
COMUNICATO ANPI



25 gennaio 2026
“Non vedo quale problema ci sia”, ha affermato il ministro Piantedosi a proposito della eventuale presenza di agenti Ice durante le olimpiadi di Cortina. Sono parole imbarazzanti dopo gli omicidi a freddo – da killer – dei cittadini americani Renee Nicole Good e Alex Pretti, le incredibili violenze che vanno avanti da mesi da parte degli agenti dell’Ice e le loro minacce e le intimidazioni a una troupe RAI in Minnesota. L’Ice si comporta come una milizia privata al di fuori e al di sopra della legge, al servizio di un uomo solo al comando. Il Presidente degli Stati Uniti sia in politica estera, sia in politica interna, sta violando qualsiasi forma di diritto con violenze, minacce, ricatti, intimidazioni e vere e proprie azioni di guerra. Trump si comporta e agisce come il padrone del mondo insultando persino i suoi alleati. È ora che il governo italiano la finisca col cerchiobottismo e prenda distintamente le distanze.”
Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI



POLEMICHE ALL’ ANPI.
“L’ANPI ribadisce le sue posizioni sul conflitto in Ucraina e respinge radicalmente qualsiasi accusa al Presidente della Repubblica. Non condividiamo l’iniziativa del 22 dicembre alla Federico II di Napoli”
Nei fatti, al termine di una affollatissima conferenza pubblica, è stato organizzato un flash mob di contestazione.
Abbiamo poi registrato un crescendo inaccettabile di strumentale rumore e di calunnie rivolte all’Associazione nazionale che respingiamo con sdegno, ma anche con amarezza, perché in qualsiasi polemica non dovrebbe mai sfuggire a personalità della politica e delle istituzioni il limite dell’offesa e della diffamazione.
L’ANPI, per sua natura e costituzione, considera un valore il pluralismo e la dialettica democratica: beni da salvaguardare, anche nei confronti più aspri.»
LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
RISPOSTA DELL’ ANPI-NAPOLI ZONA ORIENTALE, Sez. Aurelio Ferrara
Alcune doverose precisazioni:
1. quella del 22 è stata una chiara aggressione di stampo squadristico, altro che flashmob;
2. l’iniziativa è stata concordata con ANPI Nazionale, tanto da prevedere ufficialmente la presenza del responsabile per il Mezzogiorno della Segreteria nazionale ANPI, assente solo perché gravemente ammalato;
3. l’iniziativa era comunque presieduta ed introdotta dall’autorevole compagno Marino, del Comitato Nazionale ANPI, cofondatore dell’ ANPI a Napoli;
4. alla gremitissima iniziativa erano presenti 7 Presidenti di Sezioni ANPI, con ampie delegazioni delle Sezioni stesse ;
5. agli attacchi violenti abbiamo comunque risposto con compostezza e dando COMUNQUE la parola ai facinorosi;
7. per una contestazione molto meno dura a tale Fiano si provvide ad esprimergli solidarietà entro poche ore ;
8. accogliamo con soddisfazione la solidarietà che ci giunge da innumerevoli organizzazioni e compagni da tutta Italia, comprese quelle delle sezioni ANPI ;
9. facciamo presente che fanno fede i filmati integrali dell’evento, avallati da autorevoli organi di stampa, compreso il Corriere della Sera ;
10. rimaniamo in attesa, rispettosamente ma fermamente, di un confronto con gli estensori di questo comunicato.”
ABERRANTI E INACCETTABILI LE PROPOSTE DEL COMITATO REMIGRAZIONE CHE SI PRESENTA A MODENA IL 19 DICEMBRE.
CGIL, ANPI, ARCI, UDU, e Rete Medi di Modena condannano fermamente l’ iniziativa del Comitato Remigrazione che si terrà a Modena venerd’ 19 dicembre. Sono previsti interventi di rappresentati del Fronte Veneto Skinheads, Rete dei Patrioti Emilia, Comunità militante Bulaggna e Casapound. Tutte organizzazioni di stampo chiaramente fascista e con forti posizioni razziste e xenofobe.
