PROVOCAZIONE ALLA SEDE DELL’ ANPI NAZIONALE

Roma, provocazione alla sede dell’Anpi

Scritte inneggianti al criminale Erich Priebke e svastiche.

Questa la “firma” dei teppisti in camicia nera lasciata nella notte sui muri della sede nazionale dell’Anpi a Roma.

“Il solito vile atto – si legge in un comunicato della Segretria nazionale dell’Associazione – di chi ancora non cede di fronte all’unica e sacrosanta verità della storia: il nazismo e il fascismo furono esclusivamente regimi sanguinari che hanno portato l’orrore della guerra e dell’odio razziale in tutta Europa e oltre”.

“L’ANPI proseguirà, senza farsi intimidire da alcuno, nel suo quotidiano impegno di promozione dei valori di giustizia, pace, libertà e democrazia che hanno animato la Resistenza e riconquistato il Paese alla civiltà

DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE

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Si vuole imporre, con tempi incompatibili con quelli della democrazia, l’approvazione in prima lettura da parte della Camera dei deputati dell’abnorme procedimento di revisione della Costituzione.
La forzatura, già evidente nel disegno di legge che stravolge una essenziale norma di garanzia come l’articolo 138, viene così trasferita anche sul terreno delle procedure parlamentari.
Il taglio dei tempi per l’esame da parte della Camera, già per sé inaccettabile, assume i caratteri di un colpo di mano estivo, con la pretesa di concludere tutto entro il primo agosto. L’assicurazione secondo la quale la Camera “lavorerà anche di notte” trascura un rilevantissimo dato istituzionale politico. Quel che accade in parlamento non è questione interna di una istituzione autoreferenziale. È una vicenda che, incidendo profondamente sulla Costituzione, deve consentire all’opinione pubblica di seguire adeguatamente le discussioni e di far sentire la propria voce. Diventa legittimo, allora, il ricorso da parte delle opposizioni a tutti gli strumenti che possono impedire un esito tanto negativo e che consentono di richiamare l’attenzione dei cittadini. L’ostruzionismo, non dimentichiamolo, nasce come strumento per opporsi alla “tirannia” di una maggioranza.
Quando il sistema democratico è in discussione, alle opposizioni spetta innanzitutto il compito di frenare le derive rischiose, qual è la manipolazione della Costituzione, manipolazione per la quale, da parte degli aspiranti costituenti, si dice che “questa è la buona occasione” (linguaggio e concetto da “colpo grosso”). Ma, alle opposizioni consapevoli delle necessità del momento che viviamo spetta anche proporre e sostenere iniziative virtuose. Poiché oggi gli equilibri istituzionali e politici sono gravemente insidiati dalla mancata riforma della legge elettorale, sarebbe segno di responsabilità che il Movimento 5 stelle, assieme alle altre opposizioni partitiche e a tutti coloro che sono a disagio entro i loro partiti, dichiarassero la loro piena disponibilità per uscire dalla presente situazione di stallo, stabilendo accordi per un’azione comune.

Gaetano Azzariti (Convenzione per la Democrazia costituzionale)

Sandra Bonsanti (Libertà e Giustizia)

Luigi Ferrajoli (Comitati Dossetti)

Raniero La Valle (Comitati Dossetti)

Stefano Rodotà (Convenzione per la Democrazia costituzionale)

Gustavo Zagrebelsky (Libertà e Giustizia)


Libertà e Giustizia, 26 luglio 2013

IL PRESIDENZIALISMO CHE VIENE DALL’ ALTO

IL PRESIDENZIALISMO CHE VIENE DALL’ ALTO


Aspettando quel peggio che deve ancora arrivare, sappiamo che quest’anno non ci sono vacanze per nessuno. Grava sui pensieri di tutti lo spettro della doppia crisi, economica e istituzionale, che è ormai tra noi, autentico dominus della vita pubblica e privata. Resta solo, consci che le bizzarrie della Storia non ci consentono di prevedere sbocchi identici al passato, il dubbio su quanta e quale democrazia ci resterà alla fine.
Sapendo che è una corsa a perdere.
Barbara Spinelli ci parla di un novecento che lei conosce molto bene. Costituzionalisti e storici come Gustavo Zagrebelsky denunciano le ferite al sistema istituzionale, altri, come Rodotà denunciano la crisi della società dei diritti. Tutti gli economisti ci preparano, appunto, al peggio.
A incupire i pensieri di tanti cittadini ci sono ormai anche due problemi.
1) esiste qualcuno, singolo o forza politica, che porta più responsabilità di altri per questa drammatica situazione?
2) la pacificazione invocata e suggellata con le larghe intese, la ricerca ossessiva di mettere insieme Pdl e Pd contro le scelte degli elettori è risultata una strategia utile a vincere le due crisi oppure le ha fomentate dando loro il valore di una assoluta necessità istituzionale? Ha fatto bene oppure ha sbagliato il Presidente della Repubblica a sostenere e quasi a imporre questa scelta?
Ce n’è per perdere il sonno, la lucidità, la voglia di partecipare ancora alla vita politica di un Paese che si dibatte fra dubbi del genere.
Possiamo solo dire alcune cose e ribadirle tra noi, minoranze inascoltate.
Primo: non possiamo tacere, questo è il tempo delle parole, delle prese di posizione, del parlar chiaro. Pazienza se gli appelli si susseguono. Peggio assai sarebbe il silenzio.

