IERI AL QUIRINALE

Consegnate al Presidente Mattarella le firme per l’appello “Mai più fascismi”

16 Aprile 2019

Al Quirinale una delegazione del Coordinamento nazionale “Mai più fascismi”. Tra i componenti Carla Nespolo, Susanna Camusso, Don Luigi Ciotti, Annamaria Furlan e Francesca Chiavacci

Una delegazione del Coordinamento nazionale “Mai più fascismi” ha consegnato questo pomeriggio al Presidente della Repubblica, On. Prof. Sergio Mattarella, una prima parte delle 300.000 firme raccolte per l’appello con cui si chiede alle Istituzioni lo scioglimento delle organizzazioni che richiamano la loro azione al fascismo e al nazismo. Il Coordinamento proseguirà nel suo impegno finché non sarà pienamente attuato il dettato antifascista della Costituzione.

La delegazione:

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

Don Luigi Ciotti – Presidente di Libera

Annamaria Furlan – Segretario generale CISL

Susanna Camusso – Responsabile Politiche di Genere e Politiche Internazionali della CGIL

Roberto Rossini – Presidente nazionale ACLI

Francesca Chiavacci – Presidente nazionale ARCI

Dario Venegoni – Presidente nazionale ANED

Sandra Bonsanti – Presidente emerita Libertà e giustizia

Vincenzo Manco – Presidente nazionale UISP

Albertina Soliani – Presidente Istituto Alcide Cervi

Mario Artali – Presidente nazionale FIAP

Spartaco Geppetti – Presidente nazionale ANPPIA

Pierpaolo Bombardieri – Segretario generale aggiunto UIL

Carlo Scotti – Vice presidente nazionale FIVL

Andrea Liparoto – Segreteria nazionale ANPI

Andrea Cuccello – Segreteria nazionale CISL

Roma, 16 aprile 2019

25 APRILE A COMO

Programma della sezione di Como “Perugino Perugini

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”

25 aprile 2019 NESSUNO ESCLUSO

per i diritti umani e sociali,  per la convivenza civile,  per la piena attuazione della  Costituzione, contro ogni fascismo e razzismo, scendi in piazza!

SABATO 20 APRILE

PORTA UN FIORE AL PARTIGIANO deposizione di un omaggio floreale sulle lapidi che ricordano i caduti partigiani in città a Como

ore 11.00 celebrazione dei partigiani che riposano al Cimitero di Albate-Como (via Caduti albatesi)  

MARTEDI’ 23 APRILE

Ore 21 Spazio Gloria – via Varesina 72 Como

Proiezione del film/documentario: QUANDO SCOPRIMMO DI NON ESSERE PIU’ ITALIANI (Evento Speciale – Festa del Cinema di Roma)

Il film descrive le vicende di italiani, ebrei e non ebrei, durante il periodo che va dalla pubblicazione delle leggi razziali (1938) alla deportazione dall’Italia (1943-1945). A parlare non sono solo i perseguitati, ma anche i persecutori e poi gli altri testimoni, cioè quella stragrande maggioranza di italiani che non aderirono all’applicazione delle leggi razziali, ma neanche si opposero. Un’opera originale su un tema di grande complessità, considerando che i pochi testimoni dell’epoca sopravvissuti sono molto anziani, la memoria collettiva si sta spegnendo e la conoscenza dei fatti delle giovani generazioni è sempre più labile. Il progetto ha l’ambizione di illustrare alle nuove generazioni – da punti di vista a volte contrapposti – cosa significarono in concreto, nella vita di tutti i giorni, le leggi razziali. Ad esempio cosa comportò per varie famiglie l’impossibilità di mandare i propri figli a scuola o l’improvvisa perdita del lavoro. Il documentario vuole infine raccontare quegli italiani che approfittarono della situazione, a volte con vero entusiasmo

