ISTITUTO NAZIONALE PARRI E ANPI UNITI CONTRO LA DELEGITTIMAZIONE DELLA STORIA

5 Novembre 2021

Comunicato congiunto a seguito dell’incontro svoltosi il 3 novembre fra il Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri” – rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, e la Segreteria Nazionale ANPI, alla presenza dei rispettivi presidenti Paolo Pezzino e Gianfranco Pagliarulo

ISTITUTO NAZIONALE FERRUCCIO PARRI E ANPI UNITI CONTRO LA DELEGITTIMAZIONE DELLA STORIA E PER UN RINNOVATO IMPEGNO CIVILE E CULTURALE

Comunicato congiunto

Si è svolto il 3 novembre un incontro fra il Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri” – rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, e la Segreteria Nazionale ANPI, alla presenza dei rispettivi presidenti Paolo Pezzino e Gianfranco Pagliarulo.

Nell’incontro, che è avvenuto in un clima di intesa e di piena collaborazione, si è manifestata una comune preoccupazione per la situazione generale del Paese, soffermandosi fra l’altro sui fenomeni relativamente diffusi di odio sociale, xenofobia, nazionalismo, antiscientismo, complottismo, all’interno dei quali germoglia il consenso verso organizzazioni propriamente fasciste.

Assieme, si sono segnalati, da parte di alcune istituzioni rappresentative come Regioni e Comuni, inquietanti episodi di contrasto alla libera ricerca e di imposizione di una presunta verità storica, in realtà subordinata all’interesse politico, anche in conseguenza delle due gravissime mozioni approvate nel recente passato dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e successivamente del Veneto, in cui si istituzionalizza la censura, si impone il pensiero unico e si rifiuta il libero dibattito.

Si è inoltre avvertita con preoccupazione la presenza di un drammatico analfabetismo di ritorno nella coscienza civile, un analfabetismo della memoria che mette in discussione valori consolidati e che richiede un rilancio, a cominciare dalla scuola e dalle giovani generazioni, della formazione pubblica della cultura della memoria anche con nuove forme.

Al tema dell’analfabetismo, cioè dell’ignoranza, si connette il tema dell’indifferenza, e cioè della mancata percezione delle lezioni del passato sulle vicende del presente e della conseguente carenza di sensibilità civile. Va rilanciata la qualità della cittadinanza anche utilizzando le scadenze del calendario civile per mettere a valore le parole chiave.

Nella consapevolezza delle diverse missioni statutarie dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e dell’ANPI – la ricerca storica il primo e la centralità della memoria il secondo – ma anche delle convergenti e conclamate affinità ideali – la valorizzazione della Resistenza e dei princìpi dell’antifascismo –, si è convenuto sull’opportunità di un’agenda di lavoro autonoma, e non – cioè – di mera risposta agli eventi della quotidianità politica e sociale; a questo proposito si è proposto di intensificare la programmazione di iniziative comuni, pratica consueta da decenni, mettendo a fuoco in prima approssimazione, fra gli altri, alcuni temi: la ricerca sull’attuale toponomastica fascista in Italia, lavoro già avviato dall’Istituto; la ricerca sulla “guerra alle donne” (violenze, torture, omicidi) da parte del nazifascismo; la ricerca sulle attuali tendenze alla delegittimazione della storia attraverso la sua riscrittura faziosa e intollerante.

Si è inoltre auspicato un incontro assembleare dei rappresentanti dell’Istituto e dell’Associazione al fine di socializzare i suddetti temi e di stringere ancor di più i rapporti fra il Parri e l’ANPI.

Si è infine sottolineata l’esigenza di un coinvolgimento nel comune lavoro dell’Istituto e dell’Associazione, delle rispettive strutture locali, in piena coerenza con le importanti esperienze di stretta collaborazione avvenute in passato, che vanno rafforzate ed estese.

IL VOTO CONTRO LA LEGGE ZAN COLPISCE PESANTEMENTE IL CAMMINO DEI DIRITTI

Nota della Segreteria nazionale ANPI

La Segreteria nazionale ANPI stigmatizza il voto di ieri al Senato sul ddl Zan come un atto che colpisce pesantemente il cammino dei diritti.

Con il coraggio del voto segreto, una esultante rappresentanza di senatori e senatrici ha affossato di fatto il percorso di un provvedimento legislativo necessario a contrastare bullismi e violenze lesive della dignità umana.

