COMUNICATO SEZ. ISPRA

LETTERA IN RISPOSTA AL COMUNICATO DEL PRESIDENTE SMURAGLIA

Ci sembra doveroso esprimerci riguardo il comunicato Anpi Nazionale del presidente Smuraglia.

Secondo noi infatti la discrepanza tra la sensibilità della base militante dell’A.N.P.I. e il vertice è in quest’ occasione significativa.

L’Anpi non è un partito politico, ma un’associazione di liberi individui che si riconoscono nei valori della Resistenza. La Resistenza, come raccontano i partigiani che l’hanno vissuta e che da anni intervistiamo per la collana di libri “Il fiore meraviglioso”,  non va considerata solo alla stregua di un evento compiuto e finito nell’aprile del 1945, ma anche un modo di sentire umano, sociale,
politico e culturale che riguarda ogni individuo nello svolgimento della sua vita associata.

Come dice don Gallo: “il partigiano è colui che sceglie da che parte stare.”

Mai come oggi, secondo noi, con la crisi che viviamo l’A.N.P.I. deve sostenere la popolazione  ogni qual volta si batta contro gli abusi dei poteri forti. La Tav e la protesta che ha generato da oltre vent’anni, è forse l’unica situazione visibile a livello nazionale in cui una popolazione oppone resitenza a oltranza ad una devastazione ambientale inutile quanto dannosa, che impone un modello di vita e di sviluppo nel quale evidentemente non si riconosce. Il movimento Notav si compone di fasce sociali molto diverse, persone della valle e non, che oppongono solo con i propri corpi e la propria vita una resistenza tenace, rischiando anche limitazioni alla propria libertà personale. La nostra sensazione è che chi si beve i racconti ufficiali dei quotidiani sui cosiddetti “violenti”, con ogni probabilità, in Valsusa a portare solidarietà attiva, non c’è mai andato.

Infatti, quella dello Stato che attacca con la forza e anche con gas lacrimogeni tossici e proibiti da trattati internazionali (CS) la popolazione e i presidi sui terreni legittimamente acquistati  dal movimento notav.Violenza è anche quella di un governo che da oltre vent’anni ignora le motivazioni del movimento, non considerando opportuno nemmeno il “dialogo” con questa parte. Ricordiamoci che l’unico atto di violenza di cui l’informazione scandalistica ha potuto nutrirsi
per alcuni giorni è quello di Luca, che con nobile spirito si sacrificio si è arrampicato sul traliccio dell’alta tensione. Un gesto che non ci sembra certo tradire derive violente, ma simboleggiare come pochi altri il sentimento di una persona che ha deciso di mettersi in gioco per il bene della comunità, senza avere nulla da ricavarne per sé, proprio come la maggior parte dei partigiani. Come individui e come appartenenti all’A.N.P.I. ci sentiamo di appogiare questa forma di resistenza e di condividere i valori di giustizia, di libertà e di autodeterminazione cui si ispira.

“Ora e sempre Resistenza” a nostro avviso non può essere pura demagogia, ma deve avere un significato che si manifesti nell’agire quotidiano; nel resistere allo sfruttamento, nel battersi per i diritti dei migranti e dei più deboli, nella difesa ambientale, nel rivoltarsi alla crisi che ci è stata imposta e che è un diritto non voler pagare, nell’attivismo culturale, nell’antifascismo.

Siamo quindi sempre contenti di trovare in val di Susa bandiere dell’Anpi, e di vedere che tante sezioni, e specialmente come ovvio quelle piemontesi, esprimono questo sentire.

Sezione Anpi di Ispra.

LUTTO

LA SCOMPARSA DI MARIO SECCHI

La Sezione ANPI di Mariano Comense ricorda l’iscritto Mario Secchi, di cui oggi si sono celebrati i funerali presso la Chiesa di S.Stefano.

Mario, classe 1924, pur non avendo partecipato attivamente nella Resistenza, aveva contribuito a quella rinascita civile del nostro Paese, figlia del movimento di Liberazione. Era conosciuto in particolare per aver preso parte alla prima Festa dell’Unità in Italia, quella che si svolse il 2 settembre 1945 nei boschi di Mariano, occasione in cui Mario si era occupato di distribuire il vino ai partecipanti. Negli ultimi anni i giornali, locali e nazionali, lo avevano cercato come ultimo testimone di quell’evento che portò nella nostra città 200mila persone da tutta Italia all’indomani della fine della guerra.

