RICHIESTA DI ESPULSIONE DEL COMUNE DI CANTU’

RICHIESTA DI ESPULSIONE DEL COMUNE DI CANTU’
DAL COORDINAMENTO COMASCO PER LA PACE
 
Cari amici e compagni, martedì 21 ottobre, sul quotidiano La Provincia, a pagina 47, è stata pubblicata una richiesta formale di Luca Marchiò al Coordinamento Comasco per la Pace di espellere dal sodalizio il Comune di Cantù. La motivazione è che l’Amministrazione civica di Cantù ha violato lo statuto concedendo Campo Solare per tre anni consecutivi ai neofascisti di Forza Nuova, notoriamente xenofobi e razzisti oltrechè, negazionisti. Riportiamo di seguito l’art. dello statuto a cui fa riferimento Marchiò
 Art. 2) – Il Coordinamento funge da punto di riferimento per gli Enti che ne fanno parte, e più in generale per il territorio della Provincia di Como, allo scopo di sostenere, promuovere, progettare e coordinare attività culturali e materiali, di ricerca e studio, di formazione, informazione ed educazione, di cooperazione e scambio fra i diversi popoli e le differenti culture, per la promozione della Pace, della Democrazia, dello Sviluppo e dei Diritti Umani. 
 
Facciamo nostra questa richiesta e invitiamo tutte le forze democratiche a fare altrettanto.
Cari saluti
Direttivo Provinciale ANPI
 
Alleghiamo qui di seguito l’ articolo di Luca Marchiò.

7 NOVEMBRE – CENA DI AUTOFINANZIAMENTO

Sezione Erba- Monguzzo

 

SABATO 7 NOVEMBRE

presso la sede NOI VOI LORO

Erba, via del Lavoro, 7

ore 19,30

 

LIBERI DI BALLARE E CANTARE

PER LA RESISTENZA

Cena di autofinanziamento

e, a seguire, musica dal vivo con il celebre gruppo

D’ALTROCANTO

musica popolare e canzoni d’ autore.

 

Menu:

Brasato con polenta

formaggi

vino, acqua e caffè

costo: 20 euro a persona

 

Prenotazioni:

Maurizio: 399 8947913

Alessandra: 348 5125891

Marco: 340 8441114

 

NO AL FASCISTA SERVELLO AL FAMEDIO

COMUNICATO STAMPA: Iscrizione al Famedio di Franco Servello

 

Abbiamo appreso con profondo stupore la notizia dell’iscrizione di Franco Servello al Famedio del Cimitero Monumentale. Pur manifestando il nostro sentimento di rispetto per i defunti, ci preme evidenziare che al Famedio vengono iscritte le personalità più significative ed importanti che hanno dato lustro a Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza.
Vogliamo sottolineare che Franco Servello, senatore del Movimento Sociale Italiano, che mai ha rinnegato le sue nostalgie fasciste, partecipò e fu tra gli organizzatori, con altri esponenti del Movimento Sociale Italiano, della manifestazione neofascista del 12 aprile 1973, vietata dalla questura di Milano.
Nel corso della manifestazione e degli incidenti provocati dai neofascisti venne ucciso Antonio Marino, guardia di pubblica sicurezza, insignito il 5 maggio del 2009 dalla Presidenza della Repubblica  della Medaglia d’Oro al merito civile.

 

Roberto Cenati
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

 

 

 

ISTANZA DI REVOCA AL SINDACO DI SARONNO

Qui sotto riportiamo l’ istanza di revoca, inviata al sindaco di Saronno, della concessione degli spazi per la manifestazione fascista che si dovrebbe tenere il 15 novembre p.v.

 

Egr. Sig. Fagioli Alessandro, Sindaco del Comune di Saronno

Istanza di revoca, ai sensi dell’art. 9,comma 3, del Regolamento comunale per la concessione di patrocini e spazi a enti e associazioni, di spazio e patrocinio alla associazione sportiva “ Wolf of the ring” con sede a Milano, via Govone 35.

