LA SCOMPARSA DI MASSIMO RENDINA

È morto a Roma il partigiano Massimo Rendina

8 febbraio 2015

 

È morto a Roma il partigiano Massimo Rendina. Aveva 95 anni. Era vice presidente dell’Anpi nazionale.

Così lo ricorda Carlo Smuraglia, presidente nazionale ANPI: La notizia della morte di Massimo Rendina, valoroso partigiano e vice presidente nazionale dell’Anpi, ci ha addolorati e sconvolti. Perdiamo un uomo coerente e limpido per tutta la sua vita, interamente dedicata ai suoi ideali. Non lo dimenticheremo mai, perché è stato uno dei capisaldi della Resistenza, dell’antifascismo, della cultura e della democrazia del nostro Paese. Per questo lo indicheremo sempre come esempio ai giovani e a tutti coloro che amano la libertà.

La notizia della morte è stata data dall’assessore alla Scuola con delega alla Memoria di Roma Capitale, Paolo Masini. “Ciao Comandante Max – ha scritto l’assessore – Rendina ha rappresentato una voce libera per Roma e per l’Italia, e l’esempio di come ai nostri giorni sia ancora possibile mettere in pratica e trasmettere in modo alto e nobile i valori di quella grande pagina della nostra Storia che fu la Resistenza“, ha concluso, annunciando che il Comune organizzerà delle iniziative per ricordare il partigiano.

Il cordoglio del sindaco Marino e del governatore del Lazio Zingaretti.

http://www.anpi.it/donne-e-uomini/massimo-rendina/
http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/02/08/news/e_morto_il_partigiano_massimo_rendina-106802643/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/08/massimo-rendina-morto-i-partigiani-piangono-comandante-max/1407000/

COMO, ANCORA UNA PIAZZA CONCESSA ALL’ ESTREMA DESTRA

7 FEBBRAIO, ESTREMA DESTRA NUOVAMENTE IN PIAZZA A COMO

Sabato 7 febbraio è stata concessa per l’ennesima volta una piazza pubblica di Como (via Boldoni) all’associazione di estrema destra Militia, che sappiamo essere apertamente in contrasto con i  principi costituzionali  dell’antifascismo e antirazzismo.
I valori che questa associazione esprime e propaganda sono il culto di Mussolini, il revisionismo storico, l’adorazione verso carnefici nazisti, il pieno disprezzo per il 25 aprile giorno della Liberazione e per i partigiani, lo spregio della convivenza civile e democratica.
La città di Como, unica al mondo ad essere sede del Monumento alla Resistenza europea, subirà un’altra volta questo affronto.
La legge Mancino 205/93 che condanna e punisce tale propaganda, non verrà nuovamente applicata dalla Istituzioni preposte.
Anche in questa occasione, Prefettura e Questura non faranno altro che controllare e vigilare, ma nulla più.

E  mentre questi estremisti di destra saranno in via Boldoni con la medesima mostra sulle foibe esposta gli anni scorsi -che tratterebbe questa complessa e dolorosa vicenda senza contestualizzarne storicamente i fatti, facendo quindi solo un’operazione di revisionismo storico-, a qualche centinaio di metri in Biblioteca comunale si terrà una qualificata iniziativa dell’Anpi in collaborazione con l’Istituto di storia contemporanea proprio sul tema del tormentato confine orientale italiano, con la presenza di emeriti ricercatori e docenti di storia e con il patrocinio del Comune di Como.

Dall’Amministrazione comunale ci obiettano che questi movimenti di estrema destra ottengono gli spazi pubblici in quanto i regolamenti vigenti non lo vietano. Ma allora ci domandiamo e domandiamo: perché non si cambiano queste regole al fine di evitare che ciò accada?
Nella fattispecie, chiediamo con forza  a questa Amministrazione comunale di farsi portatrice di tale modifica, in modo che i soggetti che non si riconoscono nei principi costituzionali dell’antifascismo e dell’antirazzismo non possano più ottenere in futuro spazi e luoghi pubblici.

Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”
www.anpisezionecomo.net

COMO, GIORNO DEL RICORDO

ANPI PROVINCIALE DI COMO

ISTITUTO DI STORIA CONTEMPORANEA P.A. PERRETTA

con il patrocinio del COMUNE DI COMO

organizzano:

 

COMO, BIBLIOTECA COMUNALE

SABATO 7 FEBBRAIO, ORE 16

 

UNA STORIA SPEZZATA

il confine orientale fra storia

ideologia, memoria e rimozione

intervengono

GIORGIO CONETTI

professore emerito di Diritto internazionale dell’ Università dell’ Insubria, co-presidente per parte italiana della Commissione degli storici italo-sloveni per lo studio delle relazioni fra i due Paesi

ERIC GOBETTI

ricercatore indipendente, studioso della Seconda Guerra Mondiale e della Jugoslavia del Novecento

 

LO SFRUTTAMENTO DEGLI ESSERI UMANI NEI LAGER

L’industria tedesca, in accordo con l’ amministrazione del reparto economico di Auschwitz, era autorizzata ad usare “senza risparmio” la mano d’ opera degli internati. Per ognuno di essi le industrie versavano 6 marchi al giorno per gli specializzati, e 4 marchi per i non specializzati.

Ogni internato era un numero che in vita o in morte aveva un valore economico da cui si doveva ricavare un profitto.


Il grado di perfezione cui era giunto questo mostruoso sfruttamento risulta dai calcoli che l’ SS – Wirtschafts – Verwaltungshaupamptes aveva stilato:

Rendimento medio per internato …………………. R.M.      6 marchi

Dedotto mantenimento   ……………………………. R.M.   –  0,60 marchi

Dedotto logoramento abiti …………………………. R.M.    –  0,10 marchi

                                                                   ———————————-

                                                                                    5,30 marchi

Durata medio della vita / calcolata in 9 mesi      

/ 270 X R.M. 5,30)    ………………………..            R.M.    1.431 marchi

                                                                   ————————————-

 

Ricavo presunto da utilizzo del cadavere

– oro dei denti – abiti civili – oggetti preziosi – denaro         R.M.      200 marchi

– dedotto spese cremazione   ………………….. ……….       R.M.       – 2 marchi

                                                                           ————————————–

                                                                                    R.M.      198 marchi

 

TOTALE RENDIMENTO                                                     R.M.     1.629 marchi a internato                                              

IL CANGURO ILLEGITTIMO

IL CANGURO ILLEGITTIMO

Di Gaetano Azzariti

L’approvazione dell’emen­da­mento Espo­sito rap­pre­senta un colpo al cuore del sistema par­la­men­tare. Frutto di un esca­mo­tage pro­ce­du­rale, esprime esem­plar­mente la cul­tura machia­vel­lica di una classe poli­tica dispo­sta ad adot­tare ogni mezzo pur di con­se­guire il fine, senza pre­oc­cu­parsi delle con­se­guenze di più lungo periodo.

Se si guarda alla sostanza della vicenda appare chiaro l’uso stru­men­tale delle regole parlamentari.

L’emendamento pro­po­sto, infatti, ha avuto come unico scopo quello di impe­dire la discus­sione e la vota­zione sulle pro­po­ste dei par­la­men­tari. «Blin­dando» l’accordo poli­tico defi­nito in sede extraparlamentare.

È l’ultimo tas­sello di un più ampio mosaico costruito per sot­trarre ogni auto­no­mia al par­la­mento. Già erano state for­zate le ordi­na­rie pro­ce­dure di for­ma­zione della legge quando si è impo­sto alla com­mis­sione affari costi­tu­zio­nali di inter­rom­pere i pro­pri lavori prima di aver ulti­mato l’esame e prima di poter votare sul dise­gno di legge tra­smesso dalla Camera. Si è così pas­sati all’esame dell’Aula senza che fosse con­sen­tito ai sena­tori in com­mis­sione di pro­nun­ciarsi nel merito della riforma.

