BIZZOZERO AI TEMPI DEL G8

Ecco un esempio di come il tempo cambia le persone… è amaro sentir parlare di bisogno di protagonismo e di cinismo da una persona che accetta di presentare l’apertura del raduno dei peggiori rappresentanti del nazismo e del razzismo in Europa.  E.G.

IO ACCUSO E PIANGO
Claudio Bizzozero

19 luglio 2001

Io accuso. Accuso il presidente del consiglio Massimo D’Alema che dopo
aver voluto, programmato ed organizzato l’incontro dei G8 invita gli
iscritti al suo partito a scendere in piazza per protestare. Io
accuso. Accuso il presidente del consiglio Giuliano Amato per aver
scelto la città di Genova (una città totalmente inadatta per un
incontro di questo genere) per un solo semplice motivo: perché li c’è
un sindaco di centro sinistra al quale si vuol far fare velocemente
carriera. Io accuso. Accuso il presidente del consiglio Silvio
Berlusconi di aver saputo (come tutti sapevano) come le cose sarebbero
andate a finire e ciononostante di non aver voluto fermare tutto, a
causa di un solo semplice motivo: l’immagine della “nazione” e la sua
immagine personale. Io accuso. Accuso il portavoce del Genova Social
Forum, Vittorio Agnoletto, che dopo aver passato due e più mesi ad
invitare tutti ad andare a Genova, ora invita tutti a ritirarsi dalla
piazza. Io accuso. Accuso il portavoce dei centri sociali del nord-est
e delle tute bianche, Luca Casarini, per aver dichiarato guerra ai G8
e avere poi avuto la spudoratezza di parlare di nonviolenza. Io
accuso. Accuso gli avvoltoi di tutti i colori e di tutte le parti per
aver speculato per mesi sull’ingenuità di migliaia di ragazzi. Io
accuso. Accuso tutti coloro che, coscienti o incoscienti, hanno avuto
un ruolo nell’organizzazione dell’incontro e delle manifestazioni di
Genova. Tutti sapevano, e se non sapevano avrebbero avuto il dovere di
sapere come le cose sarebbero inevitabilmente andate a finire. Tutti
sapevano o avrebbero avuto il dovere di sapere che  il rischio della
morte era reale e concreto. Tutti sapevano o avrebbero avuto il dovere
di sapere che 100/200 mila persone in piazza non sono controllabili da
parte di nessuno. Tutti sapevano ed hanno finto di non sapere. Ora
tutti, da una parte e dall’altra, cercheranno di scaricare le
responsabilità dell’accaduto sull’avversario. Ma la responsabilità è
di tutti, coscienti ed incoscienti. La responsabilità, ancora una
volta, è della follia, dell’incoscienza, del bisogno di protagonismo,
dell’improvvisazione, del cinismo e della stupidità di tutti. E
allora, a costo di restare solo, io accuso chi ha gridato e chi ha
taciuto. Accuso chi, coscientemente o incoscientemente, ha accettato
di mettere in conto la morte di un ragazzo di vent’anni ed ha
calcolato che la ribalta della televisione e dei grandi giornali
valesse più di quella vita stroncata. Io accuso e piango, perché
nessuna manifestazione, nessuna protesta, nessun incontro di grandi o
piccole persone vale la vita di un ragazzo di vent’anni.

LE MANIFESTAZIONI NEONAZISTE VANNO VIETATE

Le manifestazioni neofasciste vanno vietate

Le manifestazioni neofasciste vanno vietate. La segreteria nazionale dell’Anpi torna sul problema delle ricorrenti manifestazioni che si richiamano esplicitamente al fascismo e al nazismo e lancia un appello alle istituzioni e alle autorità.