Modena città Medaglia d’Oro al valor Militare per la Resistenza rifiuta con forza queste posizioni che rappresentano uno sfregio a una città nata dalla lotta partigiana che ha sempre messo al centro i valori dell’antifascismo, la difesa della democrazia e l’inclusione sociale.
E’ molto grave la presentazione a Modena del Comitato Remigrazione e le idee che propugna. La remigrazione (ovvero riportare le persone straniere nei loro paesi di provenienza) e il primato dell’italianità, non sono che mezzi per riproporre ideologie basate sulla superiorità razziale e sulla deportazione come mezzi per “depurare” una società, posizioni che riportano inevitabilmente il pensiero alle pagine più oscure e vergognose della storia del nostro Paese.
La remigrazione non è altro che un modo per parlare di deportazione, fenomeno che richiama gli spostamenti forzati di popolazioni che hanno segnato drammaticamente il XX secolo.
I promotori di tali aberranti posizioni sono certamente movimenti minoritari, ma che purtroppo trovano sponde in forze e culture che sono addirittura al Governo. E’ preoccupante che le loro tesi, inaccettabili e dannose per la tenuta sociale ed economica del Paese, siano condivise anche da esponenti di partiti al governo, segno di un viraggio pericoloso verso l’estrema destra della maggioranza governativa.
Questi movimenti di stampo neo fascisti e razzisti fanno leva sulle paure delle persone sul tema dell’immigrazione. L’immigrazione è un tema che va discusso, che va regolato e che va migliorato, a partire dalla modifica della Legge Bossi Fini che, di fatto, legalizza un tipo di immigrazione che spesso apre essa stessa spazi di illegalità.
Noi pensiamo che la vera democrazia non ha bisogno di avere paura delle diversità, ma ha bisogno di conoscere e di confronto. Rifiutiamo un’idea autoritaria che punta all’omologazione. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sui principi e i valori della Costituzione che siamo tutti chiamati a rispettare.
Cgil, Anpi e Arci, Udu e Rete Studenti Medi di Modena chiedono di dissociarsi da questo tipo di iniziative alle forze di centro destra, che a Modena rappresentano l’opposizione, e che governano a livello nazionale.
Cgil, Anpi, Arci, Udu e Rete Studenti Medi di Modena
Modena, 17 dicembre 2025
5 dicembre 2025
È bene che il capogruppo PD in Senato abbia sconfessato il disegno di legge Del Rio sull’antisemitismo, ma il ddl non è stato ritirato e rimane una ferita aperta.
Esso penalizza presunti comportamenti antisemiti assumendo la definizione palesemente strumentale della Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, che equipara antisemitismo e antisionismo. Di conseguenza il ddl criminalizza di fatto ogni critica a Israele e mette ai margini della legalità l’intero movimento popolare di solidarietà con la Palestina, laddove per qualsiasi persona di buon senso l’antisemitismo è l’avversione, il pregiudizio e l’odio verso gli ebrei.
L’antisemitismo va combattuto senza se e senza ma, a cominciare dalle leggi razziali volute da Mussolini e dalla persecuzione infame voluta da Hitler.
L’antisionismo e la critica anche radicale a Israele è un’opinione che può o meno essere condivisa, ma è del tutto legittima, tant’è che è sostenuta da molte personalità del mondo ebraico e da intere comunità ebraiche.
Il ddl Del Rio – come gli analoghi ddl Gasparri, Gasparotto e della Lega – al di là forse della volontà dei firmatari (almeno lo spero), è di fatto un servizio all’impunita’ di cui godono i governi israeliani nel tempo in cui Gaza è un cumulo di macerie rosse del sangue di decine di migliaia di gazawi e in Cisgiordania i coloni praticano la caccia all’uomo contro i contadini palestinesi.
Gianfranco Pagliarulo
Fra richieste di generalità a tanti pacifici partecipanti alle manifestazioni per la Palestina e riforme che introducono nuove fattispecie di reato e aumentano le pene per fattispecie di reato già esistenti – la legge-sicurezza – passa di fatto sotto silenzio il rigurgito di violenze e provocazioni di natura neofascista particolarmente virulento durante il mese di ottobre. Brutta cosa la rimozione.
