TERESIO OLIVELLI, IL RIBELLE PER AMORE

“Nell’ inferno della vita entra la parte più nobile dell’umanità, gli altri restano sulla soglia e si scaldano.” C. F. Hebbel

Teresio Olivelli nasce a Bellagio il 7 gennaio 1916 e muore nel lager di Hersbruck il 17 gennaio 1945. Grande influenze ebbe sulla sua formazione lo zio materno, don Rocco Invernizzi, parroco di Tremezzo, dove Teresio trascorreva le vacanze estive. Nel 1921 le difficoltà economiche costringono la famiglia a spostarsi da Bellagio a Carugo, poi nel ’23 a Zeme, in Lomellina, ed infine a Mortara. A partire dal 1931 Teresio frequenta, con il fratello Carlettore, il liceo classico di Vigevano.

Terminato il liceo, si iscrive nel 1934 alla facoltà di giurisprudenza di Pavia, ottenendo, a partire dal gennaio 1935, un posto gratuito presso il collegio universitario Ghislieri, dove rimane fino alla laurea, conseguita il 23 novembre 1938.

Nel 1940 è chiamato a Roma, al INCF ( Istituto Nazionale di Cultura Fascista), dove lavora solo otto mesi perché, allo scoppiare della seconda guerra mondiale, si arruola volontario, rifiutando l’esonero, e nel 1942 fa domanda per partire come sottotenente di Artiglieria Alpina, nell’armata italiana in Russia ( Armir). La campagna di Russia lo prova moralmente. Sopravvissuto con pochi altri della sua batteria, durante la ritirata si prende cura dei feriti, attardandosi con gravi rischi.

Quando rimpatria, il 6 aprile 1943, il suo distacco dal fascismo, già iniziato con le leggi razziali, è definitivamente consumato.

Risultato, a soli 27 anni, vincitore del concorso per il rettorato del Ghislieri mentre era in Russia, ottiene tre mesi di licenza per insediarsi.

L’8 settembre, essendosi rifiutato di giurare fedeltà alla Repubblica di Salò, viene deportato in Austria nel lager di Markt Pongau. Riesce a fuggire alla fine di ottobre e percorre a piedi il tragitto fino al confine italiano. Stabilitosi clandestinamente a Milano, entra nella Resistenza, ove svolge funzioni di coordinamento e collegamento tra il Comitato di Liberazione Nazionale locale e le Fiamme verdi, formazioni partigiane cattoliche di Brescia e Cremona. L’impegno maggiore lo profonde nel compito formativo e di propaganda degli ideali resistenziali cattolici, attraverso conferenze clandestine. In continuità con questo obiettivo realizza con i compagni di lotta Carlo Bianchi e Claudio Sartori la rivista Il Ribelle, comparsa il 5 marzo 1944, alla quale può collaborare solo per i primi due numeri, redigendo il programma-manifesto e la Preghiera del ribelle per amore, uno dei testi più belli della letteratura partigiana.

Arrestato in seguito ad una delazione il 27 aprile 1944 insieme a Carlo Bianchi, finisce in isolamento a San Vittore, dove viene torturato. L’intervento dell’arcivescovo Schuster lo salva, con altri, dalla fucilazione e il 9 giugno viene trasferito nel campo di concentramento di Fossoli.

Prescelto insieme a Bianchi tra i 70 che la mattina del 12 luglio sono destinati alla fucilazione per rappresaglia, riusce a fuggire, rimanendo nascosto per un mese all’interno del campo. I tedeschi lo scoprono alla vigilia dello sgombero del campo e lo trasferiscono a Bolzano-Gries e poi, all’inizio di settembre, al campo di lavoro di Flossenburg. Lì, grazie alla sua conoscenza della lingua tedesca, si offrendo come interprete, cercando di alleviare le sofferenze dei suoi compagni di prigionia, difendendendoli dalle punizioni e distribuendo la scarsa razione di cibo supplementare che riceveva. In settembre, pur essendo già stato destinato al servizio burocratico, decide volontariamente di seguire gli italiani, Odoardo Focherini tra gli altri, avviati al campo di eliminazione di Hersbruck, dove nuovamente si offre come interprete nel tentativo di alleviare le condizioni dei compagni; tuttavia, in quel contesto ancora più atroce, ogni gesto altruistico gli costa percosse quotidiane.

