COMO, 2 GIUGNO FESTA DELLA REPUBBLICA

COMO, 2 GIUGNO 2014

PIAZZA CAVOUR

DALLE ORE 14,30

 

COSTITUZIONE RESISTENTE 2014

un pomeriggio di musica e parole:

– saluti dell’amministrazione pubblica di Como

– intervento dell’On. Renzo Pigni, vice presidente ANPI di Como

– musica con l’orchestra del Baule dei Suoni MUSICA SPICCIA e i 7GRANI

 

evento organizzato da:

ANPI sez. di Como, Arci Como, Arci Xanadù, Ass. Nazionale di amicizia Italia-Cuba circ. di Como, CGIL – camera del lavoro di Como, Comitato soci Coop di Como, ecoinformazioni, Emergency Como, Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta, Libera Como.

Patrocinio del Comune di Como.

 

PARMA, 2 GIUGNO

LA REPUBBLICA DEI MALFATTORI

Festa corale a Parma – IV edizione

 

Lunedì 2 Giugno 2014 – ore 17.00 (ore 16.00 corteo)

Piazzale Borri – Parma

Canti sociali e di lotta e aperitivo.

Un pomeriggio diverso per festeggiare la fine della monarchia, il 2 giugno 1946, e la vittoria della Repubblica, dopo i lunghi anni della dittatura fascista e della guerra.

Un aperitivo lungo e rumoroso, tra canti sociali e inni del movimento operaio internazionale, per non dimenticarci che la festa della Repubblica è la festa del bene comune e che non ha nulla a che vedere con l’esibizione del potere armato, con l’ostentazione della disponibilità ad uccidere, con la violenza militarista.

La Repubblica è il contrario della guerra, la Repubblica è la civile convivenza, la Repubblica è la solidarietà che unisce nella comune libertà, nell’eguaglianza di diritti, nella mutua solidarietà.

Per ricordarci che il 2 giugno è la festa della civiltà contro la barbarie; è la festa dell’antifascismo vittorioso; della Costituzione che ne è scaturita; della Repubblica bene comune, casa di tutti.

La festa della Repubblica dovrebbe ripudiare la guerra e qualsiasi sua rappresentazione. E dovrebbe inneggiare alla libertà.

Anche per questo dedicheremo l’intera giornata a Erri De Luca contro il quale, il 5 giugno prossimo, si terrà un’udienza preliminare del Tribunale di Torino che lo accusa di “istigazione a delinquere” per le sue dichiarazioni a favore della lotta contro la Tav.

 

Noi dedicheremo i nostri canti di libertà a lui, perché la libertà di opinione è sacrosanta, soprattutto quando si esprime contro un sopruso quale è quello che si compie in Val di Susa verso migliaia di cittadini.

 

«Le mie parole sulla lotta contro la Tav in Val di Susa stanno tra virgolette nel capo di imputazione firmato dalla Procura di Torino. Quelle parole stanno tra virgolette come prova del crimine. Quelle mie parole stanno in manette tra le virgolette. Non posso scioglierle ma posso ribadirle. L’opera Tav in Val di Susa è di catastrofica nocività per aria, acqua, suolo e salute pubblica di quella terra, oltre che grottescamente inutile. Da recidivo delle mie convinzioni dichiaro che va fermata, arrestata e pertanto sabotata» (Erri De Luca)

 

Questa è la Repubblica dei Malfattori

 

PARTECIPANO:

Banda dei Malfattori, Coro di Micene (Milano), Le Chemin des Femmes (Modena), Pane e guerra (Bergamo), Vie del Canto (Genova), Coro dei malfattori (Parma)

 

La Festa inizia alle 17.00 ma alle 16.00, per chi vuole, un corteo festante inizierà ad aggirarsi per le sonnolente strade del centro…

Alla fine, invece, aperitivo per tutti.

MILANO, 2 GIUGNO

Festa della Repubblica alla Loggia dei Mercanti

Milano / 2 giugno 2014

 

A Milano il Comitato permanente antifascista per la difesa dell’ ordine repubblicano ha promosso per lunedì 2 giugno, in piazza Mercanti, dalle ore 10 alle 13, un’iniziativa per la festa della Repubblica e della Costituzione.