Egregio sig. Sindaco ,

noi, sottoscritti:

– Claudio Castiglioni, nato a Saronno il 21 Giugno 1962, ivi residente in via delle Grigne,24; Presidente del Circolo ANPI di Saronno

– Giuseppe De Luca, nato a Bivongi (RC) il 4 Novembre 1939, residente a Lurago Marinone, via della Pace 19; Presidente del Circolo ANPI Seprio (sede Mozzate)

-Massimiliano Caselli, nato a Bollate il 18 Gennaio 1965, residente a Caronno Pertusella, via Kennedy 389; Presidente del circolo ANPI di Caronno Pertusella

esponiamo quanto segue.

Risulta depositata in data 22/9/2015 una richiesta di patrocinio da parte della associazione “Wolf of the ring”. L’istanza è a nome del Presidente Rigamonti Erminio ma è sottoscritta da tale Luca Gigliotti indicato nella istanza come mero referente della manifestazione. Dalla istanza non è dato sapere neppure se il referente faccia parte della associazione e, in caso positivo, con quale incarico.

Già questo mero dato formale rende nulla la richiesta, sottoscritta da soggetto diverso dal richiedente e con qualifica imprecisata all’interno della associazione.

Nonostante questa evidente nullità, nella seduta di Giunta comunale dello stesso 22/9/2015 veniva concesso il patrocinio richiesto.

Una successiva richiesta datata 7/10/2015 riproduceva tutti i contenuti della precedente ma correggeva l’errore della sottoscrizione, questa volta apposta dal Rigamonti ; ad oggi non risulta agli scriventi intervenuta alcuna decisione su questa istanza ( la precedente concessione adottata ,come detto, il 22/9, è stata protocollata e comunicata il 2/10).

Allo stato, pertanto, vi è una decisone su una richiesta nulla e non vi sono decisioni sulla richiesta successiva formalmente regolare.

Nella richiesta compare una immagine di quella che dovrebbe essere la locandina di pubblicità della iniziativa; in questa immagine e nella richiesta si indica il Paladozio di via Biffi 5 come luogo della iniziativa. Non risultano presentate autonome richieste di concessione di spazio e da informazioni assunte sembra che queste debbano essere considerate implicite nella richiesta di patrocinio.

A prescindere dalla irritualità della richiesta e dell’iter per i motivi detti, l’aspetto sostanziale per il quale si chiede che non venga concesso lo spazio comunale e venga revocato il patrocinio è dato dal fatto che l’associazione sportiva richiedente appare essere una mera copertura di una organizzazione di estrema destra.

Se si esamina il sito ufficiale di “Wolf of the ring / Lealtà-azione” si vede che alla voce “Pensiero e valori” compaiono come riferimenti culturali e politici figure come Ezra Pound e Leon Degrelle, dichiaratamente legate alla storia e all’ideologia fascista.

Significativamente, inoltre, nella istanza è indicata come partner l’associazione Bran.Co, Branca comunitaria onlus, e un rapido excursus nei siti di Wolf of the ring e di Bran.Co rivela l’orientamento politico di entrambe le associazioni, orientamento che si colloca nettamente al di fuori dei pur ampi spazi concessi dal nostro ordinamento democratico perché rientra nelle ipotesi previste dalla normativa che punisce l’apologia del fascismo e l’esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi del partito fascista.

A monte di tutto vi è la comunità degli Hammerskin, diffusa nei diversi Continenti, che si richiama, nei simboli e nell’ideologia, al nazismo e presenta una forte caratterizzazione razzista ( negli USA è esplicito il richiamo al Ku Klux Klan).

Da alcuni anni anche nella nostra zona ed in particolare alla Skinhouse di Bollate è nato e portato avanti un progetto di apertura alla società a fini di proselitismo (si veda il sito di “Lealtà-azione”). Per aggirare l’ostacolo della ostilità non solo degli antifascisti ma anche della società civile e antirazzista, costoro dissimulano la loro attività dietro iniziative di carattere sociale, non immediatamente rivelatrici dell’orientamento politico sotteso. Così, a mero titolo esemplificativo:

– “Wolf of the ring” organizza incontri ed allenamenti di discipline di combattimento

-“Bran.Co”, come affermato nella istanza, si occupa di varie tematiche di carattere sociale

