REFERENDUM ACQUA PUBBLICA

Cari amici referendari,

  

Siamo ben consapevoli dell’impresa che abbiamo davanti dopo 15 anni di mancato raggiungimento del “quorum” nei precedenti referendum.  L’obbiettivo primario che

dobbiamo conseguire è dunque, portare al voto almeno altri 16 cittadini per ciascuna delle 15.400 firme che abbiamo raccolto,, vale a dire 250.000 elettori.

Impresa quasi impossibile se l’intenzione del nostro ministro degli interni è di

cercare di spostare la data del referendum ( sue dichiarazioni ) all’ultima data

utile, vale a dire domenica 12 giugno, quando sarà facilissimo mandarci al mare,

e rendere quindi inutili i risultati sin qui raggiunti.

 

Per sventare questo esplicito disegno invitiamo al massimo impegno civile

tutte le associazioni, enti, movimenti, singoli cittadini, per 100 giorni in tutte le zone del territorio provinciale.

In tutte le province italiane si stanno preparando le assemblee costitutive dei Comitati

referendari locali per i 2sì per l’acqua bene comune “, per la nostra Provincia

l’assemblea costitutiva è fissata per:

 

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venerdì 18 febbraio alle 20,30

fondazione “Avvenire “

via Teresa Ciceri, 12 Como

18 FEBBRAIO – FINMECCANICA

INCONTRO PUBBLICO

venerdì 18 febbraio, ore 21

FINMECCANICA

Armi di distruzione di massa, tecnologie nucleari, collaborazioni con le più spietate dittature, muri della vergogna, controllo sociale, repressione, treni ad alta velocità…

con i curatori del dossier: “Una Piovra Tecnologica” “Rompere le Righe” edizioni.

Finmeccanica è il più grosso produttore italiano di armi (il 5° a livello mondiale), oltre che nella fabbricazione di armamenti, è implicato nel nucleare, nel controllo dei migranti (suo è il progetto di un muro elettronico nel deserto libico, suoi sono gli strumenti di sorveglianza usati dalla polizia nordamericana al confine con il Messico) e del territorio urbano attraverso al costruzione e la fornitura di armi leggere, telecamere o cittadelle telematiche per le forze dell’ordine.
In provincia di Varese, fiore all’occhiello del made in Italy nel mondo, Finmeccanica è presente con AgustaWestland (a Cascina Costa di Samarate, dove ne troviamo il cuore operativo, e a Vergiate); con Alenia Aermacchi a Venegono Inferiore e con numerose ditte terziste.
Il dominio della scienza e della tecnica è scienza e tecnica del dominio, per difendere una società ogni giorno più precaria, razzista, irregimentata. Il confine fra uso civile e militare dell’apparato scientifico, come risulta lampante nel caso di Finmeccanica, è labile, incerto, revocabile in qualsiasi momento.

Al Kinesis di Tradate

via carducci 3, tel/fax 0331 811662, kinesis.tradate@gmail.com

Antimilitaristi della provincia di Varese

19 FEBBRAIO- OLTRE LE MURA

CONVEGNO OLTRE LE MURA
verso percorsi di inclusione sociale

sabato 19 febbraio 2011  ore 9.30-13.00
Casa Circondariale di Como
Via al Bassone 11, Como

