COMUNICATO ANPI PROVINCIALE DI BOLOGNA

Subject: FW: [BSF] Comunicato ANPI Provinciale su Forza Nuova

ANPI, Comitato Provinciale di Bologna
 
Bologna, 9 febbraio 2012
 
Riguardo alle manifestazioni di Forza Nuova a Bologna e Modena, l’ANPI Provinciale di Bologna esprime il proprio parere anche in risposta ad alcuni cittadini che, seppur in buona fede, affermano che la manifestazione sarebbe legittima se non crea danni e disordini in città.

A noi preme sottolineare e ricordare con fermezza che questo movimento di estrema destra persevera dichiaratamente con l’apologia del fascismo e specificatamente non ha mai rinnegato il fascismo di Mussolini né le ideologie xenofobe. Costoro si ispirano evidentemente, non solo nelle parole, ma anche nella gestualità, al vecchio fascismo. Quello stesso fascismo che trascinò l’Italia nella distruzione e nella catastrofe assolute, lo stesso che la storia ha inesorabilmente condannato e che l’Italia dovrebbe sempre tenere a memoria per le sue gravi nefandezze.

In conclusione, l’ANPI ritiene fuori dalla legalità coloro che aderiscono a questo movimento, e reputa inoltre grave la eventuale
responsabilità che le istituzioni hanno nel concedere loro spazi e
possibilità di manifestare.
 
Chiediamo alle istituzioni democratiche italiane il richiamo alla
memoria e al rispetto per le migliaia e migliaia di caduti che il nostro Paese pianse a causa del fascismo.

A.N.P.I. Provinciale di Bologna.


Per la Segreteria,
Ermenegildo Bugni

LE DICHIARAZIONI DI CARLO SMURAGLIA

Per le stragi naziste in Italia Berlino vince il ricorso alla Corte dell’Aja

Smuraglia: “Sui diritti umani non ci sono trattati che tengano”

Per le stragi naziste in Italia, Berlino vince il ricorso e vengono così bloccate le indennità alle vittime italiane.
La Corte internazionale di giustizia dell’Aja ha infatti accolto le richieste della Germania. La Cassazione che l’aveva ritenuta mandante dell’eccidio di Civitella del 1944. Secondo i giudici dell’Onu, “un tribunale penale non può condannare uno stato sovrano”.

Il commento del presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia.

“Sono molto sorpreso e colpito da questa sentenza, di cui aspetto di leggere la motivazione per esteso, ma che mi sembra già contrastare con un principio recepito anche dalla nostra Corte Suprema di Cassazione, che cioè quando si tratta dei diritti umani, non ci sono trattati che tengano. In ogni caso ritengo che la sentenza, così come viene presentato il dispositivo, possa riguardare solo la materia risarcitoria nei confronti della Germania; e su questo avremmo modo di discutere.

La cosa più importante è che non cessi, in ogni caso, l’affermazione dei diritti e soprattutto non venga meno la ricerca della verità e della responsabilità e quindi si vada avanti nei processi in corso e in quelli che potranno ancora venire. Questa materia delle stragi nazifasciste del periodo dal ’43 – ’45, nella quale l’ANPI si sta impegnando a fondo, è di estrema importanza e delicatezza sul piano storico e su quello umano. E dunque la ricerca che da anni faticosamente si sta conducendo sulle responsabilità e sulla verità storica deve continuare senza soste.

Ne hanno diritto coloro, superstiti e familiari delle vittime che hanno subito direttamente le stragi ed ai quali un risarcimento dovrà pur essere assicurato, anche sul piano morale; ma ne ha diritto anche il complesso dei cittadini, consapevoli che senza rispetto dei diritti umani e senza il raggiungimento della verità non solo giudiziaria, nessuno può sentirsi al sicuro, perché  una parte dei diritti di ciascuno sarebbe seriamente compromessa.

L’ANPI, si batterà, dunque, perché si continui nel lavoro che da anni si sta compiendo, nei tribunali militari e nella società e perché lo Stato italiano faccia la sua parte sotto ogni profilo, nell’interesse del Paese e dei cittadini nel loro complesso, tenendo conto di quanto ha detto in modo esplicito la Corte di Cassazione e del diritto di ogni cittadino, proclamato dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, a rivolgersi ai Giudici ed ottenere giustizia”.