Il luogo scelto è significativo e ideale.

La Loggia dei Mercanti raccoglie i nominativi dei combattenti per la Libertà che hanno lasciato l’eredità più preziosa, costituita dalla Costituzione repubblicana.

Tutti sono invitati a intervenire e partecipare numerosi per ricordare quel 2 giugno del 1946 quando gli Italiani scelsero la Repubblica e votarono per l’elezione dell’Assemblea Costituente.

L’appello per il 2 giugno del Comitato permanente antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano

Il 2 Giugno segna la nascita della Repubblica, frutto della lotta antifascista e della Guerra di Liberazione. Il referendum del 2 giugno 1946 ha dato la vittoria alla Repubblica, alla parte più avanzata dell’Italia, a quella parte che aveva assimilato lo spirito della Resistenza e che voleva una società di progresso, democratica, dove ai lavoratori per primi fosse riconosciuto il ruolo di protagonisti della nuova società.
Lo stesso giorno in cui il voto popolare decretava la fine della monarchia, l’Assemblea Costituente venne investita del compito di dare al nuovo Stato italiano, sorto dalle rovine di quello fascista, una nuova Carta costituzionale. La Costituzione di cui quest’anno ricorreva il 66° anniversario dell’entrata in vigore, è nata dalla Resistenza, e la Resistenza è il fondamento storico dello Stato nel quale viviamo.
Molti articoli della Costituzione rivelano la preoccupazione, sentita dai Costituenti, di non ricadere negli errori e nelle vergogne del regime fascista e di predisporre le acconce difese. Ma nella Costituzione appare anche la volontà, l’impegno di trasformare il presente, di camminare in una direzione progressista a democrazia avanzata, con l’obiettivo di costruire un nuovo Stato e una nuova società.
La nostra Costituzione, profondamente antifascista, in ogni suo articolo esprime principi in contrasto non solo col fascismo in camicia nera ma con tutti i fascismi e gli autoritarismi comunque si presentino.
Il contributo dei lavoratori per liberare il Paese dal nazifascismo, con gli scioperi del marzo 1943 e del marzo 1944, di cui quest’anno ricorre il settantesimo anniversario è riconosciuto e sancito nella stessa struttura portante della Carta Costituzionale, a partire dall’articolo 1 nel quale si afferma che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.
Stiamo attraversando una crisi recessiva gravissima che colpisce l’Italia e l’Europa. Se non si inverte rapidamente la rotta, rischiamo di toccare il punto di non ritorno. Rischiamo di assistere alla frattura sociale e al collasso del sistema istituzionale. Non può sopravvivere una società con livelli così alti di disoccupazione giovanile, con un indice crescente di mortalità delle imprese, con una così forte de-industrializzazione, con migliaia di lavoratori che vengono continuamente espulsi dalla produzione. La nostra bussola deve rimanere il lavoro, perché altrimenti, senza lavoro, sarà impossibile anche ricostruire le istituzioni su una base di consenso.
I problemi che abbiamo di fronte sono difficili e complessi e richiedono, impegno, rispetto dei principi, delle regole e della impalcatura costituzionale fondata sull’equilibrio e la divisione dei tre poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) che sono alla base della democrazia repubblicana. Ma occorre soprattutto, per cambiare il Paese, che la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza sia attuata nei suoi principi e nei suo valori fondamentali.

Milano, il Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano.

http://anpisezionezona1.wordpress.com/2014/05/27/2-giugno-festa-della-repubblica-e-della-costituzione-appello-e-manifestazione/

COMO, CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE PROVINCIALE

 
Cari amici e compagni, 
 
è convocata per
 
sabato 31 maggio ore 15.00
 
presso il salone Bertolio via Lissi 6 a Rebbio Como
 
la Conferenza di Organizzazione Provinciale dell’ANPI.
 
