CONCERTO PER LA COSTITUZIONE

From: Guido Fogacci
To: Guido Fogacci

Subject: Le radici della Costituzione. Da diffondere, se condividete. Grazie

Indignati per il progetto in atto di sistematica distruzione della giustizia, della scuola pubblica, del lavoro, della libera informazione; consapevoli della gravità dei continui attacchi alla Costituzione invitiamo tutti i cittadini ad una serata di riflessione in ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà e perché l’Italia avesse una Costituzione tra le più avanzate del mondo.

LE RADICI DELLA COSTITUZIONE

un omaggio ai caduti per la libertà, un concerto in difesa della Costituzione

Lunedì 18 aprile 2011 ore 21.00 ingresso libero

Camera del Lavoro – Corso di Porta Vittoria 43 – Milano

Serata organizzata e presentata dalle Sezioni Mario Greppi e Eugenio Curiel

dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)


 

Giovedì 5 maggio 2011 ore 21.00 ingresso libero

Aula Magna Università Statale – Via Festa del Perdono, 7 – Milano

Serata organizzata e presentata dal Crusm (Circolo Ricreativo Università degli Studi di Milano)

in collaborazione con le Sezioni Mario Greppi e Eugenio Curiel

dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)

Il programma prevede musica da requiem e la lettura di lettere di condannati a morte della Resistenza italiana con le voci recitanti di Elisabetta Vergani e Sergio Leone.Le ultime parole dei nostri caduti rivivranno accostate a “From darkness to light, a requiem for Hope” di Jonathan Willcocks, presentato per la prima volta in Italia. Baritono Luciano Miotto; coro, ottoni, percussioni e organo del Conservatorio Giuseppe Nicolini di Piacenza; direttore Giorgio Ubaldi.

Guarda il video: http://www.youtube.com/watch?v=JzXxAvQCNto

From Darkness to Light, a Requiem for Hope (Dalle tenebre alla luce, un Requiem di speranza) è stato scelto per la sua originalità. Il compositore combina il tradizionale testo latino del requiem con le poesie di Ryland Andrew Baldwin, un ex soldato americano che riflette sugli orrori della guerra basandosi sulla sua esperienza diretta.E’ un requiem che ripudia la guerra, e sebbene sia una musica poco conosciuta, è senza dubbio pienamente apprezzabile da tutti.

Jonathan Willcocks è uno dei più importanti compositori inglesi contemporanei. Nasce nel 1953 a Worcester e attualmente è direttore d’orchestra e direttore musicale di prestigiose istituzioni quali Portsmouth Choral Union, Chichester Singers e Southern Pro Musica. E’ anche direttore artistico del Leipzig International Choral Festival. Le sue composizioni corali e le sue musiche sono pubblicate ed eseguite in tutto il mondo. www.jonathanwillcocks.com

Giorgio Ubaldi, direttore di coro attivo da più di 20 anni, dirige diversi cori milanesi, Coro dei Civici corsi di jazz, Clam Chowder, Choralia e Trillino Selvaggio.In questo concerto dirige un coro formato da circa 100 giovani coristi e da 12 strumentisti del Conservatorio Giuseppe Nicolini di Piacenza.

 

Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione. Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché libertà e giustizia potessero essere scritte su questa Carta. Quindi, quando vi ho detto che questa carta è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento: un testamento di centomila morti. Piero Calamandrei agli studenti milanesi, 26 gennaio 1955


Per ulteriori informazioni:

Guido Fogacci

Tel. 337.318459

REFERENDUM ACQUA PUBBLICA

Cari amici referendari,

  

Siamo ben consapevoli dell’impresa che abbiamo davanti dopo 15 anni di mancato raggiungimento del “quorum” nei precedenti referendum.  L’obbiettivo primario che

dobbiamo conseguire è dunque, portare al voto almeno altri 16 cittadini per ciascuna delle 15.400 firme che abbiamo raccolto,, vale a dire 250.000 elettori.

Impresa quasi impossibile se l’intenzione del nostro ministro degli interni è di

cercare di spostare la data del referendum ( sue dichiarazioni ) all’ultima data

utile, vale a dire domenica 12 giugno, quando sarà facilissimo mandarci al mare,

e rendere quindi inutili i risultati sin qui raggiunti.