E ciò è avve­nuto nono­stante una pre­vi­sione costi­tu­zio­nale — l’art. 72 — imponga l’adozione della pro­ce­dura “nor­male” di esame e di appro­va­zione in mate­ria elet­to­rale. In modo disin­volto, si è giu­sti­fi­cato lo strappo con­fi­dando sull’esame dell’Aula.

In fondo — qual­che inge­nuo poteva rite­nere — in que­sta seconda sede non si poteva di certo sfug­gire a quanto scrive la nostra Costi­tu­zione che sta­bi­li­sce che ogni dise­gno di legge deve essere appro­vato arti­colo per arti­colo e con vota­zione finale. E invece la fan­ta­sia ha supe­rato ogni osta­colo, riu­scendo a libe­rare la mag­gio­ranza di governo da ogni fasti­dioso limite d’ordine costituzionale.

L’emen­da­mento Espo­sito ribalta la ratio della dispo­si­zione costi­tu­zio­nale e impone anzi­tutto una sorta di “vota­zione finale” per poi obbli­gare i nostri par­la­men­tari ad ade­guarsi nelle suc­ces­sive vota­zioni arti­colo per articolo.

Con­tro ogni tec­nica di buona legi­sla­zione fa pre­met­tere alla legge una dispo­si­zione (signi­fi­ca­ti­va­mente indi­cata come art. 01) che non ha nes­sun con­te­nuto pre­cet­tivo, bensì si limita a rias­su­mere per intero i prin­cipi che devono essere con­te­nuti nelle suc­ces­sive disposizioni.

Un inu­suale e inu­tile pre­am­bolo d’intenti. Si pensa così di aver tro­vato il modo per impe­dire ogni ulte­riore pos­si­bile discus­sione, vota­zione ed even­tuale appro­va­zione di arti­coli non con­formi (secondo il rego­la­mento del Senato, infatti, non sono ammessi emen­da­menti in con­tra­sto con deli­be­ra­zioni già adot­tate sull’argomento nel corso della discussione).

Lo stra­vol­gi­mento di ogni logica par­la­men­tare appare evi­dente, l’uso stru­men­tale del rego­la­mento palese. Eppure tutto ciò sta avve­nendo sotto i nostri occhi senza scan­dalo, in nome del cam­bia­mento, sotto la pres­sione di una poli­tica con­cen­trata sul risul­tato da con­se­guire ad ogni costo.

Una poli­tica miope e pericolosa.

Miope per­ché, ridotto il par­la­mento ad una sala da poker, dove vince il più abile e più spre­giu­di­cato tra i con­ten­denti, non sarà facile garan­tire la sta­bi­lità del governo. Di volta in volta il pre­si­dente del con­si­glio dovrà ricer­care una sua mag­gio­ranza, varia­bile se non pro­pria­mente occa­sio­nale: ora con la mino­ranza interna ora con frange delle oppo­si­zioni. Con ben poche garan­zie di tenuta e coe­renza dell’indirizzo poli­tico complessivo.

Inol­tre, i governi a mag­gio­ranze varia­bili sono ine­so­ra­bil­mente espo­sti al potere di “ricatto” ovvero di veto degli alleati occa­sio­nali, i quali, non essendo legati alla stra­te­gia com­ples­siva dell’esecutivo, potranno legit­ti­ma­mente porre le pro­prie con­di­zioni e far valere i pro­pri inte­ressi poli­tici e per­so­nali del momento.

Con­fi­dare sul fatto che tanto qual­cuno alla fine si trova per far pas­sare le pro­prie pro­po­ste, vista anche l’attuale fran­tu­ma­zione di tutte le for­ma­zioni poli­ti­che orga­niz­zate, sia di mag­gio­ranza che di oppo­si­zione, fran­ca­mente non appare una stra­te­gia lungimirante.

