La morte di Adil Belakdhim, Pagliarulo: “Non è questa l’Italia per cui hanno combattuto i partigiani”
18 Giugno 2021
Dichiarazione del Presidente
nazionale ANPI sulla morte del sindacalista travolto da un camion
davanti ai cancelli della Lidl di Biandrate (NO)
“La morte del sindacalista Adil
Belakhdim travolto da un camion davanti ai cancelli della Lidl di
Biandrate, nel Novarese, è intollerabile, e dà la misura della tensione
quotidiana che regna nel mondo del lavoro in questa delicatissima fase
di ripartenza. Nessuna ripartenza sarà possibile senza condizioni
lavorative decenti e dignitose, rispetto dei lavoratori e dei loro
diritti. Deve finire il tempo in cui l’unico valore di riferimento è
quello della produttività, a scapito spesso della vita, come dimostrato
dai tanti incidenti di questi ultimi mesi. Esprimo il più profondo
cordoglio ai familiari di Adil, ma so che è insufficiente. Non è questa
l’Italia per cui hanno combattuto i partigiani. Occorre un cambiamento
reale e immediato delle relazioni industriali ed una svolta vera in
politica economica e sociale che ponga al centro la persona, la sua
dignità, il valore del lavoro umano”
Dichiarazione del Forum delle Associazioni antifasciste e della Resistenza
La Costituzione va rispettata e applicata senza alcuna eccezione.
Invece avvengono sempre più frequentemente episodi di lassismo
istituzionale, di nostalgia verso un passato morto e sepolto, persino di
negazione della storia, assolutamente inaccettabili.
Alcuni recenti esempi:
– In Senato è stata calendarizzata la discussione sul disegno di
legge Ciriani (Fratelli d’Italia) “Modifica all’articolo 604-bis del
Codice penale in materia di negazione, minimizzazione in modo grave o
apologia dei massacri delle Foibe”, che prevede una generica e
inammissibile equiparazione, di fatto, tra la tragedia delle Foibe e la
Shoah.
– A Todi il sedicente festival del libro, targato CasaPound – il
cui responsabile dell’Ufficio Stampa, giornalista di “Primato
Nazionale”, parla di “questa fantomatica ‘Costituzione fondata
sull’antifascismo’, che esiste soltanto nelle menti degli antifascisti” –
è incredibilmente patrocinato dal Comune e dalla Assemblea legislativa
della Regione Umbria.
– Diversi Comuni, fra cui Cinisello Balsamo, hanno siglato
protocolli d’intesa riguardanti la formazione dei giovani con
l’associazione Unione degli Istriani, che non fa parte della Federazione
degli esuli giuliano-dalmati, e che si caratterizza per non riconoscere
i confini stabiliti dopo la Guerra tra Italia e Jugoslavia, suggerire
testi di personalità fasciste, compresi criminali di guerra, dileggiare e
rinnegare il 25 Aprile.
Tutto ciò è intollerabile.
I rappresentanti delle Istituzioni repubblicane hanno il dovere
politico e morale di rammentare e testimoniare che la nostra è una
Repubblica democratica nata dalla Resistenza e dall’Antifascismo.
Pertanto, invitiamo con la massima fermezza Parlamento, Regioni ed Enti
locali ad una rigorosa e inflessibile affermazione dei valori e dei
principi costituzionali.
Il Forum delle Associazioni antifasciste e della Resistenza:
Buongiorno a tutti, siamo
lieti di invitarvi a partecipare alla terza edizione di “Gramsci in
montagna” che si terrà presso la Capanna Mara il 12 giugno 2021.
Sarà
la prima iniziativa di quest’anno difficile, visto il notevole numero
di partecipanti e il successo degli anni precedenti ci aspettiamo una
buona risposta dei nostri iscritti e amici della nostra sezione.
Il
Covid–19 non è sconfitto e quindi metteremo in atto tutte le
precauzioni per evitare il contagio: mascherine, distanziamento, prova
della temperatura. gel igienizzante.
Questo in breve il programma:
-Ritrovo alle ore 15 00 presso il parcheggio dell’Alpe del Viceré ad Albavilla.
-Salita alla Mara – circa 45 minuti.