-“I lupi danno la zampa” si occupa di diritti degli animali e di aiuto ai canili

-“Cooxazione” si occupa di aiuto alle famiglie in difficoltà economica ( ovviamente solo italiane, bianche e cristiane)

Queste ed altre associazioni ( Lupi delle vette, Un calcio alla pedofilia, Una voce nel silenzio…….) scivolano, però, sulla buccia di banana della necessità di coordinamento tra le varie realtà, pena altrimenti la frammentazione dell’iniziativa e la conseguente perdita di efficacia rispetto al fine reale, e cioè la propaganda fascista.

Tutti i vari siti delle organizzazioni citate richiamano esplicitamente ( come pagine che “piacciono”) gli altri siti e, tra questi, quello di “Memento”, che è costretto, viste le sue finalità, ad uscire allo scoperto.

“Memento” organizza, infatti, manifestazioni apologetiche del fascismo, della Repubblica di Salò e della XMas; la più nota è quella del 26 Aprile in commemorazione dei caduti di Salò al Cimitero Maggiore di Milano, quando gli aderenti sfilano a mò di parata militare con tutto il repertorio del rituale fascista ( saluto romano, “a noi”, “presente” etc.).

Il sito di Lealtà-azione coordina tutti gli altri, a dimostrazione dell’unicità del disegno, e, per tornare alla vicenda che ci occupa, vi compare già da ora la pubblicità all’iniziativa di “Wolf of the Ring” a Saronno il 15 Novembre.

Se questo è il contesto in cui si inserisce la prevista manifestazione del 15 Novembre ( e lo è sicuramente) appare evidente che il Comune di Saronno non può prestarsi al gioco di questi soggetti, pena il rischio di ritrovarsi colluso in attività apologetica del fascismo. Perfino un atto amministrativo come il Regolamento comunale per la concessione di spazi e patrocini richiama espressamente all’art.1 comma 4 i principi e i valori della Costituzione a cui il Comune deve ispirare la propria attività amministrativa. IlRegolamento, all’art. 9, vieta il patrocinio per iniziative di propaganda politica o confessionale e prevede la revoca di un patrocinio già concesso per una iniziativa “quando gli strumenti comunicativi della stessa o le modalità di svolgimento dell’evento possano risultare incidenti in modo negativo sull’immagine dell’Amministrazione”.

 

E’ indubbio che la presenza del logo del Comune su un manifesto che viene pubblicizzato su siti come Memento a fianco di squadre di persone che marciano compatte inneggiando al fascismo non depone a favore del Comune stesso.

 

Infine è opportuno ricordare quella che è la legislazione tuttora in vigore sul tema del fascismo, nazismo e discriminazione razziale.

 

Alla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione è stata data attuazione con la legge n.645 del 1952, c.d. legge Scelba, poi modificata dalla legge n. 152 del 1975. L’art. 1 chiarisce che cosa si intende per “riorganizzazione del partito fascista” e recita, tra l’altro: “…..quando una associazione….rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito e compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”. L’art. 4 della legge punisce l’apologia del fascismo e l’art.5 punisce manifestazioni usuali del disciolto partito fascista.

 

In tema di discriminazione razziale, etnica e religiosa si applicano la legge n. 654 del 1975 che ha ratificato la Convenzione internazionale di New York del 7/3/1966 e la legge n. 205 del 1993, cosiddetta legge “Mancino”.

 

I sottoscritti sanno del tentativo in atto di ottenere l’abrogazione delle leggi Scelba e Mancino da parte di organizzazioni e partiti politici italiani ma ad oggi le leggi sono in vigore e vanno rispettate.

 

Non a caso, ancora recentemente, la Suprema Corte di Cassazione ha avuto modo di ribadire che integrano il reato di apologia del fascismo il saluto romano e il grido “presente !” (1° sezione, sentenza n.37577 del 12/9/2014).

