MILANO: MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA

MILANO

SABATO 29 NOVEMBRE

MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA DELL’ ANPI DI MILANO

NELLA GIORNATA DEL TESSERAMENTO

 

Sulla base delle notizie apparse sulla stampa dovrebbe svolgersi a Milano un raduno neonazista degli Hammerskin, con band musicali provenienti da diversi Paesi europei.

Il raduno nenoazista, per i suoi contenui antisemiti e razzisti si pone in aperto contrasto con i principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, con le leggi Scelba e Mancino e costituisce una inaccettabile offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza.

L’ANPI Provinciale di Milano fa appello alle forze politiche democratiche, alle istituzioni, e alle autorità perchè intervengano per impedire che il raduno si svolga ancora una volta a Milano,come avvenuto lo scorso anno nel quartiere di Rogoredo.

L’ANPI di Milano si rivolge  in particolare al Sindaco Giuliano Pisapia, al quale chiede una sua autorevole pubblica presa di posizione in cui si ribadisca che, soprattutto in vista  del 70° anniversario della Liberazione, Milano, capitale della Resistenza, non venga invasa e oltraggiata da simboli e manifestazioni neonaziste e neofasciste che offendono la memoria dei Caduti per la Libertà.  

L’ANPI Provinciale di Milano si ritroverà, sabato 29 Novembre a partire dalle ore 14, in via Mercanti, davanti alla Loggia, luogo emblematico della Resistenza milanese, per la giornata nazionale del tesseramento che assumerà quindi il carattere di una ferma e unitaria risposta a questa ennesima provocazione neofascista e per riaffermare il carattere antifascista della nostra Carta Costituzionale.

Chiamiamo sin d’ora le Associazioni della Resistenza, le forze politiche democratiche, i cittadini, a partecipare  alla mobilitazione da noi promossa per ribadire la nostra ferma opposizione al preoccupante ripetersi di iniziative e manifestazioni antisemite, razziste e xenofobe che si ripetono a Milano, città antifascista, democratica e multietnica.   

 

Milano, 13 Novembre 2014

Roberto Cenati

Presidente ANPI Provinciale di Milano  

 

 

Sulla base delle notizie apparse sulla stampa dovrebbe svolgersi a Milano un raduno neonazista degli Hammerskin, con band musicali provenienti da diversi Paesi europei.

 

Il raduno nenoazista, per i suoi contenui antisemiti e razzisti si pone in aperto contrasto con i principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, con le leggi Scelba e Mancino e costituisce una inaccettabile offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza.

 

L’ANPI Provinciale di Milano fa appello alle forze politiche democratiche, alle istituzioni, e alle autorità perchè intervengano per impedire che il raduno si svolga ancora una volta a Milano,come avvenuto lo scorso anno nel quartiere di Rogoredo.

 

L’ANPI di Milano si rivolge  in particolare al Sindaco Giuliano Pisapia, al quale chiede una sua autorevole pubblica presa di posizione in cui si ribadisca che, soprattutto in vista  del 70° anniversario della Liberazione, Milano, capitale della Resistenza, non venga invasa e oltraggiata da simboli e manifestazioni neonaziste e neofasciste che offendono la memoria dei Caduti per la Libertà.  

 

L’ANPI Provinciale di Milano si ritroverà, sabato 29 Novembre a partire dalle ore 14, in via Mercanti, davanti alla Loggia, luogo emblematico della Resistenza milanese, per la giornata nazionale del tesseramento che assumerà quindi il carattere di una ferma e unitaria risposta a questa ennesima provocazione neofascista e per riaffermare il carattere antifascista della nostra Carta Costituzionale.

 

Chiamiamo sin d’ora le Associazioni della Resistenza, le forze politiche democratiche, i cittadini, a partecipare  alla mobilitazione da noi promossa per ribadire la nostra ferma opposizione al preoccupante ripetersi di iniziative e manifestazioni antisemite, razziste e xenofobe che si ripetono a Milano, città antifascista, democratica e multietnica.   

