Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo
Ho accolto con gioia la notizia del
provvedimento del Gip di Agrigento che restituisce la libertà a Carola
Rackete. Una decisione che conferisce alta dignità e imprescindibilità
al lavoro di tante donne e uomini guidati esclusivamente dalla bussola
dei diritti e del rispetto della vita umana. Ma esprimo anche
indignazione e preoccupazione per il violento attacco al Gip da parte
del Ministro dell’Interno. La magistratura è un potere autonomo e
metterla in discussione, addirittura denigrarla quando non agisce in
modo corrispondente alle aspettative del Governo vuol dire superare il
limite consentito dal sistema costituzionale, tentare di sovvertire
l’ordine democratico dello Stato. Tutte le forze politiche che
sostengono questa linea eversiva sono corresponsabili.
Comunicato della Presidenza e della Segreteria nazionali ANPI
Assistiamo sgomenti e disgustati al
braccio di ferro sulla vita dei migranti della Sea Watch, mentre il
ministro dell’Interno schernisce in modo intollerabile la capitana della
nave e un ex ministro della Repubblica, Giorgia Meloni, avanza
l’incredibile proposta di “affondamento”. È una mostruosa regressione di
civiltà, oltre che di umanità, da parte di personaggi che dovrebbero
dare un esempio di responsabilità e di senso delle istituzioni. La legge
“sicurezza” dimostra sempre di più il suo vero volto xenofobico,
oltreché la sua impotenza: il porto di Lampedusa rimane chiuso solo per
le Ong, ma gli sbarchi continuano. È una guerra privata del ministro,
dopo che le pretestuose accuse contro le Ong stesse si sono sgonfiate
come bolle di sapone. Quella di Salvini non è una politica
sull’emigrazione, né c’è alcun governo del fenomeno, che invece andrebbe
disciplinato e regolato, tenendo sempre come bussola la Costituzione.
Si tratta esclusivamente di una propagandistica passerella di
intimidazioni, irrisioni e minacce. Cosa dice il Presidente del
Consiglio che, proprio in base alla Costituzione, “dirige la politica
generale del Governo e ne è responsabile”? Davanti alle grida inconsulte
per la difesa dei confini nazionali colpisce poi il silenzio
dell’Unione Europea, ancora una volta incapace di assumersi il compito
di gestire le emergenze umanitarie.
Lettera aperta al direttore del quotidiano La Provincia di Como
Egregio
direttore,
sono
il presidente Provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani
d’Italia, comitato di Como. Ho letto con molta attenzione l’articolo
a firma G.Cri. apparso sul quotidiano da lei diretto il giorno 14
giugno c.m. a pag. 43, e sono stato spiacevolmente colpito da alcune
affermazioni del sig. Carlo Colombo dell’Associazione Nazionale
Carabinieri (presumo in congedo) lì riportate.
Su
queste mi permetto alcune osservazioni.
La
prima si riferisce all’affermazione “Se non va bene all’ANPI, se
ne faccia una ragione, la libertà che volevano i Partigiani era ben
diversa da questo fascismo di sinistra….”: posso chiedere da
quale pulpito e con quali argomentazioni il sig. Colombo può fare
certe affermazioni? I valori per cui hanno combattuto i Partigiani,
ad alcuni sembrerà retorica, ma stanno scritti nella Costituzione,
dove di sicuro non sta scritto e non si giustificano frasi becere
quali “Noi abbiamo creato un corridoio culturale, ben diverso
dai corridoi umanitari che vogliono altri”. Sia la prima che la
seconda qualificano, anzi squalificano, chi le ha pronunciate.