 

Per sventare questo esplicito disegno invitiamo al massimo impegno civile

tutte le associazioni, enti, movimenti, singoli cittadini, per 100 giorni in tutte le zone del territorio provinciale.

In tutte le province italiane si stanno preparando le assemblee costitutive dei Comitati

referendari locali per i 2sì per l’acqua bene comune “, per la nostra Provincia

l’assemblea costitutiva è fissata per:

 

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venerdì 18 febbraio alle 20,30

fondazione “Avvenire “

via Teresa Ciceri, 12 Como

18 FEBBRAIO – FINMECCANICA

INCONTRO PUBBLICO

venerdì 18 febbraio, ore 21

FINMECCANICA

Armi di distruzione di massa, tecnologie nucleari, collaborazioni con le più spietate dittature, muri della vergogna, controllo sociale, repressione, treni ad alta velocità…

con i curatori del dossier: “Una Piovra Tecnologica” “Rompere le Righe” edizioni.

Finmeccanica è il più grosso produttore italiano di armi (il 5° a livello mondiale), oltre che nella fabbricazione di armamenti, è implicato nel nucleare, nel controllo dei migranti (suo è il progetto di un muro elettronico nel deserto libico, suoi sono gli strumenti di sorveglianza usati dalla polizia nordamericana al confine con il Messico) e del territorio urbano attraverso al costruzione e la fornitura di armi leggere, telecamere o cittadelle telematiche per le forze dell’ordine.
In provincia di Varese, fiore all’occhiello del made in Italy nel mondo, Finmeccanica è presente con AgustaWestland (a Cascina Costa di Samarate, dove ne troviamo il cuore operativo, e a Vergiate); con Alenia Aermacchi a Venegono Inferiore e con numerose ditte terziste.
Il dominio della scienza e della tecnica è scienza e tecnica del dominio, per difendere una società ogni giorno più precaria, razzista, irregimentata. Il confine fra uso civile e militare dell’apparato scientifico, come risulta lampante nel caso di Finmeccanica, è labile, incerto, revocabile in qualsiasi momento.

Al Kinesis di Tradate

via carducci 3, tel/fax 0331 811662, kinesis.tradate@gmail.com

Antimilitaristi della provincia di Varese

19 FEBBRAIO- OLTRE LE MURA

CONVEGNO OLTRE LE MURA
verso percorsi di inclusione sociale

sabato 19 febbraio 2011  ore 9.30-13.00
Casa Circondariale di Como
Via al Bassone 11, Como

È un convegno dedicato alla presentazione dell’indagine conoscitiva inserita nel progetto “Oltre le Mura, verso percorsi di inclusione sociale”, arricchita da un corollario di contributi di soggetti coinvolti sul tema dell’inclusione sociale di cui il tema della giustizia riparativa è parte.
Carcere, dunque, e non solo. Si parlerà di pena come reclusione e pena come servizio di restituzione alla società di qualcosa di sé. Sfida e consuetudine a veder manifestarsi potenzialità, a veder nascere occasioni di riscatto.
Attraverso le interazioni tra soggetti sociali ed economici, terzo settore e soggetti istituzionali emerge uno spaccato di dinamiche sociali rilevanti in ordine alla sicurezza sociale, all’integrazione di persone socialmente a rischio di emarginazione ed economicamente deboli.
Siamo sollecitati a registrare la presenza di competenze a creare legami e a tenere insieme attraverso il lavoro e il volontariato persone e organizzazioni anche molto diverse tra loro.
E, d’altra parte, questo è il tipo di ricchezza che deve essere espresso da un territorio perché la coesione sociale non sia un pio desiderio ma una pratica sociale operativa e visibile.
Fare esperienze di regole, di valori della società civile, vivendoli a fianco di operatori e volontari nelle organizzazioni del terzo settore, è contribuire alla coesione sociale.
Pensare la dimensione formativa della concretezza trasforma il lavoro di associazioni di volontariato e cooperative sociali in posti di lavoro socializzanti. Le associazioni e le cooperative sono riconoscibili come luoghi di azione e promozione sociale la cui adattabilità è una peculiare caratteristica, specie quando coglie la molteplicità di bisogni e aspettative espressi da detenuti ed ex detenuti accompagnandoli al lavoro, aiutandoli a ricoprire ruoli sociali liberi.

