LETTERA APERTA AL MINISTRO LUPI

Dal sito Libertà e giustizia

17 marzo 2015

 

Ministro Maurizio Lupi,

l’ennesimo episodio di corruzione nei pubblici appalti ha coinvolto il dirigente Ercole Incalza, che lei ha voluto e difeso più volte, affinché rimanesse nel suo alto incarico direttivo. Lei quindi, deve ritenersi politicamente responsabile dei danni patrimoniali inferti a noi cittadini dall’attività illegale del suo stretto collaboratore, che la magistratura accerterà.

Il partito di cui lei è un alto esponente si è molto impegnato per far approvare un provvedimento per la responsabilità civile dei giudici. Per par condicio, sarebbe opportuno che vi fosse analoga normativa anche per sanzionare la responsabilità civile dei politici, come lei.

La corruzione sta divorando l’economia e la credibilità del Paese. Aumenta a dismisura i costi delle opere pubbliche. Alimenta la malavita a scapito degli imprenditori onesti. Rinforza l’idea che l’illegalità sia l’unico modo per poter accedere agli appalti pubblici.

Ministro Maurizio Lupi,
ci aspettiamo da lei le dimissioni e il pudore della tempestività di questo gesto.
Con vigilanza democratica

Sandra Bonsanti

MEDAGLIA A UN UFFICIALE REPUBBLICHINO

Chi ha deciso di dare una medaglia a un ufficiale fascista?

16 marzo 2015

 

Nel 70° della liberazione, a Montecitorio, viene consegnata una medaglia a ricordo di un ufficiale fascista della Repubblica di Salò? Sembra incredibile ma è proprio così. Chi ha deciso di concedere il riconoscimento alla memoria di Paride Mori, del battaglione “Benito Mussolini” che combattè a finco delle SS naziste?
E con quali criteri? Domande inquietanti che pretendono risposte certe e rapide. Esigenza di cui si fa interprete Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi:

“Ho appreso dalla stampa la notizia della consegna di una medaglia, in una sala della Camera dei deputati, dove si trovavano anche il Presidente della Repubblica e la Presidente della Camera, ad un fascista della Repubblica di Salò. La notizia appariva così incredibile (e grave) che sono stato lieto di apprendere, da una dichiarazione emanata dalla Presidenza della Camera, che la Presidente Boldrini non aveva dato alcun premio, né aveva in alcun modo concorso ad individuare il nome del “premiato” tra quelli meritevoli di onorificenza (sono parole pressoché testuali del comunicato della Presidenza della Camera). Altrettanto credo sia accaduto per il Presidente Mattarella, ma non è possibile anticipare nulla al riguardo, finché non ci sarà qualche comunicazione da parte del Quirinale”.

“Di certo – commenta Smuraglia – un’onorificenza è stata consegnata dal Sottosegretario Delrio e dunque a nome della Presidenza del Consiglio. Anche il Sottosegretario ignorava tutto? Sembrerebbe impossibile; comunque, chi ha proposto e deciso quella onorificenza proprio nell’anno del 70° anniversario della Resistenza? A quali criteri ha obbedito la speciale Commissione che valuta per la Presidenza del Consiglio le onorificenze? È veramente difficile accontentarsi della prospettazione di un “errore”, a fronte di situazioni che imporrebbero una vera sensibilità democratica. Pensiamo che su questo debba essere fatta chiarezza assoluta ed al più presto. Altrimenti dovremmo pensare che la Presidenza del Consiglio, che si propone di celebrare il 25 aprile e il 70° è disponibile, al tempo stesso, a riconoscere “i meriti” di chi militò dalla parte della dittatura, del fascismo, della persecuzione degli ebrei, degli antifascisti e dei “diversi”. Davvero, tutto questo appare inconcepibile; l’ANPI attende, comunque, chiarimenti precisi e definitivi e, soprattutto, che ognuno si assuma le responsabilità che gli competono. Dopo di che, prenderemo – a ragion veduta – le nostre posizioni di antifascisti e di combattenti per la libertà, che non conoscono né tentennamenti né ambiguità, ma si riconoscono nella vera storia del nostro Paese e nella Costituzione che lo regola e pretendono che altrettanto facciano le istituzioni.