 

 

 

Milano, 13 Novembre 2014

 

Roberto Cenati

Presidente ANPI Provinciale di Milano  

 

 

Sulla base delle notizie apparse sulla stampa dovrebbe svolgersi a Milano un raduno neonazista degli Hammerskin, con band musicali provenienti da diversi Paesi europei.

 

Il raduno nenoazista, per i suoi contenui antisemiti e razzisti si pone in aperto contrasto con i principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, con le leggi Scelba e Mancino e costituisce una inaccettabile offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza.

 

L’ANPI Provinciale di Milano fa appello alle forze politiche democratiche, alle istituzioni, e alle autorità perchè intervengano per impedire che il raduno si svolga ancora una volta a Milano,come avvenuto lo scorso anno nel quartiere di Rogoredo.

 

L’ANPI di Milano si rivolge  in particolare al Sindaco Giuliano Pisapia, al quale chiede una sua autorevole pubblica presa di posizione in cui si ribadisca che, soprattutto in vista  del 70° anniversario della Liberazione, Milano, capitale della Resistenza, non venga invasa e oltraggiata da simboli e manifestazioni neonaziste e neofasciste che offendono la memoria dei Caduti per la Libertà.  

 

L’ANPI Provinciale di Milano si ritroverà, sabato 29 Novembre a partire dalle ore 14, in via Mercanti, davanti alla Loggia, luogo emblematico della Resistenza milanese, per la giornata nazionale del tesseramento che assumerà quindi il carattere di una ferma e unitaria risposta a questa ennesima provocazione neofascista e per riaffermare il carattere antifascista della nostra Carta Costituzionale.

 

Chiamiamo sin d’ora le Associazioni della Resistenza, le forze politiche democratiche, i cittadini, a partecipare  alla mobilitazione da noi promossa per ribadire la nostra ferma opposizione al preoccupante ripetersi di iniziative e manifestazioni antisemite, razziste e xenofobe che si ripetono a Milano, città antifascista, democratica e multietnica.   

 

 

 

Milano, 13 Novembre 2014

 

Roberto Cenati

Presidente ANPI Provinciale di Milano  

MILANO NIGUARDA: TERMINATO IL MURALE

niguarda antifascista, un murales per ricordare due tra le figure più limpide della resistenza milanese: stellina vecchio e gina galeotti bianchi (lia)
 
Il murales è finito.

Un lavoro dedicato ad Alberto Codevilla, Nicoletta “la ribelle”  e Renato Vercesi, tre compagni che hanno arricchito l’ANPI di Niguarda ciascuno con la sua umanità e che purtroppo non hanno potuto vedere il nostro lavoro. Possiamo solo dire che a loro è dedicato e che anche nel loro nome è stato fatto.

Grazie ai tanti che ci hanno scritto, mandato mail, messo mi piace in FB sulle foto.

A loro il nostro ringraziamento e la richiesta di aiutarci a tenere viva la memoria storica. Per esempio tesserendosi all’ANPI. Già nel 2014 abbiamo fatto 22 tessere nuove (nel 2015 vorremmo fare di più). Ai ragazzi che lo hanno realizzato con tanta cura il nostro abbraccio.

Ai critici su FB (anche ai “nostalgici” dei treni che arrivavano in orario) l’assicurazione che anche le loro critiche saranno esaminate con attenzione e quando lo riterremo opportuno accolte.
E questo perchè

“…Durante la Resistenza ci battemmo per la libertà di tutti: la nostra, quella di chi non partecipava, quella di chi era contro.”
(Arrigo Boldrini, Comandante ‘Bulow’)

Vi metto un link:

se ci cliccate venite invitati a scaricare un file “zippato” che una volta scaricato vi permetterà di avere decine di foto del murales fatte da un professionista della fotografia che ringrazio per la sua  disponibilità (Sauro Sorana).

https://app.box.com/s/00zyb6o96cci7k3kx55p

Ora e sempre, resistenza.