PRESIDIO ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA

COMO, SABATO 4 FEBBRAIO

 

Un centinaio di persone hanno partecipato il 4 febbraio al presidio antirazzista e antifascista svoltosi a Porta Torre a Como. Una manifestazione pacifica alla quale hanno partecipato, oltre ad esponenti delle realtà promotrici, Federazione della Sinistra, Arci Como, Anpi sez. Di Como, Ass. Nazionale d’Amicizia Italia Cuba di Como,Giovani Democratici, Associazione Comogaylesbica, Fondazione Avvenire, Circolo Fumagalli, oltre a rappresentanti di altre realtà democratiche comasche: il Partito Democratico con l’onorevole Chiara Braga, il Collettivo Dintorni Reattivi, l’Anpi sez. Di Mariano Comense/Cantù, l’Associazione 3 Febbraio, Roberta Marzorati (Lista Per Como) e Gisella Introzzi, che sosterrà la candidatura a sindaco di Mario Lucini.

Nonostante il freddo pungente e il ghiaccio, i manifestanti hanno resistito, diffondendo tra i passanti le motivazioni che hanno portato alla nascita di un Coordinamento che difenda i valori di Antifascismo e Antirazzismo e sottolineando la preoccupante situazione in cui verge da tempo la città.

Soddisfatta l’organizzazione che si augura una partecipazione sempre più numerosa all’attività del neonato Coordinamento e una maggiore attenzione all’argomento da parte dei cittadini comaschi. [Jlenia Luraschi – ecoinformazioni]

SOLIDARIETA’ DELL’ANPI DI COMO AD ALTAN

IL PICCOLO UOVO“, ultimo libro del disegnatore Francesco Tullio ALTAN, definito come ” odiosa cultura omosessuale insegnata ai bambini”, e un’invocazione ” ci vorrebbero i roghi in piazza!” lanciata sul web. Istigazione che fa tornare alla memoria i libri messi all’indice e bruciati nelle piazze nella Germania nazista di Hitler, a riprova, ce ne fosse bisogno, che la nuova destra non è poi così nuova.

IL PICCOLO UOVO è la storia di un piccolo pinguino rimasto orfano e adottato da una simpatica coppia di pinguini omosessuali. Inevitabili le polemiche nell’Italia bacchettona degli anni duemila: anche alla Giunta di Milano sono non si sono fatte attendere le proteste dei rappresentanti del centro-destra. Di diverso avviso Marco Volante, rappresentante della Lega Italiana Nuove Famiglie che parla di “assurdo tentativo di censura” e auspica che ” il libro di Altan venga acquistato come testo di educazione civica nele scuole comunali.

L’ANPI di Como, che da sempre si oppone all’emarginazione, all’omofobia e ad ogni ideologia che indichi il diverso da sé,  esprime la più viva solidarietà al bravissimo disegnatore ALTAN, e alla Associazione Gaylesbica.

NEGAZIONISMO A COMO

Forza nuova e il convegno antisemita

Ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, è emerso il vero volto di questa organizzazione nazifascista.
Forza nuova organizza, nel giorno della memoria una manifestazione che chiama “ Il pesce di aprile ebraico”  come se i milioni di morti nei campi di sterminio nazisti, fossero solo un brutto sogno, anzi un incubo.
Come ANPI l’abbiamo già chiesto nelle sedi opportune, ma ci ripetiamo, chiediamo che queste organizzazioni che niente hanno a che fare con la nostra democrazia perché si ispirano a ideologie cancellate dalla storia, vengano sciolte anche in virtù di quanto dice la nostra carta costituzionale.

Como 28 gennaio 2012.                  

