SIATE SOLIDALI!!!
CENA DI FINANZIAMENTO
PER FESTEGGIARE IL 25 APRILE E IL 1 MAGGIO
La cena di autofinanziamento si terrà
SIATE SOLIDALI!!!
CENA DI FINANZIAMENTO
PER FESTEGGIARE IL 25 APRILE E IL 1 MAGGIO
La cena di autofinanziamento si terrà

25 APRILE
h 15.00
GHOST MANTRA
GIOELE
h 16.30
LA RESISTENZA DI VIK
interviene:
EGIDIA BERETTA ARRIGONI
(madre di Vittorio Arrigoni)
h 18.30
ROSACOQUE (DANZE POPOLARI)
h 20.30
KING BARRA AND THE CITIZEN ROOTS (ROOTS REGGAE)
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1 MAGGIO
dalle 15.00
SQUINZIES
HYSTERICAL
SUCKERS 4 ROCKETS
MARSHMALLOWS PIES
INDUSTRIA CHIMICA GALACTABLAST
GRETELS
GECOFISH
dalle 20.30
ARBROBOX
IL MOSTRO
MORIAFORM’ASPIRA
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ci si vede in piazza!!
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SERVIZIO RISTORO & PIZZA CON FORNO A LEGNA
L’EVENTO SI TERRA’ ANCHE IN CASO DI PIOGGIA,
SOTTO I PORTICI DELLA PIAZZA
MERCATO DI ERBA
Vi inoltriamo lo scritto inviato al quotidiano La Provincia, in risposta alla lettera pubblicata il 29 marzo 2013.
Chiediamo ospitalità per replicare alle esternazioni del Sig. Guido Mkutz, vicepresidente del Movimento nazionale Istria Fiume Dalmazia, comparse oggi 29 marzo 2013 sul quotidiano La Provincia nella rubrica Le Lettere.
Innanzitutto, ringraziamo il Sig. Mkutz per darci l’occasione di tornare a parlare del tema delle foibe. Inoltre, ci teniamo a precisare che l’ANPI è un’associazione democratica e pluralistica, costantemente impegnata nella ricerca della verità storica.
Proprio per questo, crediamo che estrapolare i fatti dal loro contesto storico, come fa d’altronde il Sig. Mkutz, sia un’operazione storicamente errata e che porta a giudizi faziosi, nonché a tratti puramente revisionistici.
La storia del nostro confine orientale è tormentata, dolorosa, ma soprattutto complessa. In ragione di tale complessità, isolando la tragedia delle foibe dal contesto storico che la originò, si persegue solo l’obbiettivo di strumentalizzare la storia per usarne politicamente la memoria.
Invitiamo quindi il Sig. Mkutz a raccontare anche i vent’anni precedenti i tragici fatti delle foibe. Vent’anni dove innumerevoli furono le efferatezze e le brutalità commesse dai fascisti italiani ai danni della popolazione jugoslava inerme. Vent’anni in cui la politica fascista della cosiddetta “italianizzazione forzata” nei confronti delle popolazioni jugoslave, generò veri e propri lager (come quello di Arbe -ora Rab-) in cui i fascisti rinchiusero decine di migliaia di cittadini colpevoli unicamente di essere di etnia slovena.
Ovviamente, noi non giustifichiamo le violenze compiute verso chi morì nelle foibe e ne riconosciamo la drammatica tragedia. Tuttavia, i contesti storici in cui avvennero, le rendono assai diverse da come Lei Sig. Mkutz ce le racconta.
Sempre pronti comunque ad un confronto aperto e leale, ringraziamo e porgiamo distinti saluti.
Nicola Tirapelle
Presidente ANPI Sezione di Como
A Genova, l’11 aprile , presso la Sala di rappresentanza di Palazzo Tursi, in via Garibaldi, convegnio su “1943, dalla crisi del regime all’8 settembre”. A cura dell’Istituto Ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, Università degli studi di Genova, Regione Liguria, Comune e Provincia di Genova.
Relatori:
Paolo Battifora, Coordinatore scientifico Ilsrec.
Alberto De Bernardi, Università di Bologna.
Claudio Dellavalle, Università di Torino.
Antonio Gibelli, Università di Genova.