 

 

21 MARZO – SPAZIO XANADU’

Venerdì 20 marzo 2015 – Spazio Gloria, via Varesina 72 – ore 21
METTETE DEI FIORI
 
Concerto di Baule dei suoni insieme ad alcuni ragazzi ospitati dalla comunità  di don Giusto a Rebbio e a un ospite d’ eccezione: Mino di Martino, ex cantante de I Giganti.
Alla serata partecipa con un banchetto il gruppo comasco di Emergency, che raccoglierà  fondi per il centro pediatrico di Bangui nella Repubblica Centrafricana.

Sarà  inoltre possibile firmare per la Campagna Un’Altra Difesa Possibile
Ingresso a offerta libera.

Organizzano: Baule dei Suoni, Arci Xanadù, Coordinamento Comasco per la Pace

COMO, 21 MARZO

COMITATO SOCI COOP COMO

Sabato 21 marzo 2015

in occasione della giornata della Memoria e dell’impegno per le vittime innocenti di tutte le mafie il nostro Comitato Soci organizza ed invita a partecipare all’iniziativa
 
“LETTURE DI MAFIA”
 
Che si svolgerà sabato 21 marzo dalle ore 11:00 presso il punto vendita COOP di Como, via Giussani.

Seguirà  una degustazione di prodotti di “Libera Terra”.
 
In allegato la locandina dell’iniziativa.

21 MARZO – PORLEZZA

Associazione Cittadini Insieme di Porlezza e Valli 

Assessorato alla cultura del Comune di Porlezza 

CGIL UIL CISL ANPI

 

SABATO 21 MARZO DALLE ORE 15 ALLE 18

PORLEZZA, AULA MAGNA SCUOLE MEDIE

VIA OSTENO, 7

 

II appuntamento del seminario

Un confine tra Lario e Ceresio

(ruolo del confine tra Italia e Svizzera durante la Resistenza tra il 1943 e il 1945, con particolare riferimento al contrabbando di persone e cose).

intervengono:

Giorgio Cavalleri, scrittore

Adriano Bazzocco, giornalista, traduttore e ricercatore in storia

Bruno Soldini, regista televisivo e autore cinematografico

Cecco Bellosi, scrittore e coordinatore nell’ associazione Comunità Il Gabbiano.

 

Ingresso libero

 

STOP TTIP A COMO

Il Comitato Comasco STOP TTIP organizza una serata di approfondimento e confronto sul tema del negoziato noto con l’acronimo TTIP (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti), in corso fra USA e UE con l’obiettivo di ridurre fortemente le barriere tariffarie e non tariffarie fra i due Paesi.

L’appuntamento è per  martedì 17 marzo, alle ore 20.45, presso la circoscrizione 1 di Albate (Cascina Massè, Via S. Antonino 4 – Como)

SELMA

A cinquanta anni da quei giorni, il discorso del presidente Obama sulla questione razziale nella città americana simbolo della difesa dei diritti civili: “I fatti del ’65 hanno segnato la storia degli Usa, il cambiamento dipende da noi”
 
SELMA (ALABAMA) – “Il lavoro non è terminato, la marcia non è ancora finita”. Il presidente Usa Barack Obama ha ricordato a Selma, in Alabama, la marcia per i diritti civili che ha segnato una svolta nella storia degli Stati Uniti, garantendo il diritto di voto agli afroamericani degli Stati del Sud. E lo ha fatto a poche ore di distanza dall’uccisione di un 19enne nero da parte di un agente della polizia a Madison, nel Winsconsin. Sul palco a fianco a lui, oltre alla moglie Michelle, anche l’ex inquilino della Casa Bianca George Bush e la consorte Laura, presenza istituzionale e bipartisan.
 