Il convegno vuole essere un ulteriore contributo di servizio all’elaborazione di pensieri e progetti volti al miglioramento delle condizioni della nostra convivenza sociale e delle nostre attese di miglior futuro per le comunità, le imprese, le rappresentanze del nostro territorio a confronto con le problematiche del reinserimento sociale, in particolare, di persone che sono ancora dentro o appena fuori dall’esperienza penitenziaria.

Vi aspettiamo dunque numerosi per poter insieme riflettere su quali possano essere i percorsi possibili e praticabili per promuovere coesione sociale all’interno delle nostre comunità.

In allegato brochure del convegno con contenuti, programma dettagliato e modalità di iscrizione.

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“La speranza non è la conviznione che ciò che stiamo facendo avrà successo,
ma è la certezza che la nostra azione ha un significato,
che abbia successo o meno.”

Vaclav Havel

DARWIN DAY

ANNIVERSARIO DI DARWIN

DOMENICA 13 FEBBRAIO

Tra l’11 e il 13 febbraio, si terrà l’Evolution Day al Museo di Storia Naturale di Milano, che sostituirà l’ormai storico Darwin Day del capoluogo lombardo. Il tema di questa edizione sarà “I grandi esploratori. L’evoluzione e la diversità viste con gli occhi di viaggiatori e scopritori”. La manifestazione si concluderà con una performance inedita del Premio Nobel Dario Fo!

 

L’Evolution Day 2011 è dedicato alle esplorazioni geografiche e naturalistiche, delle quali affronterà i molteplici aspetti di interesse evoluzionistico. L’approfondimento storico sarà centrato sugli avventurosi viaggi di scoperta e di esplorazione che hanno dato un contributo determinante alla conoscenza della diversità naturale ed enormemente stimolato la curiosità degli intellettuali europei. La stessa teoria dell’evoluzione nacque infatti dopo l’ appassionante viaggio “intorno al mondo” compiuto da Charles Darwin. Attraverso la testimonianza di esploratori, viaggiatori e naturalisti, ripercorreremo le storie note o dimenticate dei grandi viaggi di esplorazione compiuti tra il XVIII e il XIX secolo. In questi racconti, riscopriremo che l’osservazione della diversità naturale non era mai disgiunta da quella della diversità delle società umane con cui il viaggiatore entrava in contatto e avvertiremo la consapevolezza crescente che espressioni di culture diverse fossero accomunate dal fatto di appartenere a una stessa specie. Nel corso di questo Evolution Day paleontologi, biologi molecolari, naturalisti, ecologi si confronteranno nel difficile compito di chiarire la storia della diversità umana, con l’intervento di esploratori dei nostri giorni che contribuiranno con la loro esperienza sul campo, e di genetisti che illustreranno i risultati delle più moderne metodiche di analisi del genoma.

La straordinaria capacità della nostra specie di divenire “cosmopolita invasiva” e di colonizzare l’intero Pianeta non è rimasta priva di effetti sull’evoluzione delle altre specie. Si tratta in particolare di alcuni “accompagnatori” spesso indesiderati, una schiera di parassiti, di grandi e piccole dimensioni, involontariamente traghettati in nuovi mondi nei quali hanno a loro volta esplorato inedite potenzialità evolutive. Aldilà del giudizio sul ruolo di queste specie, spesso distruttivo, sarà sorprendente constatare insieme come anche questi “grandi esploratori” non umani, considerati da un punto di vista evoluzionistico, offrano ai ricercatori indizi importanti sulla storia delle migrazioni umane.

L’Evolution Day 2011 sarà infine l’occasione per presentare in anteprima al pubblico un grande progetto espositivo internazionale, dedicato all’evoluzione della diversità umana che sarà inaugurato a Roma in autunno.

