intero 7 € – ridotto (over 65, under 18 e studenti) 5 €
COMO, 23 FEBBRAIO
intero 7 € – ridotto (over 65, under 18 e studenti) 5 €
Comitato per la riqualificazione dell’area ex Ospedale S. Anna
Cittadella della salute: il momento è ora
Il futuro dell’area dell’ex Ospedale S. Anna e la riqualificazione del quartiere di Camerlata sono all’ordine del giorno nelle istituzioni e nella programmazione urbanistica della città da molti anni. Pensiamo che l’area possa divenire una struttura sanitaria sul modello della Cittadella della Salute visto come riferimento certo per i cittadini. Anche le Regole di gestione del servizio socio sanitario 2016, emesse dalla Regione Lombardia, dopo l’approvazione della riforma sanitaria, prevedono la ricostruzione del rapporto tra ospedale e territorio riconoscendo come criterio prevalente quello della presa in carico del paziente.
Perché questo si realizzi è necessario garantire:
L’intervento in quest’area, che crediamo vada fatto con un approccio multidisciplinare (competenze diverse) e con un progetto sperimentale (socio-sanitario, urbanistico, ambientale, lavorativo), potrebbe garantire una riqualificazione urbanistica a tutta la zona di Camerlata e punti di accesso attrezzati al parco della Spina Verde.
Il Comitato della Cittadella della salute propone che questa ipotesi di riorganizzazione possa essere posta al confronto e alla discussione degli attuali attori del territorio (Direttore generale dell’ASST, direttore socio sanitario dell’ASST, Direttore sanitario dell’ASST), dei rappresentanti delle istituzioni, delle Associazioni affinché non si realizzi un modello calato dall’alto ma la proposta di un’idea partecipata e condivisa. Per questo è stato organizzato un incontro pubblico che si terrà:
giovedì 25 febbraio 2016 alle ore 17.30
nella sede della ex circoscrizione di Camerlata.
Il Comitato Cittadella della Salute
FORUM SANITÀ/WELFARE DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE PD • CDL CGIL COMO • FORUM SALUTE DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE SEL • UST CISL FP DEI LAGHI • FEDERAZIONE PROVINCIALE PRC • MEDICINA DEMOCRATICA • UIL COMO • UIL FPL COMO • RSU CGIL S. ANNA • RSU UIL SANT’ANNA DI COMO • AMO LA MIA CITTÀ • FUNZIONE PUBBLICA CGIL DI COMO CISL FP DEI LAGHI • RSU CISL FP S. ANNA DI COMO.• PACOSEL • ARCI • GRUPPO SPONTANEO DI CITTADINI QUALE FUTURO PER REBBIO • LEGAMBIENTE COMO • ACLI • SINDACATO PENSIONATI CGIL REBBIO • AUSER • LA CITTA’ POSSIBILE COMO • FIAB (FEDERAZIONE ITALIANA AMICI BICICLETTA) • COMITATO COMASCO ALTRA EUROPA • FORUM DEL TERZO SETTORE DI COMO • LISTA PER COMO • AVC CSV
La Sezione ANPI “Bruno Terzani “ di Lastra a Signa, con il Patrocinio del Comune di Lastra a Signa
allo scopo di incentivare e promuovere la cultura letteraria sul territorio
indice la quarta edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa
“Una storia Partigiana”
“Se la guerra è finita perché ti si annebbia di pianto questo giorno di Aprile”
(da “Quel giorno d’Aprile” di Francesco Guccini)
•Sezione 1 Poesia inedita in lingua italiana;
•Sezione 2 Narrativa inedita in lingua italiana
I testi dovranno essere spediti entro e non oltre il 27/03/2016
Tutte le informazioni nel Bando allegato
9 Febbraio 2016
Il 9 gennaio abbiamo tenuto, presso l’Istituto Alcide Cervi e d’intesa con la presidenza dell’Istituto stesso, un seminario sui modi e sulle iniziative da assumere per contrastare il diffondersi dei movimenti neofascisti. Un importante dibattito (sul quale mi sono già intrattenuto), imperniato principalmente su ciò che potrebbero (e dovrebbero) fare le Istituzioni statuali ed il sistema delle autonomie, per prevenire e combattere questi fenomeni. Il titolo del Seminario, era “Per uno Stato pienamente antifascista” e si riferiva alla necessità che lo Stato, come tale, entri finalmente, con reale convinzione in campo, per garantire che queste continue iniziative di riunioni di tipo fascista ed altre manifestazioni consimili non abbiano più a ripetersi, così come gli episodi di violenza e di razzismo che ad esso sono strutturalmente e frequentemente collegati.