Aver consentito un voto tagliola per rinviare di altri sei mesi la discussione di merito su un testo già approvato all’inizio di novembre dello scorso anno alla Camera e su articoli discussi e ridiscussi a lungo nella Commissione Giustizia del Senato, sottoposti da mesi ad azioni ostruzionistiche, ha fatto cadere la maschera di chi brandisce e sbandiera strumentalmente libertà di coscienza a danno di diritti inalienabili delle persone.

Quel che è certo è che con il voto a maggioranza di ieri, coprendo e sdoganando pulsioni oscurantiste, retrive ed omotransfobiche, si è consumato, come per lo “ius soli”, un ennesimo strappo con la coscienza civile di questo Paese.

La Segreteria nazionale ANPI, nel deplorare il volgare mercanteggiamento politico a danno di diritti inalienabili delle persone ha sostenuto e continuerà a sostenere ogni iniziativa ispirata al rispetto della dignità umana e volta a combattere discriminazioni e violenze.

28 ottobre 2021

PAGLIARULO: SCIOGLIERE SUBITO FORZA NUOVA!

22 Ottobre 2021

Sulla prima pagina del quotidiano il manifesto del 22 ottobre 2021, commento del presidente nazionale ANPI al voto in Senato sullo scioglimento delle organizzazioni fasciste

Come si fa ad essere pienamente soddisfatti dell’ordine del giorno approvato ieri in Senato a proposito dello scioglimento delle organizzazioni neofasciste? Esso impegna il governo “a valutare le modalità per dar seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del partito fascista”.

Valutare le modalità? La legge Scelba prevede che, ove non vi sia ancora una sentenza che abbia accertato la riorganizzazione del partito fascista, “nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell’articolo 1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge”. Non si tratta quindi di “valutare le modalità”, cosa che fra l’altro il governo sta già facendo, ma di impegnare il governo allo scioglimento, data l’evidenza del caso straordinario di necessità e urgenza nella fattispecie dell’assalto alla sede della Cgil nazionale e del Pronto Soccorso.

Fra l’altro da anni avvengono aggressioni e violenze da parte di membri di Forza Nuova e più in generale delle organizzazioni neofasciste. Ci sono tutti i presupposti di legge (art.1 della legge Scelba) per intervenire tramite decreto, e cioè la matrice fascista, l’uso sistematico della violenza, il pericolo effettivo per la democrazia, la ragione eversiva. In presenza di tali presupposti non c’è solo il potere, ma – mi pare – anche il dovere del governo di sciogliere l’organizzazione neofascista, perché l’urgenza dell’intervento non consente di attendere i tempi della giustizia penale.

Sono inoltre francamente stupito della non partecipazione al voto del centrosinistra, con l’eccezione di Leu, sull’odg del centrodestra che attribuirebbe alla legge Scelba un potere di scioglimento nei confronti – come si legge nel testo del centrodestra – di “movimenti di ogni ispirazione politica che esaltano la violenza come metodo di lotta politica”, ignorando che il titolo della legge è “Norme di attuazione della XII Disposizione transitoria e finale” che si riferisce esclusivamente al partito fascista. E questo per l’ovvio motivo che l’Italia ha subito un ventennio di sangue, di guerra e di dittatura a causa del fascismo.

Altra cosa è, nella mozione del centrodestra, la giusta citazione dell’art. 270 del Codice penale che sanziona ogni associazione sovversiva. Il punto, però, è che nella mozione del centrodestra si “bilancia” l’aggressione alla sede Cgil, ridotta per di più ad “alcune decine di individui”, con l’elenco di cinque circostanze di disordini, veri o presunti, riconducibili all’area cosiddetta antagonista, senza alcun accenno alle centinaia di episodi di violenza da parte di neofascisti, neonazisti, razzisti che da tempo si susseguono nel nostro Paese, e che l’Anpi ha da più di due anni segnalato alla Procura della Repubblica con un apposito esposto e con tanto di allegati.

La mozione del centrodestra non vede ciò che è sotto gli occhi di tutti nelle forme più diverse: dalle aggressioni fisiche alla insistita apologia del fascismo da parte di personaggi non solo da cabaret – persino il falconiere della Lazio che saluta col saluto romano! – ma anche delle istituzioni, come consiglieri comunali e assessori regionali, per non parlare del verminaio messo in luce dall’inchiesta Fanpage.

L’odg del centrodestra, detto in due parole, sembra dia un colpo al cerchio ed uno alla botte, senza una esplicita, chiara e specifica assunzione di responsabilità nei confronti del neofascismo. Ciò che si rifiuta è il riconoscimento esplicito e definitivo che il pericolo reale per la democrazia oggi è costituito da fascismi, nazismi, razzismi e nazionalismi. Un’altra buona occasione persa dalla destra italiana. Ed allora, perché il centrosinistra non ha partecipato al voto?