L’Evolution Day 2011 si svolgerà nei giorni dell’11 e 12 febbraio, mantenendo quindi la propria vicinanza ideale con le iniziative che in tutto il mondo ricordano il compleanno di Charles Darwin. Chi non potrà essere presente al Museo di Storia Naturale, e nelle sedi cittadine e lombarde a esso collegate per l’occasione, potrà seguirlo in diretta streaming da www.scienzeinrete.it 

 Milano torna dunque al centro dei progetti di comunicazione della scienza dedicati a un campo di studi in continuo aggiornamento: il grande affresco dell’evoluzione degli esseri viventi, dei loro ambienti, della specie umana e degli scienziati stessi alle prese con sempre nuove domande ed esplorazioni.

In esclusiva per l’Evolution Day, il 13 febbraio alle ore 11.00, il Premio Nobel Dario Fo presenterà una performance inedita: DIO E’ NERO.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

ASSOCIAZIONE SALADINO

 

Domenica 13 marzo 2011 alle 18

al Teatro Sociale di Como, via Bellini 3

Lella Costa in Ragazze ? Nelle lande scoperchiate del fuori

versione recital di L. Costa, M. Cirri, G. Gallione

regia di Giorgio Gallione

biglietto 30 euro platea e palchi – 20 euro gallerie. 

Prevendite: Frigerio dischi, via Garibaldi, 38 ? Como;

Teatro Sociale, via Bellini 3  Como; tel. 031.270171. 

Associazione Silvano Saladino Onlus, via Recchi 2, 22100 Como tel. 338.6004019  brunosaladino@alice.it; fbsaladino@tiscali.it.

28 GENNAIO – COMO

L’ISTITUTO DI STORIA CONTEMPORANEA P.AMATO PERRETTA ORGANIZZA

VENERDI’ 28 GENNAIO – ORE 15,00

PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE DI COMO

 

LA DEPORTAZIONE DEGLI ANTIFASCISTI, i lager di Fossoli e Bolzano Gries.

 

Anna Maria Ori – Deportati politici a Fossoli, le uccisioni del 22 giugno e del 12 luglio.

Ruggero Meles – Poldo Gasparotto, alpinista e resistente, martire a Fossoli.

P.Luigi e Giuliano Gasparotto – Poldo, nostro padre, e il suo diario di Fossoli.

Lidia Martin – Lotte operaie, scioperi e deportazioni da Como.

Roberta Cairoli – Il lager di Bolzano Gries alla luce dei nuovi documenti rinvenuti a Washington. La memoria dei sopravvissuti comaschi.

27 GENNAIO – LIBRERIA FELTRINELLI

GIOVEDI’ 27 GENNAIO – ORE 18

VIA C. CANTU’ – COMO

PRESSO LA LIBRERIA FELTRINELLI

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

ALLE ORIGINI DELL’ANTISEMITISMO NAZIONAL-FASCISTA
Maffeo Pantaleoni e “La Vita italiana” di Giovanni Preziosi (1915-1924)

di LUCA MICHELINI
 

Cattedratico di Economia all’Università di Roma, artefice della principale rivista
teorica del Paese, «Il Giornale degli economisti», autore di studi conosciuti a livello internazionale, Maffeo Pantaleoni è tra i più insigni economisti italiani
di tutti i tempi. La ricerca di Luca Michelini dimostra come Pantaleoni divenne il più in vista e il più spregiudicato antisemita sul quale poterono contare il fascismo e il nazionalismo, di cui l’economista è imprescindibile referente per la politica economica fino al 1924. Condirettore della rivista «La Vita italiana», Pantaleoni fu “maestro” del cattolico e spretato Giovanni Preziosi, che negli anni trenta e quaranta diverrà punto di riferimento dell’antisemitismo italiano e sarà tra i protagonisti della “soluzione finale”, durante la Repubblica di Salò.

TRIANGOLO NERO 26 GENNAIO

Segnalato dal Comitato lombardo per la Vita Indipendente delle persone con disabilità.

Una iniziativa  da divulgare. Grazie

Carissimi,

mercoledì 26 gennaio in diretta su La7 dall’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano, Marco Paolini racconterà la storia dello sterminio dei disabili e dei malati di mente sotto il nazismo. Chi mi conosce sa che da diversi anni mi occupo di questa vicenda e dei suoi riflessi di attualità. Il racconto affronta una vicenda inquietante che va conosciuta e non taciuta. Dopo il racconto, sempre in diretta, Gad Lerner svilupperà con il pubblico temi e suggestioni collegate al racconto.