Sarà presente Gennaro Pannozzo Responsabile Organizzazione Regionale ANPI
 
L’assemblea è aperta a tutti gli iscritti.
 

Invitiamo le organizzazioni territoriali a promuovere la partecipazione.

CIAO DON|

Don Gallo - 06521-1

E’ passato un anno dalla scomparsa di don Andrea Gallo, il prete partigiano.

Sorriso, sciarpa rossa e sigaro sempre in bocca. Così era Don Gallo, il prete indomito che aveva scelto di stare con gli ultimi. Gridava ai giovani: «Alzate la testa! Voi siete il futuro», ricordava alle piazze l’importanza della democrazia, cantava Bella Ciao durante la messa e predicava il sesto Vangelo, quello «secondo De André».

Ricordava a tutti l’importanza del Vangelo e della Costituzione.

E poi le sue battute, gli scherzi, il suo modo di saper prendere la vita con gioia e allegria, la sua inesauribile energia,l’aiuto che ha saputo dare a chi ne aveva bisogno, agli emarginati, a quellitroppo spesso dimenticati dalla società

L’Anpi lo ricorda con affetto e rimpianto. Ci manchi, Don!

https://www.youtube.com/watch?v=do5gaOIAPYQ

 

Don Andrea Gallo è stato un presbitero e partigiano italiano, di fede cattolica e ideali comunisti, anarco-cristiani e pacifisti, prete di strada fondatore e animatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova. ( Da Wikipedia)

70° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELL’ANPI

70° anniversario della fondazione dell’ANPI

 

Il 6 e 7 giugno p.v. l’ ANPI celebrerà a Roma il 70° anniversario della sua fondazione, che avvenne appunto il 6 giugno 1944, in Campidoglio, a soli due giorni dalla liberazione della città Roma. I promotori, partigiani delle formazioni cittadine e delle brigate che avevano operato a ridosso dei due fronti, di Cassino e Anzio, nel deporre le armi e dedicarsi all’avvio della democrazia nella città ritornata capitale d’Italia, vollero creare un sodalizio che riunisse i reduci, fosse di sostegno ai familiari dei caduti, promuovesse gli ideali patriottici, di libertà e solidarietà umana che avevano animato la Resistenza e spinto molti di loro ad unirsi ai combattenti del rinnovato esercito italiano integrato nelle forze armate alleate. A tali propositi l’ANPI è stata coerentemente fedele in questi 70 anni di vita repubblicana, perseguendo il bene comune, nel nome dei valori democratici che la Costituzione ha recepito dagli oppositori al regime fascista e dal popolo italiano che nella grande maggioranza ha espresso e sostenuto la lotta partigiana contro occupanti nazisti e collaborazionisti subendo anche innumerevoli stragi, persecuzioni di innocenti ed atti di vera barbarie.

A partire dal 2006, l’ANPI si è poi arricchita della presenza e partecipazione attiva di molti “antifascisti” che si riconoscevano nelle sue finalità statutarie e di tantissimi giovani. Ciò ne fa oggi una prestigiosa garante del rispetto, difesa ed attuazione della Costituzione e dei valori che in essa sono espressi. Una garanzia che nasce non solo dalla presenza di più di 130.000 iscritti, ma anche dalla autorevolezza di un’Associazione che è stata definita, in un importante documento giudiziario, come “erede e successore” dei valori resistenziali. Insomma, un’Associazione fortemente radicata nel migliore passato del nostro Paese, ma che guarda costantemente al futuro, nella speranza che si realizzino al meglio i sogni, le attese e le speranze dei combattenti per la libertà.

Nel pomeriggio di venerdì 6 giugno a partire dalle ore 17 avvieremo solennemente la celebrazione nella Sala Protomoteca del Campidoglio a Roma, Città medaglia d’oro al valor militare del Risorgimento e della Guerra di Liberazione. Qui alla presenza di Istituzioni, Autorità, associazioni, cittadine e cittadini, e dirigenti dell’Associazione, l’ANPI rinnoverà l’impegno di servizio alla comunità con l’apporto delle nuove generazioni che ne assicurano e assicureranno la continuità.