L’ultima provocazione in ordine di tempo è quella di Forza Nuova e CasaPound in Lombardia e Veneto su cui è stato diffuso il seguente documento:

“Le autorità competenti, a livello governativo, regionale e locale proibiscano manifestazioni che assumono un netto carattere fascista, pubblicamente utilizzando simboli e vessilli del passato regime; e comunque siano vigilanti affinché non appaiano, in qualunque occasione, i predetti simboli, che suonano di per sé oltraggio alla Resistenza ed ai valori costituzionali”
La Segreteria nazionale dell’ANPI a conoscenza del fatto che si preannunciano un altro incontro, in Lombardia, di esponenti della destra nazifascista europea, e in provincia di Treviso una Festa nazionale di CasaPound, con un programma, all’apparenza innocuo, ma sono note manifestazioni e dichiarazioni di esponenti di questo gruppo tutt’altro che conformi alle regole ed ai principi costituzionali;

considerato
inoltre che nel Paese si stanno moltiplicando episodi e manifestazioni razziste o xenofobe;

sottolinea
la necessità che qualunque manifestazione resti rigorosamente ancorata ai principi della Carta Costituzionale e delle leggi vigenti;

invita
le Autorità competenti, a livello governativo, regionale e locale a proibire manifestazioni che assumano un netto carattere fascista, pubblicamente utilizzando simboli e vessilli del passato regime; e comunque a vigilare affinché non appaiano, in qualunque occasione, i predetti simboli, che suonano di per sé oltraggio alla Resistenza ed ai valori costituzionali;

sollecita
l’applicazione rigorosa della legge Mancino in tutti i casi in cui si manifesti apologia o rimpianto del regime fascista e/o si esprima odio razziale e incitamenti alla xenofobia, attacchi ad ogni tipo di diversità;

invita
le proprie organizzazioni periferiche, e in particolare quelle dei luoghi direttamente interessati alle citate vicende ad intervenire presso le Autorità competenti perché siano rispettate la Costituzione e le leggi che ad esse fanno riferimento;

invita
altresì le organizzazioni provinciali e regionali competenti per territorio ad organizzare manifestazioni che sottolineino il carattere antifascista della Costituzione repubblicana e il rifiuto di ogni manifestazione o iniziativa che si richiami, in modo diretto o indiretto, ad un passato di lutti, di barbarie, di rovina e di privazione della libertà.

L’ANPI nazionale dedicherà prossimamente una giornata di riflessione su quanto sta accadendo in Italia in questi mesi, su ciò che si è realizzato dopo il documento antifascista del 25 luglio 2012 approvato dall’ANPI e dall’Istituto Cervi e su quali iniziative occorra ancora adottare per ottenere più efficaci risultati sul piano dell’antifascismo, del rispetto e attuazione della Costituzione e della democrazia.

UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L’ EUROPA

COMUNICATO DELL’ANPI NAZIONALE

Manifestazione antifascista giovedì a Como

Giovedì 12 settembre, dalle ore 18 alle ore 21, a Como davanti al monumento dedicato alla Resistenza Europea, in viale Mafalda di Savoia, manifestazione antifascista promossa dall’Anpi lombardo e milanese.

Questa la risposta al raduno neonazista europeo, il cosiddetto, “festival boreal”, che in un primo tempo avrebbe dovuto svolgersi nell’hinterland milanese.
In un  comunicato l’ANPI Lombardia e l’ANPI Provinciale di Milano esprimono la propria profonda indignazione e la propria ferma condanna per il raduno neonazista promosso da Forza Nuova nel comasco, per il quale ribadiscono la richiesta di divieto”.

“A tale raduno – si sottolinea – parteciperanno formazioni che si caratterizzano per la loro carica antisemita, xenofoba e razzista, provenienti dal tutta Europa. Il raduno si pone in aperto contrasto con i principi e i valori sanciti dalla Costituzione Repubblicana nata della Resistenza di cui quest’anno ricorre il settantesimo anniversario e con le leggi Scelba e Mancino”.

“Oggi più che mai – si rileva – la memoria è necessaria ed è necessario tenere presente che la minaccia costituita dalle formazioni neonaziste, dall’antisemitismo e da ogni forma di razzismo e discriminazione è ancora viva. Va combattuta con il coraggio civile, con l’impegno, con una controffensiva ideale, culturale e storica”.