Ma i gio­ca­tori di poker — si sa — con­fi­dano più sulla pro­pria abi­lità e sulla for­tuna che non sul rispetto delle regole del gioco.

Ed è qui che si nasconde il peri­colo mag­giore di una simile politica.

Fino a quando e fino a dove può arri­vare l’interpretazione disin­volta e cinica dei rego­la­menti, delle prassi, delle leggi, della Costituzione?

Lo stra­ta­gemma archi­tet­tato que­sta volta per scon­fig­gere “fre­na­tori e gufi” potrà essere ripe­tuto in futuro, altri espe­dienti potranno essere esco­gi­tati per silen­ziare il par­la­mento, le voci di oppo­si­zione, la dia­let­tica poli­tica. Ma alla fine che rimarrà del sistema parlamentare?

ilmanifesto. 22 gennaio 2015

COMUNICATO ANPI

Aggressione fascista a Cremona

Domenica scorsa a Cremona si é verificata l’ennesima aggressione fascista di Casa Pound. Un cittadino, massacrato a colpi di spranga, é ricoverato in pericolo di vita. A confermare, se mai ce ne fosse bisogno, la natura intimamente antidemocratica e violenta, di questa come di altre formazioni neofasciste variamente travestite, natura già più volte accertata e sanzionata in diverse sentenze di Cassazione.
A ricordare alle autorità politiche, amministrative, dei corpi statali ed ai cittadini, che chi usa la violenza, il razzismo, la xenofobia per far rivivere le aberrazioni del fascismo e del nazismo , qui in Italia come in altri paesi d’Europa, deve essere contrastato: sul piano culturale, politico, istituzionale e giuridico.
Il limite all’art. 21 della Costituzione (libertà di pensiero e di parola) é il diritto/dovere di autodifesa della democrazia.

Non ci possono essere equidistanze, ieri come oggi, tra fascismo ed antifascismo.
Non ci sono solo i problemi di ordine pubblico, ma anche quelli di ordine repubblicano.
Le sottovalutazioni  delle istituzioni nel contrastare questi fenomeni di neofascismo, in crescita esponenziale nella nostra regione non hanno più giustificazioni ed é doveroso che le leggi Scelba e Mancini vengano rigorosamente applicate.

L’ANPI regionale di Lombardia, nell’esprimere solidarietà all’aggredito e gli auguri più partecipi per la sua guarigione, invita tutti, autorità e cittadini, ad una vigilanza attiva  e a porre in atto tutte le iniziative volte  a contrastare e sconfiggere, nelle coscienze e con la legge, quella vergogna della specie umana che é stato ed é il fascismo.

Milano, 20 gennaio 2015

La Presidenza
ANPI Regionale Lombardia

COMO, GIORNATA DELLA MEMORIA

 

SABATO 24 GENNAIO

COMO, BIBLIOTECA COMUNALE

ORE 15

In occasione della Giornata della Memoria e del 70° Anniversario della morte di Dietrich Bonhoeffer, l’Anpi Provinciale e Anpi sez.di Como, in collaborazione con la comunità Valdese di Como
organizzano un incontro sul tema:

Il contributo alla Resistenza Europea dei giovani della Rosa Bianca, del teologo Dietrich Bonhoeffer e del pastore Carlo Lupo

conversazione a cura del pastore della Chiesa Valdese di Como Andreas Köhn

introduce l’on. Renzo Pigni
vice presidente Anpi Provinciale di Como

 

 