Gabriella Gribaudi, Università di Napoli.
M. Elisabetta Tonizzi, Università di Genova.
Giovanni B. Varnier, Università di Genova.
Aderisce il Comitato permanente della Resistenza di Genova in collaborazione con Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria.
Info: ILSREC, Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, via del Seminario 16 – 16121 Genova.
tel. 010-5576091; 010-5955031; fax 010-5953126
e-mail: ilsrec@ilsrec.it
sito Internet: www.istitutoresistenza-ge.it
Pubblichiamo con piacere il manifesto vincitore del concorso “Premio Guffanti” indetto dalla sezione Anpi del Seprio, a ciu hanno partecipato più di 100 ragazze e ragazzi delle scuole medie dell’area del Seprio.
Il concorso premia il miglior manifesto, che sarà adoperato come locandina per il 25 aprile 2013 e che quest’anno è stato vinto dall’alunna Sara Zaffarano della III C della scuola media Anna Frank.

ALBATE, 29 MARZO 1943
LO SCIOPERO DELL’ OMITA
“Alle ore 10 del 29 marzo 1943, appena cessato il suono della sirena, una sessantina di operai, su 270 presenti, hanno cessato il lavoro, riversandosi nel cortiletto che univa i due capannoni della fabbrica.
Al capotecnico e direttore del personale sig. Greco e al direttore generale ing. Scolari, gli operai avanzarono una richiesta di aumento salariale del 70%, motivando che, essendo introvabili i viveri, essi dovevano necessariamente ricorrere al mercato nero, i cui prezzi erano però proibitivi.
Queste richieste venivano ribadite anche al vice federale Rodini, subito accorso in Albate.
L’interruzione del lavoro, durata circa 30 minuti, non ha dato luogo ad incidenti”.
La modalità dello sciopero ricalca quello del 5 marzo 1943 ad opera dei lavoratori della Fiat Mirafiori di Torino, e le rivendicazioni salariali dimostrano che gli operai di Albate erano ben informati sulle lotte che si erano sviluppate.
Da una lettera inviata il giorno seguente al federale Casagrandi, l’organizzazione dello sciopero dell’ OMITA sarebbe da imputarsi ad un gruppo di comunisti guidati da Mario Ceruti, ex confinato politico. L’esempio delle lotte nelle grandi città industriali insegna ai lavoratori comaschi che anche nelle loro fabbriche si può cominciare a protestare, unendo agli obiettivi generali degli aumenti salariali anche quelli specifici delle inadempienze contrattuali.
Il sabato precedente, 27 marzo, era stato arbitrariamente esteso all’ OMITA il sistema del cottimo a tempo in tutti i reparti. E’ questa la causa scatenante che induce i lavoratori all’azione il lunedì seguente. Questi operai avevano la qualifica di manovali pur svolgendo mansioni da specializzati e il loro compenso era fermo ai minimi contrattuali da ben quattro anni. Il lavoro era inoltre scandito da una dura disciplina, regolata a suon di multe dall’ufficiale di sorveglianza , capitano Cinquini e dal capo officina Greco, che nel partito fascista ricopriva anche la carica di “ consultore del rione”, vale a dire che oltre alla sorveglianza sul luogo di lavoro univa la sorveglianza del quartiere.
Sarà proprio Greco che, convocato dall’ispettore federale del PNF fornirà i nomi dei tre possibili promotori dell’agitazione: Dante Albonico, Luigi Brenna e Mario Merio, contro i quali verranno organizzate spedizioni punitive, mentre i carabinieri arrestano “ per aver preso parte alla sospensione del lavoro e non aver fatto presente alle gerarchie l malcontento e i desiderata” il fiduciario di fabbrica Alfonso Arrighi e il “capo reparto, non iscritto al PNF ed ex sovversivo” Federico Camoncini.
Quanto alle rivendicazioni, non furono soddisfatte, anche se il governo fascista, scosso dalla portata degli scioperi, il 2 aprile 1943 emise un comunicato in cui si annunciava che le due confederazioni fasciste stavano elaborando provvedimenti salariali che sarebbero stati elargiti il 21 aprile, ricorrenza del Natale di Roma. ( si trattò di indennità giornaliere di 10 lire agli operai e 15 lire agli impiegati).