Quindi l’appello alla mobilitazione: “Chiamiamo gli antifascisti, i democratici, i cittadini e tutte le forze politiche e sociali che si richiamano ai valori e ai principi della Costituzione Repubblicana, ad una grande, unitaria e democratica manifestazione antifascista che avrà luogo giovedì 12 settembre, dalle ore 18 alle ore 21, a Como, davanti al monumento dedicato alla Resistenza Europea, in viale Mafalda di Savoia”.

Da rilevare anche una maniffestazione promossa dal Coordinamento regionale veneto Anpi. Si svolgerà sabato 12 ottobre e prenderà la forma di una marcia da Vittorio Veneto a Revine Lago. La protesta è stata decisa dopo la notizia che a Revine Lago si svolgerà la festa nazionale di Casapound.

In proposito è stato diffuso il seguente documento:

“Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del neofascismo e del neonazismo.In Italia e in Francia, in Ungheria, in Svezia e in Germania. Camicie nere, brune, verdi odiano la democrazia, celebrano la lugubre Repubblica Sociale Italiana e i massacri del Terzo Reich.
La loro ricetta per uscire dalla crisi è diseguaglianza e discriminazione per tuti i diversi. Non sono solo nostalgici: sono fascisti e nazisti del XXI secolo. Razzisti, xenofobi e omofobi.
Fanno proselitismo e propaganda. Indicono adunate e manifestazioni nazionali ed europee. Vogliono riunirsi a Como (Forza Nuova e l’estrema destra europea) e a Revine Lago-TV (la festa nazionale di Casa Pound Italia).
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia del Veneto dice NO!
Chiediamo a tutti/e – cittadini, forze politiche, associazioni, sindacati, enti locali di non sottovalutare il pericolo neofascista.
Chiediamo alle autorità preposte alla difesa dell’ordine democratico di vietare il raduno di Casa Pound a Revine Lago.
In Italia apologia del fascismo e del razzismo sono fuorilegge.
Dalla crisi si esce solo con più democrazia, più uguaglianza, più giustizia sociale, più diritti per tutti/e.
L’ANPI del Veneto organizza per sabato 12 ottobre p.v. una marcia da Vittorio Veneto a Revine Lago.Torniamo sui luoghi della Resistenza e della sofferenza popolare, contro fascismo, razzismo, omofobia e xenofobia la Resistenza continua”.

DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE

LA VIA MAESTRA

1. Di fronte alle miserie, alle ambizioni personali e alle rivalità di gruppi spacciate per affari di Stato, invitiamo i cittadini a non farsi distrarre. Li invitiamo a interrogarsi sui grandi problemi della nostra società e a riscoprire la politica e la sua bussola: la Costituzione. La dignità delle persone, la giustizia sociale e la solidarietà verso i deboli e gli emarginati, la legalità e l’abolizione dei privilegi, l’equità nella distribuzione dei pesi e dei sacrifici imposti dalla crisi economica, la speranza di libertà, lavoro e cultura per le giovani generazioni, la giustizia e la democrazia in Europa, la pace: questo sta nella Costituzione. La difesa della Costituzione non è uno stanco richiamo a un testo scritto tanti anni fa. Non è un assurdo atteggiamento conservatore, superato dai tempi. Non abbiamo forse, oggi più che mai, nella vita d’ogni giorno di tante persone, bisogno di dignità, legalità, giustizia, libertà? Non abbiamo bisogno di politica orientata alla Costituzione? Non abbiamo bisogno d’una profonda rigenerazione bonificante nel nome dei principi e della partecipazione democratica ch’essa sancisce?