Il 31 dicembre 1944, già gravemente deperito, riceve un violento calcio allo stomaco da un kapò polacco mentre tenta di soccorrere un malato.

Morì dopo una lunga agonia il 17 gennaio 1945, il suo corpo fu cremato.

Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, la chiesa cattolica ha da tempo avviato un processo di beatificazione.

Il Ribelle - n. 1

SEMINARI SULLA RESISTENZA COMASCA

Continuano gli appuntamenti dell’Istituto di Storia Contemporanea P.A. Perretta sulla Resistenza, la seconda parte è dedicata alla Resistenza nel Comasco.

Primo appuntamento venerdì 17 gennaio, ore 17,30 in via Brambilla 39 a Como, nella biblioteca dell’Istituto di Storia.

2. RESISTENZA E LOTTA POLITICA A COMO

1943-1945

SEMINARI DI APPROFONDIMENTO E DISCUSSIONE

INGRESSO LIBERO

venerdì 17 gennaio 2014 ore 17,30

MORANDI, COPPENO E LA NARRAZIONE DELLA RESISTENZA A COMO

Giuseppe Coppeno, Como dalla dittatura alla libertà

Renato Morandi, Memorie storiche dell’attività partigiana nella zona del Lago di Como

Renato Morandi, Azioni partigiane e rastrellamenti nazifascisti” nel lecchese e comasco

Relatori: Carlo Galante, Elisabetta Lombi, Gerri Caldera

 

venerdì 31 gennaio 2014 ore 17,30

Mario Martinelli, Aspetti e problemi del movimento cattolico comasco dal 1919 al 1945

Relatrice: Rosaria Marchesi

 

venerdì 14 febbraio 2014 ore 17,30

La Resistenza nel Lecchese e nella Valtellina.

Ricerca coordinata dal prof. Franco Catalano negli anni 1960-1970 Dattiloscritto inedito

Relatore: Gabriele Fontana – Presenta: Giuseppe Calzati

 

venerdì 28 febbraio 2014 ore 17,30

Marco Gatti, La stampa comasca nella Repubblica Sociale Italiana

Cesare Piovan, Como 1943- 45 l’emergenza postale

Ne discutono gli autori

 

venerdì 14 marzo 2014 ore 17,30

Roberta Cairoli, Nessuno mi ha fermata – Antifascismo e Resistenza

nell’esperienza delle donne del comasco 1922-1945

Con l’autrice ne discutono Patrizia Di Giuseppe e Marinella Fasani

 

venerdì 28 marzo 2014 ore 17,30

Gabriele Fontana, La banda “Carlo Pisacane”

Daniele Corbetta, Taccuino degli anni difficili

Con gli autori ne discutono Fabio Cani e Giuseppe Calzati

 

venerdì 4 aprile 2014 ore 17,30

Marco Pippione, Como dal fascismo alla democrazia

Rosaria Marchesi, C’era la guerra

Ne discutono Gerri Caldera e Rosaria Marchesi

PROSSIMI APPUNTAMENTI 2014

DOMENICA 19 GENNAIO – TREMEZZO – ORE 10,30

Come tradizione, ritrovo a Tremezzo, davanti alla chiesa parrocchiale ( in riva al lago)

per la commemorazione di Teresio Olivelli.

MARTEDI’ 21 GENNAIO – CIMA DI PORLEZZA

Commemorazione dell’eccidio dei sei Martiri di Cima.

Ritrovo nella piazza di Cima di Porlezza alle ore 10 per chi vuole salire a piedi al cimitero. Altrimenti il ritrovo è al cimitero, dove si può arrivare direttamente in auto, alle 10,30.


RICORDO DI ENRICO CARONTI, 23 DICEMBRE

Carissimi,
come certo sapete, il 23 dicembre ricorre il 69° Anniversario della barbara uccisione del Partigiano Enrico Caronti “Romolo”. La sezione Anpi “Est Lago Tino Gandola” lo ricordera nel pomeriggio di lunedì 23 con la deposizione di una corona al monumento di Blevio alle ore 15.00.
Anche a Menaggio, luogo della barbara uccisione di Caronti, ci sarà un altro momento di ricordo al mattino di lunedì 23 alle ore 10,00 presso il cimitero. L’invito è esteso a tutti.
Per Comitato Provinciale Anpi Como, Antonio Proietto

23 DICEMBRE ,ENRICO CARONTI

Carissimi,
come certo sapete, il 23 dicembre ricorre il 69° Anniversario della barbara uccisione del Partigiano Enrico Caronti “Romolo”. La sezione Anpi “Est Lago Tino Gandola” lo ricordera nel pomeriggio di lunedì 23 con la deposizione di una corona al monumento di Blevio alle ore 15.00.