NEGAZIONISMO E NEOFASCISMO A COMO

L’antisemitismo neofascista a Como

Forni sei falso come i forni di Auschwitz“: così recita l’indecente scritta apparsa sui muri dell’Istituto storico di via Brambilla, a Como; è firmata dal gruppo neo-fascista Ordine Nuovo, ma in effetti è farina del sacco di Forza nuova, organizzazione politica appena insediatasi in via Milano alta per contrastare, dichiara, “il degrado dell’immigrazione“. Prova che la scritta sia opera di FN è la lettera che il responsabile dell’ufficio stampa di FN-Lario ha indirizzato al Sen. Forni, il cui cognome ha dato spunto al vergognoso gioco di parole e la cui vita politica è tra le più limpide e positive dell’Italia democratica e repubblicana.

A leggere i testi di FN (la lettera recapitata e i testi consultabili su internet) si è posti di fronte all’ennesima declinazione delle ripetitive litanie neo-naziste e neo-fasciste, verbalmente aggressive, prevedibile preludio a qualche forma di violenza. Vi troviamo la critica del sistema economico-istituzionale vigente, fondato sul connubio tra strapotere bancocratico, massonico e comunista: i testi parlano di “capitalcomunismo” e gli obiettivi polemici sono tanto Monti, longa mano del sistema bancario-usuraio, quanto i paladini (se la prenderanno con Napolitano?) dell’estensione della cittadinanza. Vi è poi l’esaltazione di una nuova nazione, naturalmente fondata sulla purezza religiosa (cattolica), culturale ed etnica del “popolo” italico. Incardinata su corporazioni partecipative (ma non si parla di “corporazione proprietaria”) e sulla proprietà diffusa (forse nella speranza di costituire il nuovo punto di riferimento di medi ceti proprietari delusi da altre formazioni xenofobe e incalzati da processi di proletarizzazione), la società vagheggiata da FN passa, ovviamente, per lo scardinamento della vigente Costituzione.  L’obiettivo è instaurare una società radicalmente disegualitaria e gerarchica (“Gerarchia” fu la rivista ufficiale del fascismo), ispirata all’antico regime, incardinato su trono e altare e sulla distinzione in ordini. Si vuole insomma la sovversione dei principi democratici e della civiltà occidentale: all’umanità e quindi ai diritti individuali e all’eguaglianza davanti alla legge si vuole sostituire il gruppo – cioè un popolo, una razza biologica oppure una razza spirituale, religiosa, una stirpe ecc. -, che si definisce secondo i criteri i più diversi, ma sostanzialmente attraverso la distruzione del “diverso”: diverso per opinione politica, per morale professata, per religione, per obiettivi sociali perseguiti.

A questi principi s’ispira l’azione di FN nel comasco: ricordiamo la contestazione di Luxuria, e quindi l’omofobia, la contestazione delle iniziative (ospitate dallo Xanadù) volte ad estendere la cittadinanza agli immigrati, gli striscioni inneggianti la “moneta di popolo” e la lotta all’usura, l’individuazione del nuovo “nemico” da combattere nell’immigrazione e nei rom.  La scritta di via Brambilla è una tappa di questa escalation, che evidentemente vuole arrivare all’appuntamento delle amministrative e delle politiche.

La scritta è tuttavia particolarmente significativa, perché ha un dichiarato intento “negazionista“: è cioè volta a negare il dato di fatto dei campi di sterminio e della soluzione finale intesa come eliminazione fisica di popoli – anzitutto gli ebrei e i rom – , di oppositori politici, di supposti “degenerati” (dagli omossessuali ai disabili). Voglio ricordare un celebre passo di Primo Levi, che testimonia come le SS si rivolgessero ai prigionieri dei campi di concentramento con le seguenti parole. “In qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l’abbiamo vinta noi; nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma anche se qualcuno scampasse, il mondo non gli crederà. Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non ci saranno certezze, perché noi distruggeremo le prove insieme con voi. E quando anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti: dirà che sono esagerazioni della propaganda alleata, e crederà a noi, che negheremo tutto, e non a voi. La storia dei lager saremo noi a dettarla”.
Forza nuova è dunque un movimento da ricondurre in modo organico proprio a quell’universo politico e sociale che ha pianificato e realizzato la soluzione finale.