Invece, si è fatta strada, non per caso e non innocentemente, l’idea che questa Costituzione sia superata; che essa impedisca l’ammodernamento del nostro Paese; che i diritti individuali e collettivi siano un freno allo sviluppo economico; che la solidarietà sia parola vuota; che i drammi e la disperazione di individui e famiglie siano un prezzo inevitabile da pagare; che la partecipazione politica e il Parlamento siano ostacoli; che il governo debba essere solo efficienza della politica economica al servizio degli investitori; che la vera costituzione sia, dunque, un’altra: sia il Diktat dei mercati al quale tutto il resto deve subordinarsi. In una parola: s’è fatta strada l’idea che la democrazia abbia fatto il suo tempo e che si sia ormai in un tempo post-democratico: il tempo  della sostituzione del governo della “tecnica” economico-finanziaria al governo della “politica” democratica. Così, si spiegano le “ineludibili riforme” – come sono state definite –, ineludibili per passare da una costituzione all’altra.

La difesa della Costituzione è dunque innanzitutto la promozione di un’idea di società, divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora, operano per manometterla formalmente. È un impegno, al tempo stesso, culturale e politico che richiede sia messa in chiaro la natura della posta in gioco e che si riuniscano quante più forze è possibile raggiungere e mobilitare. Non è la difesa d’un passato che non può ritornare, ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa.

2. Eppure, per quanto si sia fatto per espungerla dal discorso politico ufficiale, nel quale la si evocava solo per la volontà di cambiarla, la Costituzione in questi anni è stata ben viva. Oggi, ci accorgiamo dell’attualità di quell’articolo 1 della Costituzione che pone il lavoro alla base, a fondamento della democrazia: un articolo a lungo svalutato o sbeffeggiato come espressione di vuota ideologia. Oggi, riscopriamo il valore dell’uguaglianza, come esigenza di giustizia e forza di coesione sociale, secondo la proclamazione dell’art. 3 della Costituzione: un articolo a lungo considerato un’anticaglia e sostituito dall’elogio della disuguaglianza e dell’illimitata competizione nella scala sociale. Oggi, la dignità della persona e l’inviolabilità dei suoi diritti fondamentali, proclamate dall’art. 2 della Costituzione, rappresentano la difesa contro la mercificazione della vita degli esseri umani, secondo le “naturali” leggi del mercato. Oggi, il dovere tributario e l’equità fiscale, secondo il criterio della progressività alla partecipazione alle spese pubbliche, proclamato dall’art. 53 della Costituzione, si dimostra essere un caposaldo essenziale d’ogni possibile legame di cittadinanza, dopo tanti anni di tolleranza, se non addirittura di giustificazione ed elogio, dell’evasione fiscale. Ecco, con qualche esempio, che cosa è l’idea di società giusta che la Costituzione ci indica.

Negli ultimi anni, la difesa di diritti essenziali, come quelli alla gestione dei beni comuni, alla garanzia dei diritti sindacali, alla protezione della maternità, all’autodeterminazione delle persone nei momenti critici dell’esistenza, è avvenuta in nome della Costituzione, più nelle aule dei tribunali che in quelle parlamentari; più nelle mobilitazioni popolari che nelle iniziative legislative e di governo. Anzi, possiamo costatare che la Costituzione, quanto più la si è ignorata in alto, tanto più è divenuta punto di riferimento di tante persone, movimenti, associazioni nella società civile. Tra i più giovani, i discorsi di politica suonano sempre più freddi; i discorsi di Costituzione, sempre più caldi, come bene sanno coloro che frequentano le aule scolastiche. Nel nome della Costituzione, ci si accorge che è possibile parlare e intendersi politicamente in un senso più ampio, più elevato e lungimirante di quanto non si faccia abitualmente nel linguaggio della politica d’ogni giorno.

In breve: mentre lo spazio pubblico ufficiale si perdeva in un gioco di potere sempre più insensato e si svuotava di senso costituzionale, ad esso è venuto affiancandosi uno spazio pubblico informale più largo, occupato da forze spontanee. Strade e piazze hanno offerto straordinarie opportunità d’incontro e di riconoscimento reciproco. Devono continuare ad esserlo, perché lì la novità politica ha assunto forza e capacità di comunicazione; lì si sono superati, per qualche momento, l’isolamento e la solitudine; lì si è immaginata una società diversa. Lì, la parola della Costituzione è risuonata del tutto naturalmente.