Mario Secchi era malato da tempo, nell’ultimo anno era entrato e uscito più volte dagli ospedali per problemi renali. Eppure perfino pochi giorni fa, sebbene non potesse più uscire di casa, lo spirito era sempre quello di chi ancora si interessa alla vita civile marianese.

Con la scomparsa di Mario Secchi non ci lascia solamente un uomo sempre modesto e disponibile, ma la città di Mariano perde un po’ della sua storia. Sta a tutti noi non dimenticarlo.

SOLIDARIETA’ DELL’ANPI AL POPOLO SIRIANO

La solidarietà dell’Anpi con il popolo siriano

La Segreteria Nazionale dell’ANPI, considerato che la tragedia del popolo siriano, sceso in piazza da tempo per rivendicare libertà e democrazia e perseguitato e colpito per questo, con l’uso spregiudicato della detenzione e delle armi, sembra non avere fine, né avere prospettive, in spregio dei diritti umani che tutti, a parole, richiamano come intangibili e inviolabili;

considerato altresì che i tentativi di porre fine a questa drammatica situazione, sono stati finora vanificati, non essendo servite né le sanzioni economiche, né le ulteriori e più efficaci misure proposte dalla stessa Lega Araba, ma bloccate per il veto di due Paesi (la Russia e la Cina); che peraltro non è più tollerabile una simile spirale di violenza e autoritarismo, contro un popolo inerme, che rivendica solo diritti fondamentali; 

esprime la più ferma protesta e indignazione per quanto sta accadendo in quel Paese e la più forte solidarietà nei confronti del popolo siriano;

auspica che, nell’ambito dell’Onu si trovino le convergenze necessarie per adottare d’intesa con la Lega Araba tutte le misure necessarie ed efficaci, per porre fine ad una situazione veramente drammatica, evitando peraltro il ricorso alle armi;

chiede che il Governo italiano si adoperi per favorire un’intesa fra tutti i popoli civili per contrapporre alla violenza e all’autoritarismo, lo spirito di fratellanza e di solidarietà che dovrebbe unire tutti i popoli nel sostegno e nella difesa dei diritti umani;
esprime solidarietà ed appoggio a tutte le manifestazioni e le iniziative che verranno adottate nel nostro Paese a difesa dei diritti del popolo siriano.

MILANO, 4 MARZO

Milano, il 4 marzo presidio antifascista alla Loggia dei mercanti

Domenica 4 marzo si svolgerà a Milano una iniziativa nazionale della organizzazione neofascista Fiamma tricolore, alla quale sono state invitate tutte le sigle del variegato schieramento dell’estrema destra, allo scopo di promuovere un appuntamento per tutto il neofascismo milanese e lombardo.  

Negli ultimi mesi a Milano – si legge in un comunicato del Comitato permanente antifascista – dobbiamo purtroppo registrare il reiterarsi di manifestazioni e iniziative di tipo dichiaratamente fascista, con l’apertura di nuovi punti di incontro e di riferimento oltre a  preoccupanti fenomeni di vandalismo politico contro sedi democratiche presenti nei quartieri della nostra città e della Provincia. 

Risale poi al 10 febbraio 2012, nel Giorno del Ricordo, la gravissima provocazione  messa in atto da elementi di Forza Nuova che, dopo aver fatto irruzione nella Sala Polifunzionale del Comune di Milano in Zona 6, hanno  imbrattato i pannelli della mostra su “Fascismo, foibe ed esodo” allestita con il patrocinio del Consiglio di Zona. 

La situazione che si è venuta a determinare nella nostra città suscita fondate preoccupazioni e necessita di una attenta analisi e di un costante monitoraggio, soprattutto da parte delle Istituzioni e delle Forze preposte alla Difesa dell’Ordine Pubblico. 

Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza- si sottolinea – non può accettare tali provocazioni che si svolgono in aperto contrasto con lo spirito e i principi della nostra Carta Costituzionale. 

La Questura di Milano ha disposto il divieto del corteo nazionale della Fiamma Tricolore “contro il governo Monti e la giunta Pisapia”, concedendo all’organizzazione neofascista solo un “presidio fisso” in piazza San Carlo.  

Il Comitato Permanente antifascista invita tutta la cittadinanza alla massima vigilanza e a partecipare domenica 4 marzo, a partire dalle ore 10,00 al presidio antifascista organizzato alla Loggia dei Mercanti, luogo simbolo di Milano,  sotto la quale sorge il sacrario dedicato ai Caduti per la libertà e ai deportati milanesi scomparsi nei lager nazisti.