 
STORIA DELLE LEGGI RAZZIALI NEGLI STATI UNITI
 
Nel 1790 le leggi statunitensi sulla naturalizzazione garantivano la cittadinanza solo alle “popolazioni bianche libere”.
Nel 1865, quando qui avevamo già fatto l’ indipendenza dell’ Italia, Lincoln abrogava la schiavitù.
Nel 1870, quando in Europa si faceva la Comune di Parigi e circolavano le idee di Babeuf, negli Stati Uniti nasceva il “razzismo scientifico” che proibiva la mescolanza delle razze e istituiva la segregazione.
Nella maggior parte degli stati segregazionisti le persone che immigravano da Portogallo, Spagna, da una piccola parte della Francia, dalla Liguria, dall’Italia meridionale, dalla Grecia, dal Nord Africa e dal medio oriente, furono classificati diversamente dai «bianchi» e il termine «bianco» iniziò a identificare principalmente gli anglosassoni, i germanici e gli scandinavi. L’appartenenza alla razza bianca dei non-nordici (slavi, ecc.) era spesso messa in discussione. Ma erano soprattutto gli europei del sud, appartenenti alla cosidetta ” razza mediterranea” a sottostare alle condizioni peggiori, e in molti stati essi erano legalmente equiparati ai neri e privati ( con diverse accezioni, a seconda degli stati) dei diritti riservati ai bianchi.
A complicare le cose, i puritani erano ostili ai cattolici, quindi c’ erano pregiudizi religiosi ( anche per gli irlandesi, che non venivano considerati ” bianchi nordici”).
La campagna ideologica dell’ eugenista Grant raggiungerà l’obiettivo di fare chiudere le frontiere tra il 1921 e il 1924, e a partire dal 1924, di far restringere l’immigrazione dai paesi dell’est e del sud Europa, e di ostacolare quella ebraica. Questa decisione avrebbe avuto conseguenza catastrofiche durante la Shoah, nel corso della quale gli Usa respinsero caparbiamente i profughi ebrei, accogliendone per tutta la durata dell’Olocausto meno della sola città cinese di Shanghai (30.000).
Negli anni ’30, quando era ormai divenuto impossibile continuare a mantenere un così alto numero di immigrati europei fuori dalla élite dei bianchi – con il rischio peraltro di pericolose coalizioni coi neri – i segregazionisti estesero i diritti a tutti i ” caucasici”, gruppo razziale che includeva anche i mediterranei .
Tutte le altre presunte razze “non caucasiche” rimangono escluse dai diritti civili.

Le lotte per la liberazione dei neri americani iniziano negli anni 60. Dopo quasi cento anni, le leggi razziali vengono abolite dalla legislazione statunitense, nel 1964 viene approvato il Civil Rights Act ( Diritti Civili dei neri) e nel 1965, dopo venti anni dalla caduta del fascismo, verrà approvato il diritto di voto dei neri.

70° DELLA LIBERAZIONE E REGIONE LOMBARDIA

Cosa sta facendo la Regione Lombardia per il 70° della Liberazione?

4 marzo 2015

 

Al Consiglio regionale della Lombardia, la presidenza del gruppo “Con Ambrosoli Presidente – Patto civico” ha presentato una interrogazione al presidente della Giunta regionale, Roberto Maroni, e all’assessore alle culture, identità ed autonomie, Cristina Cappellini, per conoscere “quale programma stia predisponendo la Regione Lombardia per ripercorrere, celebrare e studiare gli eventi della Resistenza”, in occasione del 70° anniversario della Liberazione.
Naturalmente – spiega Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi, in una nota – siamo in ansiosa e curiosa attesa della risposta”.

“Se in tanti Comuni e Regioni – aggiunge – si facesse una iniziativa del genere, forse faremmo un passo avanti per richiamare l’attenzione di tutti, cittadine, cittadini e istituzioni, sul fatto che quest’anno ricordiamo una delle pagine più gloriose della storia del nostro Paese, da cui è scaturita non solo la liberazione dalle truppe naziste e dalla dittatura fascista, ma anche una Costituzione moderna e democratica”.

ANNIVERSARIO – TERESA GULLACE

Teresa Gullace venne uccisa a Roma , a 37 anni, il 3 marzo 1944 dagli occupanti nazisti mentre cercava di parlare al marito Girolamo, arrestato nel corso di un rallestramento.

” Roma città aperta”, il celebre film di Roberto Rossellini, con Anna Magnani protagonista, si ispira proprio alla tragica vicenda di Teresa Gullace, anche se la storia del film è profondamente modificata.

Teresa Gullace è divenuta simbolo della Resistenza romana, ed è stata insignita della Medaglia d’ Oro al Valor Civile nel 1977.