENNO

Viene chiamata col nome di “Battaglia di Lenno” il tentativo, da parte di distaccamenti partigiani del centro lago e di squadre G.A.P. e S.A.P., di rapire il ministro degli Interni della R.S.I. Guido Buffarini Guidi, a quel tempo residente a Lenno, sul lago di Como.

Il piano però fallisce e ha luogo una violenta sparatoria fra partigiani e militari fascisti.

Periscono nell’azione Ugo Ricci, romantica figura di ex-ufficiale degli Autieri, che aveva organizzato il sequestro per imporre ai nazifascisti uno scambio di prigionieri, il commissario politico Alfonso Lissi e i comandanti Claudio Cavalieri ” Modena” e Guerrino Morganti ” Sassari”.

Cade anche Silvio Bordoli che, con una squadra garibaldini, aveva il compito di sbarrare la strada ai rinforzi fascisti e, a Ossuccio, Alfonso Vaccani ” Barbetta”.

Il giorno seguente, un rastrellamento compiuto da SS italiane e elementi fascisti, porta all’arresto del’arciprete di Lenno e di alcuni civili, che vengono deportati nel campo di concentramento di Bolzano; i partigiani Giuseppe Palombo “Guardia” e Luciano Pontecchia “Sicilia” vengono fatti prigionieri e fucilati sul posto.

ALFONSO LISSI, esponente politico del P.C.I., operaio alla Cemsa di Saronno, fu arrestato  nel 1935 e condannato a 8 anni di carcere per il reato di appartenenza ” ad organizzazione comunista” e “introduzione in Svizzera di materiale propagandistico antifascista”. Scarcerato per l’amnistia del 1937, nel marzo del 1944 è tra gli organizzatori dello sciopero generale. Costretto in seguito alla clandestinità, si unisce ai partigiani, con il ruolo di Commissario Politico, prima nella 52a Brigata Garibaldi, e successivamente, in Val d’Intelvi.

UGO RICCI, nato a Genova nel 1913, figura leggendaria, fu capitano degli Autieri nel Regio Esercito Italiano. Dopo aver combattuto prima sul fronte occidentale e poi in Africa settentrionale, l’8 settembre si trova a Cantù, presso il comando del III Reggimento Autieri. Fedele al suo giuramento al Regno, Ugo Ricci considera la Resistenza il giusto proseguimento del suo dovere di militare. Il 10 settembre, con una cinquantina di uomini, fugge con alcuni camion militari in Val d’Intelvi dove, lasciati liberi i suoi soldati di scegliere se seguirlo o rifugiarsi in Svizzera, inizia l’attività partigiana.

GUERRINO MORGANTI “Sassari”, nato a Mezzegra nel 1918, ex carabiniere, comandante del distaccamento ” Battocchio” che agiva nella zona di Sala, Mezzegra, Lenno e Menaggio.

CLAUDIO CAVALIERI “Modena”, nato a Milano nel 1923, studente universitario, fa dapprima parte di una formazione partigiana in Valtellina e quindi diviene comandante del distaccamento Ferrero, che agiva sui monti di Sala Comacina.

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ANPI CONTRO LA CORRUZIONE

Smuraglia: “Necessari interventi immediati contro la corruzione”

Il presidente dell’Anpi aderisce alla campagna di Repubblica

“Aderisco all’appello de la Repubblica con profonda convinzione dell’assoluta necessità di interventi immediati contro la corruzione e l’illegalità diffusa. Il Paese non ne può’ davvero più e bisogna far cessare questa situazione scandalosa”. Questa la dichiarazione di Carlo Smuraglia, presidente nazionale ANPI a motivare l’adesione alla campagna lanciata dal quotidiano la Repubblica.

