L’ ANPI RICORDA LUCIANO FORNI

Sarà domani, domenica 9 maggio, il primo triste anniversario della morte del sen. Luciano Forni. Nato ad Asso, di tradizione di cattolica e democratica, convinto antifascista, rivestì numerose cariche istituzionali e fu eletto senatore DC nell’VII Legislatura. Uomo dalla battuta ironica ma dai modi sempre garbati, si battè sempre contro ogni tentativo di comprimere la partecipazione e la rappresentanza popolare. Per questo si impegnò intensamente per difendere i valori della nostra Costituzione. Fece parte del Direttivo dell’ Anpi Provinciale di Como con la carica di vice-presidente onorario, e grande fu il contributo che con la sua lucida intelligenza e la sua esperienza politica seppe dare alla nostra associazione.

Domani, nella chiesa di San Donnino a Como, la famiglia farà dire una Messa in sua memoria. Per chi volesse partecipare, l’ appuntamento sarà alle ore 11.

I fiori dell’ Anpi per il sen. Luciano Forni

NON DIAMO SPAZIO DAI DISVALORI

Queste le parole di Fabio Cani, che ha parlato al presidio democratico tenutosi questa mattina davanti al palazzo del Tribunale, a Como, in occasione dell’udienza per il processo ai 13 militanti neonazisti che hanno fatto irruzione ad una riunione dell’ associazione Como Senza Frontiere, nello spazio del Chiostrino di Santa Eufemia, il 29 novembre 2017.

Al presidio erano presenti il presidente dell’Anpi provinciale Invernizzi, il segretario Proietto con altri iscritti, numerosi rappresentanti dei sindacati, degli studenti, di associazioni di volontariato e di partiti.

Oltre a Fabio Cani, per Como Senza Frontiere, hanno preso la parola Saverio Ferrari dell’Osservatorio sulle Nuove Destre, Colombo della CGIL, e altri rappresentanti di partiti e associazioni.

Saverio Ferrari

LETTERA DEL PRESIDENTE PAGLIARULO AL MINISTRO LAMORGESE

Errore gravissimo autorizzare le manifestazioni di Dongo e Giulino di Mezzegra.

3 Maggio 2021

Il Presidente nazionale dell’ANPI ha scritto al Ministro dell’Interno: “A nome dell’Associazione che rappresento, mi permetto perciò di chiederLe di appurare nel dettaglio le responsabilità in merito alle iniziative in oggetto traendone le necessarie conseguenze”

Gentilissima Ministro,

certamente è a conoscenza delle commemorazioni fasciste della mattina del 2 maggio a Dongo e Giulino di Mezzegra. Ci risulta che tali commemorazioni siano state autorizzate dalle autorità competenti nonostante le proteste di un’ampia area di forze sociali e politiche e nonostante alcune interrogazioni parlamentari.

Si è trattato di eventi pubblici e pubblicizzati, corredati di manifestazioni esteriori di esaltazione di esponenti del fascismo. Durante l’iniziativa di Giulino di Mezzegra erano presenti due cartelli, sul primo dei quali era scritto “In questa Italia penosa e buia un raggio di luce ricordando il nostro Duce”, e sul secondo “Solo Dio può piegare la volontà fascista. Gli uomini e le cose mai”. Su di un terzo cartello era riprodotto l’effigie di Benito Mussolini. Sia a Dongo che a Giulino di Mezzegra i partecipanti hanno ripetutamente ostentato il saluto romano e scandito le parole “Duce, Duce!”.

Ella è anche a conoscenza che la legge 645/1952 – la cosiddetta legge Scelba – sanziona “(…) chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

Quello che è avvenuto a Dongo e Giulino di Mezzegra era previsto e prevedibile. Direi di più: era certo e ovvio. Pensiamo perciò che chi ha autorizzato tali eventi abbia commesso un gravissimo errore di cui si deve assumere la responsabilità.

Ancor più grave sarebbe mettere sullo stesso piano la doverosa e pacifica iniziativa unitaria di contrasto alla manifestazione neofascista con tale manifestazione neofascista. Si tratterebbe di una equidistanza intollerabile sia dal punto di vista ideale, essendo irragionevole, oltre che illegittimo, essere equidistanti fra Repubblica democratica e fascismo, sia dal punto di vista giuridico, essendo i comportamenti messi in atto dai manifestanti filofascisti, configurabili come reati.