È un convegno dedicato alla presentazione dell’indagine conoscitiva inserita nel progetto “Oltre le Mura, verso percorsi di inclusione sociale”, arricchita da un corollario di contributi di soggetti coinvolti sul tema dell’inclusione sociale di cui il tema della giustizia riparativa è parte.
Carcere, dunque, e non solo. Si parlerà di pena come reclusione e pena come servizio di restituzione alla società di qualcosa di sé. Sfida e consuetudine a veder manifestarsi potenzialità, a veder nascere occasioni di riscatto.
Attraverso le interazioni tra soggetti sociali ed economici, terzo settore e soggetti istituzionali emerge uno spaccato di dinamiche sociali rilevanti in ordine alla sicurezza sociale, all’integrazione di persone socialmente a rischio di emarginazione ed economicamente deboli.
Siamo sollecitati a registrare la presenza di competenze a creare legami e a tenere insieme attraverso il lavoro e il volontariato persone e organizzazioni anche molto diverse tra loro.
E, d’altra parte, questo è il tipo di ricchezza che deve essere espresso da un territorio perché la coesione sociale non sia un pio desiderio ma una pratica sociale operativa e visibile.
Fare esperienze di regole, di valori della società civile, vivendoli a fianco di operatori e volontari nelle organizzazioni del terzo settore, è contribuire alla coesione sociale.
Pensare la dimensione formativa della concretezza trasforma il lavoro di associazioni di volontariato e cooperative sociali in posti di lavoro socializzanti. Le associazioni e le cooperative sono riconoscibili come luoghi di azione e promozione sociale la cui adattabilità è una peculiare caratteristica, specie quando coglie la molteplicità di bisogni e aspettative espressi da detenuti ed ex detenuti accompagnandoli al lavoro, aiutandoli a ricoprire ruoli sociali liberi.

Il convegno vuole essere un ulteriore contributo di servizio all’elaborazione di pensieri e progetti volti al miglioramento delle condizioni della nostra convivenza sociale e delle nostre attese di miglior futuro per le comunità, le imprese, le rappresentanze del nostro territorio a confronto con le problematiche del reinserimento sociale, in particolare, di persone che sono ancora dentro o appena fuori dall’esperienza penitenziaria.

Vi aspettiamo dunque numerosi per poter insieme riflettere su quali possano essere i percorsi possibili e praticabili per promuovere coesione sociale all’interno delle nostre comunità.

In allegato brochure del convegno con contenuti, programma dettagliato e modalità di iscrizione.

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“La speranza non è la conviznione che ciò che stiamo facendo avrà successo,
ma è la certezza che la nostra azione ha un significato,
che abbia successo o meno.”

Vaclav Havel

LA DIGNITA’ DI UNA NAZIONE

Non abbiamo nessun ruolo per fornire suggerimenti utili a uscire da una situazione che fa vergognare molti italiani.
È nostro diritto però chiedere a tutti i democratici e a tutti coloro che hanno a cuore il destino di un Paese nato con il contributo di amore e anche di sangue  di tanti giovani che sognavano semplicemente la libertà, di unirsi e di fare quanto possono, senza egoismi, retropensieri, calcoli interessati e di parte, per restituire all’Italia e agli italiani pulizia morale e senso dello Stato

 Comitato ANPI Nazionale

L’ANPI A FAVORE DEI GIUDICI

“Siamo profondamente indignati per i continui, violenti, volgari attacchi alla Magistratura ed alla Corte Costituzionale. Evidentemente, c’e’ chi vuole disconoscere princi’pi e valori fondamentali della Costituzione, come la divisione dei poteri, l’autonomia e indipendenza della Magistratura, la funzione di garanzia della Corte Costituzionale, il rispetto dovuto alle istituzioni. E’ una campagna vergognosa, condotta in prima persona da esponenti del Governo, per denigrare e delegittimare organi fondamentali di garanzia come la Magistratura e la Corte Costituzionale”.

Lo afferma carlo Smuraglia, presidente della sezione milanese dell’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani, commentando le affermazione del premier Silvio Berlusconi sui magistrati.

Comunicato delle donne Anpi

Le donne dell’Anpi: ridiamo dignità all’Italia

Il coordinamento femminile nazionale dell’Associazione sottoscrive l’appello lanciato dall’Unità

 