Gianfranco Pagliarulo – presidente nazionale ANPI

ABBIAMO PERSO UN ALTRO GRANDE PARTIGIANO

ADDIO PARTIGIANO UGO FASOLA

Annunciamo con profonda tristezza la repentina scomparsa del compagno partigiano combattente Ugo Fasola.Da sempre iscritto ad honorem alla nostra sezione, il 2 giugno 2015 aveva ricevuto dal Prefetto la Medaglia della Resistenza consegnata a tutte le partigiane e a tutti i partigiani comaschi come riconoscimento per la partecipazione attiva alla lotta di Liberazione contro il nazifascismo.Un grande e forte abbraccio al nipote di Ugo Fasola, Tommaso, membro del comitato direttivo della nostra sezione.

ANPI sezione di Como “Perugino Perugini”

Il Direttivo dell’ANPI Provinciale di Como si unisce al dolore di Tommaso e dei familiari di Ugo Fasola.

APPELLO A UNA GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 16 OTTOBRE

Il testo approvato dal presidente nazionale, dal presidente emerito, dai vicepresidenti, dalla segreteria nazionale ANPI al termine di una riunione straordinaria

Al termine di una riunione straordinaria, il presidente nazionale, il presidente emerito, i vicepresidenti, la segreteria nazionale ANPI hanno approvato il seguente appello:

APPELLO PER UNA GRANDE PARTECIPAZIONE POPOLARE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIFASCISTA PER IL LAVORO E LA DEMOCRAZIA DEL 16 OTTOBRE

I gravissimi fatti di sabato 9 ottobre a Roma sono stati organizzati, pianificati in modo dettagliato e addirittura annunciati da Forza Nuova; per questo sono un esplicito segnale d’allarme.

Le violenze avvenute, in particolare l’inaudita occupazione della sede nazionale della Cgil, a cui va la nostra incondizionata solidarietà, seguita dall’odioso e barbaro assalto al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I, rappresentano un salto di qualità nella strategia della eversione nera e richiedono una risposta ferma e durissima da parte di ogni struttura dello Stato. Siamo vicini a tutti gli agenti di polizia feriti negli scontri ed agli operatori sanitari aggrediti.

Richiamiamo il governo al suo compito imprescindibile di difesa dell’ordine democratico, della salvaguardia della sicurezza dei cittadini, della tutela delle sedi della vita associata.

Da tempo l’ANPI nazionale ha denunciato la natura eversiva delle organizzazioni neofasciste, da tempo ha segnalato la strumentalizzazione da parte di tali organizzazioni nei confronti del malessere sociale causato dalla crisi; da anni, infine, l’ANPI, assieme a un vasto schieramento democratico, ha sollecitato le autorità competenti a provvedere allo scioglimento delle formazioni neofasciste, come sostanzialmente imposto dalla XII Disposizione finale della Costituzione e specificamente previsto dall’art. 3 della sua legge di attuazione (legge Scelba, 645 del 20 giugno 1952). Vanno in ogni caso assunti immediatamente provvedimenti cautelari di sospensione delle attività di tali organizzazioni. Invochiamo inoltre la massima speditezza e intransigenza nell’iter processuale per i reati di apologia e di ricostituzione del partito fascista.

È giunto il momento di far sentire la forza della democrazia italiana.

Riteniamo encomiabile lo sdegno di tanta parte del Paese, delle forze sociali e politiche, anche oltre i tradizionali schieramenti, e pensiamo che davanti al pericolo eversivo sia necessaria un’unità davvero larga. Assieme, denunciamo i silenzi e l’ambiguità dell’estrema destra italiana che, dopo aver tardivamente ostentato un antifascismo di facciata, nega l’evidenza della matrice fascista dell’assalto di sabato.

Ma non basta: occorre operare compiutamente per liberare ogni istituzione dello Stato italiano sia dalle infiltrazioni fasciste, sia dalle eventuali connivenze, e contrastare il pesantissimo malessere sociale su cui puntano i fascisti per scardinare il sistema democratico.

Per questo occorre aprire subito una nuova stagione della democrazia italiana che metta al centro il tema del lavoro e della dignità della persona, contrastare la solitudine sociale e ogni forma di odio e di rancore e bandire definitivamente qualsiasi suggestione di tipo fascista. La strada è tracciata in modo palese dalla Costituzione, ancora in troppe parti inapplicata.