Per questo, oltre a invitarvi a sintonizzarvi quella sera su La7 e a leggere il comunicato stampa che vi allego, vi chiedo di fare un passa parola tra più persone che potete, operatori, insegnanti, studenti,gente che fa tutt’altro nella vita. Non per aumentare l’auditel, ma perché sono poche, sempre meno, le occasioni per parlare di argomenti scomodi ma che riguardano tutti e sono veri, quotidiani.

Grazie per il tam tam, spero che rullerà forte.

Mario Paolini

http://www.youtube.com/watch?v=zNgyzeGmb_M&feature=youtube_gdata

 

Minoranze perseguitate durante la seconda guerra mondiale

Minoranza: gruppo di persone differenti in ogni società per razza, religione, nazionalità e lingua, che conduce una vita sua propria all’interno di un contesto sociale più ampio. Una minoranza non è necessariamente isolata all’interno della società nazionale e non s’identifica sempre con un gruppo marginale o costretto a segregazione. Essa si costituisce sulla base di legami affettivi e affinità che tendono a differenziarla dal resto della popolazione, indipendentemente dalla contiguità territoriale.

Gli zingari

Con l’appellativo “Zingari” sono designate quelle popolazioni nomadi provenienti dall’est. Correttamente il nome deve essere dato, come in passato, alla sola etnia dei Rom (“gli uomini”) parlante una lingua propria (Romesh) della famiglia Indoiraniana. Gli Zingari Rom conservano tutt’ora i caratteri antropologici di un tipo fisico particolare del gruppo europoide: cranio dolicomorfo; faccia lunga e stretta con naso prominente affilato; occhi scuri leggermente allungati e incavati; bocca larga con labbra spesse; corporatura longiforme e statura alta; capelli lunghi, ondulati; pelle di colore bruno scuro.
Chiamati nei paesi Danubiani Tzigani, in Spagna Gitanos, nei paesi Anglosassoni Gipsies, in Francia Bohéemiens, penetrarono in Europa verso il secolo X provenienti dalle regioni nord-orientali dell’India; qui tentarono di stabilirsi nella valle del Danubio ma si scontrarono con le genti slave che ne provocarono la dispersione; la maggioranza migrò verso l’Europa occidentale e settentrionale, una parte restò nella Penisola Balcanica e gli altri si rifugiarono nei paesi dell’Est. Le comunità più numerose che mantennero il tradizionale modo di vivere nomade, si costituirono in Iugoslavia, Romania, Ungheria, Germania, Italia, Francia e soprattutto Spagna (dove ancora oggi contano il maggior numero di rappresentanti); piccole unità migrarono anche in Armenia e in Anatolia.
Nel corso dei secoli si sono fusi con le genti locali dando origine a gruppi misti sedentari o girovaghi, dediti all’attività di giostrai. I Rom puri mantengono, però, inalterate le proprie usanze e tradizioni. La struttura sociale è basata sulle grandi famiglie matrilineari raggruppate in piccole “tribù” e la stirpe è rigidamente endogamica: chi si sposa con stranieri viene bandito dal gruppo.
La religione è un miscuglio di credenze animiste, cristiane e buddhiste; assai accentuata è la superstizione che ha portato a molti tabù e alla loro ferma convinzione della “veridicità” della chiromanzia; ricco è il patrimonio di leggende e di favole che si tramandano oralmente nella loro lingua, anche se conoscono e parlano numerose altre lingue e spesso frequentano le scuole dei Paesi dove vengono a trovarsi durante il loro peregrinare. Tipici della loro cultura sono: l’abilità nell’allevare cavalli, nel lavorare il rame, metalli preziosi, cuoio, nell’eseguire delicati lavori manuali di precisione, una spiccata e innata sensibilità musicale, soprattutto nell’uso del violino, tanto che in passato venivano ricercati quali suonatori per feste e cerimonie, nonché una notevole attitudine alla danza. Un tempo si spostavano su carri trainati da cavalli e abitavano in grandi tende poligonali di feltro, oggi usano roulottes; poiché, a differenza di altri gruppi di nomadi cui vengono impropriamente accomunati, rifuggono da ogni forma di accattonaggio, ritenuto lesivo della loro dignità, etica e religiosa. Quando vivono negli accampamenti portano i tradizionali costumi dai colori sgargianti impreziositi, soprattutto fra le donne, da un gran numero di monili di loro produzione

