25 LUGLIO 2013 – GIU’ LE MANI DALLA COSTITUZIONE

Manomettere la Costituzione con un finto sostegno popolare
 
Gira in rete un link al sito del Governo http://www.partecipa.gov.it/index.html per la compilazione di un questionario finalizzato a conoscere l‘opinione degli italiani sulle modifiche da apportare alla nostra Costituzione, elaborato da Gaetano Quagliariello (ministro per le riforme  e “capo” della commissione dei saggi). E’ una campagna di finta democrazia ( in quanto i risultati  potranno rafforzare il processo di revisione costituzionale, si dice in premessa, ma non impedirlo), astutamente studiata nelle domande e nelle probabili risposte per dimostrare la necessità  e l‘€™urgenza di modificare la legge fondamentale dello Stato.
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25 LUGLIO 1943 – L’ARRESTO DI MUSSOLINI

70 ANNI FA

Quel lontano 25 luglio 1943 si aprì alle 2 del mattino con il voto nel Gran Consiglio del Fascismo all’ordine del giorno presentato da Dino Grandi (19 sì su 28 votanti) e si concluse alle 22.45 di sera con il comunicato radiofonico: «Sua maestà il re e imperatore ha accettato le dimissioni dalla carica di capo di governo di sua eccellenza Benito Mussolini… Ed ha nominato capo del governo, primo ministro e segretario di Stato il Cavaliere, Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio».

Seguirono due proclami, uno del re in cui comunicava di aver assunto il comando delle forze armate e uno di Badoglio, che spense l’euforia durata una giornata: «Assumo il governo militare del Paese con pieni poteri. La guerra continua…»

LETTERA DI ADOLFO VACCHI ALLA FIGLIA

Mia cara figlia,
oggi è giorno di libertà, di redenzione, di
ebbrezza: qui a Milano sembriamo tutti ubriachi
ed i più assennati sembrano pazzi…
Gli altri non ci sono più, tutti sfasciati, non più
francobolli, non più ritrattoni gorilleschi e grotteschi.
Esultate, esultate!!
Oggi il popolo esplode dopo 249 mesi di oppressione
e di compressione: per me è il giorno più bello
della vita, così lungamente, tormentosamente
ma fiduciosamente atteso! Esultate!
Vorrei scrivere la lettera più bella che io abbia
mai scritto, bella come la libertà sognata e
di cui spunta l’alba, (scriverò con più calma)
ma sono stanco, sfinito, tu mi conosci e mi
capisci! “Viva la libertà!”
Non posso dire altro, non posso scrivere né
descrivere le 16 ore di tripudio personale e
collettivo. Il fascismo è stato travolto,
finito in un attimo, per sempre!

W la libertà
Tuo Adolfo
Tuo Padre

ore 15 del 26-7-1943 anno I dell’Era Nuova

credere obbedire combattere
capire    sapere    pensare

Milano, 26 luglio 1943

SERATA ANTIFASCISTA – 25 LUGLIO A MOLTRASIO

ANPI PROVINCIALE DI COMO – COOPERATIVA MOLTRASINA

 Famiglia Cervi

alt

“Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo, ma la più bella parlata che ricordo è stato il bollore della pasta che cuoceva.”

Alcide Cervi

25 LUGLIO – ORE 20,30

pastasciutta antifascista

MOLTRASIO – COOPERATIVA MOLTRASINA

Il 25 luglio 1943 il cav. Benito Mussolini venne fatto arrestare dal re d’Italia Vittorio Emanuele III. Quel giorno si pensò che il fascismo fosse definitivamente abbattuto, finito, e che anche la guerra avrebbe presto avuto termine. Era finita la paura! Fu un momento di grande gioia e di grandi speranze, e tutti gli italiani scesero nelle piazze a festeggiare. A Campegine, dove viveva, Alcide Cervi, il padre dei sette fratelli, pensò di festeggiare quello storico avvenimento nel modo che era a lui più congeniale, condividendo con tutti gli amici e i conoscenti la sua felicità. Mandò i bambini e le donne a cercare grano e farina nei campi e nei casolari, fece preparare nell’aia una grande tavolata e invitò tutto il paese a mangiare la pastasciutta fatta dalle donne di casa Cervi. Fu un evento memorabile. Qualche mese dopo Benito Mussolini sarebbe stato liberato e avrebbe fondato la Repubblica di Salò, e qualche tempo dopo ancora, tutti i sette fratelli Cervi sarebbero stati uccisi dai nazifascisti. Ma quel giorno, sull’ aia di casa Cervi, c’era solo la gioia e l’ allegria di stare insieme.