A questi fini è necessario che si estenda nel Paese un rinnovato, eccezionale movimento unitario contro il fascismo, per l’espansione della democrazia e della partecipazione popolare, un movimento che raccolga l’insegnamento della Resistenza quando, col comune obiettivo della sconfitta del nazifascismo e della rinascita del Paese, si unirono forze fra loro diverse ed eterogenee dalla cui convergenza nacque quella Costituzione che oggi occorre integralmente e finalmente attuare.

Questo è lo spirito con cui lanciamo un appello al Paese affinché si realizzi la più ampia partecipazione organizzata alla mobilitazione nazionale promossa da CGIL, CISL e Uil per sabato 16 ottobre. Il 25 aprile 1945 il popolo italiano riscattò l’Italia sconfiggendo il nazifascismo. Oggi il popolo italiano saprà respingere qualsiasi tentativo di minare la repubblica democratica e antifascista.

Roma, 11 ottobre 2021

PRESIDIO ANTIFASCISTA

Domani, 10 ottobre, dalle ore 10 alle ore 12 davanti alla Camera del Lavoro di Como.

Cari amici e compagni, il grave attacco di Forza Nuova alla CGIL a Roma merita da parte di tutti una risposta la più grande e partecipata possibile.

Invitiamo tutti i nostri iscritti e i dirigenti delle sezioni a non mancare domani, 10 ottobre dalle ore 10 alle ore 12 al presidio davanti alla Camera del Lavoro in via Italia Libera, in segno di solidarietà e vicinanza alla CGIL e al mondo sindacale.

Per ANPI Provinciale di Como

Antonio Proietto

DOMENICA 3 OTTOBRE, COMO. MARCIA IN SOLIDARIETA’ A MIMMO LUCANO

Domenica 3 ottobre alle 15.30 in piazza Cavour a Como si terrà la nuova marcia di Como senza frontiere. La manifestazione è da cinque anni il segnale dell’impegno della rete delle associazioni accanto alle persone migranti, per un radicale cambiamento nel modo di percepire e gestire il fenomeno epocale delle migrazioni, che nei suoi aspetti globali investe anche il territorio comasco, territorio di frontiera e di transito.

«In occasione della marcia e della giornata che ricorda le stragi nel Mediterraneo, avremmo voluto mettere in evidenza soprattutto quanto abbiamo cercato di fare in questi cinque anni,  a partire dalla “fatidica” estate del 2016 alla stazione di Como – spiegano gli organizzatori  – Ma la recentissima e scandalosa sentenza a carico di Mimmo Lucano, che in questi anni è stato uno dei punti di riferimento della cultura dell’accoglienza in Italia e non solo, ci impone di mettere in primo piano la nostra ferma protesta contro quella che consideriamo una “vendetta politica”, coscienti che è essenziale per continuare il lavoro che, come rete, insieme a tante altre realtà a sostegno delle persone migranti, abbiamo cercato di svolgere. L’invito a tutte e tutti è quello di partecipare alla marcia, per rendere evidente che la vicenda di Mimmo Lucano non riguarda solo un piccolo paese della Calabria ma tutte e tutti noi, un intero mondo che non può essere né condannato né fermato».

«La manifestazione – concludono gli organizzatori – sarà comunque il momento per iniziare il percorso di approfondimento e di crescita che stiamo progettando per i prossimi mesi, partendo dal primo incontro con il gruppo di ResQ, la nave dell’attivismo e dell’associazionismo che ha recentemente affiancato Mediterranea, che dovrebbe tenersi il prossimo 15 ottobre».

Alla rete Como senza frontiere aderiscono decine di associazioni: Aifo Como, Anpi Monguzzo, Anpi provinciale Como, Arci Como, Arci-ecoinformazioni, Associazione artistica Teatro Orizzonti inclinati, Associazione Culturale Territori-Natura Arte Cultura, Associazione Migrante Como-Milano, Associazione Par Tüc, Associazione Luminanda, Baule dei suoni, Cgil Como, Comitato comasco antifascista, Comitato Como Possibile Margherita Hack, Como accoglie, Cooperativa Garabombo, Coordinamento comasco per la Pace, Coordinamento comasco contro l’omofobia, Donne in nero Como, Emergency Como, +Europa Lario, Giovani comunisti Como, I Bambini di Ornella, Baule dei suoni, Italia-Cuba Como, L’altra Europa Como, L’isola che c’è, Libera Como, Medici con l’Africa Como, Missionari comboniani di Como e Venegono, Potere al Popolo Como e provincia, Prc/Se provinciale Como, Scuola di italiano di Rebbio, Sinistra Italiana Como, Unione degli studenti Como, Volontari della Parrocchia di Rebbio, tante e tanti altri.

