SABATO 24 SETTEMBRE
PARCO ARGENTI – CANTU’
Ore 18.00
Presentazione della riedizione del libro “La resistenza e la lotta di liberazione a Cantù”, a cura di ANPI sez. Mariano e alla presenza dell’autrice Paola Mauri.
SABATO 24 SETTEMBRE
PARCO ARGENTI – CANTU’
Ore 18.00
Presentazione della riedizione del libro “La resistenza e la lotta di liberazione a Cantù”, a cura di ANPI sez. Mariano e alla presenza dell’autrice Paola Mauri.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ ITALIA
16 Settembre 2016
Il commento del Presidente nazionale ANPI per il nostro sito
Devo dire, prima di tutto, che ho trovato alla Festa dell’Unità una accoglienza cordiale e calorosa da parte di tutta la dirigenza del Partito Democratico e particolarmente affettuosa da parte di moltissimi presenti alla Festa (anche da parte di alcuni che si dichiaravano apertamente per il “sì”).
Dopo di che, ritengo che sia stata una serata importante, con un confronto paritario tra il Segretario del PD e il Presidente dell’ANPI (quell’ANPI che alcuni pretenderebbero di considerare ormai estinto).
Ho insistito molto, nel dibattito, sul merito delle riforme (riforma del Senato e legge elettorale) e sul ruolo dell’ANPI. Renzi ha preferito parlare più volte di politica e dei meriti del Governo, anche per riscaldare i suoi fan, peraltro già di per sé agguerriti. Ma alla fine, tutto è stato civile, anche da parte della appassionata (e diversificata) platea; e spero davvero che alcuni dati sulle riforme siano apparsi con chiarezza ed evidenza a tutto l’uditorio come una corretta e composta informazione.
Ho registrato solo, con rammarico e con un po’ di intima indignazione, una caduta di stile e precisamente il riferimento del Segretario del Partito Democratico ai partigiani che votano “sì”, indicati – alcuni – anche nominativamente e segnalati per l’applauso che, ovviamente, c’è stato. Avevo detto poco prima che certamente c’è qualcuno per il “sì” anche nell’ANPI, ma che i dati del Congresso dimostrano che si tratta di una esigua minoranza, a cui è stato riconosciuto il pieno diritto di dissentire, con l’invito, peraltro, a non fare atti clamorosamente contrastanti con la linea approvata dal Congresso; ed avevo assicurato che non vi sono state e non vi saranno limitazioni alla libertà di pensiero e, a maggior ragione, nessuna misura disciplinare per la minoranza. A questo punto, riproporre la stantia distinzione tra partigiani “veri” (quelli che votano “sì”) e partigiani meno meritevoli e meno veri (a cominciare da me) per il solo fatto che votano “no”, è stato di cattivo gusto ed ha irritato molti degli iscritti all’ANPI presenti (non solo i vecchi partigiani ma anche i giovani e meno giovani iscritti). Ero stato tentato di reagire vivacemente sul palco, ma ho preferito evitare di eccitare gli animi, consentendo così che la manifestazione si concludesse serenamente, restando un esempio di confronto civile per tutta la campagna referendaria in corso.
Carlo Smuraglia
Questa sera, a Bologna, alla festa dell’ Unità avrà luogo l’ atteso confronto fra il presidente dell’ Anpi Carlo Smuraglia e il presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Per chi volesse ascoltarlo in diretta, potrà seguire il dibattito su Radio Popolare ( fm 107,6) dalle ore 21,30
COMITATO PER IL NO
ALLE MODIFICHE COSTITUZIONALI
I Comitati direttivi per il No nel referendum costituzionale e contro l’Italicum, riuniti insieme, esprimono piena solidarietà al Presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia che ha giustamente e correttamente difeso il valore politico e morale dell’Anpi contro attacchi inaccettabili, sintomo di un ulteriore imbarbarimento del clima politico.