 

Chiarito il quadro in cui si inserisce l’iniziativa saronnese, non appare superfluo ricordare che il nome di Luca Gigliotti, firmatario della prima richiesta al Comune e referente della iniziativa, compare nel processo per i fatti gravissimi accaduti a Milano il 7 Agosto 2004 quando non meno di 25 “teste rasate” con magliette nere inneggianti al White Power, inquadrate in piccoli gruppi, armate di coltelli, taglierini, spranghe di ferro e cinture borchiate, si materializzarono all’improvviso tra via Ascanio Sforza e via Conchetta a poche decine di metri dal centro sociale Cox 18, ferendo gravemente un ragazzo di 31 anni e altri cinque all’addome, alle braccia e alla schiena ( così testualmente dalla richiesta di misura cautelare del PM di Milano, dr.sa Zanetti). Gigliotti fu condannato e tra i coimputati figurano Giacomo Pedrazzoli e Stefano Del Miglio, tra i più noti esponenti di Hammerskin Milano.

****************

Per gli esposti motivi i sottoscritti chiedono che l’Amministrazione comunale di Saronno voglia revocare la concessione di spazio e patrocinio alla Associazione “ Wolf of the Ring”.

 

Saronno, 14/10/2015

Claudio Castiglioni

Giuseppe De Luca

Massimiliano Caselli

 

 

 

 

 

CARTELLO DI MENAGGIO

Cari amici e compagni, l’Amministrazione Comunale di Menaggio ha provveduto alla pulizia del cartello imbrattato nei giorni scorsi dai fascisti, a breve verra ricollocato nella sua originale posizione. L’Anpi provinciale ringrazia la Giunta di Menaggio guidata dal Sindaco Adolfo Valsecchi per la celerità e l’impegno.
Per la Segreteria Provinciale
Antonio Proietto

ISRAELE: OCCUPAZIONE E NON PACE

LA SCELTA DI ISRAELE: OCCUPAZIONE E NON PACE

Dal sito di anpiseprio.com

 

Marwan Barghouthi: “È nella natura dell’uomo anelare alla libertà,

lottare per la libertà, sacrificarsi per la libertà. E la libertà del popolo

palestinese è in grave ritardo”.

A cura di Assopace Palestina, Traduzione di Donato Cioli

The Guardian, 11 ottobre 2015

L’ escalation [di violenze] non è cominciata con l’uccisione di due coloni israeliani, è cominciata molto tempo fa ed è andata avanti per anni. Ogni giorno ci sono Palestinesi uccisi, feriti, arrestati. Ogni giorno che passa, il colonialismo avanza, l’assedio del nostro popolo a Gaza continua, oppressioni e umiliazioni si susseguono. Mentre molti oggi ci vogliono schiacciati dalle possibili conseguenze di una nuova spirale di violenza, io continuerò, come ho fatto nel 2002[1], a chiedere di occuparsi delle cause che stanno alla radice della violenza: il rifiuto della libertà ai Palestinesi

Alcuni hanno detto che il motivo per cui non si è raggiunto un accordo di pace è stata la mancata volontà del defunto Presidente Yasser Arafat o l’incapacità del Presidente Mahmoud Abbas, mentre sia l’uno che l’altro erano disposti e capaci di firmare un accordo di pace. Il vero problema è che Israele ha scelto l’occupazione al posto della pace ed ha usato i negoziati come una cortina di fumo per portare avanti il suo progetto coloniale. Tutti i governi del mondo conoscono questa semplice verità, eppure molti di loro fanno finta che un ritorno alle ricette fallite del passato ci potrebbe permettere di raggiungere libertà e pace. Follia è continuare a fare sempre la stessa cosa e aspettarsi che il risultato cambi. Non ci può essere negoziato senza un chiaro impegno di Israele a ritirarsi completamente dal territorio palestinese che ha occupato nel 1967 (tra cui Gerusalemme), una completa cessazione di tutte le pratiche coloniali, il riconoscimento dei diritti inalienabili dei Palestinesi, compreso il loro diritto all’autodeterminazione e al ritorno, la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi. Non possiamo convivere con l’occupazione, e non ci arrenderemo all’occupazione.