I Rom furono sempre e comunque isolati dagli abitanti locali, il che accentuò il carattere indipendente e l’unità di stirpe di questo popolo e ne caratterizzò sempre più il modo di vivere da girovaghi. Nonostante siano genti pacifiche dallo spiccato senso dell’ospitalità, sono stati sempre trattati in modo ostile e spesso sono stati vittime di persecuzioni, la più feroce delle quali è stata perpetrata dai nazisti che ne sterminarono oltre un milione in Germania e nei paesi occupati. Venivano accusati di essere degli “spioni”ed erano considerati responsabili, come gli Ebrei, della morte di Gesù Cristo.
Questo è stato solo l’apice di secoli e secoli di pregiudizi e di persecuzioni attuate dai Cristiani nei confronti degli Zingari, considerati molto meno degli animali.
Quando i nazisti salirono al potere, l’Europa contava milioni di Zingari, di cui 30.000 circa in Germania, dove alcuni conducevano una vita da nomadi in roulottes mentre altri erano diventati cittadini ordinari. Da molti anni era stato allestito un “servizio d’informazione per gli Zingari” tramite il quale venivano controllati assiduamente; la popolazione tedesca veniva continuamente messa in guardia contro quelle “genti” poiché appartenenti, dicevano, ad una “razza differente”.
Nel 1905 si ha la comparsa di un almanacco contenente informazioni genealogiche e fotografie di centinaia di Zingari tedeschi.
Nel 1926 in Baviera si votò una legge contro “gli Zingari, i vagabondi, e i nullafacenti”. Uno Zingaro che non aveva un lavoro stabile rischiava la casa di correzione, una sottospecie di prigione. Ed è proprio da queste leggi che i Nazisti attinsero di buon grado nel 1933:anche gli Zingari erano “inferiori” agli ariani, pertanto da eliminare. Tuttavia non tutti furono perseguitati, lo stesso capo delle SS Himmler asserì che alcuni fra di loro erano di “razza pura”, “cugini degli ariani”, bisognava dunque identificarli e collocarli all’interno di una riserva fatta apposta per loro. Nonostante tutto la maggior parte furono deportati: molti inviati nei ghetti assieme agli Ebrei e da lì nei campi di sterminio. Più di 20.000 Zingari morirono ad Auschwitz, molti bambini servirono da cavie agli esperimenti scientifici condotti nel lager. Non tutti furono uccisi all’interno dei campi, in tutta l’Europa dell’Est divennero ordinarie le esecuzioni di massa nei boschi, fuori dalle città, spesso se ne incaricavano dei collaboratori locali.
S’ignora il vero numero di Zingari assassinati dai nazisti e i loro alleati, dovuto all’inattendibilità delle statistiche relative a queste popolazioni prima e dopo la guerra.
Dopo la guerra né la Germania né gli altri paesi fornirono alcun tipo di risarcimento ai sopravvissuti come è stato per gli Ebrei.
In un’Europa in cui le tensioni etniche sono ancora molto forti, gli Zingari continuano ad essere vittime di discriminazioni e violenze.

“Nel maggio 1936, durante i preparativi ai Giochi Olimpici, la polizia di Berlino arrestò centinaia di Zingari e trasferì intere famiglie con roulottes, cavalli e quanto possedevano negli accampamenti di Marzhan, fra una discarica di rifiuti e un cimitero. L’accampamento ben presto fu circondato di filo spinato: venne creato di fatto un campo di concentramento nella periferia di Berlino. È da Marzhan e dagli altri sobborghi di Berlino e delle altre città tedesche che qualche anno più tardi partirono migliaia di zingari verso i campi di sterminio “
(Saul Friedländer: sopravvissuto, professore di storia della Shoah).