Il Direttivo sezione ANPI Martiri Niguardesi

 

MILANO, SABATO 15 NOVEMBRE

15 NOVEMBRE, ORE 15

MILANO –  MUSEO DEL RISORGIMENTO

 

Resistenza e lotta armata in città. Con David Bidussa, Luigi Borgomaneri, Santo Peli, Giovanni Scirocco, Claudio Silingardi

I Gap, componente esigua ma rilevante del movimento di Resistenza, occupano un posto marginale nella memoria collettiva e nella storiografia resistenziale. Due ragioni spiegano tale marginalità: da un lato i Gap combattono secondo le modalità classiche del terrorismo, cioè con uccisioni mirate di singoli individui e con attentati dinamitardi; dall’altro sono organizzati e diretti dal Partito comunista, e dunque restano, durante e dopo la Resistenza, connotati politicamente in modo molto piú marcato delle altre formazioni partigiane. Quella dei Gap viene dunque in prevalenza percepita come «un’altra storia», su cui si sono esercitati anatemi con piú virulenza che sulla Resistenza in generale. Nell’immaginario collettivo, alcuni dei piú intricati nodi politici ed etici della lotta resistenziale messi in evidenza dalla pratica del terrorismo urbano continuano, ancor oggi, ad essere schiacciati tra deprecazioni calunniose e acritiche esaltazioni, che prescindono da una reale conoscenza dei fatti. Questioni cruciali come il rapporto fra gappismo e resistenza armata, il tema della rappresaglia, il problema del consenso fra la popolazione vanno quindi analizzati nell’unico contesto che li rende comprensibili, nella storia della Resistenza.

In collaborazione con INSMLI

MONSELICE: UNA PIAZZA DEDICATA A MUSSOLINI

Monselice:

l’assessore vuole una piazza intitolata a Mussolini

 

È lunare la proposta di un assessore comunale di Monselice: intitolare a Benito Mussolini una nuova Piazza cittadina in frazione di San Bortolo.

In che mondo abbia vissuto, su quali libri abbia studiato la storia il sig. Andrea Tasinato, non è chiaro.

Forse non sa che l’apologia del fascismo è un reato o forse lo sa ma la voglia di far parlare di sé è stata più forte di ogni altra più ragionevole e lecita considerazione.

Ovviamente è insorta l’Anpi che oltre a mobilitarsi per denunciare la vergogna della proposta ha chiesto al sindaco di dissociarsi dal suo assessore in camicia nera.

Ecco la presa di posizione diffusa dalla presidente provinciale ANPI di Padova Floriana Rizzetto.

L’ANPI di Padova e provincia invita tutte le associazioni, le forze politiche e sociali, i comitati e i movimenti che si riconoscono nei valori dell’antifascismo, nonché tutti i cittadini che hanno a cuore la Costituzione Repubblicana nata dalla Lotta di Liberazione a partecipare alla manifestazione-presidio che si terrà SABATO 8 NOVEMBRE dalle 10 alle 13 in Piazza Mazzini a Monselice.

Con questa presenza pacifica e, ci auguriamo, numerosa, l’ANPI vuole ribadire la sua ferma opposizione alla irricevibile proposta avanzata, nei giorni scorsi, dall’Assessore Comunale di Monselice Andrea Tasinato, che vorrebbe intitolare a Benito Mussolini la piazza della frazione di San Bortolo.

L’ANPI è già intervenuta, sulla stampa locale ed in un apposito incontro con il Sindaco di Monselice, ribadendo la condanna, non suscettibile di revisione storica, sull’operato di Benito Mussolini: egli tolse con la violenza a tutti gli Italiani le libertà democratiche, promulgò nel 1938 vergognose leggi razziste, scatenò guerre imperialiste e coloniali, trascinò, infine, il nostro Paese nella guerra di aggressione più tragica, che segnò la rovina d’Italia.