Ci si esorta ad essere pazienti e lo siamo stati, offrendo occasioni e occasioni per raggiungere un accordo di pace, dal 2005 ad oggi. Forse val la pena ricordare al mondo che, per noi, espropriazione, esilio forzato, trasferimento e oppressione durano ormai da quasi 70 anni e che noi siamo l’unico problema bloccato nell’agenda dell’ONU dalla sua fondazione. Ci è stato detto che se ci affidavamo a metodi pacifici e alla strada della diplomazia e della politica, ci saremmo guadagnati l’appoggio della comunità internazionale per porre fine all’occupazione. Eppure, come già era avvenuto nel 1999 alla fine del periodo di interim, la comunità internazionale non ha intrapreso alcuna azione significativa, come ad esempio costituire una struttura internazionale per

applicare la legge internazionale e le risoluzioni dell’ONU, varare misure per garantire la responsabilizzazione [delle parti], anche attraverso boicottaggi, disinvestimenti e sanzioni, come era stato fatto per liberare il mondo dal regime dell’apartheid.

E allora, in mancanza di un intervento internazionale per porre fine all’occupazione, in mancanza di una seria azione dei vari governi per interrompere l’impunità di Israele, in mancanza di qualunque prospettiva di protezione internazionale per il popolo palestinese sotto occupazione, e mentre il colonialismo e le sue manifestazioni violente hanno un’impennata (compresi gli atti di violenza dei coloni israeliani), cosa dovremmo fare? Stare inerti ad aspettare che un’altra famiglia palestinese sia bruciata, che un altro giovane palestinese sia ucciso, che un altro insediamento sia costruito, che un’altra casa palestinese sia distrutta, che un altro bambino palestinese sia arrestato, che i coloni facciano un altro attacco, che ci sia un’altra aggressione contro il nostro popolo a Gaza? Tutto il mondo sa che Gerusalemme è la fiamma che può ispirare la pace e che può accendere la guerra. E allora perché il mondo rimane immobile mentre gli attacchi israeliani contro i Palestinesi della città e contro i luoghi santi musulmani e cristiani – specialmente Al-Haram Al-Sharif – continuano senza sosta? Le azioni e i crimini di Israele non distruggono soltanto la soluzione dei due stati secondo i confini del 1967 e non violano soltanto la legge internazionale, ma minacciano di trasformare un conflitto politico risolvibile in una guerra religiosa senza fine che indebolirà ulteriormente la stabilità in una regione che è già preda di un disordine senza precedenti.

Nessun popolo della terra accetterebbe di convivere con l’oppressione. È nella natura dell’uomo anelare alla libertà, lottare per la libertà, sacrificarsi per la libertà. E la libertà del popolo palestinese è in grave ritardo. Durante la prima Intifada il governo di Israele lanciò lo slogan “spezza le loro ossa per spezzare la loro volontà”, ma, una generazione dopo l’altra, il popolo palestinese ha dimostrato che la sua volontà è indistruttibile e non deve essere messa alla prova.

Questa nuova generazione palestinese non ha aspettato colloqui di riconciliazione per incarnare quell’unità nazionale che i partiti politici non hanno saputo raggiungere, ma si è posta al di sopra delle divisioni politiche e della frammentazione geografica. Non ha aspettato istruzioni per sostenere il suo diritto, e il suo dovere, di opporsi a questa occupazione. E lo fa disarmata, di fronte ad una delle maggiori potenze militari del mondo. Eppure continuiamo ad esser convinti che libertà e dignità trionferanno, e noi avremo la meglio. E che quella bandiera che abbiamo innalzato con orgoglio all’ONU sventolerà un giorno sulle mura della città vecchia di Gerusalemme, e non per un giorno ma per sempre.

Mi sono unito alla lotta per l’indipendenza palestinese 40 anni fa e sono stato imprigionato per la prima volta a 15 anni. Questo non mi ha impedito di adoperarmi per una pace basata sulla legge internazionale e sulle risoluzioni dell’ONU. Ma ho visto Israele, la potenza occupante, distruggere metodicamente questa prospettiva un anno dopo l’altro. Ho trascorso 20 anni della mia vita, tra cui gli ultimi 13, nelle prigioni di Israele e tutti questi anni mi hanno reso ancora più convinto di questa immutabile verità: l’ultimo giorno dell’occupazione sarà il primo giorno della pace. Coloro che cercano quest’ultima devono agire, e agire subito, perché si realizzi la prima condizione.