Secondo: riteniamo sbagliato aver messo mano, in queste condizioni e con questi personaggi, allo smantellamento della seconda parte della Costituzione. Non così si fanno le riforme necessarie, non violando l’articolo 138. Non imponendo tempi di dibattito, togliendo la parola persino al Parlamento che sarà comunque limitato nella facoltà di influire.
Terzo: sì, ci sentiamo oppressi da una cappa di raccomandazioni da parte del Presidente della Repubblica, convinto che il ricorso frequente alle urne sia una patologia. Se di patologia si tratta, e potremmo anche dargli ragione, non la si cura certo dall’alto, imponendo scorciatoie e accusando di antipolitica chiunque dissenta. Non la si cura di certo sognando De Gaulle e la Repubblica presidenziale.
Quarto: responsabilità. Gli intellettuali, la società civile in questi anni hanno parlato: a contatto col territorio hanno visto crescere motivi e ragioni della disaffezione prima e della rabbia poi. La risposta a chi chiedeva partiti diversi e’ stata: senza questi partiti non c’è democrazia.
Abbiamo fatto la nostra parte. Siamo soddisfatti? Certo no. Ma l’auto assoluzione generale, il rifiuto di guardare in faccia colpe e sottovalutazioni, ci fa orrore.

Sandra Bonsanti, Libertà e Giustizia, 24 luglio 2013

SPAGHETTATA ANTIFASCISTA

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Bellissima serata alla Cooperativa Moltrasina, tanta convivialità e musica resistente.

Un ringraziamento a Mauro per l’organizzazione e a Giampiero, il cuoco.  Un abbraccio e un ringraziamento anche a tutti coloro che sono stati con noi, con la promessa di ritrovarci di nuovo l’anno prossimo!

A presto metteremo anche le foto della serata.

Ciao!

Eliana

25 LUGLIO 2013 – GIU’ LE MANI DALLA COSTITUZIONE

Manomettere la Costituzione con un finto sostegno popolare
 
Gira in rete un link al sito del Governo http://www.partecipa.gov.it/index.html per la compilazione di un questionario finalizzato a conoscere l‘opinione degli italiani sulle modifiche da apportare alla nostra Costituzione, elaborato da Gaetano Quagliariello (ministro per le riforme  e “capo” della commissione dei saggi). E’ una campagna di finta democrazia ( in quanto i risultati  potranno rafforzare il processo di revisione costituzionale, si dice in premessa, ma non impedirlo), astutamente studiata nelle domande e nelle probabili risposte per dimostrare la necessità  e l‘€™urgenza di modificare la legge fondamentale dello Stato.
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25 LUGLIO 1943 – L’ARRESTO DI MUSSOLINI

70 ANNI FA

Quel lontano 25 luglio 1943 si aprì alle 2 del mattino con il voto nel Gran Consiglio del Fascismo all’ordine del giorno presentato da Dino Grandi (19 sì su 28 votanti) e si concluse alle 22.45 di sera con il comunicato radiofonico: «Sua maestà il re e imperatore ha accettato le dimissioni dalla carica di capo di governo di sua eccellenza Benito Mussolini… Ed ha nominato capo del governo, primo ministro e segretario di Stato il Cavaliere, Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio».

