L’ANPI invita le cittadine e i cittadini a deporre un fiore, alle ore 16 del 25 aprile, sotto le targhe delle vie e delle piazze dedicate ad antifasciste/i e partigiane/i. Aderiscono Arci, Articolo 1, Cisl, Fiap, Massimo Ghini e 6000sardine.
L’ANPI invita le cittadine e i
cittadini a deporre un fiore, alle ore 16 del 25 aprile, sotto le targhe
delle vie e delle piazze dedicate ad antifasciste/i e partigiane/i. Il
tutto dovrà avvenire nel pieno rispetto delle normative anti-covid, per
cui non dovranno essere più di due le persone a compiere il gesto
simbolico, possibilmente un giovane ed un adulto. In questo modo il 25
aprile il Paese si ritroverà riunito intorno a quella straordinaria
stagione di lotta per la libertà e la democrazia. Un fiore che diverrà
una luce accesa sul sacrificio di tante donne e donne da cui sono nate
la Repubblica e la Costituzione.
Cerimonia per l’ anniversario della scomparsa di Corrado Lamberti.
Corrado Lamberti è stato ricordato ieri, con la deposizione di un cuscino di gerbere e un mazzo di fiori, davanti alla sua tomba nel piccolo cimitero di Mezzegra che si affaccia sul lago. Presenti alla cerimonia i parenti di Corrado (la moglie Giusy, la sorella Donatella, i cognati), Tino Villa e Vittorio Bernsconi, presidente e segretario della sezione Anpi Lario Occidentale, il partigiano Ovidio Traversa, Giambattista Bordoli, l’ assessore Guglielmina Botta in rapprentanza del Comune e Danilo Lillia, segretario della sezione Anpi di Dongo.
Al termine a tutti i presenti è stata donata una copia del volume La Battaglia della Tremezzina.
Una delegazione, guidata da Gigliola Foglia e da Cristina Redaelli, si è poi recata al vicino cimitero di Tremezzo per deporre una rosa rossa sulla tomba di Maria Gobbi Lanfranconi, iscritta alla sezione Anpi Lario Occidentale e responsabile del tesseramento, deceduta lo scorso anno il 24 aprile.
Un anno fa, il 17 aprile 2020, ci lasciava l’ amico e compagno Corrado Lamberti, astrofisico, docente, antifascista militante, presidente della sezione basso e centro Lario ” Michele Moretti”, instancabile promotore di iniziative volte a mettere in rilievo i valori della guerra di Liberazione .
E’ passato un anno ma ancora non ci rassegnamo a questa grave perdita, che ci riempie di dolore e di tristezza.
L’ Anpi provinciale di Como e tutte le sezioni, esprimono vicinanza e affetto, in questo triste anniversario, alla moglie Giusy, ai figli e ai nipoti.
Riproponiamo il discorso che Corrado fece il 2 novembre 2019, in occasione della intitolazione di una piazza di Mezzegra ai partigiani tremezzini caduti.
Appello della Presidenza e della Segreteria nazionali ANPI alle amministrazioni comunali, ai dirigenti scolastici, ai media
CELEBRIAMO DEGNAMENTE IL 25 APRILE
Appello alle amministrazioni comunali, ai dirigenti scolastici, ai media
Si avvicina il 25 aprile, festa nazionale che ricorda il coraggio, la
lotta e il sacrificio di tante donne, uomini, giovani contro la
dittatura e l’occupazione. Un evento che porterà nelle case e nelle
coscienze di tutta Italia la centralità della Resistenza nella conquista
della libertà e nel processo di ricostruzione materiale, democratica,
civile del Paese dopo gli incalcolabili danni – guerra, miseria, leggi
razziste, stragi contro innocenti – provocati dal fascismo e dal
nazismo. Ideologie di violenza e prevaricazione che ancora oggi
sopravvivono nelle frequenti espressioni e azioni di odio e razzismo in
particolare nella comunicazione web e social. Siamo ancora nel vivo del
dramma pandemico – con una nuova accelerata dei contagi che ha prodotto
la necessaria chiusura di non poche regioni – e non sappiamo se e quando
il futuro prossimo potrà riservarci un ritorno alla vita normale. Il 25
aprile può e deve costituire ancora uno stimolo alla speranza, alla
vitalità delle idee, alla partecipazione, un battito generalizzato,
insomma, del cuore della memoria, foriera di buona aria di liberazione.