Marwan Barghouthi

Prigione di Hadarim

cella n°28

 

https://anpiseprio.wordpress.com/

IMBRATTATO IL CARTELLO DI MENAGGIO

I fascisti hanno oltraggiato con una svastica il cartello fuori dal cimitero di Menaggio. Il cartello è quello che l’Amministrazione Provinciale ha messo sul percorso della fine della guerra, non hanno imbrattato la lapide di Enrico Caronti. Siamo in contatto con l’assessore del Comune di Menaggio Cristina Redaelli che domani provvederà a far ripulire il cartello. Vi terremo informati sugli avvenimenti. Nella giornata di domani emetteremo un comunicato.

COMO, STRISCIONE DI FORZA NUOVA

Como, striscione di Forza Nuova nella notte per gli auguri a Putin

Uno striscione di auguri affisso sulla recinzione del parcheggio Ippocastano di Como per dare il buon compleanno al presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. L’iniziativa – realizzata nel cuore della notte scorsa – è di Forza Nuova Lario che ha voluto rendere omaggio a modo suo al compimento dei 63 anni di Putin. “Forza Nuova – si legge nella rivendicazione del blitz – come tutti gli Europei di buon senso vede nel presidente russo e nella sua politica l’unico grande baluardo contro le forze del terrorismo e della sovversione, per la difesa della Cristianità, della famiglia dalle lobby gay, del lavoro, del proprio popolo da un’immigrazione selvaggia che nell’Europa occidentale è divenuta un business e un vero dramma, la difesa del Donbass (una delle ultime frontiere di un Europa sovrana) da Washington, e in ultimo, ma non per importanza, per la prodigiosa lotta al terrorismo voluto, diretto e armato dai vampiri dell’alta finanza mondiale, con l’intervento in Siria in appoggio del legittimo presidente Bashar al Assad. Tutte queste cose sono da monito per gli europei che ancora non tutto è perduto”.

http://www.quicomo.it/10/07/como-striscione-di-forza-nuova-nella-notte-per-gli-auguri-a-putin.html

COMMEMORAZIONE DI ALFONSO LISSI

03/10/2015: COMMEMORAZIONE DEL PARTIGIANO ALFONSO LISSI


Il 3 ottobre prossimo ricorre il 71° anniversario della cosiddetta “battaglia di Lenno”, evento della guerra di Liberazione che vide il tentativo da parte di distaccamenti partigiani della 52a Brigata Garibaldi e squadre di GAP e SAP di rapire il ministro degli Interni della R.S.I. Guido Buffarini Guidi, a quel tempo residente a Lenno, sul lago di Como. Ne scaturì un pesante scontro a fuoco con i militi fascisti in cui perirono molti partigiani, tra cui il compagno Alfonso Lissi, commissario politico della 52a Brigata Garibaldi.

La sezione ANPI di Como “Perugino Perugini” organizza e invita a partecipare SABATO 3 OTTOBRE 2015 ALLE ORE 11.00 (PRESSO IL CIMITERO DI REBBIO-COMO, IN VIA LISSI) ALLA COMMEMORAZIONE DEL COMPAGNO PARTIGIANO ALFONSO LISSI.
Sono stati invitati all’iniziativa i famigliari e i rappresentanti di forze politiche e associazioni democratiche della città.

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”

PRESIDIO ANTIFASCISTA ANPI DI MEDA

29 SETTEMBRE, PRESIDIO ANPI DI MEDA

Martedì 29 settembre Forza Nuova inaugura a Meda la sua sede ufficiale. L’ANPI di Meda indice a Meda,in via Roma n. 4 un presidio di protesta dalle ore 20,00 alle ore 24,00 a cui tutti gli antifascisti sono invitati a partecipare.