E’ così che dopo la Liberazione, ogni anno, la gente ancora si ritrova a Campegine ( la gente del paese, ma anche delle campagne vicine e delle città attorno a Reggio Emilia) a ripetere il rito della pastasciutta sull’ aia di casa Cervi.
La pastasciutta è gratis, la preparano i volontari, le sedie spesso non bastano e ci si deve stringere, ma la bellezza di stare tutti insieme, fra liberi e uguali, è un’emozione a cui nessuno riesce a rinunciare.

E ogni anno, come quella sera, fra canti e risate rivive la famiglia Cervi, i fratelli e i loro figli, e rivive quello spirito di Resistenza che è il ricordo più prezioso che rimane nei cuori di tutti i partecipanti.

E poichè le cose belle non muoiono mai, da quest’anno si è pensato di ampliare a tutte le città d’Italia questa tradizione straordinaria. Alla Cooperativa Moltrasina, a Moltrasio, giovedì 25 luglio ci sarà una Pastasciutta Antifascista, al prezzo modico di 5 euro, per tutti coloro che vorranno festeggiare insieme a noi quell’anniversario. Ci sarà la luna, il panorama incantevole del lago, l’allegria e soprattutto ci saremo tutti noi antifascisti !!

Vi aspettiamo!

Per prenotazioni: Trattoria Cooperativa Moltrasina  Tel. 031-290316

  http://moltrasina.blogspot.it/

https://anpicomo.net/wp-content/uploads/2013/07/d2001-serataantifa.jpg


si pensò d’un tratto che il fascismo fosse finito, morto, abbattuto. E allora papà Cervi, il capo e saggio papà Cervi mandò donne e bambini a cercare farina e grano rimasti nelle campagne e nei casolari. Mandò a chiamare le persone.  Era finito il fascismo, la guerra e la paura e tutti, dico tutti, uscirono dalle case per andare a mangiare la pastasciutta fatta dalle donne nell’aia di Casa Cervi. Era il 25 luglio del 1943 e qualche mese dopo Mussolini sarebbe ritornato a capo della Repubblica di Salò e qualche mese dopo ancora i sette fratelli Cervi sarebbero morti uccisi dai fucili dei tedeschi venuti a prendere proprio loro. Ma quella sera là ogni cosa brutta era lontana e c’era solo il tempo di stare insieme, nella stessa aia e senza paura. – See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/24376/la-pastasciutta-antifascista-di-casa-cervi/#sthash.kB0CDGw4.dpuf


MILANO, 19 LUGLIO

“PAOLO BORSELLINO, IL MAGISTRATO,

L’ UOMO, IL SUO IMPEGNO CIVILE”

IL 19 LUGLIO 2013,

AUDITORIUM SOCIETA’ UMANITARIA,

via S, Barnaba 48,  MILANO


ore 18,30


incontro pubblico con Carlo Smuraglia e Nando Dalla Chiesa, coordina Mario Portanuova


ore 21,00

proiezione del film documentario ” 19 luglio 1992. Una strage di Stato”.


Ingresso libero


Organizzato da ANPI, Scuola di Formazione Politica Antonino Capponnetto, Radio Popolare di Milano, Libera, Societa Umanitaria.


CASO ABLYAZOV L’ANPI CHIEDE LA VERITA’

Rimpatrio forzato della moglie e della figlia del dissidente kazaco. L’Anpi: vogliamo la verità

“Sequestro” della moglie e della figlia di un personaggio (Ablyazov), dissidente del Kazakistan, e del loro imbarco forzato, all’aeroporto di Ciampino: una vicenda, che, nonostante ogni “ripensamento”, resta comunque incredibile. Mentre resta difficile credere che non ci siano responsabilità politiche e le colpe siano tutte di funzionari poco rispettosi della legge e dei diritti umani. In ogni caso, è una vicenda sulla quale non può e non deve essere messa la sordina. Questo è quanto si legge nell’ultimo numero di Anpi News.

