PER UNO STATO PIENAMENTE ANTIFASCISTA

15 Giugno 2016

 

Lunedì 13 giugno il Presidente Nazionale dell’ANPI, Carlo Smuraglia, e la Presidente dell’Istituto Alcide Cervi, Albertina Soliani, hanno consegnato al presidente del Senato, Pietro Grasso, il documento contenente le proposte operative emerse dal Convegno del 9 gennaio scorso “Per uno Stato pienamente antifascista (come rafforzare il ruolo delle istituzioni per il contrasto ai movimenti e alle iniziative neofasciste)”. Lo stesso documento è stato consegnato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 22 marzo.

Di seguito, il comunicato della Presidenza del Senato:

 

Il Presidente Grasso ha ricevuto il Presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, e la Presidente dell’Istituto Alcide Cervi, Albertina Soliani

13 Giugno 2016

Lo Stato dovrebbe assumere “nel suo complesso ed in tutti i comportamenti dei suoi esponenti, un atteggiamento più nettamente e dichiaratamente ‘antifascista’, nel presupposto che a contraddistinguere il nostro sistema come ‘antifascista’ non è soltanto la XII disposizione transitoria, ma tutta la Costituzione, per il netto contrasto tra i princìpi e valori che essa esprime ed ogni tipo di fascismo, di autoritarismo, di razzismo, di populismo”. È quanto si legge nel documento che il Presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, e la Presidente dell’Istituto Alcide Cervi, Albertina Soliani, hanno consegnato oggi al Presidente del Senato, Pietro Grasso, a Palazzo Madama.

Il testo riporta un elenco dettagliato di “richieste e proposte”, scaturite, come si legge, “da un dibattito franco e aperto e da confronti ed approfondimenti dei due organismi promotori (l’Anpi e l’Istituto Alcide Cervi)”, e che ora sono sottoposte “all’attenzione delle massime autorità politiche dello Stato”.

Il Presidente Grasso ha assicurato la propria attenzione sui temi sollevati dal documento.

ERBA – SABATO 11 GIUGNO

11 GIUGNO 2016

ERBA: BALLANDO SOTTO LE FIRME

Firmiamo per dire NO alla riforma della Costituzione e SI alla modifica della legge elettorale ” Italicum”.

Facciamolo ballando e cantando, tutti insieme, per raccontare il diritto ad un Paese più democratico.

Sabato 11 giugno, Erba, piazza del Mercato – via Volta

Raccolta firme:

dalle ore 10 alle 12,30

dalle ore 14,30 alle ore 20,30

Musica dalle ore 18 alle 20

RACCOLTA FIRME IN ALTO LARIO

ULTIMI GIORNI PER LA RACCOLTA FIRME PER ABROGARE LA LEGGE ELETTORALE “ITALICUM”

“Firmiamo per dire NO alla “deforma” della Costituzione e SI alla modifica della legge elettorale Italicum.

Si ricorda che presso i comuni di: Menaggio, Porlezza, Carlazzo, Cavargna, Pianello del Lario, Musso, Dongo, Gravedona, Grandola ed Uniti, Domaso, Gera Lario, Sorico, Vercana sono depositati i moduli per la raccolta firme per dire NO alla riforma della Costituzione e SI all’abolizione della legge elettorale Italicum.

Le firme per l’ abrogazione dell’ Italicum devono essere consegnate entro il 15 giugno, quindi sono gli ultimi giorni utili.

Mentre per l’altro c’è tempo fino al 10 Luglio.

ANPI IN GITA!

La sezione ANPI “Rado Zuccon” di Uggiate -Trevano organizza

GITA IN AUTO

domenica 19 giugno 2016  visita alla

Malga Lunga 

(Val Seriana, località Peja-Val Piana, provincia di Bergamo)

sede della 53° Brigata Garibaldi e attuale Museo-Rifugio della Resistenza (m.1.235 slm)

http://www.malgalunga.it/

La Malga Lunga, situata in posizione dominante sui monti tra Sovere e Gandino, è stata una delle roccaforti partigiane del periodo resistenziale e oggi è sede del Museo della Resistenza Bergamasca. La strada che conduce alla Malga Lunga non è percorribile  dai pullman ma solo da auto o da furgoni, quindi ci recheremo in automobile fino al parcheggio di Val Piana (circa 2 ore da Uggiate). Dal parcheggio saliremo a piedi alla Malga con una camminata di circa 20/30 minuti.