L’Anpi è un’associazione che merita rispetto perché ricorda a ciascuno di noi i sacrifici occorsi per conquistare una società con regole democratiche alla cui base c’è la Costituzione della nostra Repubblica che oggi si vorrebbe manomettere pesantemente, al punto da cambiarne, in profondità, il carattere parlamentare con il concorso dell’Italicum.
Del resto sono note le pressioni, in particolare di settori della finanza internazionale, per ottenere modifiche degli assetti democratici nella direzione di un accentramento dei poteri di decisione nelle mani del governo.
Governabilità e rappresentanza dei cittadini debbono avere un equilibrio, fino ad oggi ben risolto dalla Costituzione, che si vorrebbe invece stravolgere con leggerezza, imboccando una via da cui sarebbe difficile tornare indietro.
Il problema, come ha ricordato giustamente l’Anpi, non è il cambiamento della Costituzione. Il problema è se e come il cambiamento si risolva in un accentramento dei poteri dell’esecutivo a danno del Parlamento.
In tal caso è essenziale che il cambiamento venga bloccato da un secco No delle italiane e degli italiani.
Ci conforta la ferma posizione dell’Anpi che non solo apprezziamo ma sosterremo con determinazione.
Prof. Alessandro Pace
Prof. Massimo Villone
VENERDI’ 16 SETTEMBRE
COMO – MONUMENTO ALLA RESISTENZA EUROPEA
DALLE ORE 17,30 ALLE ORE 21
FESTA DEI POPOLI SENZA FRONTIERE
per dare la nostra solidarietà a chi fugge da guerre, fame e dittature
DOMENICA 18 SETTEMBRE – ORE 10,30
ALBATE – SALA VILLA DI VIA CANTURINA, 162
Nell’ ambito della Festa UCC, si terrà un dibattito sul Referendum Costituzionale
Le ragioni del SI : on. Luca Gaffuri
Le ragioni del NO : prof. Francesco Montorio
Napolitano si preoccupa per l’ esasperazione del confronto sul referendum costituzionale. Preoccupazione giusta, perché nessuno si può compiacere della circostanza che una riforma di 47 articoli della Costituzione, che una nuova e diversa architettura dello Stato possano sortire da una lacerante divisione. I vecchi, saggi costituenti rappresentavano la Repubblica come «casa comune» dentro la quale siamo chiamati ad abitare insieme (così, per esempio, Moro). Non è buona cosa che mezzo paese – vinca il sì o vinca il no – debba sentire a sé estranea o addirittura ostile la casa che abita. Un prezzo troppo alto.
Dunque, preoccupazione giusta quella di Napolitano. Ma ci dovremmo interrogare sulle cause e sulle responsabilità di un confronto che sconfina nello scontro. Una traccia la fornisce lui stesso: l’ errore della personalizzazione della contesa operata dal premier; una legge elettorale sbagliata varata addirittura con il ricorso al voto di fiducia (non vi sono precedenti al riguardo) e sulla quale già oggi, a suo dire, il Pd dovrebbe prendere una iniziativa volta a cambiarla senza attendere la Consulta; il ricorso improprio al referendum costituzionale – istituto concepito come strumento delle minoranze sconfitte in parlamento – da parte della maggioranza di governo favorevole alla riforma. Tutti elementi, questi, che alterano il senso del referendum, che lo snaturano, che avvelenano il confronto e che conducono i critici, con buone ragioni, a parlare di plebiscito.
Scusate se è poco…
Ma se si vuole andare alla radice della deriva paventata da Napolitano bisogna fare un passo indietro. Risalire all’ avvio della legislatura. È sorprendente quanto sia labile la memoria collettiva. Non vi fu un chiaro vincitore delle elezioni. L’ opinione largamente prevalente, allora, era la seguente: si faccia un governo del presidente o istituzionale che dir si voglia e, entro un anno al massimo, si restituisca la parola ai cittadini -elettori. A intuito, nessuno si sarebbe azzardato a sostenere che quel parlamento avesse titolo per fare una grande riforma costituzionale. E invece il governo Letta, proprio dietro sollecitazione di Napolitano, si assegnò quel compito. Con una procedura farraginosa, in deroga alll’ articolo 138 della Costituzione, che si risolse in nulla. Così come, con ancor più enfasi e con procedura ordinaria, fece il governo Renzi. Governo legittimo, sia chiaro, ma anch’ esso privo di una investitura elettorale.