3. C’è dunque una grande forza politica e civile, latente nella nostra società. La sua caratteristica è stata, finora la sua dispersione in tanti rivoli e momenti che non ha consentito di farsi valere come avrebbe potuto, sulle politiche ufficiali. Si pone oggi con urgenza, tanto maggiore quanto più procede il tentativo di cambiare la Costituzione in senso meramente efficientistico-aziendalistico (il presidenzialismo è la punta dell’iceberg!), l’esigenza di raccogliere, coordinare e potenziare il bisogno e la volontà di Costituzione che sono diffusi, consapevolmente e, spesso, inconsapevolmente, nel nostro Paese, alle prese con la crisi politica ed economica e con la devastazione sociale che ne consegue.
Anche noi abbiamo le nostre “ineludibili riforme”. Ma, sono quelle che servono per attuare la Costituzione, non per cambiarla.

LORENZA CARLASSARE, DON LUIGI CIOTTI, MAURIZIO LANDINI, STEFANO RODOTA’, GUSTAVO ZAGREBALSKY

Da ” Libertà e Giustizia del 6 settembre 2013

PRIMA ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE DELL’ANPI

Stiamo ricevendo le prime adesioni alla manifestazione di giovedì 12 settembre promossa dall’Anpi Regionale Lombardia:

– ANED

– ARCI 

– Istituto di Storia Contemporanea P.A. Perretta

– CGIL 

– ACLI 

– CISL 

– UIL

– PD   

– SEL  

– PRC 

– PDCI

– Giovani Socialisti

– Nodo Comasco di ALBA

– Coordinamento Comasco per la Pace

– Associazione di amicizia Italia – Cuba

– Circolo culturale Libero Fumagalli di Albate

Eventuali nuove adesioni verrano comunicate sul sito.

Sono gradite le bandiere.

RADUNO NEONAZISTA A CANTU’

IL SINDACO DI CANTU’ CLAUDIO BIZZOZZERO HA DATO LA SUA AUTORIZZAZIONE CHE IL RADUNO NEONAZISTA EUROPEO ABBIA LUOGO A CANTU’, NELLO  SPAZIO PUBBLICO DI CAMPO SOLARO.

IL RADUNO AVRA’ LUOGO I GIORNI 13/14/15 SETTEMBRE A CANTU’.

L’ ANPI LOMBARDIA, IN SEGNO DI PROTESTA CONTRO L’AUTORIZZAZIONE, CHE SI PONE IN APERTO CONTRASTO CON I PRINCIPI SANCITI DALLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA E DALLE LEGGI SCELBA E MANCINO, HA PROMOSSO UNA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA A LIVELLO REGIONALE A COMO, DAVANTI AL MONUMENTO ALLA RESISTENZA EUROPEA, LUOGO SIMBOLO DELLA LOTTA AL NAZIFASCISMO, AL RAZZISMO, ALL’ ANTISEMITISMOI E ALLA XENOFOBIA.



ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ ITALIA

           COMITATO REGIONE LOMBARDIA

          MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA

        Mobilitazione Regionale: no al raduno neonazista del 13-14 settembre


L’Anpi Lombardia esprime la propria profonda indignazione e la propria ferma condanna per il raduno neonazista promosso da Forza Nuova nel comasco, per il quale ribadiamo la nostra richiesta di divieto. A tale raduno parteciperanno tutte le formazioni che si caratterizzano per la loro carica antisemita, xenofoba e razzista, provenienti da tutta Europa.

Il raduno si pone in aperto contrasto con i principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza di cui ricorre quest’anno il settantesimo anniversario e con le leggi Scelba e Mancino.

Oggi più che mai la Memoria è necessaria ed è necessario tenere presente che la minaccia costituita dalle formazioni neonaziste, dall’ antisemitismo e da ogni forma di razzismo e di discriminazione è ancora viva.

