SABATO 22 APRILE. ORE 21
SALA LISSI, VIA ENNODIO 10 – REBBIO (CO)
TEATRO ACQUA DOLCE:
tu non sai le colline
spettacolo con Arianna Di Nuzio e Gabriele Penner
musiche di Fabrizio e Mauro Settegrani
ingresso libero
SABATO 22 APRILE. ORE 21
SALA LISSI, VIA ENNODIO 10 – REBBIO (CO)
TEATRO ACQUA DOLCE:
tu non sai le colline
spettacolo con Arianna Di Nuzio e Gabriele Penner
musiche di Fabrizio e Mauro Settegrani
ingresso libero
VENERDI’ 21 APRILE, ORE 21
INVERIGO ( CO) SALA CONSILIARE DEL COMUNE
a tu per tu con Filippo Meda
figlio di Luigi Meda, presidente del CLN di Milano
protagonista della Resistenza
presenta Daniele Corbetta,
Istituto di Storia Contemporanea P.A. Perretta
3 Aprile 2017
Il programma e l’appello della manifestazione nazionale. L’orazione ufficiale del Presidente del Senato, Pietro Grasso
Martedì 25 aprile 2017 – Milano
Deposizione di corone alle lapidi e monumenti che ricordano i Caduti per la Libertà: ore 9,00 piazza Tricolore, Monumento alla Guardia di Finanza; ore 9,15 Palazzo Isimbardi, lapide che ricorda i Caduti in guerra; ore 9,30 Palazzo Marino, lapide riproducente la motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Città di Milano; ore 10,00 piazza Sant’Ambrogio, Sacrario dei Caduti di tutte le guerre; ore 10,15 Campo Giuriati, omaggio ai Martiri del Campo Giuriati; ore 10,30 piazzale Loreto, omaggio ai Quindici Martiri.
MANIFESTAZIONE CENTRALE
Concentramento dei partecipanti al corteo lungo corso Venezia a partire dalle ore 14,00. Il corteo raggiungerà piazza Duomo percorrendo le vie del centro città.
Ore 15,30 palco piazza Duomo interventi di:
Giuseppe Sala, Sindaco di Milano;
Carlo Smuraglia, Presidente nazionale dell’ANPI;
Carmelo Barbagallo, Segretario generale della UIL;
Awa Kane, migrante;
Giuliano Banfi, Vicepresidente dell’ANED di Milano;
PIETRO GRASSO, Presidente del Senato.
Introduce e coordina: Roberto Cenati, Presidente del Comitato Permanente Antifascista.
Al termine della manifestazione il coro “Suoni e l’ANPI” intonerà Bella Ciao.
APPELLO DEL COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA CONTRO IL TERRORISMO
PER LA DIFESA DELL’ORDINE REPUBBLICANO
Cambiare il Paese nel solco dell’antifascismo e della Costituzione
La Costituzione, di cui quest’anno ricorre il settantesimo anniversario dell’approvazione, è nata dalla Resistenza che è il fondamento storico dello Stato nel quale viviamo, della Repubblica, della democrazia in Italia. Tutti gli articoli della Costituzione rivelano la preoccupazione, sentita dai Costituenti, di non ricadere negli errori e nella vergogna provocati dall’avvento del fascismo nel nostro Paese. Ma dalla Costituzione emerge netta anche la volontà, l’impegno di trasformare il presente, di camminare nella direzione di un profondo cambiamento del Paese. A settant’anni di distanza dalla data della sua approvazione, la nostra Carta Costituzionale attende ancora di essere pienamente attuata nei suoi princìpi fondamentali. Siamo di fronte, nel nostro Paese, travagliato da una gravissima crisi economica, ad una pesantissima caduta dell’etica pubblica, al manifestarsi quasi quotidiano di fenomeni di corruzione. La conseguenza inevitabile di questa deriva è costituita dalla perdita di fiducia e dal diffondersi di un acuto disinteresse da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica. Il distacco dei cittadini dalle istituzioni e dalla politica va affrontato con una profonda rigenerazione della politica che favorisca anche, in ogni forma, la partecipazione, che è il vero sale della democrazia. Al lavoro, valore fondante della Repubblica, deve essere restituito il suo ruolo e la sua dignità, eliminando il contrasto stridente tra i princìpi costituzionali e la durissima realtà del nostro Paese. I giovani, in particolare, avvertono drammaticamente il disagio di non poter accedere al mondo delle professioni, di dare dunque fattivo sviluppo alle proprie capacità in coerenza coi sacrifici messi in campo per studiare e ottenere competenze. Occorre ribadire ancora una volta che i valori a cui ispirarsi sono solo e sempre quelli di una democrazia fondata sulla rappresentanza, sulla partecipazione, sull’equilibrio dei poteri, sul rispetto della persona umana e della legalità, da parte di tutti.
Non è più tollerabile, inoltre che si ripetano, con sempre maggiore frequenza, nel nostro Paese, manifestazioni di movimenti neofascisti, antisemiti e xenofobi, in netto contrasto col principio di eguaglianza e col carattere antifascista della Costituzione repubblicana. Nella ricorrenza del settantaduesimo anniversario della Liberazione e del 70° anniversario dell’approvazione della Costituzione Repubblicana, dobbiamo assumere l’impegno solenne a realizzare gli ideali per cui tanti sacrifici sono stati compiuti dai Combattenti per la Libertà e a tradurre nella realtà i valori contenuti nella nostra Costituzione, consegnando ai giovani la speranza di un futuro migliore, in un’Italia libera e democratica e in un’Europa unita e sociale. Il nostro Continente attraversato da un pericoloso rifiorire di movimenti antisemiti, xenofobi e razzisti deve ritrovare lo spirito che fu, sessant’anni fa, all’origine della sottoscrizione dei Trattati di Roma in nome dei grandi ideali di pace, di libertà, di democrazia, ponendo al primo posto, il dovere della solidarietà e dell’accoglienza nei confronti delle centinaia di migliaia di esseri umani che fuggono dalle guerre e dalla fame e che cercano rifugio nei Paesi europei.

Arci – circolo di Mirabello, Cantù, via Tiziano 5 (traversa di via
Lombardia)
L’Associazione Erbattiva vi invita all’annuale
Menù
Pizza a scelta
Birra (o bibita)
Caffè
Dolce
il tutto a 15 euro
Per prenotare la tua presenza manda una e-mail entro sabato 1 aprile
alle ore 15.00 all’indirizzo: pizzataprecaria@email.it

… “Tutte le volte che uomini e donne si stringono intorno a qualche cosa che sia un altare, che sia una bandiera, che sia un discorso, che sia una mensa, un battesimo, un funerale è sempre un momento estremamente importante. Prima di tutto perché l’uomo esce dal suo interesse personale, esce dal suo rischio di vita e non è più un individuo, è un NOI. Quando gli uomini diventano un NOI sono una forza enorme, dobbiamo ritrovare la capacità di essere un NOI” …
Luchino Dal Verme
E’ morto a 103 anni nell’Oltrepo Pavese il conte Luchino Dal Verme, grande protagonista della Resistenza. Con il nome di battaglia di ‘Maino’ ha guidato l’88esima brigata Casotti e la “Gramsci” della divisione Garibaldi, partecipando a numerose azioni di guerra. La sua brigata fu tra le prime a raggiungere Milano nel 1945.
Lo spettro neofascista dietro Wikipedia: ecco come CasaPound manipola l’enciclopedia libera
E’ un’operazione segretissima, mirata e sistematica. E’ in corso da almeno 5 anni. E’ stata organizzata nei minimi dettagli e con la massima cautela. L’obiettivo è quello di migliorare l’immagine di CasaPound Italia sul web. E Wikipedia, l’enciclopedia partecipativa online, non poteva essere che un bersaglio strategico per i militanti del movimento neofascista. Secondo le ultime stime il sito Wikipedia.org è considerato il settimo più cliccato al mondo. Una vera e propria miniera d’oro di informazioni con oltre 35milioni di voci, utilizzata al giorno da milioni di internauti per documentarsi in modo rapido e magari anche per farsi un’opinione. Digitando il nome del gruppo di estrema destra su Google, e quello delle organizzazioni ad esso affiliate, le pagine di Wikipedia appaiono sempre fra i primi risultati. Aggirare i sistemi di controllo sull’enciclopedia libera per ottenere un’informazione più favorevole è un’occasione che i neofascisti non potevano lasciarsi sfuggire, soprattutto in vista delle prossime elezioni comunali fissate per il 5 giugno. Una presentazione del movimento bendisposta potrebbe rivelarsi efficace per portare acqua al proprio mulino. Forti del risultato del 6,6% dei consensi raggiunti a Bolzano con tre consiglieri eletti ora i neofascisti sperano di ottenere anche a Roma un risultato più vantaggioso rispetto alle scorse elezioni amministrative del 2013, che hanno visto CasaPound registrare solo lo 0,62% delle preferenze.
Sono decine gli episodi di violenza smorzati e rimossi nel tempo, in modo minuzioso, attento e preciso per non destare alcun sospetto. Le operazioni vengono effettuate da quella che Gianluca Iannone, presidente di CasaPound, definisce come una “task force di pronto intervento nel mondo di internet”. Si tratta dei ‘websupporter’ dell’organizzazione di estrema destra. L’iniziativa è stata lanciata nel 2010. Il responsabile del progetto è Cristiano Coccanari, esperto di web marketing e direttore di Radio Bandiera Nera, una radio online affiliata al movimento. Basta pagare 10 euro per iscriversi, ricevere a casa una tessera, e cominciare la militanza virtuale. Il loro compito è quello di propagandare in rete i comunicati, difendere le istanze del movimento neofascista con commenti sui social network o siti web e altre operazioni mirate.
Continua a leggere:
http://www.lameteora.info/neofascista-wikipedia-casapound-manipola/
http://www.wumingfoundation.com/giap/tag/fascisti-su-wikipedia/
Associazione Museo della Resistenza comasca di Dongo
presentazione del libro:
LE MEMORIE DEL COMANDANTE “GEK”
Dopo 70 anni il comandante Gek, che aveva firmato a Morbegno la resa della colonna
tedesca Flak che viaggiava con quella di Mussolini da Menaggio a Dongo,
rilascia le sue memorie.
Relatore: PIERFRANCO MASTALLI curatore del contesto storico, editoriale e archivistico.
SABATO 1 APRILE ore 15.30
MENAGGIO
AULA MAGNA ISTITUTO COMPRENSIVO
VIA LUSARDI (di fronte al Municipio)

La sera di lunedì 20 marzo abbiamo assistito, sconcertati, alle invettive di Pansa nel corso della trasmissione televisiva Otto e mezzo sulla rete La7. Ci pare doveroso invitare le lettrici e i lettori ad inviare a questo indirizzo mail (ufficiostampa@la7.it) la seguente lettera
Gentile signora Gruber, nella fase finale della trasmissione Otto e mezzo del 20 marzo su tutt’altro argomento, il signor Paolo Pansa, ospite in studio, dopo essersi ripetutamente esibito in forme di turpiloquio rivolto a destra e a manca (“fessi”, “stupidi”, “non me ne importa un cazzo”), ha testualmente affermato: “Dopo aver pubblicato ‘Il sangue dei vinti’ (…) sono stato per quattro anni bombardato da questa sinistra cogliona (sic!). Non si può parlar male dei partigiani anche se hanno stuprato mettendo le bombe a mano nelle vagine delle ausiliarie fasciste”.
È evidente la gravità assoluta di questa affermazione, che delegittima i partigiani dipingendo l’intera Resistenza come un movimento di massacratori ispirati ad un sanguinario e gratuito sadismo. Nulla di strano sulla bocca di Pansa, che non interessa contestare, perché parlano molto di più l’Atlante delle stragi naziste e fasciste (http://www.straginazifasciste.it/?page_id=281) e gli innumerevoli, e non ancora del tutto censiti, episodi di vero e proprio eroismo di persone comuni che hanno partecipato alla Resistenza in armi o meno, e – fra questi – le vicende di decine di migliaia di militari italiani che scelsero, dopo l’8 settembre, di combattere per la liberazione del Paese, molte volte a prezzo della vita, come per esempio a Cefalonia.
Interessa invece prendere atto che tale delegittimazione è avvenuta senza alcun contraddittorio in una trasmissione che si definisce “di approfondimento quotidiano” e senza che Lei, che conduce la trasmissione, abbia letteralmente aperto bocca. Lo stesso vale per Matteo Ricci, sindaco di Pesaro che, presumibilmente, risponderà del suo comportamento agli elettori. Ma meraviglia in particolare il Suo silenzio, considerando che la nostra Repubblica, come Lei insegna, è nata da quella lotta di Resistenza e che quei partigiani sono stati ricevuti a Montecitorio il 16 aprile 2015 dalle massime autorità dello Stato. In tale circostanza la Presidente della Camera, rivolta ai partigiani seduti sui banchi dei parlamentari, affermò: «Oggi, voi partigiani, siete qui non come ospiti ma come padroni di casa».
Per queste ragioni è inaccettabile che in una trasmissione televisiva peraltro così ascoltata si lasci passare un messaggio la cui sostanza è che i carnefici diventano le vittime e le vittime diventano i carnefici.
Mi auguro che Lei, gentile signora Gruber, abbia la coerenza di smentire quelle sciagurate parole pronunciate dal signor Pansa per rispetto della verità storica, della natura della Repubblica italiana, del sacrificio di decine di migliaia di partigiani, ed anche – se permette – di tutti i telespettatori.
22 Marzo 2017
Lettera del Presidente Nazionale ANPI al Ministro degli Interni, al Prefetto e al Questore di Verona
Dott. SALVATORE MULAS
Prefetto di Verona
Dott. ENZO GIUSEPPE MANGINI
Questore di Verona
Sen. MARCO MINNITI
Ministro degli Interni – Roma
Si è appreso dalla stampa che l’On. Salvini intende realizzare a Verona, il 25 aprile, una manifestazione particolarmente affollata, proprio per contrapporsi alla Festa della Liberazione.
Mi permetto di ricordare alle SS.LL. che il 25 aprile è stato dichiarato festa nazionale già con Decreto legislativo luogotenenziale del 22 aprile 1946; e che successivamente la Festa fu istituzionalizzata con legge 260/1949.In quest’altra legge si precisava che il 25 aprile, anniversario della Liberazione, era considerato giorno festivo, agli effetti della osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici.
Questo significa che nessuna manifestazione contraria ed ostile rispetto alla manifestazione del 25 aprile come Festa nazionale della Liberazione, può essere consentita; e non solo e tanto per i motivi di ordine pubblico, quanto e soprattutto perché si tratterebbe proprio di uno di quegli “atti giuridici” cui fa riferimento la legge in termini di divieto. Senza contare che la libertà di manifestazione non può essere riconosciuta allorché una manifestazione si ponga contro l’ordinamento costituito e rappresenti, di per sé, un abuso del diritto, non consentito ai sensi dell’art. 17 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, ratificata dal nostro Paese con legge 4.8.1955, n. 818.
DI conseguenza, ritengo che la manifestazione promossa dall’On. Salvini per il 25 aprile debba essere vietata, per tutte le suesposte ragioni.
In ogni caso, a Verona, il 25 aprile, i cittadini dovranno essere liberi di festeggiare la Liberazione nazionale, così come consentito e previsto dalla citata legge 27 maggio 1945,n. 260.
Distinti saluti,
Prof. Carlo Smuraglia
Roma, 22 marzo 2017