Sarebbe perciò gravissimo e imperdonabile errore sottovalutare la portata delle azioni politiche di FN o considerarla un interlocutore politico, come purtroppo è già avvenuto quando è stata ospitata in meeting di rilievo nazionale. Tanto più netta e chiara deve essere la presa di distanza da questa forza neo-fascista e antisemita, quanto più viviamo un periodo di crisi economica e sociale gravissima. Infatti, se le classi dirigenti europee non riprenderanno con decisione il cammino dell’integrazione politica e sociale e l’originario disegno europeista, dall’indubbio orizzonte liberale e socialista (rimando al “Manifesto di Ventotene”), rigettando le attuali assurde politiche deflazioniste, si aprirà inevitabilmente la strada all’esasperazione sociale, fucina di nazionalismo, di bellicismo, di consenso per aggregazioni come FN.

Da un lato FN è il sottoprodotto di una stagione culturale e politica che ha teso a minimizzare le colpe storiche del fascismo e che ha criticato, in nome di varie forme di elitarismo, i valori e l’architettura istituzionale della Costituzione. Dall’altro lato la presenza di FN sposta l’asticella del perimetro democratico sempre più in basso e a destra, facendo passare per “moderati” partiti che della xenofobia nazionalistica e dell’aggressività – per ora soprattutto verbale, e più con i deboli, che con i forti come i mafiosi, p.es. – hanno fatto un esplicito baluardo.

Di fronte ad  una pubblica opinione comasca che si distingue per non inorridirsi e prendere nettamente le distanze dagli editoriali di noti giornalisti che inneggiano, protetti da ricchissimi e altrettanto noti redditieri e imprenditori, allo scontro di civiltà e che bollano i rom come “ammorbanti” e come gruppo da espellere dal consesso sociale, è venuto il momento di ricordare, di non dimenticare, che la democrazia ha dovuto soccombere più che per la forza degli avversari, per la mancanza di coraggio, di organizzazione, di risolutezza, di lucidità e saldezza e intransigenza culturale e politica.

Luca Michelini, 26/01/2012.

ACQUA BENE COMUNE

APPELLO GIÙ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!

(25207 firmatari)

Logo_ForumIl 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.

I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.

Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Primi firmatari:
Stefano Rodotà, Ugo Mattei, Luca Nivarra, Gustavo Zagrebelsky, Roberto Vecchioni, Gaetano Azzariti, Alberto Lucarelli, Riccardo Petrella, Maurizio Pallante, Valerio Mastandrea, Pietro Sermonti, Gino Strada, Marco Paolini, Don Andrea Gallo, Dario Fo, Padre Alex Zanotelli, Luciano Gallino

SOLIDARIETA’ DELL’ANPI AI LAVORATORI

Milano, solidarietà ANPI ai lavoratori dei treni di notte

L’ANPI di Milano esprime la propria vicinanza e solidarietà ai lavoratori dei treni di notte licenziati e in lotta da oltre un mese per la difesa del posto di lavoro.
“Stiamo attraversando una gravissima crisi economica e sociale – rileva Roberto Cenati, presidente anpi Milano – caratterizzata dal sempre più preoccupante fenomeno della disoccupazione, soprattutto giovanile e dall’aggravamento delle condizioni di vita delle fasce più deboli della popolazione. E’ sotto gli occhi di tutti lo svilimento in atto del lavoro, come diritto di ogni cittadino, sempre più carente e privato di tutele e diritti, oltre che di centralità e dignità. Tutto ciò costituisce una grave violazione di quanto previsto dalla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza che nei suoi Principi fondamentali, al primo comma dell’articolo 1, definisce l’Italia come “una Repubblica democratica fondata sul lavoro” e all’articolo 4, sancisce il riconoscimento a tutti i cittadini, da parte della Repubblica, del diritto al lavoro e “promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto”.
Ma i licenziamenti decisi da Trenitalia – si sottolinea – sono particolarmente ingiustificati e provocatori perché effettuati proprio nel periodo in cui si è celebrato il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.