ARTICOLO 18 L’ANPI AL FIANCO DELLA FIOM

Lo sciopero del 9 marzo, l’ANPI è al fianco della Fiom

“L’ANPI è a fianco della Fiom in occasione dello sciopero proclamato per il 9 marzo 2012, condividendone le motivazioni e soprattutto quelle che vanno al di là del contingente sindacale (che è sempre doveroso lasciare alla competenza del Sindacato), ed investono questioni di principio, di fondo dello stesso sistema democratico”.

Inizia così una dichiarazione di Carlo Smuraglia presidente nazionale dell’Anpi che aggiunge: “In particolare, l’ANPI è fermamente convinta che  l’art. 18 dello Statuto rappresenta tuttora una garanzia di libertà, non risultando, peraltro, che la sua abolizione potrebbe in alcun modo giovare a risolvere il problema della crescita, dello sviluppo e della occupazione, che dipende da ben altri fattori e che deve essere risolto con provvedimenti organici, diretti unicamente e coerentemente a questi fini”. 

“E’ altresì nostra convinzione – aggiunge – che il problema della rappresentanza sindacale in azienda si risolva in un vero e proprio presidio di libertà, corrispondendo non solo alla necessità di una forte e positiva dialettica sindacale, ma anche e soprattutto all’esigenza di attuazione di uno dei princìpi fondamentali consacrati nell’art. 39 della Costituzione: le lavoratrici ed  i lavoratori hanno diritto ad essere rappresentati e tutelati, anche all’interno delle aziende, sempre e comunque, e in ogni caso indipendentemente dalla sottoscrizione del contratto aziendale”.

“Quando si tratta di princìpi fondamentali, che attengono ai diritti civili, politici e sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici, la linea di difesa apprestata dal Sindacato ci riguarda tutti, come cittadini e come persone, perché il lavoro e la dignità nel lavoro appartengono ai fondamenti della convivenza civile. Per questo solidarizziamo con l’iniziativa della Fiom, nella convinzione fermissima che, nella sostanza, i problemi sollevati riguardano l’intera collettività”

ATTACCO NEOFASCISTA A MILANO

Comunicato stampa

Sabato, 10 febbraio 2012 “Giorno del Ricordo” ore 17.00 presso la
Sala Polifunzionale del Comune di Milano “SEICENTRO” in Via
Savona 99 a Milano (Zona sei) alle ore 17.00 circa, una quindicina
di persone con viso coperto da maschere e passamontagna hanno
fatto irruzione nella sala Teseo dove è in esposizione, a cura della
Fondazione Memoria della Deportazione con il Patrocinio del
Consiglio di zona sei la Mostra: FASCISMO FOIBE ESODO “La
tragedia del confine orientale”
Imbrattare i cartelloni, lanciare volantini firmati FORZA NUOVA,
urlare contro la commessa e i cittadini in sala, ecco l’azione vile dei
“visitatori”. Al contrasto deciso dei presenti, i quindici lasciavano la
sala senza potere continuare l’opera di danneggiamento dei
cartelloni.
Sdegno e piena condanna dalle forze Democratiche della zona,
l’ANPI di Zona e Il Comitato Antifascista per la difesa della
Democrazia zona sei Milano INVITANO tutti i cittadini a visitare la
mostra domani… proprio per capire che la verità dà sempre fastidio
ai “fascisti” e proprio la verità particolare del Giorno del Ricordo
ancor più infastidisce chi da sempre confonde, infanga, inquina,
revisiona, fatti e azioni che sono la nostra STORIA.
Milano città medaglia d’Oro della Resistenza, non può accettare
questa forma di violenza fisica e di pensiero, ancora una volta la
nostra risposta democratica, civile e di presidio antifascista si
muoverà sul territorio raccontando verità portando cultura e
chiedendo alle Istituzioni e cittadini tutti, vigilanza e negazione di
qualsiasi spazio al fascismo, al razzismo.

Coordinamento ANPI Milano zona sei.