Se avessimo avuto bisogno di una prova ulteriore di ciò su cui si dibatteva nel Seminario (che si è concluso con una serie di richieste e proposte concrete, che presto renderemo pubbliche, dopo averle presentate alle massime Autorità istituzionali), essa ci sarebbe stata fornita in pieno dalla pubblicazione recentissima di uno sconcertante documento della Polizia di prevenzione, a proposito di CasaPound. E non solo. Come è noto a molti, nel corso di un procedimento giudiziario, sono state chieste informazioni su CasaPound alla Polizia di prevenzione, che ha risposto ai quesiti posti dal Giudice in un modo davvero singolare, che si risolveva quasi in un’esaltazione del movimento, anziché in un’analisi serrata delle sue vere caratteristiche, che lo pongono spesso in contrasto con le linee portanti della nostra Costituzione. Alla fine – secondo la Polizia di prevenzione – si tratta di un’associazione pacifica, che organizza convegni e dibattiti culturali, si impegna nel sociale “alla tutela delle fasce più deboli”, conduce la lotta per il precariato e per la difesa dell’occupazione. Insomma, un gruppo di “bravi ragazzi”, tutt’altro che pericolosi, che non si sa se abbia connotati fascisti (di questo non si parla proprio nella relazione della Polizia) e che, al più, ha al suo interno qualche infiltrato nella tifoseria calcistica ultras e magari qualcuno impegnato in qualche azione violenta “anche fuori dagli stadi”. Questo quadro “idilliaco”, ha scandalizzato molti cittadini che semplicemente vivono e si accorgono di fatti ed eventi che con quel rapporto di polizia contrastano in modo assai netto. Sono in molti ad avere idee del tutto diverse su questa associazione, per averla incontrata in manifestazioni di schietto sapore razzista, per averla vista impegnata in iniziative tutt’altro che tranquillizzanti, che richiamavano alla mente non poche immagini del fascismo, per averla notata anche per atti di violenza, tutt’altro che ascrivibili a qualche isolato personaggio.
Per quanto ci riguarda, noi riceviamo – alla sede nazionale dell’ANPI – moltissime segnalazioni, da parte di Sezioni periferiche, di iniziative di tipo fascista targate CasaPound, di aggressioni a studenti, di manifestazioni tipicamente razziste. La più recente ed accorata segnalazione è di questi giorni e riguarda un’aggressione a studenti di un Liceo di Napoli da parte di militanti di Casa Pound; ma, ripeto, ce ne pervengono da tutta Italia. Logico, dunque, che in molti siano rimasti colpiti da un simile rapporto di polizia. Se ne è stupito anche qualche parlamentare, che ha interpellato, sul punto, il Ministro degli Interni; il quale ha risposto, ma in un modo veramente singolare e assolutamente deludente. Non esistono – secondo il Ministro Alfano – pronunce giudiziarie che abbiano accertato “nei riguardi di CasaPound, il concretizzarsi della fattispecie della riorganizzazione del disciolto partito fascista”. Naturalmente non abbiamo accesso a tutta la giurisprudenza, ma sappiamo per certo che il presupposto da cui parte il Ministro, non è quello corretto. È vero che c’è una disposizione transitoria della Costituzione che vieta la riorganizzazione, in qualsiasi forma, del disciolto partito fascista, ma la prova è “diabolica”, come dicono gli avvocati, perché nessuno dichiara di essere o voler essere un partito fascista ed anzi spesso ci si cela dietro tutt’altre apparenze. Ma è vero anche che ci sono leggi (per intendersi, la legge “Scelba” e la legge “Mancino”) che puniscono l’apologia del fascismo, l’istigazione al razzismo, l’organizzazione di iniziative che richiamino simboli ed atteggiamenti di tipo fascista.