È in corso di definizione il programma del giorno 7 giugno. Ne daremo conto presto su questa pagina.

COMO/LECCO PROSSIME NIZIATIVE

VENERDI’ 23 MAGGIO

COMO,VIA BRAMBILLA 39

ORE 17,30

Biblioteca dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”


Per il ciclo di seminari ” L’incerto futuro del passato” Resistenza e lotta politica a Como 1943-1945

Marco Pippione, Como dal fascismo alla democrazia

Rosaria Marchesi, C’era la guerra

(Valido anche come corso d’aggiornamento per insegnanti) Relatori Gerri Caldera e Rosaria Marchesi

Ingresso libero

 

SABATO 24 MAGGIO

LECCO, VIALE LOMBARDIA 7

ORE 17,30

Circolo Arci Promessi Sposi

Le reti per la fuga, l’espatrio e l’occultamento dei militari alleati e degli ebrei. Bergamo-Lecco-Como la frontiera della Svizzera

Organizzano: ‘Associazione Banlieue con la collaborazione del Circolo Arci Promessi Sposi di Lecco

Aderiscono: L’ Istituto di storia della Resistenza e contemporanea di Bergamo. L’ Istituto di storia contemporanea di Como. Il Centro Studi Schiavi di Hitler di Cernobbio, Aned di Sesto San Giovanni/Monza,

Ingresso libero

ROMA, 29 APRILE, UNA QUESTIONE DI DEMOCRAZIA

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Roma, 29 aprile, Teatro Eliseo. Sono solo le 16 del pomeriggio e già il teatro è gremito. Ci sono rappresentanti di tutte le sezioni: uomini anziani coi capelli bianchi, moltissime le donne e i giovani coi fazzoletti al collo. E’ il popolo festoso e colorato dell’Anpi. Li guardi che si salutano e si abbracciano e ti senti bene, sei felice di far parte di questa bella associazione. Sulle ringhiere del palco ci sono quelli che attaccano le bandiere e gli striscioni delle sezioni. I rappresentanti dell’Anpi di Palermo girano per il teatro a salutare, regalano libri e cartoline della sezione : mi raccomando, vi aspettiamo a Palermo! Venite a trovarci per il primo maggio! Mi siedo e una signora mi offre una caramella: vuole? no, grazie, molto gentile. Sono dell’Anpi di Rimini, mi dice. Ci guardiamo e ci stringiamo la mano sorridendo.

L’incontro inizia con i saluti agli ospiti: applausi scroscianti per Sandra Bonsanti, di Giustizia e Libertà e per i delegati CGIL. C’è anche Cesare Salvi del PD, Pippo Civati e qualcuno ha visto, dice, Fassina.

Dopo le presentazioni prende la parola Carlo Smuraglia: “occorre ampliare gli spazi della democrazia e bisogna restituire la parola ai cittadini, quella parola che è stata loro tolta con la legge elettorale chiamata Porcellum. Qualcuno va dicendo che bisogna fare le riforme in fretta in nome della governabilità: la rappresentanza dei cittadini è in primo piano rispetto alla governabilità. Ed è enorme che si faccia una modifica alla Costituzione per risparmiare, come si va dicendo, dei soldi!

Al contrario, differenziare il lavoro delle due camere vuol dire fare le leggi con ponderazione, riflettendoci bene e non è stato raro, in passato, il caso in cui il Senato ha fatto migliorare le leggi in esame. Bisogna mantenere il sistema elettivo per mantenere una camera “alta”, e bisogna fare una legge elettorale che sia rappresentativa della volontà dei cittadini.” Smuraglia parla anche di “ liberismo sfrenato e di rigorismo ingiustificato”. La platea applaude con entusiasmo. Ultimo accenno al pericolo delle nuove destre.” c’è tanto bisogno di una maggiore attenzione alla rinascita in Europa dei movimenti di estrema destra, quando non dichiaratamente neo-nazisti, un tema colpevolmente assente nelle campagne elettorali in corso per il parlamento europeo. Strano – conclude Smuraglia- la parola antifascismo i nostri attuali governanti non la pronunciano mai”.