“Il servizio costituito dai treni di notte – si rileva – è sempre stato indirizzato a garantire, anche fisicamente, l’unità del nostro Paese, consentendo a migliaia di viaggiatori di raggiungere le località più lontane, comodamente e senza sottoporsi a pesanti disagi.
Con la soppressione di questo servizio Trenitalia ha reso di fatto estremamente difficili i collegamenti tra Nord e Sud della Penisola, contrapponendosi quindi con il licenziamento di oltre 800 lavoratori, allo sforzo di rendere sempre più solidale e unito non solo geograficamente il nostro Paese.
“Ecco perché – si conclude – la lotta dei lavoratori dei treni di notte è così importante. Non riguarda soltanto la legittima difesa del posto di lavoro, ma acquista un significato più ampio perché riguarda tutti noi e la società nel suo complesso. Ai lavoratori dei treni di notte e a tutte le loro famiglie così dolorosamente colpite va dunque l’affetto e la solidarietà dei partigiani e degli antifascisti milanesi”.

CASA POUND HA GETTATO LA MASCHERA

Casa Pound ha gettato la maschera”

Documento del Comitato nazionale Anpi

“Se ce ne fosse ancora bisogno, CasaPound getta definitivamente la maschera”. Inizia  così una nota del Comitato nazionale Anpi a commento delle gravi dichiarazioni da parte di rappresentanti del gruppo neofascista.

“Dopo essersi ammantata di “cultura” e di “socialità”, in varie occasioni, sia pure senza successo, visto che nessuno ormai è disposto a cadere nella trappola, adesso l’esultanza per la morte del magistrato Saviotti e l’esplicitazione della speranza che a questa morte ed a quella di Bocca ne seguano altre, hanno un significato inequivocabile che va addirittura al di là dei richiami al fascismo ed al peggior populismo, avvicinandosi molto all’istigazione alla violenza”.

“Vedrà la magistratura -si rileva – se esistono estremi di reato. Per noi, conta l’esecrabile fatto politico, che denunciamo come un episodio di inaudita ed inaccettabile gravità. Adesso, chi ha tollerato CasaPound, chi le ha concesso locali e sedi e ne ha favorito l’ascesa e lo sviluppo, ha solo la scelta fra una dissociazione aperta e definitiva oppure l’accettazione che diventi esplicita e pacifica la connivenza con un gruppo di questo tipo, davvero incompatibile col nostro sistema costituzionale e civile”.

“Quanto a coloro – si sottolinea – che hanno creduto, in buona fede, nella favoletta dell’innocenza, delle inclinazioni culturali e sociali di CasaPound, è davvero tempo che aprano gli occhi, si ricredano e prendano atto di una realtà che ora è divenuta addirittura agghiacciante. Per il resto, chiediamo con fermezza che la Costituzione venga fatta rispettare dalle autorità pubbliche e vengano finalmente applicate le leggi che vietano ogni forma di incitamento all’odio e alla violenza, così come ogni tipo di apologia del fascismo e di ciò che esso ha tristemente rappresentato”.

“Raccomandiamo – conclude infine la nota – alle nostre organizzazioni di vigilare, rifiutando – peraltro – qualsiasi tipo di provocazione”.

ATTACCO DI FORZA NUOVA ALLA SEDE DELL’ANPI

Vigliacca reazione dei fascisti comaschi contro l’ANPI

Una scritta di sapore chiaramente antisemita e di esaltazione del nazismo è stata prodotta dai fascisti comaschi di ordine nuovo (c’era infatti il loro logo) sulla parete esterna della sede ANPI di Como.

Si è voluto così reagire alla presa di posizione dell’ANPI contro le aggressioni ai cittadini extracomunitari avvenute a Firenze e altrove da parte di antidemocratici violenti.

L’ANPI nell’esprimere la più vivace protesta ribadisce le proprie convinzioni contro il razzismo e l’intolleranza a favore dell’integrazione e di una convivenza democratica ed efficace.

Le idee si difendono con il ragionamento e non con manifestazioni incivili che imbrattano edifici della città.

Questi gesti devono essere di monito anche per chì nei partiti, si fa paladino di proposte contrarie alla solidarietà con gli stranieri.

L’ANPI di Como