Tutto questo sembra ignoto al Ministro dell’Interno, che pure ammette che nel quadriennio 2011-2015 ci sono stati 19 arresti di militanti o simpatizzanti di CasaPound, mentre 336 sono stati deferiti, a vario titolo, all’Autorità giudiziaria. Credo che si tratti di pochissimi casi rispetto alla quantità di segnalazioni ed esposti che abbiamo ricevuto e stiamo ricevendo da tutta Italia; comunque, basterebbero anche questi per rendere vacua l’immagine tranquillizzante e serena che la polizia e il Ministro vorrebbero trasmettere e per imporre – semmai ve ne fosse bisogno – qualche accertamento approfondito, anche al fine della prevenzione. Esistono anche i reati di “pericolo” e su questi vi è abbondante giurisprudenza. D’altronde la Corte di Cassazione ha considerato di “tipo fascista” anche le manifestazioni di razzismo; applicando questo criterio, ci vorrebbe ben poco per scendere dall’Olimpo di certi rapporti e di certe risposte ad interpellanze, e calarsi nella realtà di un Paese, che non tollera (giustamente) l’esibizione di simboli fascisti, il richiamo a forme, modi e simbologie che ricordano il tragico ventennio, i comportamenti vergognosamente razzisti, i casi in cui Casa Pound si è apertamente schierata, in luoghi pubblici, con gli esponenti della peggiore politica razzista del nostro Paese.
Ecco, dunque, che cosa intendiamo, quando auspichiamo uno Stato “pienamente” antifascista; uno Stato che non consenta manifestazioni contrarie allo spirito che pervade tutta la Costituzione, non accetti che si presentino liste elettorali di carattere marcatamente fascista, non permetta che la polizia risponda ai quesiti di un Magistrato in modo ambiguo e sostanzialmente differente dalla realtà; non risponda evasivamente (o peggio) a interpellanze parlamentari che fanno riferimento a vicende specifiche e preoccupanti. In questo Paese c’è libertà di manifestazione del pensiero e c’è la libertà di riunione; ma entrambe sono sottoposte a limiti, che si desumono da una Costituzione intrisa di antifascismo e di democrazia. E poi, se non bastasse, c’è la Carta dei diritti di Strasburgo che, in data molto recente (21 dicembre 2015), ha riaffermato, ancora una volta, la piena vigenza dell’art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (che consacra il diritto alla libera manifestazione del pensiero), aggiungendo però che bisogna tener conto anche dell’art. 17 della stessa Convenzione che inibisce l’abuso dei diritti fondamentali, ogni volta che una libertà garantita dalla Convenzione venga utilizzata “per fini contrari al testo ed allo spirito della stessa, diretti alla distruzione e alla eliminazione dei diritti e delle libertà da essa garantiti”.
Questo principio vale, ovviamente, anche per l’Italia, non solo perché fa parte dell’Europa e come tale soggetta alla citata Convenzione, ma anche e soprattutto perché è dotata di una Costituzione, come ho detto più sopra, democratica e antifascista. Non si chiede altro se non che vengano applicate le leggi vigenti, assumendo come regola di principio il contenuto e lo spirito della Costituzione, e dunque non solo reprimendo, ma prima di ogni altra cosa, prevenendo ogni abuso delle libertà, realizzando o utilizzando simbologie, concezioni e comportamenti, che si richiamino a sistemi, metodi e connotati del fascismo di ieri e di sempre.
Vorremmo, infine, che fosse usata – nei confronti di chi compie atti di violenza contro le altrui libertà – quella mano forte che, in altri casi, le forze dell’ordine hanno mostrato di ben conoscere e che spesso, invece, trascolora e si appanna quando si tratta di organizzazioni e manifestazioni di tipo fascista, ritenute, senza alcun fondamento, meritevoli di una particolare comprensione e condiscendenza. Se invece di raccontare favole, si accertasse che fine hanno fatto i procedimenti contro i denunciati, fermati o arrestati, di cui parla lo stesso Ministro, si chiarisse come mai costoro appartenessero a quella specifica associazione e non ad altre, quali misure queste innocenti ed innocue associazioni abbiano preso per isolare i violenti e prendere le distanze tra loro, forse ci troveremmo in una situazione più vicina alla realtà e saremmo meno esposti agli spettacoli vergognosi ed ai pericoli seri che queste vicende prospettano alla nostra democrazia.
Noi continueremo, comunque, ad opporci ad ogni manifestazione di tipo fascista, ad ogni atto di violenza, ad ogni tentativo di accreditarsi in una veste diversa da quella della realtà. E faremo di tutto affinché quest’ultima venga percepita da tutti i cittadini, anche quelli che oggi sembrano restare indifferenti, nella sua concreta realtà. Non accetteremo provocazioni, ma non cederemo di un millimetro sulla difesa intransigente della convivenza civile e di una democrazia che si qualifica decisamente, in tutta la Costituzione, come antifascista. E continueremo a pretendere che le Istituzioni (quelle statuali e quelle del sistema delle autonomie) facciano pienamente la loro parte, abbandonando quella sorta di “neutralità” che non può essere consentita e che spesso ha il sapore acro della tolleranza a senso unico.
Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi
Cari amici e compagni, il comitato provinciale di Como del Coordinamento Democrazia Costituzionale, a cui l’Anpi ha dato l’adesione, organizza per venerdì 12 febbraio un incontro con l’avv. Felice Besostri. Loncandina con data e programma in allegato. Rivolgiamo un appello per una grande partecipazione alla serata e una mobilitazione da parte di tutti per il NO al referendum Costituzionale. VOTIAMO CONTRO le “riforme” che il Governo Renzi e il Parlamento di nominati stanno apportando alla nostra Costituzione
REFERENDUM SULLE RIFORME COSTITUZIONALI
LE RAGIONI DEL NO
I RICORSI PER INCOSTITUZIONALITA’ DELL’ ITALICUM
Interviene:
AVV. FELICE BESOSTRI
DIFENSORE DEI RICORSI PER L’ INCOSTITUZIONALITA’ DELL’ ITALICUM
COMO, VIA GRANDI 21
SALONE EX CIRCOSCRIZIONE
VENERDI’ 12 FEBBRAIO
ORE 20,45
VENERDI’ 5 FEBBRAIO
ORE 20,45
CANTU’ – SALA CONSILIARE DEL COMUNE
PIAZZA MARCONI
presentazione del libro:
IO CHE CONOSCO IL TUO CUORE
di Adelmo Cervi
oltre all’ autore interverranno:
ALICE ROSSI, Unione Studenti di Como
MIRCO ROTA, FIOM Lombardia
Moderatrice:
Eliana Gatti, Anpi Provinciale di Como
Adelmo è figlio di Aldo Cervi che con i suoi sei fratelli venne torturato e fucilato dai fascisti nel dicembre 1943 in uno degli episodi più celebri e significativi della Resistenza.
Riteniamo che questo possa essere un ulteriore momento importante di diffusione della cultura antifascista, che sappia riscoprire le sue origini nella Resistenza partigiana per poter affrontare le nuove sfide poste dalla contemporaneità, a partire da quella dell’integrazione, passando per l’uguaglianza sociale e le battaglie per i diritti civili.
Durante l’evento sarà possibile aderire alla petizione per la messa fuori legge delle organizzazioni neofasciste (tra cui appunto Forza Nuova), che sono in palese contrasto con la Costituzione dellaRepubblica Italiana, che è stata concepita per essere antifascista.
GIORNO DEL RICORDO
5 febbraio 2016, ore 16,30
Como, Biblioteca Comunale
Il disegno dei confini in una terra difficile: dal trattato di Campoformio al trattato di Osimo
Relatore: Roberto Spazzali
Direttore dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia
Nel corso dell’incontro verrà presentata la ricerca L’accoglienza nel comasco dei profughi Giuliano Dalmati a cura dell’Istituto di Storia Contemporanea “P.A. Perretta” e verranno ascoltate Testimonianze di familiari dei profughi
Organizzano: Cisl dei Laghi, Istituto di Storia Contemporanea “P.A. Perretta”, Associazione giuliano dalmati di Como, Progetto San Francesco
Con il Patrocinio del Comune di Como e ‘UST Provinciale
22 Gennaio 2016
L’ANPI si schiera per il referendum popolare, per dire “no” alla legge di riforma del Senato ed alla legge elettorale.
La decisione è stata presa nella riunione del Comitato nazionale del 21 gennaio dove si è ampiamente ed approfonditamente discusso circa la riforma del Senato e la legge elettorale e sulla proposta di aderire ai Comitati referendari già costituiti.
La discussione è stata veramente apprezzabile, per la ricchezza e la serietà delle argomentazioni e per la compostezza del confronto. Si partiva dalla proposta del Presidente di aderire ai Comitati referendari già costituiti sull’una e sull’altra legge, tutta fondata sul tema della coerenza nella intransigente difesa della Costituzione, secondo la linea perseguita dell’ANPI negli ultimi due anni. Sulla relazione vi sono stati molti consensi e sono state manifestate alcune perplessità e preoccupazioni, che hanno contribuito – anch’esse – alla valenza complessiva del dibattito, consentendo di arrivare, alla fine, ad un voto sostanzialmente unitario (solo tre astensioni).
In effetti, proprio per il contributo della discussione e del confronto, si è pervenuti, non solo all’esito positivo già indicato, ma anche alla definizione – ai fini della chiarezza – delle modalità e delle “condizioni” che devono caratterizzare l’ingresso dell’ANPI nella compagine referendaria. Questi aspetti, resi evidenti ed esposti nelle conclusioni del Presidente, possono essere così sintetizzati:
Questi sono i connotati fondamentali e le “condizioni” dell’adesione dell’ANPI ai Comitati referendari.