Introduzione di Fabio Cani

Ingresso Libero

Promuovono: Arci Como e Anpi sezione di Como

con l’adesione di: Cgil Como, Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta, Como senza Frontiere, Osservatorio democratico sulle nuove destre di Como e provincia, Soci Coop Como, Ass. nazionale di Amicizia Italia cuba circolo di Como

GIOVEDI’ 25 APRILE

ore 8.45 celebrazione dei partigiani Giuseppe Frangi Lino e Giovanni Negrini, cimitero di Villa Guardia, frazione di Maccio

ore 9.45 celebrazione del partigiano Alfonso Lissi, cimitero del quartiere di Rebbio a Como, intervento rappresentante Associazione Alfonso Lissi

ore 11.00 celebrazione ufficiale, Monumento alla Resistenza Europea, Giardini a lago, Como.  A nome dell’ANPI interverrà dal palco LUIGINO NESSI. Saremo presenti con uno spazio informativo e stand con libri, magliette, bandiere e spillette.

ore 14.00 MANIFESTAZIONE NAZIONALE A MILANO, concentramento dei partecipanti al corteo lungo corso Venezia.

“Salvini non usi la lotta alla mafia per non onorare, con il dovuto rispetto, il 25 aprile”

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo

l Ministro dell’Interno ha dichiarato che sarà in Sicilia il 25 aprile per uscire “dal dibattito fascisti-comunisti” e parlare di liberazione dalla mafia. È istituzionalmente doveroso che Salvini esca dalla sua brutale propaganda contro una festa nazionale che ricorda tante donne e uomini sacrificatisi per ridare all’Italia la libertà sottratta dalla violenza e dai crimini del fascismo e del nazismo. La liberazione dalla mafia è una battaglia quotidiana – come ci testimonia continuamente Don Luigi Ciotti – condotta con passione e impegno da magistrati, forze dell’ordine, giornalisti e sacerdoti, non uno strumento retorico da usare per non onorare con il dovuto rispetto l’antifascismo e la lotta partigiana.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

9 aprile 2019

VALERIO ONIDA A COMO SABATO 6 APRILE

Per il sesto ed ultimo appuntamento dei corsi di Storia della Resistenza.

Ultimo appuntamento dei corsi di Storia della Resistenza sabato 6 aprile nella sede del CNA in via Innocenzo XI a Como, ore 15,00:

Valerio Onida giurista e accademico italiano, professore emerito di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano , terrà una lezione su:

RESISTENZA E COSTITUZIONE.

ascolta l’audio dell’incontro cliccando qui

“Irresponsabile e faziosa la mozione del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia. Basta con l’uso politico della storia!”

Comunicato della Segreteria nazionale ANPI sulla mozione del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia di accusa all’ANPI e all’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di riduzionismo o addirittura negazionismo sul dramma delle foibe

La mozione del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia di accusa all’ANPI e all’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea del Friuli-Venezia Giulia di riduzionismo o addirittura negazionismo sul dramma delle foibe e dell’esodo, rappresenta una inaccettabile censura perché nega libertà e legittimità alla ricerca storica in base ad un pregiudizio di ordine politico e ideologico. È gravemente faziosa perché assume l’opinione degli estensori come inconfutabile verità, mentre in particolare in questa regione occorrerebbe bandire qualsiasi uso politico della storia e approfondire la conoscenza e il confronto su basi scientifiche. È un atto di irresponsabilità, perché, strumentalizzando il terribile dramma delle foibe, fomenta un clima di odio e di rivincita e riapre tensioni del passato con i Paesi confinanti, in particolare Slovenia e Croazia. Distorce e falsifica la legge che punisce “l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”. Si permette di delegittimare l’ANPI e l’Istituto regionale per la storia della Resistenza, rivelando così un intollerabile spirito di vendetta non solo verso questi istituti al servizio della Repubblica, ma specialmente verso la Resistenza. L’ANPI non si farà certo intimidire da questi grotteschi tentativi di sanzionare chi da settant’anni custodisce la memoria della Resistenza e difende la Costituzione; nello stesso tempo l’ANPI denuncia il disegno oscurantista e autoritario che sta prendendo piede nel nostro Paese e di cui questa mozione è una prova gravissima e lampante.

LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

1 aprile 2019

QUINTA LEZIONE DEI CORSI DI STORIA DELLA RESISTENZA

Sabato 30 marzo a Tremezzo

Impeccabile lezione del prof. Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta, sulla Resistenza nel comasco dal 25 luglio 1943 al 25 aprile 1945.

“Non sono fascista, nè filofascista e non vi è alcuna probabilità che lo diventi fino a quando durerà la lode e la tutela della violenza, fino a quando i nati della stessa terra si chiameranno “dominati” e “dominatori” e non già soltanto “fratelli”. Lettera di Pier Amato Perretta al figlio Giusto.

Corrado Lamberti, presidente della sezione Anpi Centro Lago
Sonia Botta, vicesindaco della Tremezzina
Mauro Guerra, sindaco della Tremezzina

QUINTO APPUNTAMENTO DEI CORSI DI STORIA DELLA RESISTENZA

Sabato 30 marzo a Tremezzo

Sabato 30 marzo alla villa Mainona di Tremezzo, in via Regina 22, alle ore 15,00 avrà luogo il quinto appuntamento dei corsi di Storia della Resistenza.

L’argomento della nuova lezione sarà:

La Resistenza nel Comasco 1943 – 1945

Relatore Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta.

Ingresso gratutito aperto a tutti.

CIAO TINA!

Si è spenta a Roma la compagna Tina Costa, componente del Comitato Nazionale ANPI e Vice Presidente Vicario del Comitato Provinciale di Roma, una partigiana che non ha mai smesso di lottare per gli ideali di libertà e giustizia sociale che l’avevano portata da ragazza a partecipare alla Resistenza.
Veniva da una famiglia di socialisti e comunisti del 1921 e aveva imparato presto a resistere e rifiutare ogni forma di fascismo. È stata un esempio di instancabile militanza comunista, prima nel Pci e poi in Rifondazione, di impegno antifascista in tutte le battaglie contro ogni discriminazione e razzismo, per la democrazia, la difesa e l’attuazione della Costituzione, per i diritti di tutte e tutti. La partigiana che aveva rischiato la vita per liberare il paese dall’invasore e che in ogni manifestazione portava il fazzoletto tricolore dell’ANPI è sempre stata un’internazionalista impegnata nella solidarietà con le lotte di liberazione dei popoli, da Cuba alla Palestina ai curdi. La bambina che a 7 anni rifiutò di indossare la divisa di “figlia della lupa” ha portato per anni nelle scuole la sua testimonianza invitando le nuove generazioni a tenere vivi i principi di libertà della Costituzione. Non c’è stata manifestazione in cui non si vedesse Tina presente e contenta di vedere giovani raccogliere l’eredità delle lotte per la libertà. Tina la ricordiamo con il volto gioioso con cui a pugno chiuso all’ultimo Gay Pride cantava insieme a migliaia di persone Bella ciao o l’insistenza con cui in ogni 25 aprile ci ricordava che “siamo tutti partigiani” e che la Resistenza vive nelle lotte di ogni giorno.

QUARTA LEZIONE DI STORIA DELLA RESISTENZA A UGGIATE

Non la Resistenza Europea, ma LE Resistenze Europee. Un excursus sulla storia dei movimenti di lotta al nazismo europei per capire l’Europa di oggi.

Questo il sunto della lezione di “Resistenza nell’Europa occupata 1940-1945″ tenuta dal prof. Claudio Silingardi, direttore dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri ieri, sabato 16 marzo, presso la Sala Meridiana di Uggiate Trevano.

audio della serata – scaricalo o ascoltalo direttamente qui

I


GUERRA IN ETIOPIA

L’uomo nuovo fascista

Satira di regime
Italia, 1935-1936. Cartolina umoristica disegnata da E. Ligrano.