L’ANPI chiede dunque al Sindaco di Monselice di assumere un atteggiamento fermo ed esplicito di dissociazione e di condanna rispetto all’operato dell’Assessore Tasinato; questo Assessore ha infatti negato, nei fatti, la sostanza dei valori della Costituzione, su cui il Sindaco di Monselice ha giurato.

Né si dimentichi che l’apologia di fascismo è un reato, perseguito dalle leggi vigenti, e che ad un rappresentante delle istituzioni si richiede il rigoroso rispetto delle leggi. L’ANPI ricorda infine che la proposta di Tasinato di riabilitare il fascismo e il suo capo si inserisce all’interno di fenomeni, italiani ed europei, di reviviscenza del neofascismo, del neonazismo, del razzismo, della xenofobia, dell’omofobia che suscitano in tutti i democratici preoccupazione e che esigono vigilanza e mobilitazione democratica.

PROFANAZIONE DEL SACRARIO DI SAN MARTINO

 

COMUNICATO DELL’ANPI PROVINCIALE DI MILANO

L’ ESECRAZIONE DELL’ ANPI  DI MILANO PER LA PROFANAZIONE DEL SACRARIO DEL SAN MARTINO

L’ANPI Provinciale di Milano esprime la sua profonda esecrazione per la profanazione del Sacrario del San Martino, avvenuta sabato 1 novembre 2014.

I militanti neofascisti che si sono persino fatti fotografare hanno piantato nel terreno duecento rune in legno e, al posizionamento delle rune, hanno aggiunto la svastica e il fascio littorio.

Questa oltraggiosa e ignobile azione che si pone in aperto contrasto con i principi su cui si fonda la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza, offende i combattenti e i caduti della battaglia del Monte San Martino, tra cui il colonnello Carlo Croce, insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria. La battaglia del San Martino, del novembre del 1943, alla quale parteciparono numerosi combattenti milanesi, costituisce uno dei primi e significativi esempi di opposizione all’occupazione nazifascista e viene  ricordata come l’episodio che diede inizio alla lotta partigiana nel Nord Italia.

 

L’ANPI Provinciale di Milano manifesta la sua preoccupazione per il rifiorire di movimenti neonazisti e neofascisti nel cuore dell’Europa e nel nostro Paese che si contrappongono ai valori della libertà, della solidarietà, della pace, della tolleranza, su cui è fondata la nostra civiltà.

Mentre ritiene indispensabile sviluppare, per contrastare i rigurgiti neofascisti e neonazisti, una vasta controffensiva sul piano ideale, culturale e storico, chiede l’intervento delle istituzioni e delle autorità competenti e l’applicazione della legislazione vigente perché episodi vergognosi come quelli della profanazione del Sacrario del San Martino non si debbano più ripetere.

 

Milano, 3 Novembre 2014

 

Roberto Cenati

Presidente ANPI Provinciale di Milano   

RESTITUIRE L’ONORE AI SOLDATI GIUSTIZIATI NEL ’15-’18

COMUNICATO ANPI SEPRIO

4 NOVEMBRE 2014, GIORNATA DELLE FORZE ARMATE

 

Restituire l’onore ai soldati giustiziati durante la guerra 1915-18.

 

Si celebra oggi la Festa dell‘Unità Nazionale – Giornata delle Forze Armate e del Combattente a perenne ricordo di tutti coloro che presero parte alla prima guerra mondiale ed agli altri conflitti bellici.

Ma questa celebrazione è ancora incompleta, non riflette lo spirito dell’Unità nazionale compiutamente. Non è ancora un giorno in cui tutti gli italiani si possono riconoscere fino a quando non verranno restituiti dignità e onore ai soldati giustiziati durante la grande guerra 1915-1918 accusati di insubordinazione.

Molti soldati infatti furono obbligati a combattere in una guerra in cui non credevano, costretti dalle loro povertà, dal ricatto e dalle rappresaglie.

 

E molti si rifiutarono di imbracciare il fucile contro un altro popolo con il quale avevano fraternizzato fino a poco tempo prima, perché toccavano con mano l’inutilità della guerra.