L’intenzione dell’iniziativa del 24 gennaio è quella di ricordare alcune figure significative per il loro contributo alla resistenza europea.
Nel 2015 ricorre il 70° anniversario della Liberazione e della fine della seconda guerra mondiale, così come quello della morte del teologo luterano  Dietrich Bonhoeffer, giustiziato nell’aprile 1945 per la sua partecipazione alla cospirazione animata dall’ammiraglio Canaris, il cui gruppo aveva tentato invano di uccidere Hitler. Da parte sua, il gruppo di resistenza “La Rosa Bianca”, formato da giovani studenti all’università di Monaco di Baviera, aveva messo in circolazione, tra il 1942 e il 1943, una serie di volantini in cui si esortava il popolo tedesco ad opporsi al regime nazista e di liberarsi dal tiranno. Testimone dell’impegno contro fascismo e nazismo è, a Como il pastore valdese Carlo Lupo, che aveva assunto durante il suo ministero pastorale una chiara posizione antifascista.

 

Invitiamo gli antifascisti a partecipare numerosi

 

MILANO, GIORNATA DELLA MEMORIA

Giorno della memoria 26 gennaio 2015
evento promosso da:
Fondazione Memoria della Deportazione
Comunità Ebraica di Milano
Comitato Permanente Antifascista
con il patrocinio del Comune di Milano

Ex-Albergo Regina Via Silvio Pellico 7 ore 9.30

Deposizione di corone alla lapide dell’ex-Albergo Regina, comando SS e Quartiere generale della Gestapo negli anni 1943 -1945
Coordina: Roberto Cenati Presidente ANPI provinciale Milano

Intervengono:
Ada Lucia De Cesaris Vice Sindaco Comune di Milano
Giuliano Banfi Vice Presidente ANED sezione di Milano
Gino Morrone ANNPIA e Presidente regionale FIAP
Carla Bianchi Iacono Associazione Nazionale Partigiani Cristiani
Walker Meghnagi Presidente Comunità Ebraica di Milano
Roberto Jarach Vice Presidente UCEI
Danilo Margaritella Segretario generale UIL Milano e Provincia

Palazzo Reale Sala Convegni Piazza Duomo, 14 ore 11.00
Il valore della testimonianza
Incontro con gli studenti

Coordina:
Massimo Castoldi Direttore Fondazione Memoria della Deportazione
Saluto di Giuliano Pisapia Sindaco del Comune di Milano
Saluto di Gianfranco Maris Presidente ANED nazionale e Fondazione Memoria della Deportazione

Intervengono:
Testimoni della deportazione antisemita e politica

Liliana Picciotto storica (Fondazione CDEC, Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea)
Roberta Cairoli storica (FIAP, Federazione Italiana Associazione Partigiane, Fondazione Aniasi)
Seguirà un dibattito con i giovani delle scuole

L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming, a cura di Denis Gianniberti valoredellatestimonianza.altervista.org

MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA A CREMONA

Da Osservatorio Democratico:

Sabato 24 Gennaio

Manifestazione nazionale antifascista a Cremona

L’attacco premeditato e scientificamente organizzato dai fascisti di CasaPound cremonesi, in combutta con altri militanti di estrema destra provenienti da fuori città, ha trovato una risposta determinata da parte dei compagni presenti nel centro sociale, ma purtroppo Emilio è stato colpito alla testa da diverse sprangate. I fascisti si sono accaniti sopra ad Emilio fino a quando è stato portato in sicurezza all’interno del centro sociale; è stata, tuttavia, immediatamente chiara la gravità del suo stato di salute.
Infame è stato il comportamento della polizia che ha semplicemente identificato gli assaltatori e successivamente, per permettere loro di andarsene indisturbati, ha violentemente caricato il presidio di antifascist* radunatesi sul posto. Per esprime totale vicinanza e solidarietà con Emilio è stata indetta: Lunedì 19 Gennaio una giornata nazionale di mobilitazione diffusa nei territori Contro squadristi, polizia e istituzioni conniventi:

Sabato 24 Gennaio un corteo nazionale antifascista, determinato, autodifeso e militante con la parola d’ordine: chiudere subito tutte le sedi fasciste!

Pagherete caro! Pagherete tutto!

#Emilioresisti

Milano in Movimento