Comitato antifascista per la difesa della Democrazia zona sei Milano

COMUNICATO COMITATO ANTIFASCISTA

Con il comunicato che riportiamo integralmente il Coordinamento comasco antifascista e antirazzista prende posizione sull’iniziativa di Militia a Como: «Sabato 11 febbraio 2012, Militia, organizzazione dichiaratamente neofascista, realizzerà in piazza Duomo a Como una mostra sulla questione delle Foibe.  Ancora una volta la città sede del Monumento alla Resistenza europea subirà l’affronto da parte di chi si proclama apertamente fascista. E ancora una volta questo accadrà con il silenzio complice delle Istituzioni  repubblicane che, ricordiamo, sono nate grazie alla lotta di migliaia di partigiani».

Da anni stiamo assistendo ad un’opera di riscrittura della storia della Resistenza e in particolare delle dolorose e complicate vicende relative al confine orientale italiano. Queste terre erano e sono infatti un intreccio di questioni etniche, religiose, politiche, territoriali e statali che non si possono banalizzare e semplificare con slogan nazionalisti.

Dal punto di vista storico è  scorretto guardare alla questione delle Foibe e commemorarle nella Giornata del ricordo, astraendo questi tragici fatti dal contesto storico in cui essi avvennero, senza quindi indagare ciò che accadde prima del 1943: vent’anni di soprusi e violenze perpetrate dal regime fascista contro le popolazioni istriane in nome di una politica di “italianizzazione” forzata. Per non parlare delle persecuzioni, degli  eccidi e brutalità che subirono le genti sospettate di fiancheggiare i partigiani jugoslavi.

Per questi motivi, condanniamo con forza chi, come Militia, brandisce una tesi precostituita e strumentalizza fatti storici in nome di una “memoria italiana”, che tuttavia è solo di parte, in quanto le genti slave accusano proprio l’occupazione italiana degli stessi comportamenti di cui vengono accusate. 
Questo revisionismo, dal basso spessore culturale e dalla nulla attendibilità storiografica, tenta inoltre di equiparare, in nome della legittimità di tutte le forze in campo e della comune pietà umana verso i morti, i vinti e i vincitori, confondendo in una indistinta melassa buonista e patriottarda, responsabilità e valori, partigiani e repubblichini, fascisti e antifascisti.

Il Coordinamento metterà in campo nelle prossime settimane una serie di iniziative pubbliche a Como per sensibilizzare i cittadini e per ribadire che Como è una città antifascista e antirazzista». [Coordinamento comasco antifascista e antirazzista]

COMUNICATO ANPI MARIANO

Oggetto: Iniziative dell’Unitre in occasione del Giorno Del Ricordo

E’ con vivo stupore che apprendiamo che l’Università della Terza Età di Mariano – associazione che gode della nostra stima e del nostro apprezzamento per il ruolo che svolge nella comunità marianese – si avvarrà,per la celebrazione del Giorno del Ricordo, del prossimo 10 febbraio, della collaborazione del Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia.

Come ANPI guardiamo con favore ed interesse ad iniziative che tengano viva la memoria sui fatti della nostra storia, compresa la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata celebrata nella Giornata del Ricordo, vittime tra le quali si contano anche molti partigiani italiani.

Riteniamo però estremamente negativa la presenza di un movimento, quello Nazionale Istria Fiume Dalmazia, che accanto agli interessi degli esuli italiani dai territori passati alla ex-Jugoslavia esprime posizioni politiche vicine all’ultranazionalismo nostalgico: sono infatti note la partecipazione dei suoi dirigenti alle commemorazioni neofasciste del Regime mussoliniano, la proposta al Governo di raffigurare il Duce sulle monete italiane e le proteste contro quelli che vengono definiti “assurdi privilegi” della minoranza slovena in Italia e che invece sono diritti sanciti dalla Costituzione e da accordi internazionali (si vedano ad esempio http://www.exilio.it/blog/geoBlog/documentazione.php?id=128 o http://www.atuttadestra.net/?p=41044).

Dal momento che conosciamo la sensibilità dell’Unitre su questi argomenti, ci stupiamo di questa scelta che ci sembra del tutto inopportuna. Confidando in una vostra risposta, ci riserviamo ulteriori prese di posizione alla luce dello svolgimento dell’evento.

Cordiali Saluti

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (A.N.P.I.)