Seguirono due proclami, uno del re in cui comunicava di aver assunto il comando delle forze armate e uno di Badoglio, che spense l’euforia durata una giornata: «Assumo il governo militare del Paese con pieni poteri. La guerra continua…»

LETTERA DI ADOLFO VACCHI ALLA FIGLIA

Mia cara figlia,
oggi è giorno di libertà, di redenzione, di
ebbrezza: qui a Milano sembriamo tutti ubriachi
ed i più assennati sembrano pazzi…
Gli altri non ci sono più, tutti sfasciati, non più
francobolli, non più ritrattoni gorilleschi e grotteschi.
Esultate, esultate!!
Oggi il popolo esplode dopo 249 mesi di oppressione
e di compressione: per me è il giorno più bello
della vita, così lungamente, tormentosamente
ma fiduciosamente atteso! Esultate!
Vorrei scrivere la lettera più bella che io abbia
mai scritto, bella come la libertà sognata e
di cui spunta l’alba, (scriverò con più calma)
ma sono stanco, sfinito, tu mi conosci e mi
capisci! “Viva la libertà!”
Non posso dire altro, non posso scrivere né
descrivere le 16 ore di tripudio personale e
collettivo. Il fascismo è stato travolto,
finito in un attimo, per sempre!

W la libertà
Tuo Adolfo
Tuo Padre

ore 15 del 26-7-1943 anno I dell’Era Nuova

credere obbedire combattere
capire    sapere    pensare

Milano, 26 luglio 1943

SERATA ANTIFASCISTA – 25 LUGLIO A MOLTRASIO

ANPI PROVINCIALE DI COMO – COOPERATIVA MOLTRASINA

 Famiglia Cervi

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“Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo, ma la più bella parlata che ricordo è stato il bollore della pasta che cuoceva.”

Alcide Cervi

25 LUGLIO – ORE 20,30

pastasciutta antifascista

MOLTRASIO – COOPERATIVA MOLTRASINA

Il 25 luglio 1943 il cav. Benito Mussolini venne fatto arrestare dal re d’Italia Vittorio Emanuele III. Quel giorno si pensò che il fascismo fosse definitivamente abbattuto, finito, e che anche la guerra avrebbe presto avuto termine. Era finita la paura! Fu un momento di grande gioia e di grandi speranze, e tutti gli italiani scesero nelle piazze a festeggiare. A Campegine, dove viveva, Alcide Cervi, il padre dei sette fratelli, pensò di festeggiare quello storico avvenimento nel modo che era a lui più congeniale, condividendo con tutti gli amici e i conoscenti la sua felicità. Mandò i bambini e le donne a cercare grano e farina nei campi e nei casolari, fece preparare nell’aia una grande tavolata e invitò tutto il paese a mangiare la pastasciutta fatta dalle donne di casa Cervi. Fu un evento memorabile. Qualche mese dopo Benito Mussolini sarebbe stato liberato e avrebbe fondato la Repubblica di Salò, e qualche tempo dopo ancora, tutti i sette fratelli Cervi sarebbero stati uccisi dai nazifascisti. Ma quel giorno, sull’ aia di casa Cervi, c’era solo la gioia e l’ allegria di stare insieme.

E’ così che dopo la Liberazione, ogni anno, la gente ancora si ritrova a Campegine ( la gente del paese, ma anche delle campagne vicine e delle città attorno a Reggio Emilia) a ripetere il rito della pastasciutta sull’ aia di casa Cervi.
La pastasciutta è gratis, la preparano i volontari, le sedie spesso non bastano e ci si deve stringere, ma la bellezza di stare tutti insieme, fra liberi e uguali, è un’emozione a cui nessuno riesce a rinunciare.

E ogni anno, come quella sera, fra canti e risate rivive la famiglia Cervi, i fratelli e i loro figli, e rivive quello spirito di Resistenza che è il ricordo più prezioso che rimane nei cuori di tutti i partecipanti.

E poichè le cose belle non muoiono mai, da quest’anno si è pensato di ampliare a tutte le città d’Italia questa tradizione straordinaria. Alla Cooperativa Moltrasina, a Moltrasio, giovedì 25 luglio ci sarà una Pastasciutta Antifascista, al prezzo modico di 5 euro, per tutti coloro che vorranno festeggiare insieme a noi quell’anniversario. Ci sarà la luna, il panorama incantevole del lago, l’allegria e soprattutto ci saremo tutti noi antifascisti !!

Vi aspettiamo!