Aggiungo che tutto ciò avviene in un contesto da tempo lacerato da una ininterrotta e crescente serie di iniziative, provocazioni, aggressioni fisiche o via social, spesso con connotazioni razziste, discriminatorie o nazionaliste, da parte di gruppi o esponenti neofascisti, costituendo nell’insieme un quadro allarmante in particolare nel difficilissimo momento che attraversa il Paese.

Mi pare che i discorsi pronunciati il 25 aprile dal Presidente della Repubblica al Quirinale e dal Presidente del Consiglio al museo di via Tasso sgomberino il campo da qualsiasi titubanza o tolleranza nei confronti di ogni pubblica manifestazione che si richiami al fascismo.

A nome dell’Associazione che rappresento, mi permetto perciò di chiederLe di appurare nel dettaglio le responsabilità in merito alle iniziative in oggetto traendone le necessarie conseguenze, di impedire qualsiasi iniziativa, comunque motivata, di apologia del fascismo, di contrastare ogni forma di aggressione o provocazione sia fisica che tramite social da parte di persone che al fascismo si richiamano.

Distinti saluti.

Gianfranco Pagliarulo

COMUNICATO

Il segretario ANPI Provinciale Proietto e il rappresentante ANPI Nazionale Pollio Salimbeni

2 MAGGIO 2021

Oggi a Dongo, uno dei luoghi simbolo della Resistenza antifascista italiana, organizzato dalle ANPI comasche ed in particolare dall’ANPI di Dongo, si è svolta una grandiosa manifestazione antifascista con oltre duecento partecipanti che hanno gremito nel rispetto delle disposizioni la piazza principale intitolata al partigiano Giulio Paracchini. La nostra manifestazione viene organizzata tutti gli anni per ricordare alle autorità che consentono ai fascisti di commemorare in modo vergognoso i gerarchi e il loro duce, giustiziati in quei luoghi in nome del popolo italiano il 28 aprile 1945. Noi cittadini tutti rifiutiamo l’omologazione proposta dalle autorità, nei fatti se non nelle parole, con questi tristi figuri. Noi non siamo uguali, noi stiamo dalla parte della Costituzione repubblicana, una Costituzione antifascista. Noi non chiediamo la luna, chiediamo che le autorità applichino le leggi dello stato italiano, null’altro. Siamo però coscienti di essere l’unica voce sempre presente, lo dobbiamo ai Partigiani combattenti, ai caduti della Guerra di Liberazione, agli antifascisti torturati e morti nelle carceri del regime. E sempre ci saremo. Un grazie agli iscritti ANPI presenti, ai partiti della sinistra ed in particolar modo alla CGIL comasca presente in massa con le proprie bandiere, un grazie a tutti gli antifascisti che oggi a Dongo hanno fatto sentire ad alta voce il desiderio di Libertà e di Democrazia.

Il Comitato Provinciale A.N.P.I.

Dongo, 2 maggio 2021

COMUNICATO DI ANPI PROVINCIALE DI COMO

Presidio del 2 maggio a Dongo.

Cari amici e compagni, a seguito dell’ incontro di questa mattina tra il Prefetto di Como e la nostra delegazione composta da Guglielmo Invernizzi, Danilo Lillia e Matteo Mandressi, è stato preparato il comunicato che potete leggere qui di seguito.

COMUNICATO.

Oggi la delegazione del gruppo costituitosi per le celebrazioni del XXV Aprile, composta da Guglielmo Invernizzi, presidente ANPI Provinciale di Como, Danilo Lillia, segretario della sez. ANPI di Dongo e Matteo Mandressi, membro della segreteria CGIL di Como, si è recata dal Prefetto di Como, dott. Andrea Polichetti, in vista delle preannunciate manifestazioni fasciste della prossima domenica. L’ incontro, per altro molto cordiale, non ha sortito gli effetti sperati, cioè il diniego da parte delle autorità di proibire in modo preventivo l’ adunata di stampo fascista che si terrà il 2 maggio a Dongo e a Giulino di Mezzegra.

Ciò che più dispiace è la contrapposizione sullo stesso piano delle ragioni degli antifacisti e di quelle dei fascisti circa la libertà di parola sancita dalla Costituzione Repubblicana, dimenticando o interpretando in maniera riduttiva l’ antifascismo insito nella Carta Costituzionale, non riconoscendone il valore fondativo per la Repubblica Italiana.

Non possiamo accettare di essere parificati nei fatti, anche se non nelle parole, con i fascisti del terzo millennio.