Chi non può affrontare la camminata è pregato di segnalarcelo e verrà accompagnato in auto dal personale ANPI  fino alla Malga.

Alla partenza di Uggiate organizzeremo le auto in modo da permettere a tutti partecipare, anche a chi non è automunito o non se la sente di guidare fino in Val Seriana o per chi vuole fare il viaggio in compagnia.

 Il programma previsto è:

•  Ore 08.30       Ritrovo a Uggiate Trevano, Piazzale Europa, e organizzazione con auto private

•  Ore 09.00       Partenza per la Malga Lunga (direzione Bergamo-Val Seriana, via autostrada A4 ).

•  Ore 11.00       Arrivo al parcheggio di Peja, località Val Piana (Val Gandino) e inizio della camminata.

•  Ore 11.30       Arrivo alla Malga Lunga e visita guidata gratis al Museo della Resistenza Bergamasca.

•  Ore 12.30       Pranzo presso la Malga a cura delle sezioni ANPI della provincia di Bergamo o al sacco. Il pranzo è a offerta libera (affettati, pasta, polenta e brasato, formaggella), ma calcolate circa € 15,00 per un pasto completo o € 8,00 per un secondo.

  Ore 15.00       Discesa dalla Malga verso il parcheggio di Val Piana.

•  Ore 17.00       Rientro a Uggiate Trevano

Il programma è vincolante per tutti fino al momento del pranzo, poi ogni auto è libera di scegliere il proprio itinerario (passeggiate attorno alla Malga, visita a Bergamo ecc. ) e l’ora del rientro.

 

IMPORTANTE!!

Per poterci organizzare al meglio attendiamo le vostre mail di conferma a anpi.uggiate@gmail.com oppure al n. 3403718660 – Emanuela.

Per prenotare il pranzo occorre confermare entro mercoledì 15 giugno.

 

E’ MORTO FRANCESCO PAGANI

E’ morto oggi il partigiano combattente Francesco Pagani. Era stato insignito della medaglia della Resistenza solo tre giorni fa, nel corso dei festeggiamenti per il 70° anniversario della Repubblica.I funerali saranno domani, 7 giugno, alle ore 14 presso la cappella del Cimitero Maggiore di Como.

Ai familiari di Francesco, le più sentite condoglianze di tutta l’ Anpi provinciale di Como.

2 GIUGNO – MEDAGLIE ALLA RESISTENZA

Cari amici e compagni, la cerimonia di consegna delle medaglie alle Partigiane e Partigiani,
avrà luogo alle ore 10,00 di giovedì 2 giugno 2016, nell’Aula Magna del Politecnico di Milano, Polo Territoriale di Como in Via Castelnuovo n. 7,  anziché come previsto nella Piazza Cavour di Como.
Rinnoviamo l’invito a partecipare ai nostri iscritti e dirigenti.

 

NOTAZIONI SUL CONGRESSO DI RIMINI E SUGLI ATTACCHI ALL’ ANPI

Questa campagna referendaria non poteva cominciare peggio. Ne abbiamo sentite di tutti i colori: offese, insulti, alle persone e all’ANPI. Ci hanno detto che siamo finiti, che non rappresentiamo più nulla, perché non ci sono più partigiani; che comunque ci sono partigiani “veri” che la pensano diversamente da noi. Sono stati scomodati personaggi del passato per fargli “anticipare”giudizi, naturalmente negativi nei nostri confronti.

Abbiamo deciso di non rispondere alle provocazioni, perfino quando ci hanno paragonato a CasaPound, perché alle sciocchezze ed alle balordaggini non si può rispondere.

A tutti coloro che hanno parlato e scritto in questi modi, in questo periodo, abbiamo solo da dire:

– che l’ANPI è viva e vegeta e in essa convivono dal 2006 partigiani e antifascisti, portatori entrambi di valori comuni, quelli della Resistenza e della Costituzione; la nostra parola d’ordine è, da sempre, rispetto e continuità;

– che l’ANPI è stata considerata legittimata non solo ad agire ma anche ad intervenire in procedimenti penali, per difendere diritti e principi fondamentali, da ben 4 sentenze di Tribunali Militari e altrettante di giudici penali di Roma, Milano, Tivoli ed altre importanti sedi giudiziarie;

– che nessuna sentenza, per quanto ci risulti, ha legittimato parlamentari e ministri ad emettere “decisioni” e giudizi sull’ANPI e tantomeno ad operare pretestuose distinzioni fra partigiani “veri” e partigiani ipotetici;

– che non siamo un’associazione reducistica, ma una associazione di memoria e di valori, legata con un filo indissolubile ad una Costituzione che non sarà “la più bella del mondo” ma è certamente tra le più avanzate e frutto di un felice, prodigioso incontro di idee, culture, provenienze diverse, ma capaci di levarsi, e di molto, “al di sopra della mischia”, cosa purtroppo ignota e irraggiungibile per molti corifei del nulla dei nostri tempi;

– che l’ANPI è un’associazione pluralista, dove possono convivere opinioni diverse, componendosi in un contesto di valori condivisi e di fraternità (anch’essa, purtroppo, sconosciuta a molti dei discettatori di oggi);

– che l’ANPI non ha dato e non dà giudizi negativi su chi la pensa diversamente su temi specifici, ma si limita a contestare le opinioni che non condivide, ma nel merito, e considerando chi ne è portatore al più come un avversario e mai come un “nemico”; la Resistenza – diceva “Bulow” l’abbiamo fatta “anche per loro”;

– che l’ANPI assume le sue decisioni secondo le regole della democrazia e pretende che anche chi non le condivide le rispetti, assicurandogli nel contempo rispetto;

– che l’ANPI, pure essendo un soggetto “politico” (nel senso aristotelico del termine), non è e non sarà mai un partito o qualcosa che assomigli ad un partito. Non lo fu e non lo divenne nel 1953, quando si schierò contro la “legge truffa”; non lo fu e non lo divenne nel 1960, quando scese nelle piazze per contrastare un governo fondato su un’alleanza con i fascisti.

Quando si tratta di stravolgimenti della Costituzione, quando si tratta di diritti fondamentali e quando si tratta di antifascismo, l’ANPI è tenuta ad intervenire e schierarsi, senza alterare la sua identità ed anzi esprimendo in pieno i valori cui si ispira;

– che infine è ora di lasciar perdere gli insulti, gli attacchi, le sciocchezze fondate sul nulla per entrare nel merito, informare i cittadini e metterli in condizione di poter decidere liberamente, sui temi del referendum, come si deve fare in democrazia. Ciò premesso, non possiamo che chiedere a tutti di uniformarsi a queste regole fondamentali: basta polemiche e confronti sul merito.

L’ANPI, intanto, con i partigiani e gli antifascisti, andrà avanti per la sua strada, battendosi per una difesa non conservatrice della Costituzione, che si può sempre modificare, nei modi previsti dalla stessa Costituzione quando sussistono esigenze reali e rispettando lo spirito che animò i legislatori costituenti. ln questo contesto, si è svolta la prima riunione del nuovo Comitato Nazionale, alla quale avevo personalmente invitato a partecipare due dei cosiddetti dissidenti, a cui ritenevo giusto dare la parola in questa occasione.

C’è stato un ampio dibattito, un sereno confronto, un franco chiarimento anche tra idee diverse, nello spirito che deve caratterizzare un’associazione come la nostra con uno sforzo di reciproca comprensione, tanto che il Presidente alla fine ha ricevuto un invito per una riunione a Bolzano.

Infine, dopo la partenza degli invitati (che per regolamento non votano) il Comitato Nazionale ha votato un documento approvato all’unanimità; il che per un’associazione che alcuni pretenderebbero ‘“lacerata e divisa”, non è niente male.