PAGLIARULO: SCONVOLTI PER LA CONDANNA A MIMMO LUCANO

30 Settembre 2021

Dichiarazione del Presidente nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo. “Attendiamo com’è doveroso di leggere la sentenza. È però evidente che la condanna abnorme contraddice radicalmente la vicenda di un uomo che ha sempre aiutato gli ultimi e non si è mai arricchito”

Siamo sconvolti per la notizia della condanna a Mimmo Lucano cui inviamo solidarietà e vicinanza. Un Sindaco che per sensibilità personale e dovere costituzionale ha fatto dell’accoglienza e dell’integrazione la marca del suo impegno. Attendiamo com’è doveroso di leggere la sentenza. È però evidente che la condanna abnorme contraddice radicalmente la vicenda di un uomo che ha sempre aiutato gli ultimi e non si è mai arricchito. Ribadendo la fiducia nella magistratura e sottolineando la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva, l’ANPI tutta confida nei successivi gradi di giudizio, in una positiva risoluzione di questa dolorosissima vicenda giudiziaria

Gianfranco Pagliarulo – Presidente nazionale ANPI

L’ ANPI ADERISCE ALLA MARCIA PER LA PACE

“Da Perugia ad Assisi: la nostra strada”: l’ANPI aderisce alla Marcia per la Pace

30 Settembre 2021

Il testo dell’adesione dell’ANPI nazionale alla Marcia Perugia-Assisi del 10 ottobre 2021

Come sempre, l’ANPI sarà alla Marcia per la Pace (10 ottobre 2021), per portare testimonianza, impegno e proposte affinché finalmente la pace diventi il primo punto dell’agenda politica di tutti i Paesi del mondo.

LA GUERRA NON È LA SOLUZIONE. LA GUERRA È IL PROBLEMA. Lo dimostra la storia, la memoria, la vita. Pensiamo agli ultimi vent’anni: Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Medio Oriente. Il bilancio è catastrofico: decine di migliaia di morti, distruzioni, violenze di ogni genere. Sono stati dissolti Stati sovrani, come la Libia, causando per di più l’emigrazione di milioni di persone. Troppe volte abbiamo assistito ad aggressioni militari che, dietro la facciata della difesa dei diritti umani o della presunta esportazione della democrazia, rivelavano volontà neocoloniali e imperialistiche.

L’ORRORE DELLA GUERRA SI AGGIUNGE ALLA TRAGEDIA DELLA PANDEMIA. Invece dell’unità dei popoli e delle nazioni davanti a questa calamità che colpisce il genere umano, invece di una pratica di nuova solidarietà, per esempio per le vaccinazioni, assistiamo alla sorda opposizione delle multinazionali alla sospensione dei brevetti sui vaccini, col risultato che nei Paesi poveri i vaccinati per una sola volta sono una percentuale irrilevante.

GUERRA FREDDA? NO GRAZIE. Dopo il disastro dell’invasione americana in Afghanistan ed il ritiro delle truppe Usa da quel territorio, non solo i talebani sono al potere più forti di prima, ma Biden usa toni minacciosi e inquietanti nei confronti di altre potenze mondiali e regionali, evocando un clima da guerra fredda e facendo rimanere alta la tensione internazionale.

F35? MEGLIO I CANADAIR. Il risultato è una nuova corsa mondiale agli armamenti proprio quando quelle ingentissime risorse dovrebbero essere utilizzate per contrastare il riscaldamento climatico ed arginare i suoi terribili effetti. Un esempio su tutti: il nostro Paese ha speso e continua a spendere somme ingentissime per l’acquisto dei caccia F35, aerei da combattimento per azioni di attacco, mentre la gestione della flotta di proprietà dello Stato dei pochissimi Canadair, essenziali per contrastare gli incendi che stanno devastando la penisola, è stata affidata a società private.

C’è bisogno di una svolta radicale nei rapporti internazionali. C’è bisogno di una svolta radicale nel nostro Paese. i partigiani hanno lottato per un mondo di pace. L’Italia ripudia la guerra. Lo dice la Costituzione.

Voltiamo pagina finalmente e mettiamo al primo posto la pace, la difesa dell’ambiente e la lotta contro ogni diseguaglianza.