Facciamo appello allora alle amministrazioni comunali, ai dirigenti
scolastici, ai media affinché, ognuno nel proprio ambito e nel proprio
senso di responsabilità, contribuiscano attivamente alla celebrazione di
questo momento di unità nazionale intorno ai valori e ai principi
dell’antifascismo fondativi della Repubblica e della Costituzione. Nel
pieno rispetto delle normative anticovid, tutta l’ANPI sarà impegnata a
costruire iniziative nei territori – e sui social – e a collaborare con
tutti i soggetti istituzionali, e non, per avviare percorsi di
celebrazione di una Festa della Liberazione degna di questo nome e del
suo straordinario significato.
Siamo lieti di annunciare che nell’approssimarsi del 25 aprile saremo in grado di “inaugurare” il Memoriale della Resistenza italiana,
da noi promosso col contributo dello SPI-CGIL, e curato da Gad Lerner e
Laura Gnocchi, che già oggi ha raccolto 500 video-testimonianze di
partigiane e partigiani e che viene messo su una piattaforma online a
disposizione di tutta la cittadinanza. Un lavoro lungo e intenso con cui
intendiamo esprimere a quelle donne e a quegli uomini la nostra
riconoscenza e per fornire al pubblico, in particolare quello giovanile,
racconti preziosi, spesso inediti, sulla lotta di Liberazione.
Appuntamento, quindi, ad una grande mobilitazione della creatività e
dell’entusiasmo per ritrovarci ancora una volta insieme e resistenti.
“Continueremo a fare delle vostre vite poesie, fino a quando la libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi”. Vittorio Arrigoni
Dieci anni fa ci lasciava una bella persona, Vittorio “Vik” Arrigoni.
Era un volontario, attivista per i diritti umani dell’ International Solidarity Movement – ISM.
Il 13 aprile 2011 fu rapito a Gaza, in Palestina. Vik ci ha raccontato con i suoi reportage gli orrori e la spietata oppressione degli abitanti palestinesi, perpetrati da uomini che a loro volta avevano subito l’ orrore della persecuzione nazista. Troppo scomoda la sua voce. Venne ucciso a Gaza la notte tra il 14 e il 15 aprile. Aveva 36 anni.
Il suo motto era ” Restiamo Umani”.
Ricordiamo che, con grande sensibilità e sguardo sempre avanti, il nostro presidente Invernizzi ricordò la figura di Vittorio Arrigoni dal palco, il 25 aprile del 2011, pochi giorni dopo la morte di Vittorio.
Un pensiero affettuoso va alla mamma di Vittorio, Egidia Beretta, e alla sorella Alessandra.
Egidia Beretta dialoga con la partigiana Vilma Conti alla festa di Anpi Dongo , settembre 2018.
Tutti i Cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. art.54 della Costituzione della Repubblica italiana
Ogni anno, da anni, a Dongo nel mese di aprile in prossimità dell’anniversario della Liberazione e del giorno della fucilazione di Mussolini in località Giulino di Mezzegra, si radunano in forma organizzata centinaia di militanti dell’estrema destra, in divisa di camicie nere, per commemorare con riti e cortei l’esecuzione del Duce e dei Gerarchi. I fascisti vengono a Dongo e a Giulino di Mezzegra perché sono i luoghi simbolo della fine del Fascismo, luoghi di culto e di memoria dei loro morti. I comportamenti dei partecipanti in divisa squadrista esprimono senza equivoci la volontà di propaganda del fascismo. Uniamo a questa lettera i due link di YouTube:
in cui sono pubblicate le riprese dei citati raduni e manifestazioni.
L’intervento dell’ANPI provinciale di Como, dell’ANPI di Dongo e dell’ANPI Lario occidentale presso le Istituzioni pubbliche (Questura e Prefettura di Como) e presso le Amministrazioni locali di Dongo e Tremezzina, per chiedere che tali raduni non fossero autorizzati, è sempre rimasto inascoltato. Le Autorità competenti, a ogni livello, hanno autorizzato i raduni, richiamando il principio della libertà di manifestare le opinioni. La libertà di espressione è un sacrosanto diritto, conquistato proprio con il sacrificio di milioni di morti che hanno combattuto per sconfiggere le dittature del nazifascismo. A Dongo e a Mezzegra queste dittature sono celebrate e propagandate nelle pubbliche strade da gruppi organizzati. Come ANPI vogliamo che Dongo sia simbolo di una permanente civile resistenza. Sia luogo di conoscenza di quelle ultime tragiche giornate che hanno visto la fine della dittatura, la rinascita della democrazia e la nascita della Repubblica, che quei giorni di fine aprile siano celebrati come momento di confronto e di approfondimento della Storia e dei valori della Resistenza, della Costituzione e della democrazia nata con essa. Abbiamo bisogno che questo appello sia condiviso a livello locale e nazionale. Scriviamo questa lettera perché vogliamo coinvolgere Istituzioni, Associazioni, Personalità, la società civile tutta nel sostenere con forza la richiesta che NON sia autorizzata alcuna presenza organizzata di fascisti nelle loro macabre divise e il tempo non sia riportato indietro negli anni più bui della nostra Storia.
