Succede ad Erba
Dopo la strada di Monguzzo intitolata a Ibrahim Alì, ad Erba la Giunta di centrodestra attua un golpe per intitolare una via all’ex Podestà Alberto Airoldi. Nel ribadire la nostra contrarietà a tali fatti, portiamo alla vostra conoscenza il cominicato della sezione ANPI Monguzzo Territorio Erbese in allegato con l’appello a ritrovarci in tanti ad Erba lunedi 15 luglio dalle ore 20 davanti al comune. Essere in tanti a protestare può servire alla causa.
ASSOCIAZIONE
NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
TERRITORIO
ERBESE – Sez. “LUIGI CONTI” Monguzzo
OGGETTO: MOZIONE DEI
GRUPPI CONSILIARI FORZA ITALIA, LEGA, IL BUONSENSO ERBA E VERONICA
AIROLDI SINDACO PER ERBA AD OGGETTO: “INTITOLAZIONE AD ALBERTO
AIROLDI DEL PRIMO TRATTO DI VIA CROTTO ROSA (COMPRESO FRA L’INCROCIO
CON CORSO BARTESAGHI E L’INGRESSO DEL TEATRO LICINIUM).
INTITOLAZIONE DELL’ATTUALE PIAZZA PREPOSITURALE A MONSIGNOR
ARISTIDE PIROVANO
L’Associazione
Nazionale Partigiani d’Italia Territorio Erbese Sez. “Luigi
Conti” Monguzzo esprime decisa contrarietà e preoccupazione per
l’intenzione dell’Amministrazione Comunale di Erba di intitolare
una via all’ex podestà Alberto Airoldi.
Non è nostra intenzione
mettere in discussione i meriti culturali e artistici dell’Airoldi,
tuttavia non possiamo assolutamente tacere sul suo passato di
convinto sostenitore del fascismo fino ad arrivare a ricoprire
incarichi importanti nel locale partito fascista e nella guida della
città di Erba con la carica di podestà. A nostro avviso non è
sufficiente esibire meriti culturali per cancellare una macchia
indelebile come la complicità attiva nel regime fascista, persino
Hermann Goering numero due del nazismo aveva meriti culturali ed era
uno dei più grandi collezionisti di arte, ma nessuno in Germania si
sognerebbe mai di intitolargli una via.
Nel 1938 la legge più
infame veniva proclamata dal fascismo con l’avallo della monarchia,
le leggi razziali stuzzicavano la vena artistica dello zelante
Airoldi che nel 1939 pubblicava un volumetto dal titolo “Elenco di
cognomi ebraici” per additare ai concittadini erbesi le famiglie di
origine ebraica ed esporle al pubblico ludibrio, veramente un
bell’esempio di cultura.
Dopo la caduta del
fascismo il 25 luglio del 1943 senza esitazione ha aderito alla
nascente repubblica sociale italiana ricoprendo anche in questo caso
importanti incarichi, approvando senza tema di smentita tutte le
nefandezze, i crimini, le deportazioni, i rastrellamenti e le
rappresaglie che il fascismo repubblichino, alleato dei nazisti, ha
compiuto nel nostro Paese.
E’ noto inoltre il
coinvolgimento dell’Airoldi nel processo al martire Giancarlo
Puecher, prima medaglia d’oro della Resistenza italiana. Troppo
comodo affermare oggi che lo stesso si sarebbe prodigato per salvare
la vita del martire, l’Airoldi, con il suo ruolo, è stato complice
fino in fondo degli aguzzini del Puecher poiché ne approvava metodi
e finalità.
Ma la cosa più
preoccupante, dopo settantacinque anni, è il tentativo di cancellare
la memoria, il tentativo sistematico di ridurre sullo stesso piano
fascismo e antifascismo confondendo il tutto in un indistinto
passato. Non sfugge infatti la mossa meschina di intitolare una via
ad un fascista e un’altra ad un partigiano, quasi un pari e patta
tra l’Airoldi e Mons. Pirovano.
Si aggiunge poi la
vergogna senza pudore che l’Amministrazione Comunale, retta dalla
nipote dell’ex podestà, sia quella che intitola una via al nonno e
qui si rasenta il patetico.
L’A.N.P.I. Territorio
Erbese denuncia con forza il sistematico tentativo di esaltare fatti
e personaggi appartenenti al regime fascista attraverso una campagna
di falsificazione storica. Chiama i cittadini democratici e
antifascisti alla mobilitazione per impedire lo scempio della memoria
della Resistenza
LUNEDI’ 15 LUGLIO
DALLE ORE 20 DAVANTI AL COMUNE