Nel frattempo, intervenne la sentenza con la quale la Consulta dichiarò incostituzionale il Porcellum. Essa non si spingeva sino a confutare la legittimità del parlamento nella sua attività legislativa ordinaria, ma certo una grande riforma costituzionale è cosa affatto diversa, che avrebbe presupposto ben altra autorevolezza e ben altro mandato. Dunque, due governi, a debole investitura, hanno fatto della riforma costituzionale, materia genuinamente parlamentare, la propria ragione sociale. Con l’ avallo e la sponda del presidente della Repubblica. Qui sta, a mio avviso, il peccato d’ origine dell’ intera vicenda. Che Renzi, non a torto, certifica sostenendo che «questa riforma porta il nome e il cognome di Giorgio Napolitano». È la verità, anche se l’ interessato comprensibilmente si schermisce.
Insomma: come sorprendersi dei contrasti e dell’ incattivimento del confronto su una grande riforma costituzionale che affonda le sue radici ed è segnata da un percorso nel quale la giusta sequenza parlamento -governo -presidente della Repubblica è sovvertita dalla sequenza presidente della Repubblica -governo -parlamento? Come non chiedersi se l’ improprio, esorbitante protagonismo del governo (e del premier) sulla più parlamentare delle materie non abbia concorso ad acuire il dissenso delle opposizioni e dunque a restringere le basi di consenso della riforma?
Faccio fatica a convincermi che a tale vizio d’ origine, a tale distorsione di metodo e di percorso si possa persuasivamente rispondere evocando l’ applauso dei parlamentari al discorso di insediamento del Napolitano 2. Non può essere un applauso a sanare un’anomalia.
Franco Monaco, deputato del Pd.
Cari amici e compagni, in allegato trovate l’appello della sezione ANPI Monguzzo Erbese per una raccolta di beni di prima necessità, per i migranti che vivono ancora nel prato della stazione San Giovanni a Como. Anche il Comitato Provinciale ha aderito al coordinamento di Como senza Frontiere che ormai da tempo si occupa di queste persone. Facciamo nostro questo appello e lo proponiamo a tutti i nostri iscritti. Già nella riunione di venerdì 9 settembre abbiamo chiesto ai dirigenti delle sezioni di mettere a disposizione delle risorse per acquistare beni di prima necessità da donare ai migranti. Però, più alimenti arrivano meglio è. I punti di raccolta dei viveri possono essere o presso la sezione di Monguzzo o al comitato provinciale di via Brambilla, 39 a Como, previa telefonata ai n. 3408441114 Marco per Monguzzo o 3356056769 Antonio per Como.
ANPI Provinciale di Como, con CGIL, Italia-Cuba e Soci Coop
organizza
SABATO 16 OTTOBRE
VISITA AL MUSEO DELLA RESISTENZA DI MORFASSO (PC)
Programma:
– ore 7,00 partenza in pulman dal parcheggio del cimitero di Rebbio, arrivo in mattinata a Morfasso
– visita al Museo, deposizione di una corona al Passo dei Guselli alla lapide dedicata agli oltre 200 Partigiani caduti in combattimento.
Dopo il pranzo, che consumeremo all’agriturismo ” La Risorgiva” ( specialità piacentine), visita libera al bellissimo borgo medioevale di Castell’Arquato.
– Ritorno a Como previsto per le ore 20,30
Il costo è di 25 euro cad. e comprende: viaggio, pranzo e biglietto per ingresso al Museo.
La gita si farà in pulman, si raccomanda di prenotare il più presto possibile perchè i posti sono limitati.
Per prenotarsi usare i numeri di cellulare segnati nella locandina o scrivere una mail a anpiprovincialecomo@gmail.com o info@italiacubacomo.net