Per questo loro convincimento essi furono fucilati, nel corso della grande guerra, vittime di singole esecuzioni o di decimazioni sommarie effettuate “sul posto senza processo” e del rigore spietato della Giustizia militare italiana.

Più di mille sono stati i militari vittime di tali esecuzioni i quali  sono spesso stati uccisi semplicemente per mantenere l’ordine tra le truppe stremate dalla fatica o ancor più banalmente per dare l’esempio ai commilitoni oppure perché non condividevano gli ordini sbagliati e privi di buon senso dei loro superiori.

Nelle lettere di soldati al fronte, ce ne sono alcune dove si legge: “Ma perché combattiamo per conquistare il Carso? È una terra brulla e non coltivabile”. Altre invece che imprecavano contro il re,reo di averli mandati al massacro.

 

Ancora oggi tutti questi soldati non figurano nell’elenco ufficiale dei caduti, sono rimossi dalla coscienza collettiva e dimenticati.Spesso coperti da vergogna ed ignominia.

 

Vogliamo ricordare che molti paesi come la Francia, la Germania e la Gran Bretagna già da tempo hanno avviato iniziative pubbliche e legislative per “restituire l’onore” ai soldati fucilati “per dare l’esempio”,perchè non divenisse endemica tra le truppe l’opposizione alla guerra.

 

 

Per quanto riguarda l’Italia è arrivato il momento di pubblicare tutti i loro nomi,  raccogliere e sistematizzare la loro storia, di iscriverli negli elenchi ufficiali dei caduti, di fare conoscere tutte le loro lettere di condanna della guerra inviate al re ed ai loro comandanti, di denuncia della corruzione dei comandi militari, di fare luce, insomma, su vicende oscure della storia della Grande Guerra.

Non c’è proprio più nessun motivo perché questo materiale, che è stato utilizzato da famosi registi per documentare la spietatezza della guerra come  nei fims “La grande guerra” di Mario Monicelli, ”Uomini contro” di Francesco Rosi, ”Non uccidere” di Claude Autant-Lara, quest’ultimo film proiettato a Firenze nel 1961 da Giorgio La Pira, nonostante il divieto, con un coraggioso gesto di disobbedienza civile, continui ad essere occultato, non divulgato, se non quello della retorica bellica e nazionalistica.

 

Non è questo quindi un giorno di gloria, ma un giorno di riflessione sulle atrocità della guerra, sui lutti che essa provoca, sulle sofferenze della popolazione, sulla sua inadeguatezza e inutilità per risolvere i conflitti tra le nazioni.

 

Come appunto recita l’articolo 11 della nostra Costituzione nata dalla resistenza e dalla lotta di liberazione che afferma che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

 

È questo un giorno per ricordare fatti ed avvenimenti tremendi, come quelli della disfatta di Caporetto e delle responsabilità dei comandi militari, che sono state fatte ricadere sui poveri soldati che venivano fucilati sul posto perché cercavano di salvarsi la vita difronte ad un fuggi fuggi generale; è un giorno per non perdere la memoria di che cosa è stata la prima guerra mondiale, dei suoi lutti e delle sue tragedie che colpirono tutto il nostro paese.

Come ANPI Seprio auspichiamo che l’attuale governo chiuda definitivamene il doloroso capitolo storico dei militari italiani che si sono rifiutati di combattere contro i loro nemici nella guerra 1915-18, e che sono stati trucidati per insubordinazione, reintegrandoli nella loro dignità umana e civile, restituendo finalmente loro l’onore e compiendo un’operazione di verità e di trasparenza, come hanno fatto gli altri paesi europei belligeranti.

Solo così possiamo chiudere definitivamente queste drammatiche vicende su cui non si è mai voluto fare luce e assegnare alla Festa dell’Unità Nazionale, il giusto ruolo nella costruzione del nostro Stato Repubblicano.

 

Anpi Seprio 2014