Il 3 ottobre a Roma viene aggredito un medico dell’istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, mentre andava via dal flash mob ‘Luci per la Palestina’. Colpito alla testa, viene ricoverato al San Camillo.
Il 5 ottobre sempre a Roma, a piazza Vittorio, una trentina di squadristi aggredisce in un bar con caschi e bastoni un gruppo di persone che avevano partecipato a una manifestazione per la Palestina.
Il 18 ottobre a Cesena un cittadino italiano di origine albanese e un ragazzo marocchino sono presi a calci e pugni da un gruppo di una quarantina di appartenenti ad ambienti neo-fascisti.
Il 19 ottobre sulla strada statale 79 verso Terni, la tragedia: viene attaccato il pullman del Pistoia Basket e assassinato Raffaele Marianella, uno dei due autisti. Sono attualmente in carcere per “gravi indizi di colpevolezza” tre ultrà neofascisti.
Il 25 ottobre a Roma il giornalista Alessandro Sahebi viene aggredito a Roma in via Merulana mentre era con la sua compagna e il loro bimbo di sei mesi. Volevano che si togliesse la felpa con la scritta “azione antifascista”.
Il 26 ottobre a Genova un gruppo di squadristi armati di spranghe fa irruzione nel liceo Da Vinci occupato dagli studenti e al grido di “Viva il duce” devasta alcune aule, disegna una svastica sui muri, infrange i vetri.
Il 26 ottobre a Predappio un migliaio di nostalgici saluta romanamente davanti alla tomba di Mussolini.
Si tratta, certamente, di episodi fra di loro diversi e scollegati, ma che comunque indicano un’allarmante accelerazione di eventi di natura squadristica che, se non contrastati, potrebbero moltiplicarsi, e che di conseguenza richiedono la massima attenzione da parte delle istitutuzioni e delle forze democratiche. Questo è vero, a maggior ragione, considerando il delicatissimo momento che attraversa il Paese, percorso da grandi e legittime manifestazioni per la Palestina e per la pace, scosso da un crescente malessere sociale causato da un impoverimento generalizzato dei ceti bassi e medio bassi, indebolito da elementi di degrado della convivenza civile e da una più generale crisi di valori; un mix di contraddizioni che ha visto sempre, nella storia del dopoguerra, la reazione di formazioni neofasciste.
Sappiamo bene che a tutt’oggi la Presidente del Consiglio rifiuta di dichiararsi antifascista e il Presidente del Senato contesta il carattere radicalmente antifascista della Costituzione. E sappiamo bene anche quanto scarsa sia la memoria dei dirigenti apicali di Fratelli d’Italia nei confronti del filo nero della violenza fascista che ha caratterizzato gli anni della Repubblica, raggiungendo il suo culmine nella tragica stagione dello stragismo.
Ricordo che il 20 gennaio 2023 con una delegazione di rappresentanti di sindacati e di associazioni incontrammo il ministro dell’Interno Piantedosi chiedendo l’immediato sgombero di CasaPound dall’edificio illegalmente occupato in Via Napoleone III, 8 dal 26 dicembre 2003 (2003!) e, in merito all’assalto alla sede nazionale CGIL del 9 ottobre 2021, l’attuazione – seppur tardiva – del secondo comma dell’articolo 3 della legge Scelba del 1952 che recita che “nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell’art. 1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge”. Nulla avvenne, E fu un presagio di disinteresse.
La recrudescenza dello squadrismo avviene dunque in un clima da un lato di indifferenza politica da parte dell’autorità di governo. Sul pullman di Pistoia c’è scappato il morto. A questo punto nessuno può più transigere. È ora che il ministro dell’Interno ci ripensi e agisca per interrompere questa allarmante sequela di violenze con gli strumenti politici che ha a disposizione. Si possono dare dei segnali chiari. Per esempio liberando finalmente la sede occupata da CasaPound. Per esempio mettendo fuori legge le organizzazioni neofasciste.
Gianfranco Pagliarulo