Sotto il profilo interno, è evidente che questo ci impegna a dare il nostro contributo, in sede nazionale e in periferia, allo sviluppo della campagna referendaria, con iniziative, con la costituzione dei Comitati, con tutti i mezzi e gli strumenti di informazione e di convincimento.
Naturalmente, ci sono due condizioni “interne”, perché tutto questo si possa svolgere regolarmente: la prima dipende strettamente dalla concomitanza con la campagna congressuale, che culminerà nel Congresso nazionale a metà maggio. Bisogna riuscire a far bene l’una e l’altra cosa, considerando l’importanza che assume per la nostra Associazione, il Congresso, che è occasione di confronto, ma anche e soprattutto di definizione della linea che si adotterà per il futuro.
La seconda è che in una associazione pluralista come la nostra ci saranno certamente opinioni anche diverse da quella prevalsa nel Comitato nazionale; e del resto, alcune perplessità e preoccupazioni sono emerse anche in quella sede. Ebbene, la parola chiave è: “rispetto” di tutte le opinioni, pur nel contesto dell’attuazione delle decisioni assunte. Ognuno sarà libero di votare come crede, quando verrà il momento; ma oggi sono da evitare azioni ed iniziative che contrastino con la linea assunta dal massimo organo dirigente, così come devono essere – da parte di chi è convinto della bontà e della giustezza della decisione adottata – evitati toni e comportamenti che in qualche modo possano apparire prevaricatori. L’ANPI è perfettamente in grado di mantenere la sua preziosa unità se tutti rispettano le regole, le decisioni adottate e – al tempo stesso – le opinioni diverse.
C’è troppo da fare per continuare a discutere all’infinito: c’è il congresso e ci sarà la campagna referendaria. Dunque, c’è lavoro in abbondanza e c’è, soprattutto, la convinzione e la certezza che ciò che facciamo, in piena autonomia e con assoluta attenzione all’identità ed ai valori dell’ANPI, è funzionale al bene del Paese e della collettività e soprattutto all’intransigente (e non conservatrice) salvaguardia della Costituzione.
Non escludiamo la possibilità di iniziative anche autonome, per illustrare e chiarire la nostra posizione e per indicare positivamente (lo ripeto per l’ennesima volta, non siamo per la conservazione dell’esistente a tutti i costi) ciò che si potrebbe (e si dovrebbe) fare, semmai, per superare alcuni difetti del bicameralismo “perfetto”, senza stravolgere la Costituzione, prendendo esempio anche da esperienze già realizzate in altri Paesi.
Pertanto, è opportuno “attrezzarsi”, conoscere bene la legge di riforma del Senato, conoscere bene la legge elettorale, per poterne indicare e spiegare i difetti, i limiti e le ragioni per cui ne chiediamo la cancellazione.
È un momento delicato e complesso; ancora una volta, questo costituirà motivo e stimolo per un impegno solido e convinto.

Per la Giornata della memoria, la Commissione Cultura e Biblioteca di Albiolo in collaborazione con l’Amministrazione comunale invita tutti i cittadini alla proiezione del film
CORRI RAGAZZO CORRI
il giorno 29 GENNAIO 2016 alle ore 21:00 presso il Centro Civico,
Via Indipendenza 5/b, Albiolo
Drammatico (Germania, Francia, Polonia – 2013)
di Pepe Danquart, con Andrzej Tkacz, Jeanette Hain, Rainer Bock
Fuggito dal ghetto di Varsavia con l’aiuto del padre, Srulik, un bambino ebreo di 8 anni, si finge un orfano polacco per scampare alle truppe naziste. Con il nome fittizio di Jurek, tenta in ogni modo di sopravvivere e di essere coraggioso, attraverso la foresta e oltre, in cerca di una casa o di una fattoria dove avere cibo in cambio del proprio lavoro. Nel suo cammino entrerà in contatto con uomini e donne disposti ad aiutarlo oppure decise ad ucciderlo, fino alla fine dell’ostilità bellica.
Relatore Ermanno Ruggeri – Presidente Sezione ANPI Uggiate Trevano
“Oltre lo sguardo” Rassegna di film e tematiche sui diritti umani Cinecircolo del Coordinamento Comasco per la Pace
Ingresso con tessera (3 euro) valida per tutta la rassegna