 

 

Comunicato ANPI Meda:

L’ ANPI sezione di Meda invita tutti i cittadini democratici a tenere alta la vigilanza nei confronti di chi ripropone le tesi e le dottrine che favoriscono la diffusione dell’antisemitismo, della xenofobia,
dell’omofobia, del razzismo, ultimamente rivolto soprattutto agli immigrati, del mito del capo e della forza.
Il giorno 29 settembre verrà inaugurata la sede provinciale di Forza Nuova a Meda con la presenza del noto e dichiarato fascista Roberto Fiore.
La presenza di una sede permanente di una forza razzista che si ispira alle idee fasciste quale è Forza Nuova offende la Città di Meda che è stata ed è profondamente democratica e
antifascista.
Meda non può accettare sul proprio territorio una sede permanente di un’associazione che mina la democrazia e imbarbarisce le relazioni umane.
L’ANPI invita le istituzioni, a partire dai Prefetti, i Questori, le forze dell’ordine e le amministrazioni comunali a rispettare e far rispettare la Costituzione e tutte le delibere e le leggi conseguenti.

IL 29.09.15 L’ANPI DI MEDA PRESIEDERA’
LA SEDE PROVVISORIA IN VIA ROMA, 4,
DALLE ORE 20.00 ALLE ORE 24.00
E INVITA TUTTI I CITTADINI A
PARTECIPARE AL PRESIDIO

 

ANPI sez. Meda

 

 

Per saperne di più.

Da Osservatorio Democratico:

SAN

FORZA NUOVA INAUGURA A MEDA LA SUA NUOVA SEDE PROVINCIALE chiedendo la protezione dell’Arcangelo San Michele nella guerra contro l’odierna minaccia diabolica: immigrazione e “ideologia gender”.