 “Mobilitiamoci per ridare dignità all’Italia”. Un appello che spontaneamente e contemporaneamente è stato lanciato in diverse città d’Italia e sottoscritto rapidamente da migliaia di uomini e donne.
Un appello che è stato pure rilanciato dalle colonne dell’Unità, dal direttore Concita De Gregorio. Una mobilitazione che ha il completo appoggio dell’Anpi.
E in particolare delle donne iscritte all’Associazione. Che attraverso il coordinamento femminile nazionale hanno diffuso una secca presa di pozione. .
“Come partigiane e come antifasciste siamo con tutte coloro che hanno risposto all’appello doveroso e appassionato de l’Unità. Questo anche a nome delle donne che nella Resistenza, per la propria dignità e per quella del proprio Paese, hanno pagato con la vita e sacrificato la propria giovinezza. Nel loro nome affermiamo con forza che il Presidente del Consiglio: offende ed umilia la loro memoria e le tante che nella democrazia si sono conquistate un nuovo posto nella società e nuovi diritti grazie al proprio impegno, alle proprie capacità, alla propria passione civile. Calpesta la Costituzione ed i valori su cui si basano l’autorevolezza, la credibilità, la dignità delle istituzioni”.
“ Con il suo stile di vita, e la sua idea delle donne, degna del peggiore machismo fascista – conclude il documento del coordinamento femminile nazionale dell’Anpi –  lancia ai giovani e alle ragazze di oggi un messaggio devastante. Tutto ciò non è più tollerabile. Se ne deve andare. Ciò che accade interroga ciascuna di noi, la nostra coscienza, la nostra dignità, la nostra responsabilità. Diamo voce e visibilità alla nostra indignazione, diamo voce alle donne “vere”, che non vogliono svendere il proprio bene più prezioso: il rispetto per se stesse e l’amore per il proprio Paese

DARWIN DAY

ANNIVERSARIO DI DARWIN

DOMENICA 13 FEBBRAIO

Tra l’11 e il 13 febbraio, si terrà l’Evolution Day al Museo di Storia Naturale di Milano, che sostituirà l’ormai storico Darwin Day del capoluogo lombardo. Il tema di questa edizione sarà “I grandi esploratori. L’evoluzione e la diversità viste con gli occhi di viaggiatori e scopritori”. La manifestazione si concluderà con una performance inedita del Premio Nobel Dario Fo!

 

L’Evolution Day 2011 è dedicato alle esplorazioni geografiche e naturalistiche, delle quali affronterà i molteplici aspetti di interesse evoluzionistico. L’approfondimento storico sarà centrato sugli avventurosi viaggi di scoperta e di esplorazione che hanno dato un contributo determinante alla conoscenza della diversità naturale ed enormemente stimolato la curiosità degli intellettuali europei. La stessa teoria dell’evoluzione nacque infatti dopo l’ appassionante viaggio “intorno al mondo” compiuto da Charles Darwin. Attraverso la testimonianza di esploratori, viaggiatori e naturalisti, ripercorreremo le storie note o dimenticate dei grandi viaggi di esplorazione compiuti tra il XVIII e il XIX secolo. In questi racconti, riscopriremo che l’osservazione della diversità naturale non era mai disgiunta da quella della diversità delle società umane con cui il viaggiatore entrava in contatto e avvertiremo la consapevolezza crescente che espressioni di culture diverse fossero accomunate dal fatto di appartenere a una stessa specie. Nel corso di questo Evolution Day paleontologi, biologi molecolari, naturalisti, ecologi si confronteranno nel difficile compito di chiarire la storia della diversità umana, con l’intervento di esploratori dei nostri giorni che contribuiranno con la loro esperienza sul campo, e di genetisti che illustreranno i risultati delle più moderne metodiche di analisi del genoma.

La straordinaria capacità della nostra specie di divenire “cosmopolita invasiva” e di colonizzare l’intero Pianeta non è rimasta priva di effetti sull’evoluzione delle altre specie. Si tratta in particolare di alcuni “accompagnatori” spesso indesiderati, una schiera di parassiti, di grandi e piccole dimensioni, involontariamente traghettati in nuovi mondi nei quali hanno a loro volta esplorato inedite potenzialità evolutive. Aldilà del giudizio sul ruolo di queste specie, spesso distruttivo, sarà sorprendente constatare insieme come anche questi “grandi esploratori” non umani, considerati da un punto di vista evoluzionistico, offrano ai ricercatori indizi importanti sulla storia delle migrazioni umane.

L’Evolution Day 2011 sarà infine l’occasione per presentare in anteprima al pubblico un grande progetto espositivo internazionale, dedicato all’evoluzione della diversità umana che sarà inaugurato a Roma in autunno.