In
merito all’invito a rivolgersi al Presidente della Repubblica per
avere spiegazioni circa l’onorificenza conferita allo Sciumbasci
Ibrahim Ali nel 1952 dall’allora Presidente Luigi Einaudi,
rispondiamo che: primo, non ci permetteremmo mai di chiedere
all’attuale Presidente ragione di atti imputabili ad altri; secondo,
non ce n’è la necessità. Se studiasse un po’ la storia invece di
esibirsi in pagliacciate, saprebbe che l’Italia, proprio in
riparazione dei danni prodotti con l’occupazione colonialista e
militare, su incarico dalle Nazioni Unite fu titolare
dell’Amministrazione Fiduciaria della Somalia Italiana dal 1950 al
1960. In quel periodo come riconoscimento economico a chi dopo la
guerra, essendo stato collaboratore degli occupanti aveva vita dura,
furono concesse benemerenze che permettevano, grazie a misere
pensioni di guerra, di sopravvivere. Nessuno dell’ANPI si è mai
sognato di chiedere la revoca di queste onorificenze, siamo
perfettamente coscienti che questa fu una forma di risarcimento, ma
da lì ad intitolare una strada ad un collaborazionista dell’esercito
fascista che sparava sui propri connazionali e che ebbe la disgrazia
di morire in combattimento contro gli inglesi in difesa della colonia
italiana e non della sua patria, Carabiniere o no, ce ne passa!
Per
concludere l’ANPI da subito ha chiesto la revisione di questa
delibera e ha proposto di titolarla ad un altro carabiniere morto per
difendere la Patria, abbiamo proposto Salvo d’Acquisto, vice
brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, Medaglia d’oro al valore
militare per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un
gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste.
Oppure si consultino le carte del “Fronte Clandestino di Resistenza
dei Carabinieri” guidato dal generale Filippo Caruso, tanto per
fare un esempio dei tanti: nomi se ne troveranno a centinaia e stiano
pur certi che ci troveranno presenti con le bandiere.
Non siamo noi quelli fuori dalla storia. Per stare nella storia bisogna scegliere da che parte stare. Noi stiamo dalla parte democratica della Repubblica Italiana, qualcun altro evidentemente vive nella nostalgia di passati regimi. A ciascuno il suo ruolo.
La
storia della Resistenza al nazifascismo e la Costituzione Italiana
sono e saranno sempre la nostra bandiera, il sig Colombo e la sua
Associazione se ne facciano una ragione.
Conoscere, capire e scegliere sono le parole chiave del Progetto ProMemoria. Un pensiero, una volontà, una scelta che vanno oltre la semplice spiegazione degli argomenti, dei fatti, ma vogliono accompagnare il lettore a riflettere, a pensare. Curiosità è l’atteggiamento che si propone di mettere in gioco per affrontare la lettura e l’analisi delle complessità che riguardano le vicende della nostra storia. Storia recente dal punto di vista cronologico: l’arco di tempo trattato è una virgola nell’enciclopedia della storia, la pagina prima dell’oggi; storia recente dal punto di vista sociale e politico: non conoscere può portare a rivivere. La suddivisione in capitoli propone ProMemoria come un libro multimediale da leggere, vedere, ascoltare in cui ognuno può costruire la propria mappa, i propri criteri di lettura sapendo che, ad ogni evento, ne è collegato inevitabilmente un altro: la storia, appunto. Diverse chiavi di lettura per contribuire ad un approccio calato sulle diverse età ed esperienze dei fruitori. Uno strumento destinato a tutti. Indipendentemente dall’età, è necessario conoscere, capire e scegliere.
L’appello del Presidente Regionale ANPI Tullio Montagna.
Come saprete Salvini e la Le Pen chiuderanno a Milano la
campagna elettorale dei sovranisti europei SABATO 18
P.V.
Presumibilmente arriverà gente da tutta Europa per dare
l’impressione di una marcia travolgente e vincente.
Avete ricevuto
l’appello redatto a Budapest dalle Associazioni antifasciste europee e
trasmesso dalla Segreteria nazionale.
Molti sono ancora gli incerti tra
gli elettori italiani e quindi grande è ancora la possibilità di spostare
equilibri, anche a livello individuale nelle cerchie sociali di ciascuno
(familiare, professionale, amicale, del tempo libero, nei luoghi usuali di
frequentazione) e bisogna invitare i nostri iscritti a farlo.
C’è poi la sfera collettiva: quella dell’ANPI ma anche di tutte le associazioni con le quali abbiamo fatto rete in Lombardia dal convegno sul tema del 22 febbraio u.s. Abbiamo prodotto materiale di orientamento su Europa e migranti che vi abbiamo trasmesso: sarebbe utile avesse la più larga diffusione sul web.