FORZA NUOVA Monza Brianza annuncia che la sera di mercoledì 29 settembre 2015 inaugura la sua nuova sede provinciale a Meda in Via Pignoni 13. Sarà fatta in gran pompa, tant’è vero che sarà presente, in una precisa scala gerarchica, tutta la sua dirigenza: dal coordinatore provinciale Luca Giugno, al coordinatore regionale Salvatore Ferrara, al coordinatore dell’Italia del Nord Luca Castellini, al vicesegretario nazionale Duilio Canu – per finire con il grande leader indiscusso, Roberto Fiore, segretario nazionale. Questo ci dice quanta importanza si dia a questo insediamento ufficiale nel territorio.
Perché proprio in quel giorno? Perché è la festa di San Michele Arcangelo. E, ricorda l’annuncio, “il 29 settembre 1997 un manipolo di uomini, tra cui Roberto Fiore e Massimo Morsello, sotto la protezione di San Michele Arcangelo, diedero vita a Forza Nuova”. E, a monte, perché nel 1927, in Romania, Corneliu Codreanu diede vita alla Legione dell’Arcangelo Michele, ossia la struttura paramilitare di quelle che si chiameranno Guardie di Ferro o Camicie Verdi: un’organizzazione ferocemente nazionalista, antibolscevica, antisemita, colpevole di innumerevoli delitti. “San Michele Arcangelo, principe della milizia celeste, guidaci e difendici nel combattimento” è la preghiera ripetuta in questo giorno, in cui ogni militante rinnova solennemente la sua dichiarazione di fedeltà alla causa forzanovista. Un atto di fedeltà e un grido di guerra. Guerra contro il moderno Lucifero, ossia contro chi mina la struttura e i valori della società tradizionale: ad esempio contro chi diffonde i valori corrosivi della cosiddetta “ideologia gender” e dell’ “omosessualismo” e contro chi tollera, anzi favorisce, l’immigrazione di persone di altra etnia e altra religione, allo scopo di distruggere il “nostro popolo”. “La Romania ai Romeni”, diceva Codreanu negli anni Trenta. “L’Italia agli italiani”, dice Forza Nuova oggi. E, inserendosi in tematiche molto odierne, lotta contro il potere delle banche e della finanza. Però qui bisogna ricordare l’interpretazione particolare che fa da retroterra: ossia l’asserita esistenza di una sempiterna internazionale giudaica, come ripeteva il sito italiano di Storm Front condannato per incitamento all’odio razziale, inneggiamento alla supremazia della razza bianca e negazionismo.
“Dal 1997 i nostri punti programmatici non sono mai cambiati” scrive Forza nuova. Così, ad esempio, il 30 agosto scorso hanno fatto un presidio ad Agrate, contro un centro profughi. Le parole d’ordine erano: basta business dell’accoglienza, rimpatrio immediato e aiuto a casa loro (non meglio specificato come). E aiuti invece “per gli Italiani in difficoltà, senza casa e senza lavoro”. Una retorica pericolosa, in tempi di vera crisi, perché aizza al razzismo come immaginaria soluzione a tutti i problemi e costruisce e cementa un falso “senso comune”. “Prima gli italiani”: uno slogan che Forza Nuova ha propagandato in questi anni in tanti banchetti nel centro di Monza (dove metteva anche un numero telefonico di pronto soccorso per segnalare abusi e prepotenze da parte degli immigrati contro gli italiani…).
L’altra attività a cui Forza Nuova si sta ossessivamente dedicando è il contrasto all’introduzione di ideologie perniciose nelle scuole. Già nel febbraio 2015 avevano tappezzato i dintorni di 15 scuole elementari e medie di Monza con un manifesto in cui campeggiava l’immagine di una giovane famiglia formata da mamma, papà e bambino e in cui si invitavano i cittadini a unirsi nella lotta per la famiglia tradizionale e contro “la propaganda e assimilazione fin dai primi anni di scolarità della teoria “gender” e dell’omosessualismo». Secondo Ordine Futuro, un ramo di Forza Nuova, è in atto una vera e propria congiura. “Le oligarchie mondiali vogliono imporre l’uniformità sessuale. L’attacco alla sessualità, nei suoi generi maschile e femminile, rappresenta oggi il più sconcertante tentativo di manipolazione dell’essere umano mai tentato nella storia”. Una “mutazione antropologica” che renderà le persone più deboli di fronte ai “poteri forti”. Viene prospettata una minaccia apocalittica che, a primo acchito, sembra persin ridicola, ma che invece contribuisce a seminare e far crescere (insieme alla minaccia dell’invasione degli “alieni” immigrati) un oscuro senso di allarme nelle “persone comuni”, tanto più che si collega a un senso profondo e istintivo di difesa dei bambini e dei figli. Ma ricordiamo anche che Forza nuova, nel primo dei suoi punti programmatici, mette la “abrogazione delle leggi abortiste”, ossia un attacco molto concreto alle possibilità di decisione e autonomia della donna.
Forza Nuova è un’organizzaione molto pericolosa nel panorama dell’estrema destra. Per chi possa avere dei dubbi, ricordiamo le sentenze nei suoi riguardi. La quinta sezione della Cassazione di Roma, con la sentenza 4938 del febbraio 2011, dichiarava che annoverare Forza Nuova tra le «organizzazioni chiaramente fasciste e che sono portatrici di valori quali la xenofobia, il razzismo, la violenza e l’antisemitismo» rientra nel diritto di «critica storica e politica», dal momento che «alla luce dei dati storici e dell’assetto normativo vigente durante il ventennio fascista, segnatamente delle leggi razziali, la qualità di fascista non può essere depurata dalla qualità di razzista e ritenersi incontaminata dall’accostamento al nazismo» e che «sempre in dimensione storica», qualifiche di «xenofobia, razzismo, violenza ed antisemitismo attengono a principi o valori (o disvalori, a seconda della diversa angolazione prospettica), intimamente connaturati e strutturalmente coessenziali alla ideologia nazista e fascista». Si ripeteva il contenuto di un’altra sentenza del 2010. Tutt’e due nascevano da denunce presentate da Roberto Fiore contro chi aveva usato quelle qualifiche nei confronti della sua organizzazione.
Lo stesso Roberto Fiore che viene a inaugurare la nuova sede provinciale di Forza Nuova a Meda il 29 settembre 2015. Che viene quindi a diffondere valori – ripetiamolo con le parole della Cassazione – di xenofobia, razzismo, violenza e antisemitismo.
Ce n’è abbastanza per invitare alla mobilitazione degli antifascisti, degli antirazzisti, dei democratici.