L’Evolution Day 2011 si svolgerà nei giorni dell’11 e 12 febbraio, mantenendo quindi la propria vicinanza ideale con le iniziative che in tutto il mondo ricordano il compleanno di Charles Darwin. Chi non potrà essere presente al Museo di Storia Naturale, e nelle sedi cittadine e lombarde a esso collegate per l’occasione, potrà seguirlo in diretta streaming da www.scienzeinrete.it 

 Milano torna dunque al centro dei progetti di comunicazione della scienza dedicati a un campo di studi in continuo aggiornamento: il grande affresco dell’evoluzione degli esseri viventi, dei loro ambienti, della specie umana e degli scienziati stessi alle prese con sempre nuove domande ed esplorazioni.

In esclusiva per l’Evolution Day, il 13 febbraio alle ore 11.00, il Premio Nobel Dario Fo presenterà una performance inedita: DIO E’ NERO.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

GIORNATA STATI VEGETATIVI

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ASSOCIAZIONE SALADINO

 

Domenica 13 marzo 2011 alle 18

al Teatro Sociale di Como, via Bellini 3

Lella Costa in Ragazze ? Nelle lande scoperchiate del fuori

versione recital di L. Costa, M. Cirri, G. Gallione

regia di Giorgio Gallione

biglietto 30 euro platea e palchi – 20 euro gallerie. 

Prevendite: Frigerio dischi, via Garibaldi, 38 ? Como;

Teatro Sociale, via Bellini 3  Como; tel. 031.270171. 

Associazione Silvano Saladino Onlus, via Recchi 2, 22100 Como tel. 338.6004019  brunosaladino@alice.it; fbsaladino@tiscali.it.

FERMIAMO QUESTE STRAGI

 

 

“Aiutateci a fermare questa strage”

Appello della madre di un caduto sul lavoro

Andrea è morto a 23 anni schiacciato da una macchina difettosa e insicura. Una donna che, da allora (2006) non ha mai mollato. “Ma ho visto tante sconfitte, tanti dolori rimasti solo sulle spalle delle famiglie. E la situazione non migliora”

di GRAZIELLA MAROTA

Andrea aveva 23 anni quando, il 20 giugno 2006, è rimasto con il cranio schiacciato da una macchina tampografica non a norma. Andrea voleva imparare a suonare la tromba, come se la chitarra da sola gli andasse stretta. Perché a quell’età la taglia dei desideri si allarga e non stai più nei tuoi panni dalla voglia di metterti alla prova, conoscere, guardare avanti. Da li a quattro giorni pure la metratura della sua vita sarebbe lievitata di colpo: dalla sua camera da ragazzo, in casa dei genitori, a un mini appartamento, acquistato dai suoi con un mutuo, a metà strada tra Porto Sant’Elpidio e la fabbrica Asoplast di Ortezzano, dove aveva trovato lavoro come precario per 900 euro al mese.

Andrea voleva imparare a suonare la tromba, ma non ha fatto in tempo: una tromba che, rimasta la dov’era in camera sua, suona un silenzio assordante. E neppure l’appartamento è riuscito ad abitare: doveva entrare nella nuova casa sabato 24 giugno 2006, se ne è andato il 20 giugno di 4 anni fa. Oggi Andrea avrebbe 28 anni ma è morto in fabbrica alle sei e dieci dell’ultimo mattino di primavera. E suonerebbe ancora la chitarra con i Nervous Breakdwn e non darebbe il suo nome a una borsa di studio. Sarebbe la gioia di sua mamma Graziella

e non la ragione della sua battaglia da neo cavaliere della Repubblica, per cultura sulla sicurezza. Una battaglia finita con una sconfitta dolorosa: nel nome del figlio e a nome dei tanti caduti sul lavoro, senza giustizia: Umbria-Oli, Molfetta, Thyssenkrupp, Mineo…. Sono solo le stazioni più raccontate di una via Crucis quotidiana, che per un po’ chiama a raccolta l’indignazione italiana, che poi guarda altrove.