Lo stesso vale, ovviamente, per l’appello europeo
di cui sopra, che la Segreteria nazionale raccomanda di diffondere anche in
cartaceo sulle nostre bacheche (è pure l’occasione per chiedere gli spazi
dove non li abbiamo).
Tutto questo va fatto a scopo deterrente per
ridurre al massimo l’effetto propagandistico della manifestazione sovranista
di Milano presso i cittadini lombardi, visto che la stessa si preannuncia
di dimensioni imponenti.
La decisione presa a seguito della notizia della presenza al Salone della casa editrice Altaforte. Il comunicato dell’Ufficio stampa ANPI
Comunichiamo che la Presidente
nazionale ANPI, Carla Nespolo, ha annullato la sua partecipazione al
Salone del Libro di Torino dove avrebbe dovuto presentare, il 10 maggio,
il volume di Tina Anselmi “La Gabriella in bicicletta” edito da Manni.
Il motivo è legato all’intollerabile presenza al Salone della casa
editrice Altaforte che pubblica volumi elogiativi del fascismo oltreché
la rivista Primato nazionale, vicina a CasaPound e denigratrice della
Resistenza e dell’ANPI stessa.
Riunito a Roma il direttivo della Fondazione che ha rinnovato gli organi dirigenti. Emilio Ricci nuovo Presidente.
La Fondazione Corpo Volontari della Libertà (CVL), oggi 16 aprile 2019, ha tenuto la riunione del Comitato Direttivo.
I rappresentanti dell’ANPI, della FIVL e FIAP hanno integrato il
Comitato Direttivo nominando il Dott. Giorgio Benvenuto, l’On. Claudio
Maderloni, il Prof. Paolo Pezzino, l’On. Maria Pia Garavaglia e la
Signora Carla Argenton quali componenti effettivi.
Si è poi proceduto alla nomina dell’ Avv. Emilio Ricci quale
Presidente, dell’Avv. Mario Artali (Presidente FIAP) e del Prof.
Francesco Tessarolo (Presidente. FIVL) quali Vice Presidenti e della
Sig.ra Carla Argenton quale Amministratrice ai sensi dello Statuto.
Il dibattito tenutosi è stato ampio e ha toccato soprattutto la grave
situazione politica attualmente in essere in ordine alla quale tutti
gli intervenuti hanno espresso preoccupazione.
I componenti del direttivo si sono unanimemente espressi
sull’importanza che la Fondazione CVL contribuisca non soltanto a
promuovere i valori antifascisti e partigiani, ma anche a proseguire e
interpretare il sentimento di unità democratica tra le organizzazioni
che si richiamano ai valori della Resistenza e dell’antifascismo.
Tutto questo nel segno di una continuità iniziata con la lotta al
nazifascismo per cui la bandiera del CVL venne decorata con medaglia
d’oro al Valore Militare.
Impegno presente e futuro per una rinnovata e unitaria battaglia
democratica contro ogni forma di razzismo, di fascismo e di
discriminazione nei confronti dei più deboli.
Comunicato della Segreteria nazionale ANPI sulla mozione del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia di accusa all’ANPI e all’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di riduzionismo o addirittura negazionismo sul dramma delle foibe
La mozione del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia di
accusa all’ANPI e all’Istituto regionale per la storia della Resistenza e
dell’età contemporanea del Friuli-Venezia Giulia di riduzionismo o
addirittura negazionismo sul dramma delle foibe e dell’esodo,
rappresenta una inaccettabile censura perché nega libertà e legittimità
alla ricerca storica in base ad un pregiudizio di ordine politico e
ideologico. È gravemente faziosa perché assume l’opinione degli
estensori come inconfutabile verità, mentre in particolare in questa
regione occorrerebbe bandire qualsiasi uso politico della storia e
approfondire la conoscenza e il confronto su basi scientifiche. È un
atto di irresponsabilità, perché, strumentalizzando il terribile dramma
delle foibe, fomenta un clima di odio e di rivincita e riapre tensioni
del passato con i Paesi confinanti, in particolare Slovenia e Croazia.