Va combattuta con il coraggio civile, con l’impegno e con una controffensiva ideale, culturale e storica.

Chiamiamo gli antifascisti, i democratici cittadini e tutte le forze politiche e sociali che si richiamano ai valori e ai principi della Costituzione Repubblicana ad una grande, unitaria e democratica manifestazione antifascista che avrà luogo

GIOVEDI’ 12 SETTEMBRE

A COMO

MONUMENTO ALLA RESISTENZA EUROPEA

DALLE ORE 18 ALLE ORE 21


ANPI REGIONALE LOMBARDIA

IL PRESIDENTE TULLIO MONTAGNA



MOZZATE, I DIRITTI DELLA PALESTINA

ANPISEPRIO in collaborazione con:

la Sezione Internazionale della Fondazione Lelio e Lisli Basso,
con Gazzella Onlus e Cooperativa di Studio e Ricerca Sociale Marcella Onlus
e con il patrocinio del Comune di Mozzate,
di Anpi Nazionale e di Anpi Regione Lombardia

organizza un incontro di studio e riflessione su:

I diritti umani in Palestina
dedicato a Marina (Mimma) Rossanda


Presso Auditorium Ex Scuole Elementari,
Via delle Rimembranze, Mozzate (Co)

Domenica 15 settembre 2013
dalle ore 10.00 alle ore 18.30

Il 15 settembre 2012 è stata inaugurata la sede di Anpi Seprio a Mozzate. A distanza di un anno festeggiamo questo evento con due manifestazioni.
La prima, al mattino, è dedicata a Marina (Mimma) Rossanda ed affronta il problema dei diritti umani in Palestina.
È questo un incontro di studio e di riflessione che intende sensibilizzare i partecipanti sulle condizioni materiali ed umane di esistenza del popolo palestinese e fare comprendere le radici storico-culturali e sociali di un problema, la cui soluzione sembra sempre a portata di mano, ma che nei fatti si allontana sempre.
La seconda, nel pomeriggio, è un concerto in piazza organizzato dal gruppo ALCHECHENGI, che fa parte dei progetti innovativi del Dipartimento Salute Mentale dell’Azienda Sanitaria di Como.
Nota biografica su Marina Rossanda (Pola 1927 – Roma 2006)
Dopo aver completato gli studi in medicina e la specializzazione in anestesia a Milano, si trasferì per brevi periodi prima a Stoccolma, dove lavorò al Karolinska Institue studiando le tecniche di rianimazione nei pazienti in coma con lesioni cerebrali, poi a Palermo. Nel 1967, insieme con Maria Luisa Bozza Marubini, aprì il primo centro anti-veleni in Italia. Accanto all’attività medica, che praticò per tutta la vita, Marina Rossanda si dedicò intensamente all’attività politica. Eletta senatrice nelle liste del Partito Comunista italiano nel 1979 per la circoscrizione della Lombardia, coprì tale incarico per due legislature.
Nel 1991, in seguito alla svolta della Bolognina, aderì al nascente Partito di Rifondazione Comunista nelle cui liste fu eletta come consigliere alla Regione Lazio. Attività politica e attività scientifica, quindi, si fusero perfettamente nei continui e ripetuti viaggi in Palestina e nella creazione nel 1981 dell’Associazione medica italo-palestinese, fondata con lo scopo di fornire assistenza medico sanitaria alla popolazione palestinese e di cui Rossanda fu prima tesoriera e poi, dal 1985, presidente.
Il primo viaggio di Marina Rossanda in Palestina risale al 1982, durante l’invasione israeliana in Libano; lavorò infatti per mesi all’ospedale Gaza di Beirut.
L’ultimo viaggio risale al 2000, insieme con Marisa Musu. A Gaza riuscì a salvare una ragazza di circa 14 anni, Gazala (Gazzella), colpita da una pallottola. In seguito a questo episodio fondò l’Associazione Gazzella Onlus per l’adozione a distanza dei bambini palestinesi (da Archivo femminista Rosa Luxembourg).