-Ricordo storico di Gramsci
-Dibattito / canti partigiani
-Cena conviviale (antipasti di salumi, spezzatino con polenta, vino acqua caffè e ammazza caffè 20 euro)
-Bivacco notturno con canti e riflessioni sulla figura di Gramsci
IN CASO DI PIOGGIA L’INIZIATIVA VERRA’ RINVIATA.
Per PARTECIPARE e ricevere informazioni siete pregati di chiamare:
Marco 340 844 1114
Ennio 348 958 8511 entro e non oltre il 9 giugno.
Sperando
nella clemenza del tempo, ci sono i presupposti per una bella
giornata/serata in compagnia, con momenti di riflessione e convivialità.
Dopo mesi di distanziamento è ora di ritornare a vivere!
Chi ha strumenti musicali e li volesse portare…Chi è cantante o fa parte di cori o gruppi musicali sarà il benvenuto.
Per
chi volesse fermarsi al bivacco ricordiamo che non sarà possibile
pernottare all’interno dei locali, quindi dovrete portare tutto il
necessario per la nottata, siamo in montagna non sottovalutiamolo!!Infine
ricordo l’importanza della prenotazione per organizzare il tutto al
meglio: registro dei presenti, spazi interni/esterni, distanziamento,
cena. Vogliamo fare in modo che sia una bella giornata per tutti. Per il direttivo di sezione Marco Emilio Rigamonti Segretario ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA TERRITORIO ERBESE Sez. “LUIGI CONTI” Monguzzo
Le
associazioni antifasciste, partigiane e della deportazione, i
sindacati, i partiti, le associazioni democratiche e studentesche si
appellano al Prefetto per il divieto della manifestazione indetta da
CasaPound il 29 maggio a Roma
Al Signor Prefetto di Roma
p.c. Al Signor Questore di Roma
p.c. Alla On.le Sindaca di Roma
Egregio sig. Prefetto,
Le scriviamo in merito all’autorizzazione concessa a Casapound per
la manifestazione nazionale in Piazza SS Apostoli il prossimo 29 maggio
2021, indetta utilizzando spudoratamente degli slogan nazisti come
quello del “Sangue e Suolo”, rimandando la memoria alle stesse parole di
Hitler, Himmler e Goebbels per costruire il fondamento ideale della
Shoah.
Lo svolgimento della manifestazione nazionale di una organizzazione
dichiaratamente fascista costituirà un gravissimo oltraggio ai valori
fondativi della Repubblica democratica e ai principi sanciti dalla
Costituzione nata dall’antifascismo, dalla Resistenza e dalla Lotta di
Liberazione, oltre che una palese violazione delle Leggi che vietano la
propaganda e la ricostituzione del partito fascista. Ci richiamiamo alla
memoria delle vittime e dei caduti nella lotta al fascismo che ha
insanguinato questo Paese e questa città, Medaglia d’Oro al Valore
Militare per i fatti della Resistenza conferita nel luglio 2018 dal
Presidente della Repubblica, oltre a quella della lunga scia di stragi
nere susseguitesi nella vita della Repubblica, da piazza Fontana,
all’Italicus, a Brescia, alla stazione di Bologna.
Nel nostro Paese abbiamo già visto come, in momenti di grande crisi,
la propaganda violenta, razzista, xenofoba e antisemita cavalchi la
disperazione delle persone per radicare i propri dis-valori, anche
servendosi di legami strutturali con le mafie e i clan sui territori,
come si ipotizza da numerose indagini svolte su tutto il territorio
nazionale. In un Paese sfiancato da 12 anni ininterrotti di crisi
economica, sociale, culturale, alimentare, migratoria, ambientale e in
ultimo sanitaria con l’arrivo della pandemia – dove si registrano 6
milioni di persone in povertà assoluta, 9 milioni in povertà relativa,
la disoccupazione supera il 10% e in cui le mafie garantiscono un
welfare sostitutivo sui territori, si impadroniscono di intere filiere
produttive e investono nella finanza – riteniamo sia sommo dovere delle
istituzioni democratiche della Repubblica non permettere in alcun modo a
queste presunte organizzazioni di manifestare, come opportunamente
disposto coi divieti delle manifestazioni dell’8 e del 22 maggio
adottati contro Forza Nuova.