SHLOMO VENEZIA

LA MORTE DI SHLOMO VENEZIA

«Nella notte ci ha lasciato il nostro caro amico Shlomo Venezia, uno degli ultimi sopravvissuti del Sonderkommando di Auschwitz-Birkenau che ha dedicato gli ultimi decenni della sua vita a trasmettere la memoria della Shoah alle giovani generazioni». Così il sito web del Museo della Shoah ha annunciato ieri mattina la morte, a Roma, dello scrittore. Shlomo Venezia, 89 anni, ebreo italiano nato a Salonicco (Grecia), fu arrestato con la famiglia ad Atene nel marzo 1944 e deportato nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Fu tra i più importanti testimoni della Shoah. Una delle sue opere più celebri s’intitola Sonderkommando-Auschwitz. La verità sulle camere a gas, una testimonianza unica (Rizzoli). «Sono stato zitto per oltre 40 anni. Mi avevano dato del pazzo. Poi un giorno ho trovato il coraggio, perché tutti sappiano». Così, in uno dei molti viaggi della Memoria, Shlomo Venezia parlò a decine di studenti con gli occhi lucidi che seppero dalle sue parole cosa fu la Shoah. Durante la prigionia fu costretto a lavorare nelle «unità speciali» dei forni crematori (che avevano il compito di bruciare i cadaveri) i cui componenti venivano periodicamente uccisi. Riuscì a salvarsi, unico tra gli italiani, e a pubblicare le sue memorie nel 2007. Sette mesi a Birkenau a tagliare i capelli alle donne destinate alle camere a gas e al recupero dei cadaveri destinati ai forni, poi altri cinque a Mauthausen, infine l’insperata salvezza dopo «il gas, le torture, la scomparsa dei parenti, degli amici, freddo e, ovunque intorno, la fame». «Racconto tutto e lo faccio per i ragazzi», diceva Shlomo.

S.ANNA DI STAZZEMA – RISPETTARE LE SENTENZE

CHITI E CASSON: SU S.ANNA DI STAZZEMA RISPETTARE LE SENTENZE.

(ASCA) – Firenze, 1 ott – ”Non condividiamo la decisione ancora una volta assunta dalla magistratura tedesca di archiviare l’inchiesta sugli otto ex gerarchi delle SS sospettati di aver preso parte al massacro di S.Anna di Stazzema. Questa decisione provoca amarezza e dolore”. Cosi’ i senatori Pd, Vannino Chiti e Felice Casson, che proseguono: ”Nell’agosto del 1944, in poche ore, vennero massacrate 560 persone. Individuare e punire i responsabili di tanta brutalita’ e’ un dovere nei confronti delle vittime innocenti e dei loro familiari che deve essere sentito come proprio sia dall’Italia che dalla Germania: la barbarie di certi crimini non puo’ essere soggetta ne’ a prescrizione ne’ ad amnistia e la loro punizione e’ fondamentale perche’ il passato in Europa mai piu’ ritorni. La verita’ storica su questi fatti drammatici e’ ormai accertata anche da sentenze italiane divenute definitive. L’Italia deve chiedere il rispetto delle norme europee. Il governo del nostro paese – concludono i due esponenti del Pd – deve compiere ogni sforzo perche’ anche la Germania contribuisca a fare giustizia e perche’ siano rispettate le sentenze emesse dalla magistratura italiana”.

PROIBIRE LE MANIFESTAZIONI DI FORZA NUOVA

Proibire le manifestazioni di Forza Nuova

Appello del presidente nazionale dell’Anpi al ministro degli Interni

“È una vergogna!”. Questo il primo commento del presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia, sulla notizia che il movimento neofascista “Forza Nuova” ha deciso di scendere in piazza in molte città il prossimo 29 settembre.

“Già da tempo denunciamo – spiega Smuraglia – il rifiorire di rigurgiti fascisti, in tante forme, ma sempre con i soliti vessilli, i soliti richiami a ideologie fasciste e naziste, da tempo sconfitte e superate. Adesso, abbiamo la concomitanza di undici manifestazioni in altrettante piazze; e per parlare di futuro, ma soprattutto di rivoluzione. Ci sarà qualcuno che abbia il coraggio di vietarle? Ci sarà qualcuno nelle istituzioni pubbliche che abbia chiara la concezione che emerge da tutta la Carta Costituzionale, di assoluta contrarietà ad ogni forma di fascismo? Ci sarà qualcuno che ricorderà che il fascismo è anche quello delle leggi razziali e delle persecuzioni contro gli ebrei e che questo basta, da solo, per rendere penalmente illegittima, ai sensi della legge Mancino, qualunque manifestazione che a quella ideologia si richiami, o ne faccia apologia o mostri di volerne continuare, in qualunque forma, la tragica esperienza? Ci sarà qualcuno che comprende la gravità della parola rivoluzione, specialmente in bocca  di forze fasciste? ” 

“Vorremmo tanto che fosse così, che Governo, Ministero degli interni, Prefetti, Questori avessero sotto mano la  Carta Costituzionale e  verificassero l’incompatibilità con essa delle manifestazioni preannunziate, traendone le conseguenze. Soprattutto, vorremmo che si considerasse che non si tratta (solo) di un problema di ordine pubblico, ma di coerenza con i principi costituzionali”.