Le morti si fanno sentire, ma le sentenze molto meno, quando passano sotto silenzio anche per una sorta di disagio nell’accettarle e comunicarle. I responsabili di questa orrenda morte sono stati condannati a otto mesi di condizionale con la sospensione della pena, anche se il Procuratore generale del tribunale di Fermo aveva parlato “di un chiaro segnale perché questi reati vengano repressi con la massima severità”. Andrea è stato ucciso per la seconda volta. La tragedia è finita nel dimenticatoio, con alcune frasi fatte e disfatte, tipo non deve più accadere, basta con queste stragi, lavoreremo per migliorare la sicurezza. Parole piene di buone intenzioni, che lo spillo della smemoratezza buca in un momento. Parole al vento!

Alla fine anche Andrea si è perso tra i morti da stabilimento e da cantiere: martiri del lavoro che fanno notizia il tempo di commuovere, che non promuovono ronde per la sicurezza, spesso rimossi pure nei processi. Tragedie quotidianamente dimenticate da un Paese ignavo e incurante, La tromba silente di Andrea a suonare la sua ritirata. Questo è quanto accade a tutti i morti sul lavoro; di loro restano solo dolore e angoscia dei familiari ma giustamente questo non fa notizia: una mamma che piange tutti i giorni, che guarda sempre la porta di casa aspettando che il suo Andrea rientri perché spera che tutta la sofferenza che sta vivendo sia solo un brutto sogno….. Ma tutto ciò non importa a nessuno!

Questa è la tragica realtà, di chi rimane e si rende conto di essere emarginato e dimenticato da tutti. Forse ciò che gli altri non conoscono è la realtà del “dopo” di queste tragedie… La vita per i familiari viene stravolta dal dolore e dalla mancanza della persona cara, ti ritrovi a lottare giorno per giorno per sopravvivere e se sei forte riesci in qualche modo a risollevare la testa da quel baratro di depressione in cui sei caduta, altrimenti sprofondi sempre di più! Ti accorgi che sei lasciato solo a te stesso…. manca il sostegno psicologico, sono assenti tutte le istituzioni e nessuno è disposto ad ascoltare il tuo dolore perché il dolore fa paura a tutti! Speri nella giustizia ma questa si prende beffa di te perché otto mesi e sospensione della pena per chi ha ucciso tuo figlio mi sembra una vergogna per un paese che si definisce civile…..

E vogliamo parlare dell’Inail, questo ente che ogni anno incassa milioni di euro? Ebbene la morte di Andrea è stata calcolata 1.600 euro e cioè rimborso spese funerarie, allora mi chiedo ma la vita di mio figlio che è stato ucciso a soli 23 anni, per la società non valeva nulla? Eppure io quel figlio l’ho partorito, l’ho amato , curato e protetto per 23 anni, era il mio orgoglio e la mia felicità e quindi tutto diventa assurdo e inaccettabile. Nemmeno l’assicurazione vuole pagare il risarcimento e a distanza di 4 anni e mezzo dovrò subire ancora violenze psicologiche tornando di nuovo in tribunale e ripercorrere ancora una volta questa tragedia…. descrivere come è morto Andrea, come lo hanno trovato i colleghi di lavoro, come ho vissuto dopo e come continuo a vivere oggi… Credetemi una pressione che non riesco a sopportare più.

Per terminare anche l’amministrazione comunale di Porto Sant’Elpidio si rifiuta di dare una definitiva sepoltura al mio angelo. Allora mi chiedo e lo chiedo a voi: la vita di un operaio vale così poco? E’ un essere umano come tutti e se per i soldati morti in “ missione di pace” si fanno funerali di Stato, per i 1300 operai che muoiono ogni anno per la mancanza di sicurezza, cosa viene fatto? Nulla perché non sappiamo nemmeno nome e cognome… sono solo numeri che fanno parte di una statistica.

Termino questa lettera con un appello disperato: fermiamo questa strage che serve solo a far arricchire gli imprenditori e a distruggere le famiglie. Ogni essere umano ha diritto alla propria vita e non si può perderla per 900 euro al mese.