Tuttavia, il 1 aprile, “ malgrado la situazione all’interno dello stabilimento sia tornata normale, sono state rilevate sul muro, in prossimità dello stabilimento, le scritte criminose: MORTE AL DUCE – VIVA LO SCIOPERO E CHI LO FANNO”
Tratto da ” La calma apparente del lago”, di Vittorio Roncacci.
Martedì 26 marzo, alle ore 10,30 (fino alle 12,30) presso la Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, Salone Giuseppe Di Vittorio (Corso di Porta Vittoria 439) manifestazione-dibattito a ricordo degli scioperi del marzo 43-44 contro il fascismo.
Programma.
ROBERTO CENATI, Presidente ANPI provinciale di Milano. Introduzione e coordinamento.
CLELIA CAFIERO, pianoforte, musiche di S. Rachmaninov e D. Shostakovich.
LUIGI GANAPINI, storico, sguardo e riflessioni storiche sugli avvenimenti.
ANTONIO PIZZINATO, presidente onorario ANPI Lombardia, intervento.
PIERA PATTANO, staffetta partigiana, testimonianza.
Proiezione docufilm “Quei ragazzi del ’43-‘44” con Marco Balma e Ottavia Piccolo. Regia di Leonardo Gervasi.
Conclusioni di GRAZIANO GORLA, segretario Generale Camera del Lavoro Metropolitana di Milano.
Alle ore 12.30 esposizione delle opere d’arte donate alla Camera del Lavoro da Giorgio Gaslini e Marco di Giovanni e di una targa in ricordo degli scioperi del ’43-’44 con l’intervento di GIULIANO PISAPIA, Sindaco di Milano e la presenza degli Artisti.
La manifestazione è in collaborazione con l’Istituto Lombardo di Storia Contemporanea e l’AssociazioneCulturale Secondo Maggio.
“Argentina-Italia: La memoria condivisa”. Questa il tema della manifestazione organizzata dall’ Ambasciata Argentina in Italia e dal Museo storico della Liberazione di Roma per domenica 24 marzo,alle ore 10,30 presso la Sala conferenze del Museo storico della Liberazione, via Tasso 145.
Nella Giornata Nazionale della Memoria per la Verità e la Giustizia in Argentina, data che ci porta a rievocare – nello stesso giorno della strage delle Fosse Ardeatine, punto massimo della repressione nazifascista a Roma – l’inizio della tragica dittatura civico-militare argentina instauratasi il 24 marzo 1976, l’Ambasciata Argentina desidera stringersi con l’A.N.P.I., con il Museo storico della Liberazione e con le altre associazioni antifasciste in un abbraccio della memoria, perché la memoria è l’unico strumento che abbiamo per non ripetere la storia.
“Vogliamo condividere con l’A.N.P.I., con il Museo storico della Liberazione e con le altre associazioni antifasciste la necessità di difendere i valori profondi della democrazia, particolarmente perché riteniamo che – se non si è impegnati e operosi – la democrazia si può perdere non in un solo giorno, ma si può perdere un po’ ogni giorno. Per questo, dobbiamo essere vigili e non sottovalutare le manifestazioni anti-democratiche, l’intolleranza, la discriminazione e la mancanza di verità e di giustizia. La difesa e la promozione dei diritti umani – in questo senso – sono nella nostra epoca una delle frontiere più avanzate dell’antifascismo. E per questo vogliamo dire insieme all’ANPI e alle altre associazioni antifasciste: La vostra storia e la nostra sotto il motto “Argentina-Italia: La memoria condivisa”.
Interventi:
Torcuato di Tella, Ambasciatore della Repubblica Argentina in Italia (saluto istituzionale).
Antonio Parisella, Presidente del Museo storico della Liberazione.
Vito Francesco Polcaro, Presidente dell’ANPI Roma e Lazio.
Carlos Cherniak, Ministro responsabile Diritti Umani dell’Ambasciata Argentina.