L’ Anpi e tutte le organizzazioni aderenti all’appello continueranno nella strenua lotta per l’ applicazione severa delle leggi dello Stato e per l’ affermazione dei valori della Costituzione. Per questo, nei prossimi giorni chiederanno un incontro anche col Procuratore della Repubblica.

Pertanto è confermata la presenza democraica in piazza Paracchini a Dongo nella mattinata di domenica 2 maggio, dalle ore 8,30.

INTERROGAZIONE AL SENATO

Interrogazione orale con carattere d’urgenza

(ai sensi dell’articolo 151 del Regolamento del Senato)

RUOTOLO, DE PETRIS, ERRANI – Al Ministro dell’Interno –

Premesso che:

ogni anno, da anni, a Dongo, sul lago di Como, in prossimità dell’anniversario della Liberazione e del giorno della fucilazione di Mussolini in località Giulino di Mezzegra, si radunano in forma organizzata centinaia di militanti dell’estrema destra, in divisa di camicie nere, per commemorare con riti e cortei l’esecuzione del Duce e dei Gerarchi;

questa manifestazione si svolge a Dongo e a Giulino di Mezzegra in quanto luoghi simbolo del Fascismo. I comportamenti dei partecipanti, spesso in divisa squadrista, hanno sempre espresso senza equivoci la volontà di propaganda del fascismo;

la locale sezione dell’ANPI si è appellata alla società civile, al mondo della cultura, alle altre associazioni democratiche affinchè il raduno del 2 maggio non venga autorizzato. Anche la Segreteria nazionale dell’ ANPI si è associata a questo appello, chiedendo alle autorità competenti di intervenire per negare l’ autorizzazione alla manifestazione di estrema destra prevista per il 2 maggio a Dongo;

considerato inoltre che:

da diversi anni l’Italia sta conoscendo un riemergere di movimenti di ispirazione fascista inquietante e intollerabile per la Repubblica;

l’apologia del fascismo, nell’ordinamento giuridico italiano, è un reato previsto dall’art. 4 della cosiddetta legge Scelba, n. 645 del 1952, attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione;

lo scioglimento dei partiti che si ispirano al fascismo è previsto dalla citata legge n. 645 del 1952, e che le diverse sigle operanti in Italia, siano senz’altro organizzazioni apologetiche del fascismo e del nazismo, è stabilito da una pronunzia definitiva della Corte di cassazione (sezione V penale, 8 gennaio 2010, sentenza n. 19449);

iniziative promosse da organizzazioni neofasciste e neonaziste, oltre ad offendere la nostra coscienza civile e democratica, la memoria comune e i valori fondamentali della Costituzione, rappresentano fattore di grave turbamento per l’ordine pubblico in tutto il Paese, già scosso dalla grave pandemia in atto e dalla conseguente crisi economica e sociale;

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell’iniziativa, documentata da diversi organi di stampa e se intenda assumere iniziative in merito;

quali iniziative urgenti e incisive intenda assumere per contrastare efficacemente la diffusione di idee violente e razziste da parte dei gruppi neofascisti e neonazisti.

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Interrogazione parlamentare dell’ on. De Maria sull mnifestazione neofascista di Dongo.

29 Aprile 2021

Interrogazione al Ministro dell’Interno “per sapere se sia a conoscenza di quanto ricordato e se intenda assumere iniziative in merito”. La manifestazione neofascista, prevista per il 2 maggio, celebrerà Benito Mussolini

“Al Ministro dell’ Interno.

Premesso che:

la Segreteria nazionale dell’ ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha pubblicamente chiesto alle autorità competenti di intervenire per negare l’ autorizzazione ad una manifestazione di estrema destra prevista per il 2 maggio a Dongo;

che ogni anno, da anni, a Dongo, in prossimità dell’anniversario della Liberazione e del giorno della fucilazione di Mussolini in località Giulino di Mezzegra, si radunano in forma organizzata centinaia di militanti dell’estrema destra, in divisa di camicie nere, per commemorare con riti e cortei l’esecuzione del Duce e dei Gerarchi;

che questa manifestazione Sì svolge a Dongo e a Giulino di Mezzegra in quanto luoghi simbolo del Fascismo;

che i comportamenti dei partecipanti, spesso in divisa squadrista, hanno sempre espresso senza equivoci la volontà di propaganda del fascismo;

che l’ apologia di Fascismo e la ricostituzione in qualsiasi forma del Partito Fascista contrastano con i principi costituzionali e la legislazione vigente.

Per sapere:

se il Ministro sia a conoscenza di quanto ricordato e se intenda assumere iniziative in merito”

On. Andrea De Maria