COMITATO REGIONALE A.N.P.I. LOMBARDIA
PRESA DI POSIZIONE DEL’ A.N.P.I. REGIONALE SUL FESTIVAL NEOFASCISTA A CANTU’
Il Sindaco di Cantù si dichiara difensore della libertà di espressione delle opinioni di tutti.
Commendevole.
Surreale che, per perseguire questo nobile obiettivo, conceda spazi pubblici (dei suoi concittadini, dunque) e agibilità politica a Forza Nuova, una formazione neo-fascista che, in quanto tale, ha tra i propri obiettivi quello di sopprimere questa libertà.
Leggiamo cosa dice in proposito la Corte di Cassazione (sentenza n. 11/2010 – Sez. V penale): “…Il segretario dell’associazione, che si dichiara fascista e si richiama alla cultura e alla politica del regime che ha governato l’Italia per circa un ventennio …”; e ancora: “… Il segretario di Forza Nuova non nega l’adesione dell’associazione e dei suoi aderenti all’ideologia fascista; nega la fondatezza storica dell’identificazione (frutto di “ignoranza storica”) del fascismo con il nazismo; e ancora: “…
Nel comunicato della segreteria n.16 del 17/04/2002 (pubblicato sul sito ufficiale di Forza Nuova) si legge: “Forza Nuova crede che per una vera ricostruzione nazionale e per una vera ricostruzione della coscienza di popolo, la repubblica nata e basata sull’antifascismo militante debba finire ed il fascismo con le sue teorie e la sua dottrina debba ritrovare il giusto spazio nella storia e nella cultura del nostro paese”.
Ancora la Corte di Cassazione: ” La libertà di manifestazione del pensiero e quella di ricerca storica cessano quando travalichino in istigazione alla discriminazione e alla violenza di tipo razzista”. (sentenza n. 25184 del 17/06/2009).
Ricordate gli striscioni di Forza Nuova che inondarono l’Italia in occasione dell’uccisione a picconate da parte di un uomo di colore di alcune persone a lui estranee in una stazione, senza nessun motivo se non le “voci” che gli ingiungevano di farlo? Quegli striscioni vergognosi dicevano “Consegnatelo a noi”.
Mai, né prima né dopo, in occasione delle centinaia di efferati delitti commessi da “bianchi”, Forza Nuova uscì con analoghi messaggi. Non si trattò di istigazione all’odio razziale e di istigazione al linciaggio, due delitti puniti dalla legge?
A chi voleva libertà di espressione il fascismo diede manganellate, olio di ricino, carcere, confino, morte.
Era obbligatorio iscriversi al partito e giurare fedeltà per ottenere o mantenere il posto di lavoro: c’era l’OVRA a spiare e punire anche le intenzioni (non i fatti) della libertà di espressione.
Il motto era:” OBBEDIENZA PRONTA, CIECA, ASSOLUTA!”
Allora: il Sindaco è un pubblico ufficiale, in quanto tale PIU’ tenuto a rispettare la Costituzione (a partire dalla 12° disposizione transitoria), le leggi “Scelba” e “Mancino”, a tener conto delle sentenze della Suprema Corte.
Ma, al di là di questo: non gli sembra la sua scelta un palese atto di connivenza con chi della libertà di espressione ha la concezione che abbiamo riferita?
Non gli sembra un dovere di chiunque abbia cara questa libertà non l’agevolare, ma il costruire un abbia cara questa libertà non l’agevolare, ma il costruire un CORDONE SANITARIO, fatto di consapevolezza, conoscenza, memoria, vergogna e repulsione, dei cittadini democratici nei confronti di chi ripropone il fascismo “con le sue tesi e le sue dottrine”?
Cosa ha fatto e cosafa il Comune di Cantù per questo?
E’ “democratico” favorire la diffusione dell’antisemitismo, della xenofobia, dei miti del Capo e della Forza, della convivenza basata sul dominio dei “forti” e sull’ubbidienza (“cieca e assoluta”) dei “deboli”?
Non dobbiamo tendere ad una società di liberi e uguali, fatta di solidarietà, tolleranza, di ripudio dellaviolenza, del fanatismo, dell’ignoranza?
Il Prefetto non ritiene eversiva la scelta del Sindaco di Cantù rispetto alle leggi vigenti, a partire da quella suprema, la Costituzione repubblicana, che questa società propone e disegna?
La parte nera dell’uomo sta ripercorrendo l’Europa: c’è da rabbrividire, ma anche da assumere posizioni chiare di contrasto.
Chiamiamo tutti i cittadini che hanno a cuore pace, giustizia, libertà ed uguaglianza, anche il Sindaco di Cantù , a combattere questa battaglia non violenta, decisiva per la civiltà e la dignità di tutti.
Milano, 30 agosto 2015
x IL COMITATO REGIONALE ANPI
Tullio Montagna