Sezione di Mariano Comense – Cantù


10 ANNI DI STORIE IN MOVIMENTO

CONCORSO FOTOGRAFICO IN OCCASIONE DEI 10 ANNI DI STORIE IN MOVIMENTO E ZAPRUDER:

Ritratti del conflitto
Persone luoghi e simboli del conflitto sociale dall’antichità ai giorni nostri

LE ISCRIZIONI SONO APERTE!
TUTTI E TUTTE POSSONO PARTECIPARE!
SCADENZA 25 APRILE 2012

Comunicato stampa:

Dieci anni fa, il 2 febbraio 2002 (una data porta fortuna, secondo
numerologi e scaramantici) veniva lanciato in Rete l’appello da cui
sorsero l’associazione Storie in movimento (Sim) e la rivista di
storia della conflittualità sociale «Zapruder». Da oggi fino al maggio
2013 saranno messe in cantiere una serie di iniziative per festeggiare
il decennale.
Per cominciare, Sim e «Zapruder» bandiscono il concorso fotografico
“Ritratti del conflitto. Persone, luoghi e simboli del conflitto
sociale dall’antichità ai giorni nostri”.
Invitiamo a dare notizia e a fare circolare il bando allegato.
Invitiamo ad esporre il bando sotto forma di locandina.
Invitiamo coloro che sono interessati e interessate a partecipare con
uno scatto personale che sarà esposto nella mostra fotografica
allestita in occasione dell’ottava edizione del Simposio estivo di
storia della conflittualità sociale.

Il comitato di coordinamento di Storie in Movimento
2 febbraio 2012

PRESENTAZIONE DEL CONCORSO:

indirizzo e-mail: concorsofoto@storieinmovimento.org


NO TAV E COSTITUZIONE

VISTO
l’art. 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”;
l’art 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”;
l’art.21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”;
l’art. 41 della Costituzione: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”;
l’art. 42 della Costituzione: “La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale”;

l’art. 2 lettera m) dello Statuto Nazionale dell’ANPI, che afferma che “l’ANPI ha lo scopo di: dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione”;

il documento politico approvato all’unanimità dal 15° Congresso Provinciale ANPI di Torino del 16 gennaio 2011 nel quale si afferma: “che gli investimenti pubblici debbano essere realizzati con il reale coinvolgimento delle popolazioni e delle Istituzioni locali in un confronto dialettico che percorra ed esamini tutte le possibili opzioni, nel rispetto dell’Articolo 41 della Costituzione”;
il comunicato della Presidenza Provinciale ANPI di Torino del 30 maggio 2011;
i documenti e i comunicati delle Sezioni ANPI di Nizza Lingotto, Chivasso, Martinetto, e del coordinamento delle dieci sezioni della Valle Susa e Val Sangone scritti tra l’11 dicembre 2010 e il 1° luglio 2011;
il documento scritto da Alessandra Algostino, Professore associato di Diritto Costituzionale Comparato dell’Università degli Studi di Torino, intitolato “NO TAV e Costituzione”;
l’appello unitario di centinaia di associazioni democratiche per il ripristino della legalità e della democrazia in Valle Susa del 7 giugno 2011;
gli appelli “Fermiamoli” del 26 giugno 2011 e “NO TAV Bene Comune” del 6 luglio 2011 firmati da numerosi intellettuali e amministratori antifascisti di livello nazionale e internazionale per la smilitarizzazione del territorio e per il ritorno al confronto politico e democratico;
l’approvazione del documento a sostegno dell’opera votato all’unanimità da tutte le forze politiche rappresentate alla Camera dei Deputati:

TENUTO CONTO
che in Val di Susa è in corso un’emergenza democratica;
che l’ANPI si è espressa e si esprime sull’emergenza democratica, sui diritti e su quanto previsto dalla Costituzione e non sull’opportunità ne sulla fattibilità dell’opera;
che il dissenso è tutelato dalla Costituzione ed è legittimato nei limiti della legalità;
CONSIDERATO
quanto emerso dal confronto nel comitato di sezione nella riunione del 10 giugno 2011;
quanto emerso dal confronto, sia diretto e sia telematico, tra i militanti della sezione nel periodo giugno-luglio 2011;
quanto emerso dal confronto tra il comitato di sezione e gli iscritti durante la riunione apposita del 6 Luglio 2011;
quanto emerso dal confronto nel comitato di sezione nella riunione del 15 luglio 2011;
la Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco – (e l’ANPI Barona di Milano)
CONDIVIDE E SOTTOSCRIVE
il documento della Presidenza Provinciale ANPI di Torino del 30 maggio 2011;
RICONOSCE