Posti limitati, si prega di confermare la presenza entro sabato 23
Segreteria: info@museoliberazione.it
ECCO LA TESTIMONIANZA DI TERESA MATTEI SU UN EPISODIO DELLA LOTTA PARTIGIANA:
…” Io…. ero una staffetta, ma facevo anche azioni molto più
impegnative… Certo io durante la lotta di Resistenza ho rischiato più volte di morire, ma
mi sono sempre salvata. Per mio fratello purtroppo non è stato così…. Non potevo certo
fermarmi dopo la morte di mio fratello. Anzi volevo vendicarlo.Volevo raggiungere Roma
dove si trovavano i miei genitori anche per portare le matrici per stampare l’Unità. Fu un
viaggio tragico. Salii su un camion che trasportava seta, ma che vicino ad Arezzo venne
mitragliato; l ’autista morì. Si fermò un autocarro guidato da tedeschi e forse impietositi mi
caricarono sul loro mezzo dicendomi che andavano fino a Perugia. Ad un certo punto però
anche questo camion venne fermato da altri tedeschi. Si accorsero di me, …….. Non so
perché saltò fuori l’accusa di essere una partigiana, mentre io, col poco tedesco che
conoscevo, mi difendevo… … Ma loro non ascoltavano le mie ragioni. … Fatto sta che ho
passato una notte terribile. Mi hanno picchiato e cinque di loro mi hanno violentata, forse
solo perché ero una giovane donna. Per fortuna non hanno trovato le matrici e al mattino
sono riuscita a fuggire e ho trovato rifugio in un convento….”
TESTIMONIANZA SULLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’ASSEMBLEA COSTITUENTE:
…” Non è stato mercanteggiato nulla, allora si guardava più alla
parte positiva, cioè che uniti si poteva fare qualcosa, divisi non si poteva fare niente…”
A.N.P.I.
A S S O C I A Z I O N E N A Z I O N A L E P A R T I G I A N I D ’ I T A L I A
COMITATO NAZIONALE
Il Cordoglio dell’ANPI Nazionale per la scomparsa di Teresa Mattei
Ci ha lasciato Teresa Mattei, partigiana combattente, Costituente, per anni componente
della Presidenza onoraria dell’ANPI.
Un lutto gravissimo per tutti i sinceri democratici e antifascisti: Teresa è stata il simbolo di
una lotta autentica e appassionata per l’uguaglianza nei diritti di tutti i cittadini, senza
alcuna distinzione: proprio l’articolo 3 della Costituzione porta la sua firma.
Una vita di battaglie, la sua, a cominciare dall’esperienza partigiana – fu valorosa
combattente nella formazione garibaldina Fronte della Gioventù con la qualifica di
Comandante di Compagnia – fino all’attività nell’Assemblea Costituente, di cui a 25 anni fu
la più giovane componente, alle battaglie successive per i diritti delle donne, per non
dimenticare il suo impegno nell’educazione dei minori: fu lei a fondare la Lega per i diritti
dei bambini alla comunicazione che promosse in tutto il mondo campagne per la pace e
la non violenza, come anche la Cooperativa di Monte Olimpino, la cui attività era tesa a
far realizzare – in piena autonomia – ai bambini delle scuole elementari e degli istituti per
handicappati, dei documentari e cortometraggi. Alcuni di questi furono ospitati nel 1969
dalla mostra del Cinema di Venezia.
Il cinema, una passione che l’ha accompagnata per anni. Ma la più grande fu forse quella
per i giovani. La trasmissione della memoria alle nuove generazioni è stata un’altra
“battaglia” che ha segnato buona parte della sua esistenza. Memoria attiva, che guarda al
futuro. Ci piace oggi ricordare e riportare uno dei suoi ultimi messaggi – accorato, pieno di
senso di responsabilità e tenacia morale seppure pronunciato con voce ormai flebile –
rivolto ai giovani dell’ARCI di Mesagne (Brindisi): “Siete la nostra speranza, il nostro futuro.
Custodite gelosamente la Costituzione. Abbiamo bisogno di voi in modo incredibile.
Cercate di fare voi quello che quello che noi non siamo riusciti a fare: un’Italia veramente
fondata sulla giustizia e sulla libertà”.
Porteremo con noi – e non cesseremo mai neanche un giorno di trasmetterla alle ragazze
e ai ragazzi – la forza di queste parole, la loro carica di futuro e di limpido e inossidabile
amore per il Paese.
LA PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
Roma, 13 marzo 2013