E’ la volta di Stefano Rodotà. Grandissimi applausi da parte dei presenti. Qualcuno lo saluta:” Ciao, professorone!” Tutti ridono e applaudono.

Le prime parole di Rodotà sono in ricordo di Arturo Carlo Iemolo, Parri, Cotignola, Calamandrei, che si opposero alla legge truffa del ’53. “Allora la chiamarono legge truffa, dice Rodotà, ma era ben poca cosa in confronto al premio di maggioranza in discussione oggi.: se la Costituzione non è di competenza esclusiva dei ‘professori’, non è nemmeno proprietà del Presidente del Consiglio, ma del popolo italiano, che deve essere informato correttamente e coinvolto nel processo decisionale di eventuali modifiche. Chi ci chiama professoroni usa un termine dispregiativo nei confronti della cultura, c’è un forte disprezzo per la cultura in Italia, nell’ultimo ventennio abbiamo assistito a una forte regressione culturale. Ma l’ autonomia della politica dalla cultura genera qualcosa di molto rozzo. Al contrario, il contatto con la cultura libera la politica dalla soggezione degli interessi.” C’è l’attacco a Renzi: “Renzi ha dichiarato di voler abolire il segreto di Stato: abolisca allora anche il segreto di Stato sull’accordo del Nazareno, perchè non si sa ancora su quale accordo il Senato nei prossimi giorni discuterà!” e infine si parla di “una cultura politica tesa a mantenere le posizioni di potere, dopo questa riforma sul Senato si consegnerà una Camera nelle mani del vincitore delle prossime elezioni”.

Lunghissimi applausi al termine del discorso di Rodotà, ma è un’autentica ovazione quando il prof. Ferrara attacca con le parole ”cari compagni e compagne”.

Gianni Ferrara solleva il problema del principio di legalità: “la legge elettorale attualmente in vigore è stata dichiarata incostituzionale: può un governo eletto con una legge elettorale incostituzionale varare delle modifiche alla Costituzione? Un Stato moderno deve essere prima di tutto rappresentativo. Il Porcellum ha compresso diritti e prodotto interessi. In un Paese civile, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, la legalità doveva essere ripristinata, tornando al voto con una legge elettorale come il Mattarellum. Oggi viviamo in un colpo di Stato continuato.” Parole forti. Ferrara ricorda che di governabilità in Italia si parla fin dal 1979/1980 e fu Craxi ad iniziare, parlando di presidenzialismo e di Trilaterale. In realtà si vorrebbe sostituire al criterio della ‘rappresentanza’ parlamentare quello della ‘investitura’ di un capo dell’esecutivo con poteri quasi assoluti. “In quegli anni, dice Gianni Ferrara, la domanda di democrazia che veniva da ogni parte del Paese era troppa, e doveva essere compressa, fu così che incominciò la contro-rivoluzione.” E sul premio di maggioranza: “la governabilità non è un principio, ma un obiettivo. La vera maggioranza, in un Paese, sono gli elettori e ciò che gli elettori esprimono con il loro voto. Dare ad una lista il 52% dei seggi significa togliere a degli elettori ciò che essi avevano votato”.

Sia Ferrara che Rodotà si sono associati all’appello che era stato lanciato in apertura dal presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia per una azione unitaria finalizzata a fornire ai cittadini una informazione oggettiva sui reali contenuti delle ‘riforme’ all’esame del Parlamento, e per rifiutare l’imposizione di scelte affrettate dettate solo da esigenze elettorali, inaccettabili su temi così rilevanti.

L’incontro all’Eliseo è terminato. Non resta che accomiatarsi. Il popolo dell’Anpi torna alle belle città.

I video:

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/04/29/riforme-rodota-renzi-tolga-segreto-di-stato-dallaccordo-del-nazareno/276659/

http://video.repubblica.it/dossier/governo-renzi/rodota-renzi-leva-il-segreto-inizi-dal-patto-del-nazareno/164240/162730