Anche a Menaggio, luogo della barbara uccisione di Caronti, ci sarà un altro momento di ricordo al mattino di lunedì 23 alle ore 10,00 presso il cimitero. L’invito è esteso a tutti.

Per Comitato Provinciale Anpi Como, Antonio Proietto


LAMBRUGO, 20 DICEMBRE

LAMBRUGO – VENERDI’ 20 DICEMBRE

SETTANTESIMO ANNIVERSARIO DEL SACRIFICIO DI GIANCARLO PUECHER

Ore 9.45 Spettacolo teatrale del gruppo “Ipotesi di teatro” rivolto agli studenti delle scuole.

Ore 20.30 Deposizione delle corone alla presenza delle autorità comunali di Erba e di Lambrugo.

Ore 21 Consiglio straordinario con l’amministrazione di Lambrugo;a seguire consegna degli assegni di merito agli ex allievi della scuola media statale Puecher che hanno conseguito la maturità nell’anno scolastico 2012/2013 con il massimo dei voti.

SABATO 21 DICEMBRE

Ore 16 nella sala mostre della biblioteca comunale conferenza dal titolo:

“Giancarlo Puecher e la resistenza in Brianza” a cura del professore Emilio Galli.

ANNIVERSARIO: CHICO MENDES 1988 – 2013

Domenica 22 dicembre saranno passati 25 anni da quella terribile sera nella quale Chico Mendes, sindacalista e ambientalista, veniva ucciso a Xapurì, in Amazzonia, a soli 44 anni, sulla porta della sua casa. Ucciso dai fratelli Alves Da Silva, potenti proprietari terrieri e allevatori, ucciso  perché si opponeva alla distruzione della foresta e difendeva i diritti elementari dei popoli che vivono dei suoi prodotti.

Nel 1988, l’anno della sua morte, Chico Mendes lavorava alla creazione di una “riserva estrattiva” di caucciù nel seringal Cachoeira, espropriato dallo Stato alla famiglia latifondista Alves da Silva che l’aveva a sua volta illegalmente acquisito da dei piccoli proprietari terrieri. È l’anno in cui nasce l’Unione democratica rurale (o UDR) un sindacato che compie in realtà azioni paramilitari in tutto lo stato, minacciando ripetutamente Chico Mendes, che denuncerà alla polizia i nomi dei suoi futuri sicari. Nel terzo congresso della CUT Mendes denuncia i delitti della UDR, ed espone la tesi congressuale “In difesa del popolo della foresta” davanti ai 6000 delegati che lo eleggeranno segretario generale per acclamazione.

Ricordiamo, dopo 25 anni, il coraggio e l’eroico insegnamento del più famoso ambientalista dell’America Latina.

E ricordiamo che lo sfruttamento del territorio amazzonico da parte del capitale brasiliano e internazionale continua ininterrotto: industrie minerarie e del legname, imprese di agro-business e grandi latifondi per l’allevamento di bovini. Mentre per i popoli della foresta è luogo di produzione di risorse per la sopravvivenza e, soprattutto, uno spazio di costruzione sociale, di relazioni umane, di valori culturali e di un’etica

PASSEGGIATA A RAMPONIO

70° ANNIVERSARIO DEL GIURAMENTO DI RAMPONIO

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GIORNATA BELLISSIMA, E NON SOLO METEREOLOGICAMENTE!

Grazie a tutti i partecipanti, un ringraziamento particolare al sindaco di Ramponio, signora Donata Volpi, che ha voluto essere con noi, a don Remo Giorgetta, che ci ha parlato di don Scacchi, il parroco antifascista di Ramponio e grazie anche all’organizzatrice, Gigliola Foglia.

Un ringraziamento anche al partigiano Lissi, fratello di Alfonso Lissi, che ha voluto essere presente per portare la sua testimonianza.

CI SIAMO CONTATI: PER UNO STRANO SCHERZO DEL DESTINO ERAVAMO PROPRIO 23, COME I PARTIGIANI DEL GIURAMENTO!