Distorce e falsifica la legge che punisce “l’incitamento alla
discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o
religiosi”. Si permette di delegittimare l’ANPI e l’Istituto regionale
per la storia della Resistenza, rivelando così un intollerabile spirito
di vendetta non solo verso questi istituti al servizio della Repubblica,
ma specialmente verso la Resistenza. L’ANPI non si farà certo
intimidire da questi grotteschi tentativi di sanzionare chi da
settant’anni custodisce la memoria della Resistenza e difende la
Costituzione; nello stesso tempo l’ANPI denuncia il disegno oscurantista
e autoritario che sta prendendo piede nel nostro Paese e di cui questa
mozione è una prova gravissima e lampante.
Si è spenta a Roma la compagna Tina Costa, componente del Comitato Nazionale ANPI e Vice Presidente Vicario del Comitato Provinciale di Roma, una partigiana che non ha mai smesso di lottare per gli ideali di libertà e giustizia sociale che l’avevano portata da ragazza a partecipare alla Resistenza. Veniva da una famiglia di socialisti e comunisti del 1921 e aveva imparato presto a resistere e rifiutare ogni forma di fascismo. È stata un esempio di instancabile militanza comunista, prima nel Pci e poi in Rifondazione, di impegno antifascista in tutte le battaglie contro ogni discriminazione e razzismo, per la democrazia, la difesa e l’attuazione della Costituzione, per i diritti di tutte e tutti. La partigiana che aveva rischiato la vita per liberare il paese dall’invasore e che in ogni manifestazione portava il fazzoletto tricolore dell’ANPI è sempre stata un’internazionalista impegnata nella solidarietà con le lotte di liberazione dei popoli, da Cuba alla Palestina ai curdi. La bambina che a 7 anni rifiutò di indossare la divisa di “figlia della lupa” ha portato per anni nelle scuole la sua testimonianza invitando le nuove generazioni a tenere vivi i principi di libertà della Costituzione. Non c’è stata manifestazione in cui non si vedesse Tina presente e contenta di vedere giovani raccogliere l’eredità delle lotte per la libertà. Tina la ricordiamo con il volto gioioso con cui a pugno chiuso all’ultimo Gay Pride cantava insieme a migliaia di persone Bella ciao o l’insistenza con cui in ogni 25 aprile ci ricordava che “siamo tutti partigiani” e che la Resistenza vive nelle lotte di ogni giorno.
Il 23 marzo a Milano numerose organizzazioni neofasciste si preparano a celebrare la nascita dei fasci di combattimento. Oltre al preannunciato concerto nazi-rock di CasaPound, è prevista una manifestazione in via San Damiano, dove aveva sede il quotidiano socialista “Avanti!”, presa d’assalto e incendiata da un gruppo di fascisti e arditi il 15 aprile 1919. Infine, sempre il 23 marzo, al Cimitero Monumentale ci sarà un omaggio alla cripta degli squadristi fatta erigere da Mussolini nel 1925.
Abbiamo chiesto al Prefetto e al Questore di Milano di vietare queste oltraggiose manifestazioni neofasciste “commemorative ” di un periodo nefasto, della storia del nostro Paese e non solo di essa. Le celebrazioni e l’esaltazione del tragico centenario della nascita dei fasci di combattimento devono essere vietate. Milano e l’intero nostro Paese non possono accettare questo gravissimo sfregio alla democrazia e alla memoria di coloro che hanno combattuto per la libertà di tutti noi.
Tra le iniziative da noi per il momento programmate per sabato 23 marzo che proporremo al Comitato Permanente Antifascista nella riunione di giovedì 14 marzo, abbiamo deciso di promuovere una manifestazione al Cimitero Monumentale, che ospita il Monumento al Deportato e il Cimitero Ebraico, per rendere omaggio a tutti coloro che sono stati vittime della persecuzione nazifascista. L’appuntamento è alle ore 10,30 all’ingresso del Cimitero Monumentale. Nel corso del pomeriggio del 23 marzo confluiremo in piazza San Sepolcro, dove si svolgerà un interessante incontro organizzato dal Comune di Milano e dagli istituti storici, sulla nascita di fasci di combattimento a Milano.
Roberto Cenati Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano