
Autore: ecoinformazioni
MILANO – 8 OTTOBRE AL PARCO NORD
MANIFESTAZIONE AL PARCO NORD
Domenica 8 ottobre 2017 alle ore 10,30 presso il Monumento al Deportato del Parco Nord, via Clerici Sesto San Giovanni/Bresso, è indetta la manifestazione antifascista promossa da A.N.E.D. in risposta al vilipendio del Monumento al Deportato perpetrato nella notte tra il 24 e 25 settembre.
Alla manifestazione con la partecipazione dell’On. Emanuele Fiano ci sarà la presenza delle forze politiche democratiche, Associazioni e i cittadini antifascisti.
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RICORDO DEL PARTIGIANO ALFONSO LISSI
7 ottobre 2017: commemorazione partigiano Alfonso Lissi
Cara/o amica/o, cara/o compagna/o,
l’A.N.P.I. è da sempre impegnata nel promuovere iniziative pubbliche rivolte alla valorizzazione della Memoria della Resistenza partigiana e dei principi costituzionali di libertà, solidarietà, eguaglianza e giustizia sociale che scaturirono dalla lotta contro il nazifascismo.
Con la presente ti invitiamo a partecipare sabato 7 ottobre 2017 alla commemorazione del compagno partigiano Alfonso Lissi, caduto durante lo scontro a fuoco contro i militi fascisti nella cosiddetta “battaglia di Lenno” il 3 ottobre 1944.
Deporremo un omaggio floreale e terremo una breve orazione.
Con l’occasione ricorderemo idealmente tutte le partigiane e i partigiani caduti per la libertà.
L’appuntamento è fissato per le ore 10.30 presso il cimitero del quartiere di Rebbio (Como), in via Ennodio.
In attesa di vederci.
A.N.P.I. sezione di Como “Perugino Perugini”
BATTAGLIA DI LENNO

3 OTTOBRE – LA BATTAGLIA DI LENNO
Viene chiamata col nome di “Battaglia di Lenno” il tentativo, da parte di distaccamenti partigiani del centro lago e di squadre G.A.P. e S.A.P., di rapire il ministro degli Interni della R.S.I. Guido Buffarini Guidi, a quel tempo residente a Lenno, sul lago di Como.
Il piano però fallisce e ha luogo una violenta sparatoria fra partigiani e militari fascisti.
Periscono nell’azione Ugo Ricci, romantica figura di ex-ufficiale degli Autieri, che aveva organizzato il sequestro per imporre ai nazifascisti uno scambio di prigionieri, il commissario politico Alfonso Lissi e i comandanti Claudio Cavalieri ” Modena” e Guerrino Morganti ” Sassari”.
Cade anche Silvio Bordoli che, con una squadra garibaldini, aveva il compito di sbarrare la strada ai rinforzi fascisti e, a Ossuccio, Alfonso Vaccani ” Barbetta”.
Il giorno seguente, un rastrellamento compiuto da SS italiane e elementi fascisti, porta all’arresto del’arciprete di Lenno e di alcuni civili, che vengono deportati nel campo di concentramento di Bolzano; i partigiani Giuseppe Palombo “Guardia” e Luciano Pontecchia “Sicilia” vengono fatti prigionieri e fucilati sul posto.
ALFONSO LISSI, esponente politico del P.C.I., operaio alla Cemsa di Saronno, fu arrestato nel 1935 e condannato a 8 anni di carcere per il reato di appartenenza ” ad organizzazione comunista” e “introduzione in Svizzera di materiale propagandistico antifascista”. Scarcerato per l’amnistia del 1937, nel marzo del 1944 è tra gli organizzatori dello sciopero generale. Costretto in seguito alla clandestinità, si unisce ai partigiani, con il ruolo di Commissario Politico, prima nella 52a Brigata Garibaldi, e successivamente, in Val d’Intelvi.
UGO RICCI, nato a Genova nel 1913, figura leggendaria, fu capitano degli Autieri nel Regio Esercito Italiano. Dopo aver combattuto prima sul fronte occidentale e poi in Africa settentrionale, l’8 settembre si trova a Cantù, presso il comando del III Reggimento Autieri. Fedele al suo giuramento al Regno, Ugo Ricci considera la Resistenza il giusto proseguimento del suo dovere di militare. Il 10 settembre, con una cinquantina di uomini, fugge con alcuni camion militari in Val d’Intelvi dove, lasciati liberi i suoi soldati di scegliere se seguirlo o rifugiarsi in Svizzera, inizia l’attività partigiana.
GUERRINO MORGANTI “Sassari”, nato a Mezzegra nel 1918, ex carabiniere, comandante del distaccamento ” Battocchio” che agiva nella zona di Sala, Mezzegra, Lenno e Menaggio.
CLAUDIO CAVALIERI “Modena”, nato a Milano nel 1923, studente universitario, fa dapprima parte di una formazione partigiana in Valtellina e quindi diviene comandante del distaccamento Ferrero, che agiva sui monti di Sala Comacina.
DON MILANI 50 ANNI DOPO
UOVA DI GAROFANO
dedicato a tutti i bambini vittime delle guerre

Domenica 1 ottobre, ore 21
Missionari Saveriani
via Urago, 15
Tevernerio (Co)
ingresso libero
NO AL RAZZISMO E ALLA XENOFOBIA
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI d’ ITALIA
Como 22/09/2017
No al razzismo e alla xenofobia
Oggi è stata annunciata dall’Associazione di destra “Como ai comaschi”, una manifestazione dal carattere marcatamente xenofobo e razzista da tenersi presso i giardinetti di via Leoni con motivazioni di chiaro carattere fascista: “presso questi giardini durante tutto il giorno e la notte bande di immigrati stazionano coi soliti atteggiamenti minacciosi nei confronti di chi porta il proprio cane a passeggio o coi bambini che giocano a calcio, spesso sostituendosi a loro facendo leva sulla loro corporatura ed età!!! Inoltre in via Anzani incrocio via Leoni. al centro scommesse, il degrado avanza tra spaccio, litigi tra clandestini con urla, lanci di bottiglie,etc..”
Dietro queste righe e alla sigla apparentemente neutra di Como ai comaschi si nasconde la destra locale con in primo piano Forza Nuova che già lo scorso 5 settembre organizzò con molto poco successo, cercando di strumentalizzare una raccolta di firme fatta da alcuni cittadini di San Rocco e ricevendone una netta smentita a mezzo stampa, da parte di quelli stessi cittadini che hanno rifiutato l’etichetta che i fascisti nostrani gli volevano cucire addosso; (per chi avesse dei dubbi su chi nasconde dietro questa sigla visiti il loro sito https://it-it.facebook.com/ComoaiComaschi/ e si renderà conto che è mutuato da quello dei fascisti di Forza Nuova, persino le community sono identiche!).
Siamo perfettamente consapevoli della esistenza di situazioni di degrado nella nostra città. Esse però non possono essere fatte risalire al drammatico fenomeno dell’immigrazione e a chi cerca disperatamente rifugio dalla guerra e dalla fame, dobbiamo invece considerare l’impegno di tanti comaschi per alleviare il grave disagio di chi si sente abbandonato dalle istituzioni, Da metà luglio a metà settembre, ad alleviare il disagio di centinaia di persone accampate nei giardini della stazione San Giovanni, in assenza di qualsiasi intervento pubblico, furono i giovani di “Como senza frontiere”, quelli della Parrocchia di Rebbio, i Padri missionari comboniani, le associazioni antifasciste, i militanti e le organizzazioni di sinistra, e tante e tante altre sigle, così come oggi di fronte agli atteggiamenti muscolari della nuova amministrazione di Como che ha pensato bene, con un’azione che potremmo definire “caritatevole”, di tagliare l’acqua ai rifugiati nell’autosilo val Mulini o di sradicare le panchine dai giardinetti di San Rocco, portano conforto e acqua quotidianamente a queste persone.
L’Europa Italia compresa, nella quale si sta pericolosamente ripresentando il virus del nazionalismo, della xenofobia, dell’antisemitismo, sembra soltanto capace di erigere muri, reticolati e barriere di filo spinato. E’ un’ Europa profondamente diversa da quella prefigurata dai Resistenti europei che doveva fondarsi sui principi di solidarietà e accoglienza. Como ha dato invece importanti segnali per ospitare chi fugge da situazioni drammatiche e invivibili. Chiediamo alle pubbliche autorità di intervenire perché non si ripetano iniziative che si contrappongono ai principi sanciti dalla nostra Carta Costituzionale.
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia chiama tutti cittadini democratici, di qualsiasi credo e opinione politica a vigilare ed a opporsi alla deriva fascista, che con menzogne e opportune campagne di stampa tenta di montare l’opinione pubblica contro poche centinaia di persone ree solo di essere fuggite da terribili situazioni di guerra o di carestia.
Per la Presidenza comasca dell’ A.N.P.I.
Guglielmo Invernizzi
INCONGRUENZE E FALSITA’ SUL CASO GIUSEPPINA GHERSI
Dal sito Wu Ming Foundation, un lungo articolo smaschera tutte le falsità sul caso della giovane ragazzina di Savona barbaramente uccisa dopo la Liberazione.
https://www.wumingfoundation.com/giap/2017/09/il-caso-giuseppina-ghersi-1/
L’ANPI CONDANNA SENZA ESITAZIONI LE VIOLENZE COMMESSE DOPO LA LIBERAZIONE
L’Anpi condanna senza esitazioni tutto ciò che di violento e odioso sia accaduto dopo la Liberazione”
20 Settembre 2017
Nota di Carlo Smuraglia dalla newsletter dell’ANPI Nazionale “ANPInews” n.257 (20/26 settembre 2017)
Non voglio tornare nuovamente sul caso orribile di Giuseppina Ghersi, su cui si è molto discusso in questi giorni. Su di esso, l’ANPI nazionale (che certamente conta un po’ di più rispetto alle manifestazioni di singoli iscritti), si è pronunciata praticamente subito, con un comunicato netto, preciso ed inequivocabile, sul quale anche i più forti detrattori non hanno potuto trovare alcunché da obiettare, tanto era chiara la condanna netta, ferma e senza riserve della drammatica vicenda che ha condotto alla violenza e alla morte una bambina, nel lontano 1945. Vogliamo solo ribadire, forte e chiaro, che l’ANPI non ha mai avuto e non può avere esitazioni nel condannare tutto ciò che di violento e odioso può essere accaduto dopo la Liberazione d’Italia e la splendida giornata del 25 Aprile. Per noi quello fu un momento emozionante e festoso, la riconquista della libertà e l’avvio alla democrazia, dove non c’era e non ci poteva essere spazio per l’odio, la brutalità e la violenza. C’è, però, un commentatore che, pur riconoscendo che il comunicato era chiaro almeno nella prima parte, non ci ha perdonato di aver detto nella seconda parte che nulla può incrinare la bellezza e l’importanza della Resistenza. Si è detto che si trattava di una frase “inutile”; e invece, come i fatti e le strumentalizzazioni di questi giorni hanno dimostrato, era soltanto una frase presaga di ciò che sarebbe puntualmente avvenuto, una serie di commenti che hanno tentato di rimettere in discussione la stessa Resistenza, come è abitudine e prassi “normale” dei revisionisti e dei nemici dell’ANPI, da sempre. Ho personalmente sostenuto, più volte, che la Resistenza, ricca di tante luci ha avuto anche qualche ombra, qualche pagina “oscura”; ma ho sempre ribadito la necessità di considerare il fenomeno nel suo complesso senza approfittare, appunto, di qualche “ombra” per rimettere in discussione tutto, a partire da quello che lo storico Pavone chiamava il valore etico della Resistenza. Questo vale per ciò che è accaduto nel periodo dal ’43 al 25 aprile ’45, pur nella necessità di contestualizzare alcune vicende nell’orrore complessivo di una guerra. Ma questo vale ancora di più per il “dopo” perché la violenza e la brutalità non hanno più giustificazioni o contestualizzazioni possibili, quando – appunto – l’evento fondamentale (la Liberazione) si è realizzato e compiuto. Su questo non abbiamo avuto e non abbiamo esitazioni, convinti come siamo che l’odio, la brutalità e la violenza sono e devono restare totalmente estranei rispetto al nostro modo di essere e di pensare. Inutili, dunque, i soliti tentativi di strumentalizzare una vicenda orribile (per le modalità e per l’età della vittima), che noi stessi abbiamo fermamente condannato e continuiamo a condannare.
Carlo Smuraglia
(da ANPInews n.257 – 20/26 settembre 2017)
COMUNICATO ANPI PROVINCIALE DI COMO
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI d’ ITALIA
Como 13/09/2017
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia esprime tutto il proprio sdegno per l’atto vandalico messo in atto da ben poco ignoti figuri nella giornata di ieri, incendiando il cartello posto dall’ANPI sul luogo della fucilazione di Mussolini. Come ha ben detto nel suo comunicato di ieri il sindaco di Tremezzina on. Mauro Guerra, “i fascisti bruciano oggi i cartelli come ieri bruciavano i libri, la libertà e la vita delle persone”. Sono anni che denunciamo inutilmente le provocazioni fasciste sul nostro territorio, d’altronde questa scorribanda squadrista era stata ampiamente preannunciata e programmata da noti esponenti della destra locale, che hanno trovato cassa di risonanza sulla nostra stampa, sempre pronta a contrapporre il pensiero fascista alle istanze democratiche. Non più tardi del 28 aprile scorso, il comitato provinciale della nostra Associazione ha inviato una lettera alle autorità locali e al ministro Minniti denunciando il lassismo, che ad un certo punto diventa connivenza, nei confronti della boria e degli atteggiamenti assunti da queste associazioni. Riportiamo qui, per brevità, un solo passaggio di quella lunga lettera che ovviamente non ebbe nessun