Smuraglia manda una precisa richiesta alle autorità competenti: “Chiediamo di essere coerenti con la Costituzione a cui hanno giurato fedeltà e di impedire lo scempio che si intende proporre nelle nostre città e particolarmente in quelle che tanto hanno sofferto per colpa del fascismo e che hanno sempre dimostrato una netta e precisa volontà antifascista”.  

“Un appello particolare – precisa il presidente dell’Anpi – lo rivolgiamo al Ministro degli Interni, che in varie occasioni ha mostrato saggezza e coerenza democratica: intervenga e faccia il suo dovere, impartendo le opportune disposizioni per tranquillizzare i tanti cittadini che fremono al solo ricordo del fascismo e non tollerano che chicchessia ce ne riproponga  l’immagine ed i simboli, arricchendoli con propositi rivoluzionari?”.  

Naturalmente conclude Smuraglia “noi vigileremo, per parte nostra; ma il compito fondamentale è di chi è stato delegato a garantire, ad ogni livello, l’assoluto rispetto dei fondamenti e dei principi di una Costituzione profondamente e intrinsecamente antifascista”. “La democrazia deve essere difesa e garantita, prima di tutto,  da parte dei pubblici poteri. Ad essi ci rivolgiamo perché vogliano e sappiano svolgere il ruolo che loro spetta in un Paese democratico”.

1 OTTOBRE – DON GALLO A UGGIATE

INVITO

I n c o n t r o  c o n
d o n  A n d r e a  G a l l o

La serata sarà aperta dai 7GRANI che suoneranno alcuni brani in acustico

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Sezione Rado Zuccon di Uggiate-Trevano
con il Patrocinio della
Città di Olgiate Comasco

Centro congressi Medioevo
Piazza Volta,1
1 ottobre 2012
ore 21.00

Per informazioni scrivere a ANPI Uggiate-Trevano
anpi.uggiate@gmail.com

MANIFESTAZIONE 6 OTTOBRE

COMUNICATO ANPI PROVINCIALE

La nostra associazione è impegnata da tempo nel tentativo di ricostruire la verità storica sui fatti di Mezzegra, anche in risposta alle provocazioni fasciste, come l’esposizione delle foto di Mussolini e della Petacci avvenuta lo scorso 28 aprile.

Con non poche difficoltà abbiamo ottenuto il nulla-osta all’apposizione di un cartello di tipo storico/turistico in sostituzione dell’ipocrita cartello oggi esistente che recita “28 aprile, fatto storico”. Sul cartello che andremo ad apporre comparirà invece l’indicazione, con luogo e data, della fucilazione del dittatore fascista Benito Mussolini.

É’ la prima volta che riusciamo a portare in porto questa richiesta, è stata un’impresa e non possiamo permetterci di perdere quest’occasione.

Con questa iniziativa ci contrapponiamo a coloro che vogliono trasformare un fatto storico, come la fucilazione di un dittatore, fondamentale per la democrazia e la libertà di un intero popolo, in un percorso turistico ammantato di nostalgie fasciste simile a quello di Predappio.

L’importanza anche politica del nostro gesto sarà tanto più grande se la nostra presenza alla manifestazione sarà massiccia.

Siamo pertanto a chiedervi uno sforzo particolare sia personale che di mobilitazione delle sezioni. Oggi in Italia l’ANPI è l’unico baluardo contro il revisionismo storico e nostro compito di iscritti e simpatizzanti e di supportare la nostra associazione dimostrando  con la nostra presenza la vitalità dell’organizzazione.

Nella convinzione di potervi incontrare, vi giungano i più cordiali saluti resistenti.


Il Presidente dell’ Anpi Provinciale di Como

Guglielmo Invernizzi



ANPI PROVINCIALE DI COMO

MANIFESTAZIONE DEL 6 OTTOBRE 2012


PROGRAMMA:

Lenno ore 10,30

Posa di una corona di fiori alla lapide in ricordo dei caduti nella battaglia di Lenno

Giulino di Mezzegra ore 11,30

Scoprimento di una targa sul luogo della esecuzione di Benito Mussolini

Pausa Pranzo ore 12,30

Pizzeria Ristorante Il Ranch di Lenno

Lenno, biblioteca Comunale ore 15,00

Conferenza sul tema : “La battaglia di Lenno e la Resistenza italiana nella riflessione storica” relatore: prof. Vittorio Roncacci, storico,  autore del libro “ La calma apparente del lago. Como e il Comasco fra guerra e guerra civile 1940-1945”


Chi desidera fermarsi al ristorante, è pregato di prenotarsi telefonando ai numeri:

031/308066  Uffico Anpi ( aperto solo il martedì mattina)

329/7844705 Eliana

info@anpicomo.it