Per prenotazioni: Trattoria Cooperativa Moltrasina  Tel. 031-290316

  http://moltrasina.blogspot.it/

https://anpicomo.net/wp-content/uploads/2013/07/d2001-serataantifa.jpg


si pensò d’un tratto che il fascismo fosse finito, morto, abbattuto. E allora papà Cervi, il capo e saggio papà Cervi mandò donne e bambini a cercare farina e grano rimasti nelle campagne e nei casolari. Mandò a chiamare le persone.  Era finito il fascismo, la guerra e la paura e tutti, dico tutti, uscirono dalle case per andare a mangiare la pastasciutta fatta dalle donne nell’aia di Casa Cervi. Era il 25 luglio del 1943 e qualche mese dopo Mussolini sarebbe ritornato a capo della Repubblica di Salò e qualche mese dopo ancora i sette fratelli Cervi sarebbero morti uccisi dai fucili dei tedeschi venuti a prendere proprio loro. Ma quella sera là ogni cosa brutta era lontana e c’era solo il tempo di stare insieme, nella stessa aia e senza paura. – See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/24376/la-pastasciutta-antifascista-di-casa-cervi/#sthash.kB0CDGw4.dpuf


MILANO, 19 LUGLIO

“PAOLO BORSELLINO, IL MAGISTRATO,

L’ UOMO, IL SUO IMPEGNO CIVILE”

IL 19 LUGLIO 2013,

AUDITORIUM SOCIETA’ UMANITARIA,

via S, Barnaba 48,  MILANO


ore 18,30


incontro pubblico con Carlo Smuraglia e Nando Dalla Chiesa, coordina Mario Portanuova


ore 21,00

proiezione del film documentario ” 19 luglio 1992. Una strage di Stato”.


Ingresso libero


Organizzato da ANPI, Scuola di Formazione Politica Antonino Capponnetto, Radio Popolare di Milano, Libera, Societa Umanitaria.


CASO ABLYAZOV L’ANPI CHIEDE LA VERITA’

Rimpatrio forzato della moglie e della figlia del dissidente kazaco. L’Anpi: vogliamo la verità

“Sequestro” della moglie e della figlia di un personaggio (Ablyazov), dissidente del Kazakistan, e del loro imbarco forzato, all’aeroporto di Ciampino: una vicenda, che, nonostante ogni “ripensamento”, resta comunque incredibile. Mentre resta difficile credere che non ci siano responsabilità politiche e le colpe siano tutte di funzionari poco rispettosi della legge e dei diritti umani. In ogni caso, è una vicenda sulla quale non può e non deve essere messa la sordina. Questo è quanto si legge nell’ultimo numero di Anpi News.

Ancora una vicenda preoccupante, che ci riporta di colpo ai tempi del sequestro di Abu Omar, che molti ricorderanno anche per la sua gravità, perché vi parteciparono servizi italiani ed americani. Questa volta si è trattato del “sequestro” della moglie e della figlia di un personaggio (Ablyazov), dissidente del Kazakistan, e del loro imbarco forzato, all’aeroporto di Ciampino, su un aereo diretto, appunto, a quel Paese. La vicenda, ha detto dapprima il Presidente del Consiglio, dev’essere chiarita fino in fondo.
Poi, dopo i primi accertamenti, si è concluso che si è trattato di un’operazione illegale, tant’è che è stata disposta la revoca del provvedimento di espulsione.
Il che significa che ora la signora potrebbe anche rientrare in Italia; ma è assai dubbio che il suo Paese, adesso, la lasci andare. Bisogna dire, con forza, che non è ammissibile che una donna e una bambina di sei anni siano state “sequestrate” e dopo un giudizio sommario consegnate ad un Paese ostile, che non offre alcuna garanzia né sulla loro incolumità, né sulla loro libertà.
Una vicenda, che, nonostante ogni “ripensamento”, resta comunque incredibile. Mentre resta difficile credere che non ci siano responsabilità politiche e le colpe siano tutte di funzionari poco rispettosi della legge e dei diritti umani. In ogni caso, è una vicenda sulla quale non può e non deve essere messa la sordina. Vogliamo la verità, tutta la verità; e vogliamo che chi ha “sbagliato” (chiunque sia!), una volta tanto, paghi. Non tanto perché invochiamo punizioni, quanto perché vogliamo davvero che certe vicende non possano verificarsi mai più. Esse sono incompatibili con la nostra tradizione e la nostra Costituzione, e mettono in discussione la nostra stessa libertà; perché due persone che “scompaiono” così, significano, in effetti, una perdita anche della nostra dignità e dei nostri diritti.

RADUNO NEONAZISTA A ERBA

COMUNICATO

L’ANPI e le associazioni antifasciste comasche esprimono tutta la preoccupazione per l’aumento di attività da parte di organizzazioni neofasciste e neonaziste presenti sul territorio.

Esprimono inoltre la propria preoccupazione per l’assenza di interventi da parte delle autorità anche di fronte a episodi di delinquenza come quello di Cantù, dove i neofascisti di Forza Nuova hanno imbrattato con scritte razziste i negozi gestiti da immigrati cinesi, o come quello del 25 aprile a Como quando sono stati coperti i manifesti del Comune affissi per la celebrazione della festa nazionale; in questi episodi si sommano gli aspetti dell’apologia del fascismo e del razzismo con veri e propri danneggiamenti, tutti reati contemplati dalle leggi, che restano impuniti.