riscontro: “Crediamo che non si possa né si debba ridurre queste manifestazioni ai meri aspetti di ordine pubblico. Da tale riduttiva considerazione derivano infatti alcune conseguenze particolarmente gravi: in primo luogo il fatto che non viene chiaramente identificato che non di espressione di libere opinioni si tratta, bensì della rivendicazioni di ideologie contrarie non solo ai fondamenti della nazione democratica ma a quelli dello stesso vivere civile; in secondo luogo, si considera spesso che i problemi di ordine pubblico insorgano solo nel momento in cui qualcuno cerchi di impedire tali manifestazioni. Ne deriva un duplice sovvertimento della realtà: da una parte vengono ritenute legittime ideologie che proprio alla libertà si oppongono e dall’altra vengono ritenute responsabili di eventuali problemi coloro che si fanno carico della difesa dei valori democratici e repubblicani. Tali comportamenti appaiono ancora più preoccupanti quando sono espressi dai rappresentati delle istituzioni nazionali che non dovrebbero mai derogare al loro compito di difendere tali valori. Valori che sono sanciti, in modo esplicito, non solo nella formulazione della Costituzione italiana, ma anche in numerose leggi specifiche che – come la Legge Scelba o la Legge Mancino – perseguono ogni comportamento volto a riproporre e promuovere le ideologie fasciste e naziste.” Sappiano i reduci e i nostalgici di quel tragico periodo della storia italiana che l’ANPI non si fa intimidire dalle azioni di stampo squadristico messe in atto da qualche truce figuro, che con tutte le forze democratiche che si riconoscono nelle Costituzione, saprà fare come sempre, argine al ritorno di ideologie fasciste, razziste e xenofobe. Ci auguriamo anche che qualche storico comasco capisca e comprenda la necessità della memoria che è esattamente il contrario dell’oblio che a volte si auspica.
La segreteria provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE
Comunicato della Segreteria nazionale dell’ANPI sull’annunciata manifestazione del 28 ottobre a Roma di Forza Nuova
La Segreteria nazionale dell’ANPI, vista la gravissima provocazione che i movimenti neofascisti intendono porre in essere per il 28 ottobre, data carica di ricordi negativi e profondamente significativa per tutte le nefaste conseguenze che ne sono derivate, ritiene di non potersi limitare ad una protesta, pur doverosa e ferma, ma assume l’impegno con tutta l’ANPI di contrastare con forza una simile iniziativa, qualora essa non venga impedita dalle autorità pubbliche, non solo con la presenza nelle piazze di Roma il 28 ottobre, ma in tutte le piazze d’Italia, in cui le nostre organizzazioni ricorderanno e spiegheranno ai cittadini che cosa è stato il 28 ottobre e quanti lutti, dolore e sangue ne sono derivati per i cittadini e il Paese nel suo complesso durante il tragico ventennio fascista.
Rivolge un appello alle Istituzioni pubbliche competenti affinché assumano i provvedimenti necessari a proibire la preannunciata manifestazione, rilevando che è loro compito e dovere primario quello di pretendere e assicurare il rispetto della Costituzione nei suoi contenuti profondamente democratici e antifascisti. Peraltro non occorre la ricerca di chiare e particolari motivazioni, essendo manifesto che il riferimento al 28 ottobre è – di per sé – una evidente manifestazione di apologia del fascismo, repressa dalle leggi vigenti e respinta dall’intero contenuto della Costituzione.
Rivolge altresì un caldo appello a tutte le forze democratiche, partiti, associazioni e a tutti i cittadini affinché prendano posizione apertamente contro l’escalation di tipo neofascista e razzista che si sta verificando nel Paese.
In particolare è dovere degli intellettuali che amano la democrazia, non solo farsi sentire, ma usare gli strumenti della cultura e della informazione per far vivere la memoria, rivolgendosi particolarmente ai giovani che non hanno vissuto la tremenda esperienza del fascismo. Spetta a chi comprende e ricorda rendere evidente che siamo di fronte ad un vero, autentico e grave pericolo per la democrazia.
Si riserva di sottoporre al Comitato Nazionale, convocato per la prossima settimana, ulteriori proposte, perché la voce dell’ANPI si levi sempre più alta e forte in tutte le sedi d’Italia, non solo contro l’aberrante iniziativa che ci si propone di realizzare oggi, ma contro ogni tentativo di inquinamento della nostra democrazia, col rischio effettivo di un grave peggioramento delle condizioni complessive della convivenza civile. Abbiamo assistito a troppe manifestazioni neofasciste, abbiamo letto sul WEB cose addirittura raccapriccianti, per il loro contenuto di fascismo e razzismo. Ora basta!
La Segreteria nazionale ANPI
Roma, 8 settembre 2017