al Movimento NO TAV piena legittimità di dissenso e di resistenza civile, in quanto nella sua storia ultraventennale ha dimostrato la propria natura antifascista, democratica e non violenta, tipica dei movimenti popolari radicati sul territorio;

ai Comitati NO TAV la funzione costituzionale di presidio della democrazia, vissuto con metodo assembleare e comunitario, praticato come luogo sociale attivo e dinamico volto all’educazione e alla formazione di cittadini liberi, informati e consapevoli, in sintonia con i valori ed i principi della Costituzione nata dalla Resistenza;

alle centinaia di gruppi, associazioni e soggetti che partecipano al Movimento NO TAV il ruolo di promotori della cultura dei diritti umani e dei beni comuni, per una transizione a stili di vita sostenibili, il progresso civile, la tutela dell’equilibrio tra azione antropica e territorio montano;

a tutti i lavoratori il diritto inviolabile di svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza;

all’ANPI, a qualsiasi livello, di esprimersi legittimamente su questioni che riguardano la democrazia, i diritti e la Costituzione;

ESPRIME

la propria solidarietà a quanti, cittadini, lavoratori, studenti, disoccupati, pensionati, famiglie della Valle Susa, vivono con preoccupazione e apprensione la trasformazione di un un’opera pubblica civile in una questione di ordine pubblico;

la propria preoccupazione in seguito alla degenerazione dei tavoli politici e tecnici in militarizzazione del territorio;

la differenza, in modo chiaro e inequivocabile, tra la Resistenza al nazifascismo, che fu lotta armata organizzata contro l’invasore nazista e la dittatura fascista, e la resistenza civile e non violenta del Movimento NO TAV;

CONDANNA CON FERMEZZA

la militarizzazione del territorio;

l’uso della violenza sotto qualsiasi forma e da qualsiasi parte provenga;

l’infiltrazione di individui violenti all’interno del Movimento NO TAV;

la propaganda dei mezzi di comunicazione che, salvo poche eccezioni, non stanno rappresentando la realtà dei fatti, in particolare sui costi dell’opera e sulle motivazioni tecniche di opposizione all’opera;

AUSPICA

l’immediata smilitarizzazione del territorio;

il ripristino della legalità democratica;

la riapertura in tempi rapidi del confronto politico, democratico e tecnico;

la divulgazione da parte dei mezzi di comunicazione delle ragioni democratiche e delle motivazioni tecniche di opposizione all’opera documentate dal Movimento NO TAV in oltre vent’anni di raccolta dati e di partecipazione dei cittadini; 

la restituzione alla cittadinanza del Museo Archeologico di Chiomonte, situato in località Maddalena e di tutti i siti ad esso collegati, per la fruizione locale, naturalistica, culturale, scientifica, accademica e turistica in generale;
l’avvio all’interno dell’ANPI a tutti i livelli e in tempi ragionevoli di un confronto sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle Susa;
RICHIEDE
al Comitato Provinciale, all’Esecutivo Provinciale e alla Presidenza Provinciale ANPI di Torino di avviare in tempi ragionevoli e tenendo conto della massima disponibilità delle Sezioni, un confronto apposito interno all’ANPI, in particolare con il supporto delle Sezioni del territorio maggiormente interessate dall’opera, per la condivisione di informazioni e riflessioni sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle Susa;
INVITA
le altre sezioni ANPI del territorio provinciale di Torino (e Milano) a prendere visione dei documenti citati e a discutere la questione;

il Comitato Provinciale, l’Esecutivo Provinciale, la Presidenza ANPI di Torino (e Milano) e i responsabili delle commissioni di lavoro provinciali ad avviare all’interno dell’ANPI, da settembre in poi e a tutti i livelli oltre che con l’ausilio di studiosi ed esperti, un confronto e un’analisi sui beni comuni, sulla relazione tra democrazia e territorio, distribuzione delle risorse, limiti dello sviluppo e transizione a stili di vita più sostenibili, in continuità con le decisioni del recente Congresso ANPI Nazionale, in continuità con il pensiero di Aurelio Peccei, intellettuale antifascista torturato nella famigerata caserma di via Asti a Torino nel 1944, in continuità con la vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno 2011 su acqua, energia e giustizia, e coerentemente con il prosieguo della ”nuova stagione dell’ANPI”, affinché questa si traduca concretamente in cammino collettivo per la costruzione di modalità e pratiche unitarie, nella pluralità e nella diversità, per l’antifascismo del XXI secolo.