L’anno 2020 ha messo a dura prova la popolazione italiana, europea, mondiale. Il numero dei morti e dei contagi per l’epidemia del COVID, la sofferenza sono l’aspetto più tragico, a cui segue la crisi economica e sociale. Disagi e privazioni hanno peggiorato le condizioni di vita, aumentano la rabbia e le paure. In Italia, in Europa, nel mondo ci sono organizzazioni che si richiamano a ideologie del passato, che scatenano i peggiori istinti di violenza, perdendo ogni umano e razionale controllo delle proprie responsabilità. Cercano di minare i valori della democrazia e della convivenza civile conquistati con le lotte della Resistenza. Anche le giovanissime generazioni, penalizzate e deprivate delle relazioni sociali, rischiano di cedere al “sonno della ragione”. Le donne e i giovani più di altri subiscono le conseguenze del lavoro che manca, dell’ insicuro futuro. Stiamo vivendo tempi di crisi che chiedono un plus di responsabilità e di solidarietà ed è urgente attivare vaccini culturali e morali, non solo contro il COVID. Vogliamo dare speranza e voce all’Italia che resiste e guarda avanti, che affronta con coraggio e impegno la fatica e i sacrifici di una sconvolta realtà. Dongo, simbolo di rinascita e di una resistenza civile non violenta, non appartiene solo al territorio lariano, ma a tutta l’Italia, all’Europa, al Mondo.
Vi chiediamo dunque di sottoscrivere l’appello che ogni propaganda di violenza, di odio, di fascismo sia assolutamente vietata in tutte le sue manifestazioni nel rispetto della nostra Costituzione.
Saranno tre le iniziative centrali:
l’uscita del Memoriale della Resistenza Italiana curato da Laura
Gnocchi e Gad Lerner; “Strade di Liberazione”: alle 16 deposizione in
tutto il Paese di un fiore sotto le targhe dedicate ad antifasciste/i e
partigiane/i; “Staffetta della Liberazione”: diretta Facebook con
collegamenti esterni, letture, musica, incontri, presentazioni di libri,
testimonianze partigiane. Pagliarulo: “un 25 aprile di nuova primavera e
di memoria attiva”
“Viviamo un difficile inverno
per le persone e per la democrazia. Stiamo organizzando un 25 aprile di
nuova primavera e di memoria attiva: il Paese si riunirà intorno a
quella straordinaria stagione di speranza. Conquistammo democrazia,
libertà e giustizia sociale, che non sono mai date una volta per sempre.
E non basta difenderle; dobbiamo espanderle ogni giorno, come se ogni
giorno fosse il 25 aprile”. Con queste parole il Presidente
nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo, presenta le iniziative nazionali
che l’ANPI realizzerà il 25 aprile. Oltre alle tante che i Comitati
provinciali e le Sezioni svolgeranno nei territori, ne sono previste tre
centrali nazionali:
1) Uscita, il 19 aprile, sul portale www.noipartigiani.it, del Memoriale della Resistenza italiana,
un lavoro durato 2 anni promosso dalla Presidenza nazionale ANPI, col
contributo dello SPI-CGIL, e curato da Laura Gnocchi e Gad Lerner. 500
video-testimonianze di partigiane e partigiani che l’Associazione
metterà a disposizione della cittadinanza. Una sintesi delle loro
esperienze, armate e disarmate; la ricostruzione di importanti fatti
storici; episodi di eroismo, sofferenze e atrocità subite; la
rappresentazione d’insieme delle varie anime della Resistenza e delle
condizioni sociali e culturali in cui sono maturate. Un primo, grande
blocco di interviste verrà messo online il prossimo 19 aprile, le altre
successivamente. Il Memoriale verrà presentato ufficialmente in una conferenza stampa che si terrà il 16 aprile.