Viene pubblicato qui di seguito il documento che a me sembra chiarissimo e non ha bisogno di commenti perché parla da solo:

 

Il Comitato nazionale dell’ANPI,

vista la campagna condotta da alcuni organi di stampa sulla cosiddetta spaccatura all’interno dell’ANPI per svalutare l’intera Associazione;

visti i tentativi, da varie parti, di provocare o intimidire l’ANPI con dichiarazioni quanto meno improvvide mettendo perfino in dubbio la rilevante eredità morale di cui è portatrice e il dovere statutario di difendere la Costituzione da ogni stravolgimento;

ribadisce:

che la decisione di aderire alla Campagna referendaria per il NO è stata adottata dal Comitato Nazionale del 21 gennaio u.s., con una netta e precisa maggioranza (venti voti a favore e tre astensioni), che tale decisione è stata ribadita praticamente in tutti i Congressi provinciali e sezionali dell’ANPI, con rarissime eccezioni;

che la conferma definitiva è venuta dall’inequivocabile voto conclusivo (con solo tre astensioni) del Congresso sui documenti congressuali, compresa la relazione generale del Presidente, analoga – nella sostanza – alle decisioni precedenti;

che è assolutamente lecito e normale che vi siano, all’ANPI, anche opinioni dissenzienti, ma che il dissenso deve essere mantenuto nei limiti della circolaredel 5 marzo 2016, là dove afferma:

«Abbiamo sempre affermato che la nostra è un’Associazione pluralista, per cui è normale anche avere opinioni diverse. Altra cosa, però, sono i comportamenti.

Ovviamente, non sarà “punito” nessuno per aver disobbedito, ma è lecito chiedere, pretendere, comportamenti che non danneggino l’ANPI e che cerchino di conciliare il dovere di rispettare le decisioni, con la libertà di opinione».

decide:

di intensificare la Campagna per il NO alla riforma del Senato e per il SÌ alla correzione di parti alla Legge elettorale “Italicum” in tutti i luoghi in cui l’ANPI ha una sede, d’intesa con l’ARCI e con le altre Associazioni che hanno aderito ai Comitati per il NO alla Riforma del Senato e per la “correzione” della Legge elettorale, adottando tutte le misure necessarie perché la raccolta delle firme si concluda tempestivamente e con esito positivo, invitando tutti gli iscritti a dedicare ogni impegno affinché si realizzi un’ampia e completa informazione di tutti i cittadini, sulle ragioni del NO e sui contenuti della riforma in discussione;

di non accettare provocazioni e dunque di non intervenire in dibattiti e polemiche che non riguardino i contenuti dei referendum;

deplorando la inaccettabile campagna introdotta contro l’ANPI, perfino tentando discriminazioni fra i partigiani e respingendo altrettanto vergognosi avvicinamenti ad organizzazioni di stampo fascista; di invitare tutti, Governo, Partiti, Associazioni, cittadini, a mantenere la campagna referendaria nei confini della democrazia e della correttezza, dando assoluto ed esclusivo primato ai contenuti;

invita la stampa a dar conto di tutte le posizioni, senza preferenze né distinzioni ed, in particolare, radio e televisione ad aprire spazi adeguati anche ai sostenitori del NO, come finora non è avvenuto;

richiama l’attenzione del Garante delle Comunicazioni a fare il possibile per garantire che l’informazione – nella campagna referendaria – sia ampia ed equilibrata, si abbassino i toni, si privilegino le discussioni, pacate, e le riflessioni informative.

Il referendum è un diritto dei cittadini e delle cittadine ed è uno strumento di democrazia: è necessario che tutti lo rispettino e si adeguino alla necessità di consentire una piena conoscenza dei reali problemi in discussione, senza prevaricazioni e senza l’uso di dichiarazioni provocatorie ed offensive.

L’ANPI tutta è impegnata a garantire che questo importante esercizio di democrazia si svolga con estrema correttezza e parità di condizioni, in modo che davvero la parola conclusiva spetti al popolo”.

Roma, 24 maggio 2016 – Il Comitato nazionale Anpi

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