Il legislatore costituente e la nostra Carta sono chiare su questo aspetto e rappresentano l’unica bussola da seguire.
Confidiamo pertanto nell’impegno a tutela delle basi politiche e
culturali su cui si fondano le Istituzioni repubblicane perché voglia
assumersi la decisione, che sosterremo in ogni luogo, di vietare la
detta oscena manifestazione di ideali antidemocratici ed esplicitamente
fascisti.
Restando in attesa di una positiva soluzione della vicenda, Le porgiamo i nostri migliori e cordiali salut.
Ass. Naz. Partigiani d’Italia
Ass. Naz. Ex Deportati nei campi nazisti
Ass. Naz. Famiglie Italiane Martiri
Ass. Naz. Ex Internati nei Lager nazisti – Volontari della Libertà
Ass. Naz. Perseguitati Politici Italiani Antifascisti
Federazione Italiana Associazioni Partigiane
Ass. Naz. Volontari e Reduci Garibaldini
Ass. Naz. Partigiani Cristiani
CGIL Roma e Lazio
CISL Roma Capitale e Rieti
UIL Lazio
FIOM CGIL Roma e Lazio
ARCI
Libera contro le mafie
Emergency
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Casa Internazionale delle Donne
Giuristi Democratici
Rete NoBavaglio
Unione degli Universitari
Unione degli Studenti
Rete degli Studenti Medi
LINK Coordinamento Universitario
Articolo Uno
Partito Comunista Italiano
Partito Democratico
Partito della Rifondazione Comunista
Sinistra Italiana
Verdi-Europa Verde Roma e Lazio
Pagliarulo: “Il silenzio sulla questione palestinese ha portato radicalismi e guerra”
24 Maggio 2021
L’intervento del Presidente nazionale ANPI alla conferenza stampa “Riconoscere lo Stato di Palestina: la sua urgenza, le sue ragioni”
promossa da Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Acli, Arci, Libera, Legambiente. Il
testo della lettera dei promotori della conferenza stampa ai leader
politici italiani
Non basta l’allarme ed il dolore per le vittime israeliane e
palestinesi, che tutti abbiamo provato. Né ci consola il sospiro di
sollievo per l’attuale cessazione delle ostilità.
Fermati i missili e i bombardamenti, sorge il problema più
importante: impedire nuovi missili e nuovi bombardamenti. È di ieri la
notizia di scontri sulla spianata delle moschee. Da ciò l’urgenza del
riconoscimento dello Stato di Palestina come primo dei tanti passi da
percorrere per far sì che ci siano finalmente due popoli liberi in due
stati a pari dignità. Non è uno Stato un assieme puntiforme di
territori.
Questo abbiamo chiesto il 17 maggio, quando ancora cadevano missili e
bombe, in una lettera inviata una lettera ai segretari del Pd, Sinistra
italiana, Italia Viva, Articolo 1, Rifondazione comunista, federazione
dei Verdi, Movimento 5 stelle, Più Europa, Forza Italia. Hanno firmato i
segretari generali e i presidenti di otto grandi sindacati e
associazioni: Cgil, Cisl, Uil, Acli, Arci, Legambiente, Libera e ANPI.
Nella lettera abbiamo scritto del silenzio mondiale calato da anni
sulla questione palestinese e dell’incancrenirsi di radicalismi, odi,
guerre. Mentre l’Unione Europea tace o condanna nella sostanza una sola
parte, aumentano le tensioni fra i Paesi del Medio Oriente e nel mondo.
Aggiungo che ci devono essere confini condivisi e regole certe, cioè costituzioni, da entrambe la parti. Oggi non ci sono.
Aggiungo ancora che in Israele da tempo un governo di estrema destra
legato agli ebrei ortodossi pratica una politica di provocazioni,
aggressioni, insediamenti. È del 2018 l’approvazione di una legge
fondamentale che afferma che lo Stato d’Israele è lo Stato del popolo
ebraico negando di fatto pari cittadinanza ai palestinesi. E prescrive
lo sviluppo degli insediamenti, cioè delle colonie in territorio
palestinese. Infatti tutto è iniziato a Gerusalemme quando nelle scorse
settimane sono state sfrattate alcune famiglie palestinesi dalle loro
case.