Senza mettere in dubbio l’attività di costante monitoraggio svolto dalle autorità di Polizia nei confronti di queste forze sovversive, chiediamo però con forza che dal semplice controllo si passi ad una fase più concreta. Tali e tanti sono i fatti di questi ultimi mesi riconducibili agli ambienti neofascisti che diventa semplicemente difficile citarli tutti, ci limiteremo ai più eclatanti: Militia di Como è da sempre in stretti rapporti con alcune vecchie figure dell’eversione nera degli anni Settanta. Solo un paio d’anni fa, il 14 gennaio 2011, presso la sala della circoscrizione n. 4 a Camnago Volta, invitò a una pubblica conferenza Stefano DelleChiaie, ex capo di Avanguardia nazionale, e Giancarlo Rognoni, il leader milanese di Ordine nuovo, condannato per la tentata strage del 7 aprile 1973 sul treno Torino-Roma. Il 12 maggio scorso Militia ha presentato a Lecco (sempre in una sala di un consiglio di zona) il libro “Atmosfere in nero” di Mario Merlino, noto provocatore di Avanguardia nazionale ala fine degli anni Sessanta (passò alla storia per le sue infiltrazioni a sinistra). Dal canto suo, sempre a Como, il 27 gennaio 2012, Forza nuova organizzò nella sua sede in via Napoleona, 1 la proiezione di “Wissen macht frei”(“La conoscenza rende liberi”), il primo documentario negazionista dell’Olocausto edito in Italia, nell’occasione definito “pesce d’aprile ebraico”. La Digos ne sequestrò una copia. A organizzare l’evento fu Mirko Viola, arrestato nel novembre 2012, e successivamente condannato a due anni e otto mesi, “per associazione per delinquere facente capo alla Sezione italiana del sito Stormfront”, dedito, secondo il mandato di cattura, “alla diffusione di ideologie razziste”,  ma anche (secondo la sentenza) alla costituzione “di un gruppo operante con una struttura più ampia avente le caratteristiche tipiche di movimenti che ricordano lo spontaneismo armato di alcune formazioni di estrema destra operanti in Italia a cavallo degli anni ’80”. Nelle motivazioni della stessa sentenza, oltre alle minacce a giornalisti e a rappresentanti della comunità ebraica romana, è stato evidenziato anche il passo in cui Viola si dice pronto “a portare una bella testa di maiale grondante sangue da lanciare contro i mussulmani”. Evidentemente a questo tipo di atteggiamento si richiama la locandina approntata per la prossima “grigliata nostalgica” in territorio comasco, dove troneggia un maiale sorridente. Un palese omaggio in chiave razzista proprio a Mirko Viola, per altro nuovamente in carcere (a San Vittore) da pochi giorni per aver violato gli obblighi degli arresti domiciliari. Mentre arrivano le adesioni del veneto Fronte skinheads di Piero Puschiavo, dell’associazione Raido di Roma (un gruppo di fanatici di Evola e di Godreanu, il fondatore della Guardia di ferro rumena), di Maurizio Morelli dello spazio Ritter di Milano, dell’associazione Zenit (tra i promotori della manifestazione del 15 giugno scorso a Roma di tutta l’estrema destra in difesa del dittatore siriano Assad), del Gud di Trieste (Gruppo unione difesa), il rischio evidente è il possibile ripetersi in Lombardia di appuntamenti a carattere nazionale, con il convergere da più parti di militanti neonazisti, come già accaduto il 20 aprile a Varese (per il compleanno di Hitler) e a Milano, presso Rogoredo (organizzato dagli Hammer) il 15 giugno appena passato. Che non si tratti di una semplice grigliata fra amici, con contorno di danze nazirock (sul palco sono attesi i Malnatt e i Gesta Bellica), è più che evidente.

Sarebbe tempo di vietare appuntamenti di questa natura, luogo privato o meno, il cui scopo, in definitiva, è solo quello di propagandare l’odio razziale.

A tale scopo le associazioni e i partiti firmatari si impegnano ad attivare le forze politiche e i parlamentari della nostra circoscrizione al fine di avere un incontro con le autorità locali e a valutare altre iniziative a livello nazionale.

Aderiscono: ANPI, ARCI, Ass. ITALIA-CUBA, CGIL COORDINAMENTO COMASCO per la PACE, ISTITUTO di STORIA CONTEMPORANEA P.A. PERRETTA, PD, PdCI, PRC, SEL.