Ancora una vicenda preoccupante, che ci riporta di colpo ai tempi del sequestro di Abu Omar, che molti ricorderanno anche per la sua gravità, perché vi parteciparono servizi italiani ed americani. Questa volta si è trattato del “sequestro” della moglie e della figlia di un personaggio (Ablyazov), dissidente del Kazakistan, e del loro imbarco forzato, all’aeroporto di Ciampino, su un aereo diretto, appunto, a quel Paese. La vicenda, ha detto dapprima il Presidente del Consiglio, dev’essere chiarita fino in fondo.
Poi, dopo i primi accertamenti, si è concluso che si è trattato di un’operazione illegale, tant’è che è stata disposta la revoca del provvedimento di espulsione.
Il che significa che ora la signora potrebbe anche rientrare in Italia; ma è assai dubbio che il suo Paese, adesso, la lasci andare. Bisogna dire, con forza, che non è ammissibile che una donna e una bambina di sei anni siano state “sequestrate” e dopo un giudizio sommario consegnate ad un Paese ostile, che non offre alcuna garanzia né sulla loro incolumità, né sulla loro libertà.
Una vicenda, che, nonostante ogni “ripensamento”, resta comunque incredibile. Mentre resta difficile credere che non ci siano responsabilità politiche e le colpe siano tutte di funzionari poco rispettosi della legge e dei diritti umani. In ogni caso, è una vicenda sulla quale non può e non deve essere messa la sordina. Vogliamo la verità, tutta la verità; e vogliamo che chi ha “sbagliato” (chiunque sia!), una volta tanto, paghi. Non tanto perché invochiamo punizioni, quanto perché vogliamo davvero che certe vicende non possano verificarsi mai più. Esse sono incompatibili con la nostra tradizione e la nostra Costituzione, e mettono in discussione la nostra stessa libertà; perché due persone che “scompaiono” così, significano, in effetti, una perdita anche della nostra dignità e dei nostri diritti.

RADUNO NEONAZISTA A ERBA

COMUNICATO

L’ANPI e le associazioni antifasciste comasche esprimono tutta la preoccupazione per l’aumento di attività da parte di organizzazioni neofasciste e neonaziste presenti sul territorio.

Esprimono inoltre la propria preoccupazione per l’assenza di interventi da parte delle autorità anche di fronte a episodi di delinquenza come quello di Cantù, dove i neofascisti di Forza Nuova hanno imbrattato con scritte razziste i negozi gestiti da immigrati cinesi, o come quello del 25 aprile a Como quando sono stati coperti i manifesti del Comune affissi per la celebrazione della festa nazionale; in questi episodi si sommano gli aspetti dell’apologia del fascismo e del razzismo con veri e propri danneggiamenti, tutti reati contemplati dalle leggi, che restano impuniti.