In Hamas, organizzazione fondamentalista, responsabile, sapendo
benissimo quali conseguenze avrebbe causato, dell’attacco missilistico
alle città israeliane, che condanniamo senza se e senza ma, prevale
l’idea di negare l’esistenza dello Stato di Israele.
Bisogna spezzare questo circuito infernale che ha portato, come
abbiamo scritto, al restringimento degli spazi democratici ed alla
militarizzazione delle società. Come? Nel 1947, abbiamo scritto, la
risoluzione delle nazioni Unite indicava la soluzione nella divisione
della Palestina in due parti; ma c’è voluto mezzo secolo perché si
trovasse un accordo. Ecco, il Come ce lo hanno insegnato uomini come
Rabin e Arafat, gli autori degli accordi di Oslo, che prevedevano due
popoli in due Stati. Ma Israele è riconosciuto, la Palestina no. Per
quanto disatteso, l’accordo di Oslo, abbiamo scritto, è tutt’ora
vigente. Per questo chiediamo uniti con urgenza all’Italia e all’Unione
Europea di riconoscere lo Stato di Palestina.
Per questo abbiamo scritto che “non è più sufficiente esprimere la
condanna della violenza o fare il dovuto appello ai principi e ai
valori, se poi nei fatti non c’è un’azione conseguente e coerente”.
Se si vuole si può fare. Ma bisogna volerlo. Il sistema politico
ascolti la società. Per questo noi, che fra associazioni e sindacati
rappresentiamo otto grandi formazioni sociali del nostro Paese,
chiediamo ai partiti di buona volontà un incontro pubblico e una
discussione comune. Riconoscere lo Stato di Palestina: questo è
l’appello che uniti abbiamo rivolto.
Lo Stato di Israele è riconosciuto dalla grande maggioranza della
comunità internazionale. Perché non riconoscere ufficialmente lo Stato
di Palestina? Cosa impedisce di portare a compimento la soluzione dei
“due Stati per i due popoli”, sulla base delle risoluzioni delle Nazioni
Unite e dell’Accordo di Oslo, naufragato ma tutt’ora vigente? Solo così
si dà senso e sostanza all’impegno per la pace, restituendo speranza e
prospettiva agli israeliani e in particolare ai palestinesi, che
vogliono vivere in pace, lavorare senza umiliazioni, non avere più paura
di vessazioni quotidiane, di essere cacciati dalla propria casa,
esercitare i propri diritti politici e civili in modo libero e
democratico. Si romperebbe lo status quo e quella terribile normalità
che causa radicalizzazione, odio e violenza, ridando spazio e voce a chi
invece è per la pace, per il rispetto dell’altro, per la convivenza.
Una strada molto difficile ed irta di ostacoli, ma l’unica percorribile,
che ha bisogno dell’impegno di tutti, dell’azione politica e
diplomatica, e mai più dell’uso delle armi e delle guerre.
Itinerari della Memoria.Visita guidata Due episodi cruciali nella storia della Lotta di Liberazione, a Lenno e Mezzegra. Durata: 130 minuti circa Appuntamento: Sabato 22 maggio, ore 10,00 a Mezzegra in piazza 28 aprile 1945. Percorso: Hotel Lario, via del Riale ed ex- Casa De Maria, Largo Valle, cappelletta Madonna del Buon Consiglio, Villa Belmonte, Cippo Partigiani Tremezzini, frazione Pola e discesa a Lenno, Hotel San Giorgio, ex-pasticceria Luoni, lapide ai Prati di Villa. Costo: euro 15 a persona. Ridotto euro 12 per minori di anni 14 accompagnati e soci Ass. Sentiero dei Sogni con tessera in corso di validità Sarà possibile associarsi anche la mattina stessa. Lo stesso sconto verrà applicato in via straordinaria ai soci delle associazioni d’arma Conduce il percorso Gigliola Foglia, guida turistica e scrittrice Richieste: prenotazione (cell. 320.3551711 mail gigliola.foglia64@gmail.com).