Nel 1935-1936, tra le truppe italiane impegnate in Etiopia circolò un pacchetto di otto vignette satiriche, disegnate dal pittore Enrico De Seta. Pur essendo ben piccola cosa, nel quadro più ampio della propaganda fascista, esse rappresentano una specie di picco, nell’ambito della mentalità razzista che il regime stava elaborando, e che di lì a poco (nel 1938) avrebbe proposto agli italiani. Il primo dato che colpisce nelle cartoline illustrate da De Seta è la schiettezza, l’assenza di ipocrisia. La costruzione dell’impero è privata di qualsiasi missione civilizzatrice dell’uomo bianco. Questi, al contrario, è presentato come un soggetto che si reca in Africa perché può trovare a buon prezzo tutto ciò che gli manca in Europa: sesso, prestigio, potere.

In questo materiale satirico, gli africani sono privati di qualsiasi umanità. Le donne sono merce, oggetti da comprare e persino spedire come pacchi postali, mentre gli uomini sono guardati come animali. Il caso limite si avrà nell’equiparazione tra abissini ed insetti, quasi a giustificare che il gas sia l’arma più efficace (e opportuna) nei loro confronti.

In una vignetta disegnata da E. Ligrano, il negus è disprezzato secondo modalità che richiamano alla memoria lo squadrismo e il frequente ricorso che esso faceva all’olio di ricino come strumento per neutralizzare e umiliare gli avversari politici. In verità, al sovrano etiopico è somministrata della benzina: un trattamento che lascia trapelare la disponibilità all’eliminazione radicale di tutti coloro che si oppongono al nuovo dominio italiano e fascista. Il tutto accompagnato da un’esclamazione beffarda, non priva di precoci risvolti antisemiti (Bevi figlio di… Giuda).

Il regime educatore

Mussolini era fermamente convinto che non si poteva conquistare e conservare un impero, se la nazione impegnata in quell’impresa non aveva una fortissima consapevolezza della propria perfezione e della propria grandezza.

Occorreva ri-educare da zero gli italiani e costruire l’ uomo nuovo fascista, cioè costruire una sorta di nuova stirpe di conquistatori e di padroni, capaci di imporsi agli altri popoli proprio perché sicuri della loro superiorità. In questo impegnativo e grandioso processo finalizzato a rimodellare il carattere nazionale degli italiani, occorreva spazzare via qualsiasi sentimentalismo, per trasformare gli italiani stessi in veri fascisti.

L’italiano tradizionale doveva sostituire l’affetto per la mamma e la famiglia, con la dedizione appassionata al Duce e alla Patria; il mandolino (una vera ossessione di Mussolini, che nel 1935 vietò ai giornali di pubblicare fotografie di soldati italiani al fronte, mentre erano impegnati a suonare chitarre o mandolini), col moschetto; gli ideali cristiani di bontà e di amore per il prossimo, con la durezza e, là dove necessaria, la spietatezza.

Nel medesimo tempo, il regime disapprovò con energia sempre maggiore i risvolti erotici e le allusioni sessuali presenti nella propaganda razzista. Conquistatore e suddito dovevano restare separati, senza mescolanze e fraternizzazioni di alcun genere.Approfondimenti

  • Razza e Impero Il legame strettissimo esistente tra conquiste coloniali e politica razzista venne messo più volte in luce da Mussolini e dalla stampa fascista. Il Duce era convintissimo che gli imperi potevano durare nel tempo solo se i conquistatori avevano una fortissima consapevolezza della propria superiorità e se non si univano ai popoli dominati. La prevenzione della piaga del meticciato divenne un tema ricorrente e ossessivo, nei discorsi e nelle dichiarazioni di Mussolini. Il passo che riportiamo è tratto dal Libro del fascista e si presenta come una specie di catechismo razziale, finalizzato a spiegare con espressioni semplici la svolta razzista e antisemita operata dal fascismo dopo la conquista dell’impero.
  • Zoom immagineItalia, 1935-1936. Cartolina umoristica disegnata da E. Ligrano

Dal sito: cittadinanza attiva in assemblea