Senza mettere in dubbio l’attività di costante monitoraggio svolto dalle autorità di Polizia nei confronti di queste forze sovversive, chiediamo però con forza che dal semplice controllo si passi ad una fase più concreta. Tali e tanti sono i fatti di questi ultimi mesi riconducibili agli ambienti neofascisti che diventa semplicemente difficile citarli tutti, ci limiteremo ai più eclatanti: Militia di Como è da sempre in stretti rapporti con alcune vecchie figure dell’eversione nera degli anni Settanta. Solo un paio d’anni fa, il 14 gennaio 2011, presso la sala della circoscrizione n. 4 a Camnago Volta, invitò a una pubblica conferenza Stefano DelleChiaie, ex capo di Avanguardia nazionale, e Giancarlo Rognoni, il leader milanese di Ordine nuovo, condannato per la tentata strage del 7 aprile 1973 sul treno Torino-Roma. Il 12 maggio scorso Militia ha presentato a Lecco (sempre in una sala di un consiglio di zona) il libro “Atmosfere in nero” di Mario Merlino, noto provocatore di Avanguardia nazionale ala fine degli anni Sessanta (passò alla storia per le sue infiltrazioni a sinistra). Dal canto suo, sempre a Como, il 27 gennaio 2012, Forza nuova organizzò nella sua sede in via Napoleona, 1 la proiezione di “Wissen macht frei”(“La conoscenza rende liberi”), il primo documentario negazionista dell’Olocausto edito in Italia, nell’occasione definito “pesce d’aprile ebraico”. La Digos ne sequestrò una copia. A organizzare l’evento fu Mirko Viola, arrestato nel novembre 2012, e successivamente condannato a due anni e otto mesi, “per associazione per delinquere facente capo alla Sezione italiana del sito Stormfront”, dedito, secondo il mandato di cattura, “alla diffusione di ideologie razziste”,  ma anche (secondo la sentenza) alla costituzione “di un gruppo operante con una struttura più ampia avente le caratteristiche tipiche di movimenti che ricordano lo spontaneismo armato di alcune formazioni di estrema destra operanti in Italia a cavallo degli anni ’80”. Nelle motivazioni della stessa sentenza, oltre alle minacce a giornalisti e a rappresentanti della comunità ebraica romana, è stato evidenziato anche il passo in cui Viola si dice pronto “a portare una bella testa di maiale grondante sangue da lanciare contro i mussulmani”. Evidentemente a questo tipo di atteggiamento si richiama la locandina approntata per la prossima “grigliata nostalgica” in territorio comasco, dove troneggia un maiale sorridente. Un palese omaggio in chiave razzista proprio a Mirko Viola, per altro nuovamente in carcere (a San Vittore) da pochi giorni per aver violato gli obblighi degli arresti domiciliari. Mentre arrivano le adesioni del veneto Fronte skinheads di Piero Puschiavo, dell’associazione Raido di Roma (un gruppo di fanatici di Evola e di Godreanu, il fondatore della Guardia di ferro rumena), di Maurizio Morelli dello spazio Ritter di Milano, dell’associazione Zenit (tra i promotori della manifestazione del 15 giugno scorso a Roma di tutta l’estrema destra in difesa del dittatore siriano Assad), del Gud di Trieste (Gruppo unione difesa), il rischio evidente è il possibile ripetersi in Lombardia di appuntamenti a carattere nazionale, con il convergere da più parti di militanti neonazisti, come già accaduto il 20 aprile a Varese (per il compleanno di Hitler) e a Milano, presso Rogoredo (organizzato dagli Hammer) il 15 giugno appena passato. Che non si tratti di una semplice grigliata fra amici, con contorno di danze nazirock (sul palco sono attesi i Malnatt e i Gesta Bellica), è più che evidente.

Sarebbe tempo di vietare appuntamenti di questa natura, luogo privato o meno, il cui scopo, in definitiva, è solo quello di propagandare l’odio razziale.

A tale scopo le associazioni e i partiti firmatari si impegnano ad attivare le forze politiche e i parlamentari della nostra circoscrizione al fine di avere un incontro con le autorità locali e a valutare altre iniziative a livello nazionale.

Aderiscono: ANPI, ARCI, Ass. ITALIA-CUBA, CGIL COORDINAMENTO COMASCO per la PACE, ISTITUTO di STORIA CONTEMPORANEA P.A. PERRETTA, PD, PdCI, PRC, SEL.

L’ INSULTO RAZZISTA DI CALDEROLI

Da Articolo 21

SONO TUTTI GLI ITALIANI AD ESSERE COLPITI DA QUELL’ INSULTO

“Era una battuta”. “Non intendevo offendere”. “Si inseriva in un ben più articolato e politico intervento di critica al ministro e alla sua politica”. Così si difende Calderoli per aver insultato la Ministra della Repubblica Cécile Kienge, definita simile a un orango. Una difesa che, se possibile, è peggio dell’insulto stesso. Le più alte cariche istituzionali hanno stigmatizzato il fatto. Ma non basta. Il razzismo deve essere fermato come deve finire l’attacco continuo alle donne delle istituzioni. “L’articolato e politico intervento di critica al ministro” contro la legge dello ius soli si è risolto in un attacco personale, violento, razzista e sessista. Contro una donna, contro una nera. Il vice presidente del Senato si è scagliato contro di lei perché non tollera che Cécile Kienge rivesta il ruolo di ministro. E lo ha fatto con l’unico linguaggio che conosce: quello degli insulti, dell’attacco personale, della violenza, dell’offesa. Un linguaggio per scaldare i militanti della Lega che partecipavano al suo comizio. “Era un discorso da comizio” ha detto.