Gli omosessuali.

I dirigenti nazisti pensavano che la presenza di questo gruppo nella società compromettesse tanto il tasso di natalità del popolo tedesco quanto la salute fisica e morale del “corpo della nazione”. Plotoni della sezione d’assalto irruppero nei luoghi frequentati dagli omosessuali, come i cafè e anche le case private: erano tormentati dalla polizia. Questa persecuzione pose fine al movimento di liberalizzazione che era stata iniziata nei loro confronti. Il governo rinforzò la legislazione in vigore sanzionando i comportamenti omosessuali, e dopo il 1933 gli omosessuali furono arrestati e sottomessi a delle regole sempre più severe.
Il capo SS Himmler creò un ufficio incaricato di schedarli e perseguitarli. Numerosi membri del partito nazista reclamarono la pena di morte per “l’attentato ai costumi”a carattere omosessuale. Verso la fine degli anni ’30 la persecuzione s’intensificò e su una popolazione di omosessuali di 1,5 milioni, circa 100mila furono arrestati sotto denuncia, fra i quali da 10mila a 15mila finirono la loro vita marcati da un triangolo rosa nei campi di concentramento. Questo segno di riconoscimento li esponeva alle brutalità delle SS, ma anche degli altri prigionieri. Non si conosce il numero preciso, si ipotizza che siano stati uccisi almeno il 60%. I trattamenti a loro inflitti erano giustificati dai nazisti nelle loro teorie razziste e per tanto li sottomettevano addirittura a degli esperimenti pseudo-scientifici, avendo come progetto la modifica del comportamento sessuale di questo gruppo.

“nello stesso momento vennero fermati numerosi omosessuali nella nostra città. Uno fra i primi fu un mio amico, al quale ero legato da quando avevo 24 anni. Un giorno la Gestapo andò a casa sua e lo portò via. Non si poteva segnalare la sua scomparsa: rischiavamo di farci arrestare noi stessi. Era sufficiente conoscerlo per essere sospettati. Dopo il suo arresto la Gestapo saccheggiò la sua casa, trovarono un’agenda di indirizzi, tutti quelli che vi figuravano furono arrestati. Anch’io. Dovemmo comportarci con estrema prudenza con tutti e io fui obbligato a rompere tutte le mie amicizie. Incontrandoci sulla strada ci ignoravamo, per non correre dei rischi. Gli omosessuali non potevano incontrarsi più da nessuna parte.”
(testimonianza di un omosessuale tedesco)

I disabili e gli “asociali”

Nel 1920 un gruppo di scienziati tedeschi cominciò a raccomandare l’eliminazione delle “bocche inutili”. Designarono anche particolari categorie di cittadini disabili e colpiti da ritardo mentale. Si inventò l’espressione “vita indegna di essere vissuta”. I nazisti, la cui ideologia vedeva negli Ebrei e negli Zingari un pericolo esterno per il “corpo della nazione”tedesca, allo stesso modo vedeva i disabili e altri individui, che non s’integravano con la popolazione, come pericolo interno che bisognava isolare e infine eliminare. Giudicati improduttivi, pertanto un peso per quei membri della società “sani e produttivi”. Dal punto di vista raziale e biologico costituivano ugualmente una “parte inferiore” al resto della società, le loro malattie denotavano la predisposizione ad un’inferiorità congenita. Quindi nell’intento di purificare la società tedesca e mantenere intatta la razza ariana, i nazisti perseguitarono e imprigionarono migliaia di cittadini etichettati “asociali” (contro la società).
Questa categoria comprendeva le prostitute, quelle persone senza lavoro che rifiutassero una proposta d’impiego, individui accusati di essere stati oggetto di scandalo. La biologia criminale considerava i piccoli delinquenti inferiori proprio dal punto di vista biologico: di era arrivati a sterilizzare a forza uomini e donne appartenenti a questa categoria. Inutile aggiungere che anch’essi entrarono a far parte di quel gruppo purtroppo numeroso di persone condannate a morte solo per la colpa di esser nate: unico segno di distinzione un triangolo nero.

[Da: “Dites-le à vos enfants”, di Stéphane Bruchfeld e Paul Levine]

Venturini Elisa