2) “Strade di Liberazione”:
l’ANPI invita le cittadine e i cittadini a deporre un fiore, nei propri
Comuni, sotto le targhe dedicate ad antifasciste/i e partigiane/i. Il
tutto dovrà avvenire nel pieno rispetto delle normative anti-covid, per
cui non dovranno essere più di due le persone a compiere il gesto
simbolico, possibilmente un giovane ed un adulto. In questo modo il 25
aprile il Paese si ritroverà riunito intorno a quella straordinaria
stagione di lotta per la libertà e la democrazia. Un fiore che diverrà
una luce accesa sul sacrificio di tante donne e donne da cui sono nate
la Repubblica e la Costituzione.
3) “Staffetta della Liberazione”: sulla
pagina Facebook Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI dalle
10:15 alle 18 del 25 aprile diretta con collegamenti esterni, letture,
musica, incontri, presentazioni di libri, testimonianze partigiane.
Hanno già aderito e dunque parteciperanno tra gli altri: Dacia Maraini, Giuliano Montaldo, Eugenio Finardi, Laura Gnocchi, Gad Lerner, Francesco Filippi, Chiara Colombini, Marta Cuscunà. Nei prossimi giorni sarà reso pubblico il programma completo.
Da una testimonianza di un ufficiale italiano dell’epoca: “Si procede
a fucilazioni di massa e la frase “gli italiani sono diventati peggiori
dei tedeschi si sente dappertutto”.
Sarebbe tempo di chiedere perdono.
In un appello lanciato da Eric Gobetti e sottoscritto da più di 130
storici e tanti istituti culturali si afferma: “L’80 anniversario
sarebbe l’occasione ideale per farsi carico della responsabilità storica
di pratiche criminali che erano il frutto di una logica politica
fascista e nazionalista che noi oggi fermamente condanniamo, in nome dei
valori costituzionali che fondano il patto di cittadinanza
democratica”.
Sarebbe tempo di chiedere perdono.
Il macello jugoslavo, Mussolini lo aveva promesso. Nel lontano 1920 a
Pola affermò: «Di fronte a una razza come la slava, inferiore e
barbara, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella
del bastone. Il nostro imperialismo vuole raggiungere i giusti confini
segnati da Dio e dalla natura, e vuole espandersi nel Mediterraneo.
Basta con le poesie. Basta con le minchionerie evangeliche».
Sarebbe tempo di chiedere perdono.
I criminali di guerra italiani sono rimasti impuniti, perché in Italia non c’è stata nessuna Norimberga.
Sarebbe tempo di chiedere perdono.
Alle 17 di oggi si apre la mostra promossa dall’Istituto Parri
sull’invasione della Jugoslavia. Il titolo è tutto: A ferro e fuoco.
Sarebbe tempo di chiedere perdono. Il presidente della repubblica
italiana e il presidente sloveno a luglio dell’anno scorso hanno deposto
una corona di fiori al Monumento dei Quattro Martiri sloveni fucilati
il 6 settembre 1930. Un segnale di umanità. Oggi è l’anniversario
dell’invasione. Lubiana diventa una provincia del Regno d’Italia. Si
avvia una irrefrenabile spirale di sangue. Alcune stime: 4000 ostaggi
sloveni fucilati, 1900 torturati o arsi vivi, 1500 degli internati
nell’isola di Arbe – civili e non militari – deceduti, migliaia di
internati a Gonars, in Veneto, in altre regioni. È tristemente nota la
circolare del generale Mario Robotti “si ammazza troppo poco” e
l’affermazione del generale Gastone Gambara a proposito del campo di
Arbe: “Logico e opportuno che campo di concentramenti non significhi
campo di ingrassamento. Individuo malato uguale individuo che sta
tranquillo”.
Sarebbe tempo di chiedere perdono.
Il 7 dicembre 1970 il cancelliere tedesco Willy Brandt si
inginocchiava davanti al monumento alle vittime del ghetto di Varsavia.
In Italia c’è chi rimuove la storia. Come se non fosse mai successo. O,
se è successo, come se fosse giusto, normale, dovuto. Fascisti di ieri e silenzi di oggi.
È tempo. È tempo di chiedere perdono”.
Gianfranco Pagliarulo – Presidente nazionale ANPI 6 aprile 2021