Ha ragione la ministra Kyenge a dire che le parole di Calderoli non sono un’offesa personale ma un’offesa per tutto il paese. Sono tutti gli italiani a essere colpiti da quell’insulto. È tutto il paese che ne esce svilito e umiliato. Nessuno può usare un linguaggio razzista. Ancor di più un rappresentante delle istituzioni. Perché sono le istituzioni che perdono di credibilità, di autorevolezza, di dignità.  Perché il razzismo si alimenta di queste cose. Perché l’Italia è un paese democratico che non può essere rappresentato da chi non crede nell’uguaglianza delle persone. Ancora una volta dalla ministra Cécile Kienge è arrivata una lezione di civiltà e di dignità per tutti noi.

Daniela De Robert, Articolo 21, 15 luglio 2013

FIRMA LA PETIZIONE PER LE DIMISSIONI DI CALDEROLI

http://www.change.org/it/petizioni/presidente-del-senato-pietro-grasso-dimissioni-di-calderoli-iostoconcecilekyenge

SE….di Massimo Gramellini

SE…

«Se, invece che per gli affaracci di uno dei loro, il Parlamento restasse chiuso un giorno per ogni cittadino vessato da tasse e burocrazie, per ogni giovane meritevole senza lavoro, o sottopagato, per ogni anziano pensionato che non arriva a fine mese, per ogni imprenditore che tenta di salvare i sacrifici di una vita anteponendo ai propri interessi le sue responsabilità verso i dipendenti.  

«Se il Parlamento restasse chiuso un giorno per ogni disperato morto in mare, per ogni donna che decide di interrompere la gravidanza perché si sente abbandonata, per ogni padre che ha paura di invecchiare perché teme di non potere più aiutare i figli, per ogni persona discriminata perché ama qualcuno del suo stesso sesso, per ogni essere umano abbandonato alle sofferenze di un male incurabile senza il diritto di andarsene in pace, per tutti coloro che vivono nell’attesa infinita di una giustizia che forse non avranno mai.  

«Se il Parlamento restasse chiuso un giorno per ogni emergenza che emergenza non è, ma solo incuria e disinteresse, per protesta verso quanti hanno depredato in passato bruciando il futuro e ora pretendono di governare il presente, per indignazione contro chi tutela il proprio interesse fregandosene di quello collettivo, per solidarietà verso ogni persona di buona volontà che dedica tempo e risorse ad aiutare chi ha più bisogno senza chiedere nulla in cambio.  

«Se il Parlamento restasse chiuso un giorno per ognuna di queste ragioni… non riaprirebbe più». 

(Tratto dalla mail di un lettore che si firma «un cittadino della Repubblica italiana») 

Massimo Gramellini, La Stampa, venerdì 12 luglio2013

LORENZA CARLASSARRE LASCIA I SAGGI

STOP AI LAVORI ALLE CAMERE, LA CARLASSARE LASCIA I SAGGI

A seguito della sospensione dei lavori alle Camere di mercoledì 10 luglio ( su cui l’Anpi Nazionale non ha emesso nessuna nota, forse troppo occupata nella pur giusta polemica sulla trasmissione di Pippo Baudo, n.d.r.), la costituzionalista Lorenza Carlassare ha presentato le sue dimissioni dalla Commissione dei Saggi sulle Riforme Costituzionali con la seguente motivazione:

” perchè la maggioranza, con il suo comportamento, ha mostrato in pieno la sua assoluta estraneità ai valori dello stato di diritto, il disprezzo per il costituzionalismo liberale e i suoi più elementari principi”.

In una sua intervista di oggi al Manifesto ha poi precisato: “Non posso certamente continuare a far parte della Commissione di un governo sostenuto da una maggioranza che decide di fermare i lavori del Parlamento perché la data della sentenza non consente all’imputato di fruire della prescrizione”. Secondo Loranza Carlassare la decisione di bloccare le istituzioni rappresenta una indebita pressione sulla corte di Cassazione e un grave precedente nella storia della nostra Repubblica.