APPUNTAMENTO A MOZZATE, 15 SETTEMBRE

Nell’ambito delle iniziative per il primo anniversario dell’apertura della sede ANPISEPRIO
Il Comune di Mozzate e Anpiseprio invitano la popolazione a partecipare alla manifestazione di musiche interculturali e di confine

Alchechengi

in concerto

direttore Gianda Bedetti

GUARDANDO IL NULLA
SOGNANDO QUALCOSA PRIMA DI TUTTO

In collaborazione con: Sezione Internazionale della Fondazione Lelio e Lisli Basso,
Gazzella Onlus, Cooperativa di Studio e Ricerca Sociale Marcella Onlus, Anpi Nazionale ed Anpi Regione Lombardia.
Evento dedicato a Marina (Mimma) Rossanda

15 settembre 2013

dalle ore 18,00 alle 19,30
Piazza Carnaggia, Mozzate

RADUNO NEONAZISTA

COMUNICATO DELL’ OSSERVATORIO DEMOCRATICO SULLE NUOVE DESTRE

FESTIVAL BOREAL DEL 13/14/15 SETTEMBRE

Visto il timore, se non la paura da parte di Forza nuova a rivelare in anticipo il luogo in cui si svolgerà, dal 12 al 14 settembre, il cosiddetto Festival Boreale, provvediamo noi a rompere gli indugi: da diversi indizi, provenienti da alcune organizzazioni straniere, come da altre verifiche, riteniamo che l’avvenimento si terrà sulle sponde del lago di Como.
Non era in verità questa la località prescelta. Inizialmente si era pensato a Milano o a un comune a nord, Brianza compresa. Le pressioni esercitate in questi giorni, con le tante prese di posizione delle associazioni partigiane, delle organizzazioni antifasciste, ma anche dei sindaci dei territori interessati, hanno consigliato lo spostamento. Anche i proprietari di un paio di capannoni, che avevano in un primo momento dato la loro disponibilità, avevano poi preferito ritirarsi.
Per non sfigurare con gli esponenti stranieri Forza nuova continua al momento a dichiarare che il festival sarà a “Milano nord”. Solo un artificio per nascondere il trasferimento addirittura in un’altra provincia. Como è a nord ma non è certamente Milano.

OSSERVATORIO DEMOCRATICO

Apprendiamo oggi da fonti della stampa e dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre di Milano che il raduno neonazista europeo promosso da Forza Nuova nel milanese potrebbe essere spostato a Como. Nel malaugurato caso che la notizia si rivelasse fondata, l’Anpi sezione di Como sosterrà l’iniziativa e la mobilitazione democratica volta ad impedire questo ennesimo oltraggio alla città di Como ad opera di forze xenofobe e razziste.

Sollecitiamo sin da ora le autorità competenti e le istituzioni democratiche a verificare questa notizia, in quanto questo raduno si pone in aperto contrasto con i principi antifascisti della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza, viola le leggi Scelba e Mancino e  pertanto deve essere vietato.

Como e la sua provincia, già teatro recentemente di rigurgiti di estrema destra, non possono e non devono diventare luogo di scorribande per movimenti che si pongono al di fuori della storia e che hanno come valori fondanti l’intolleranza, l’omofobia, la violenza e il culto del nazifascismo.

ANPI SEZIONE DI COMO, 6 settembre 2013

FERMATO IL CORTEO DI FN A CARONNO

A Caronno Pertusella 25 militanti di FN hanno preso parte ad un corteo contro la cittadinanza onoraria per i figli degli immigrati.

A sbarrare loro la strada hanno però trovato militanti dell’ Anpi di Caronno e di tante associazioni della sinistra.

Ecco il video:

http://video.repubblica.it/edizione/milano/caronno-bella-ciao-contro-boia-chi-molla-l-anpi-ferma-forza-nuova/139257/137797?ref=HREC1-4

Da Repubblica, 6 settembre 2013