ANCORA VIA RASELLA

Le mistificazioni di Baudo su via Rasella. L’Anpi chiede alla Rai di rettificare

L’ANPI ritiene indispensabili un preciso chiarimento e una reale precisazione dei fatti nel corso della stessa trasmissione o in qualsiasi altra forma pubblica, per ristabilire la verità. In caso contrario, l’ANPI si riserverà di esperire ogni necessaria azione a tutela dell’immagine e dell’onore dei partigiani, come espressamente richiesto e previsto dal suo Statuto. La Segreteria nazionale dell’Anpi risponde così alla mistificatoria ricostruzione dell’attentato di via Rasella e alla successiva feroce rappresaglia nazi-fascista alle Fosse Ardeatine compiuto da Pippo Baudo nella sua trasmissione su Rai Tre.

“Abbiamo appreso, con sdegno, quanto è stato detto – a proposito di via Rasella e delle Fosse Ardeatine – nel corso della trasmissione di lunedì 8 luglio su Rai 3, in prima serata, nel programma “Il viaggio”, condotto da Pippo Baudo; ed abbiamo apprezzato il pronto intervento dell’ANPI di Roma, con esatte puntualizzazioni. I tentativi del conduttore  Pippo Baudo, pubblicati sulla stampa nazionale, di attenuare e chiarire sono stati, in un certo senso, peggiori del male, perché alla fine si è avallata ancora la tesi della responsabilità dei partigiani per quanto è avvenuto, a Roma, in quel tragico marzo del 1944, insistendo nella deformazione dei fatti e nella formulazione di giudizi oltraggiosi e sommari.”

“L’ANPI – sottolinea la segreteria nazionale – tiene a ricordare agli ignari e a coloro che vogliono dimenticare o deformare la realtà: che l’azione condotta dai partigiani (fra cui Bentivegna e Capponi) è stata riconosciuta come legittima azione di guerra da due sentenze della Cassazione, pronunciate rispettivamente in sede penale e civile; che da tutti gli atti dei processi risulta con chiarezza che non ci fu nessun avvertimento preventivo, né fu offerta alcuna possibilità per i partigiani di assumersi  la responsabilità di salvare vite umane, per la semplice ragione che invece i comandi tedeschi decisero di comunicare la notizia dell’eccidio alle Fosse Ardeatine solo dopo l’esecuzione; che i Gap che operarono dopo l’8 settembre, erano gruppi d’azione patriottica e non possono essere confusi con i gruppi armati proletari, costituiti dai terroristi molti anni dopo; che infine Bentivegna non è mai stato parlamentare, mentre è assolutamente pacifico che a lui fu assegnata una medaglia d’argento ed alla Capponi una medaglia d’oro proprio per le azioni compiute nella Resistenza, a Roma  e altrove; che, infine, alcune delle affermazioni effettuate nel corso della trasmissione anche dal direttore del Mausoleo delle Fosse Ardeatine sono state definite false da una sentenza del 2007 della Corte di Cassazione”.

“L’ANPI nazionale ritiene indispensabile che vengano effettuati un preciso chiarimento e una reale precisazione dei fatti nel corso della stessa trasmissione o in qualsiasi altra forma pubblica, per ristabilire la verità. A questo fine formula una precisa richiesta indirizzata non solo ai protagonisti della recente vicenda, ma anche al presidente e al direttore generale della Rai; richiesta che sarà proposta anche in modo formale, riservandosi l’ANPI in caso contrario di esperire ogni necessaria azione a tutela dell’immagine e dell’onore dei partigiani, come espressamente richiesto e previsto dallo Statuto dell’Associazione. Non può, non deve essere consentito, infatti, di infangare l’onore e l’immagine di partigiani combattenti, il cui contributo alla lotta di Liberazione è stato ampiamente e definitivamente riconosciuto, al di là di ogni mistificazione e di ogni strumentalizzazione”.

RASSEGNA STAMPA:

la Repubblica:  http://www.repubblica.it/politica/2013/07/12/news/anpi_a_rai_chiarimenti_su_via_rasella_o_ci_saranno_azioni_per_difesa_partigiani-62847457/

AgenParl: http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20130712-rai-l-anpi-contro-baudo-sulle-fosse-ardeatine

Corriere della sera: http://www.corriere.it/cronache/13_luglio_10/baudo-polemizza-con-anpi-attentato-via-rasella_244d51ce-e973-11e2-a2a0-aaafeae20fe9.shtml

Il Messaggero: http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/via_rasella_baudo_anpi/notizie/302819.shtml